BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 04/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 959 volte)
Titolo originale
The Seeker: The Dark Is Rising
Produzione
USA 2007
Regia
David L. Cunningham
Interpreti
Alexander Ludwig, Ian McShane, Frances Conroy, Christopher Eccleston, Gregory Smith, Amelia Warner, James Cosmo, Jim Piddock.
Durata
94 Minuti
Trailer

Ancora una volta la Terra è testimone dell’ennesima battaglia tra il bene ed il male. Questa volta ad incombere con minaccia di glaciazione ed oscurità totale verso il nostro mondo, è un tetro emissario inviato dalle tenebre, il “Cavaliere” (Christopher Eccleston).
A contrastare i suoi malefici intenti, saranno i Vetusti, antichi guerrieri da sempre ferrei difensori della luce, i quali avranno il compito di trovare e proteggere il Cercatore, il solo, in grado di ritrovare i sei segni, oggetti fondamentali per ristabilire il dominio della luce sulle tenebre. Il Cercatore, che dovrà viaggiare nel tempo per scovare i sei segni, è scritto che sarà il settimo figlio di un settimo figlio. Ignaro di questa sua importante coincidenza nativa e delle sue antiche origini famigliari il giovane Will Stanton (Alexander Ludwig) scoprirà ben presto di essere l’eletto, colui che dovrà combattere contro il Cavaliere per far trionfare la luce sulle tenebre!
Il risveglio delle tenebre” è stato tratto dalla premiata saga letteraria di Susan Cooper. Ora, non so se la qualità di questa opera sia meritevole o meno, non avendola letta evito di dare un giudizio, ma se questa saga fantasy avesse il merito di essere letta, la sua autrice dovrebbe fare richiesta di danni agli autori del film, perché una volta visto, dubito che qualcuno vada in libreria per acquistare il libro. Se invece dovesse rispecchiare alla lettera il libro, allora si può tranquillamente affermare che non deve essere un gran che come opera.
Ad ogni modo il film è stato strutturato in maniera scialba ed incongruente, a partire dalla trama che è senza alcun interesse e mordente, fino agli effetti speciali, che risultano banali e risicati per un film che vuole essere catalogato come un Fantasy.
Se avete visto un buon numero di questo genere di pellicole, tenete bene a mente questo titolo, ed evitatelo accuratamente, vi risparmierete 94 minuti di inutili insulsaggini!

Namor

 
Di Darth (del 03/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1179 volte)
Titolo originale
Beowulf
Produzione
USA 2007
Regia
Robert Zemeckis
Interpreti
Anthony Hopkins, Angelina Jolie, Alison Lohman, John Malkovich, Ray Winstone, Sebastian Roché, Robin Wright Penn, Shay Duffin, Brendan Gleeson, Crispin Glover
Durata
114 minuti
Trailer

Che Robert Zemeckis sia un ottimo regista è indubbio. Ultimamente però, forse sta precorrendo un po’ troppo i tempi, visto che gli ultimi suoi due lavori sono stati creati per la visione in 3D. Ora, non essendo per nulla facile (almeno in Italia) assistere alla proiezione tridimensionale di un film, mi è toccato vederli sul mio obsoleto (per lui!) tv lcd da 40’’.
La penultima sua opera “The polar express” è, secondo me, il film d’animazione più brutto degli ultimi dieci anni. Brutto come grafica, effetti, trama, qualità, e tutto quello che può venirvi in mente. Invece, il suo ultimo film “La leggenda di Beowulf” è il più brutto fantasy degli ultimi dieci anni!! E’incredibile come il flop di “TPE” non abbia portato un minimo consiglio al regista americano. Dopo aver reso ridicolo Tom Hanks in molteplici ruoli dove non si capiva quanto era grottesco lui e quanto lo fosse il suo alter ego digitale, ha ridicolizzato totalmente anche il grande Anthony Hopkins, trasformandolo in un vecchio e gelatinoso eunuco (per dirla come Alex) mezzo nudo e mezzo scemo.
Oltre a questo, anche il resto non mi è piaciuto. Graficamente orribile: le animazioni sembrano uscite da un videogame di cinque anni fa… nonostante sia del 2001 è decisamente superiore a livello qualitativo “Final Fantasy – The Spirit Within”.
La scena del combattimento tra il mostro Grendel (quello effettivamente è carino) e Beowulf poteva essere un momento piacevole… se non fosse che Beowulf combatte nudo! Così in tutta la sequenza si notano di più i ridicoli espedienti alla “Austin Powers” per nascondere le parti intime dell’eroe che il combattimento in se. Non sono riuscito a capire se Zemeckis voleva fare un film epico o demenziale… comunque sia, qualunque fosse il suo intento, non è riuscito.
L’unica attenuante può essere trovata nel fatto che “Beowulf” è un prodotto creato per essere visto in 3D, e che magari (ci credo poco), in quel contesto, lo spettatore rimane affascinato dall’effetto che ne scaturisce e passa in secondo piano la scarsa qualità del resto… peccato che non lo saprò mai.

Darth

 
32
Di nilcoxp (del 02/08/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1081 volte)
Titolo originale
32
Produzione
Italia 2008
Regia
Michele Pastrello
Interpreti
Eleonora Bolla, Enrico Cazzaro, Davide Giacometti, J.D.Arsa
Durata
29 minuti
Trailer

Quando qualche giovane regista mi propone di visionare e commentare un suo lavoro, provo sempre molto piacere. Trovo che sia “troppo facile” parlare dei prodotti della grossa distribuzione, “interessante” è invece l’aggettivo giusto per la piccola e/o indipendente distribuzione. Nel caso dei cortometraggi delle nuove leve il vocabolo più appropriato è: “gratificante”. Ed è davvero gratificante parlare di quest’opera, nella quale il regista affronta la tematica ecologica-esistenziale del continuo depauperamento del terreno agricolo a discapito di nuove colate di cemento. Nel caso specifico si parla del passante di Mestre, 32 chilometri (da cui il titolo) di autostrada in costruzione. Poi per dare forza a questa sua denuncia sociale, usa un avvenimento terribile come quello di uno stupro subito da una ragazza, per relazionarsi allo scempio che la natura quotidianamente subisce. La regia è valida sotto il profilo tecnico e sotto quello emotivo, aiutata da una fotografia decisamente positiva di Mirco Sgarzi (i miei complimenti!). Bravo ed intelligente nelle sue scelte, Michele Pastrello sa come fare del buon cinema e come farsi notare. Secondo me, però, il meglio lo ottiene nella parte “orrorifica” (esisterà questa parola?) del corto. Passando agli attori c’è da dire subito una cosa, e cioè che non era facile il loro compito. I ruoli dei due protagonisti erano molto difficili, forse troppo per i loro rispettivi esordi. La scena dello stupro su tutte, ma anche in altre occasioni in cui la presenza scenica era determinante, ci si accorge di questo limite non indifferente. I dialoghi rarefatti non gli hanno aiutati in questo, chiedendogli necessariamente più personalità ed espressività. La loro prova rimane comunque molto positiva, viste le capacità e le potenzialità raggiungibili nel prosieguo della loro lunga (gli auguro) carriera. Complimenti a tutti, e al prossimo lavoro.

nilcoxp

 
Di slovo (del 01/08/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1281 volte)
Titolo originale
The Dark Knight
Produzione
USA 2008
Regia
Christopher Nolan
Interpreti
Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman,Michael Caine, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Aaron Eckhart, Eric Roberts
Durata
152 minuti
Trailer

Per una serie di circostanze, “il cavaliere oscuro” è finito con l’essere il titolo più atteso della stagione, vuoi perché era il gran finale di una rassegna supereroica discreta ma non eccelsa, vuoi per la prematura scomparsa di Heath Ledger e tutto il conseguente ricamare sul ‘film maledetto’ e su un interpretazione che qualcuno aveva già consegnato alla storia del cinema e vuoi perché nel sequel dell’ottimo “batman begins” (2005) molti avevano riposto le aspettative di continuità (cinematografica) del personaggio di punta dell’universo DC.
Tanto vale dirlo subito, “il cavaliere oscuro” fa pieno centro: Nolan smussa le (poche) imperfezioni di ‘begins’ (sostituita anche l’inutile Katie Holmes con la brava Maggie Gyllenhaal per il ruolo di Rachel Dawes) e concretizza un perfetto bilanciamento di azione, dramma, introspezione psicologica, filosofia - la miglior pellicola dedicata all’uomo pipistrello ad oggi, con buona pace dei burtoniani irriducibili.
Il rischio di banalizzare o ricalcare straccamente era in agguato, come per tutti i seguiti, ma da quel frangente il film si divincola presentando un Joker già originato, dispensati i percorsi convergenti la sua folle psiche, e mette in scena un personaggio denso e penetrante, quasi sovrastrutturale a Gotham, che estende la sua malvagità come una tela su cui osserva (ridendo) il travaglio di Harvey Dent, la sua trasformazione in Due Facce e i dubbi che stringono Wayne/Batman.
Gotham City ha perso l’affascinante decadenza delle sue versioni gotiche, è invece la fotografia realistica della metropoli moderna: un tempio eretto in onore al business, un groviglio di strutture verticali e arterie soffocanti, scintillante fuori e marcia dentro. Gotham ha la facciata sfarzosa delle parate, delle esibizioni dei benestanti, della propaganda politica ma è corrotta fin nel midollo e ha metastasi criminose in ogni ganglio istituzionale.
Ma la presenza del crimine a Gotham assume connotazioni disarmanti con l’entrata in campo del Joker, un insano teorico del caos deviante e spaventosamente potente. L’interpretazione di Ledger atterrisce e tutte le lodi che ha ricevuto, a prescindere dall’aura mitizzante creata dalla sua morte, sono più che meritate.
Come si accennava prima, la sua malvagità incontaminata da debolezze e la quadrimensionalità del suo pensiero ne fanno un nemico travolgente. Si può percepire il vacillare del fronte del bene, il non senso della lotta ad un male dal peso insostenibile e che si rigenera senza sosta: ogni volta che una vittoria si rivela essere solo un tassello nel mosaico architettato dal Joker i due ‘eroi’ (il procuratore Dent e il giustiziere Batman) vengono spinti sul ciglio del baratro e costretti ad affrontare spaventose questioni morali. Quanto può sopportare un uomo (perché di uomini, non di supereroi, si tratta) e rimanere saldo ai principi di equità e giustizia? Ironicamente, Harvey Dent profetizzerà il suo destino: “o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo” ma non ne sarà abbastanza consapevole da evitare di precipitare.
Batman un eroe nel vero senso del termine non lo è mai stato: ha una missione, i mezzi per perseguirla e il vantaggio di agire nell’ ambito di regole sue – eppure, rinunciando ad ogni appoggio o riconoscimento dimostrerà di essere l’unico degno a proteggere la sua città.
I protagonisti di questa saga saranno costretti dalla crudeltà dei tempi ad affrontare dei cambiamenti, solo il Joker rimarrà immutato, immutabile e forse, quello con la più chiara visione della natura umana.
Adrenalina e temi profondi rendono la miscela de “il cavaliere oscuro” pregnante e godibile in ogni inquadratura o dialogo, per tutti i centocinquanta minuti di questa formidabile storia. Da vedere assolutamente.

slovo

...sono l’unico a trovare il doppiaggio di Bruce Wayne letteralmente agghiacciante?

 
Di Namor (del 31/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 731 volte)
Titolo originale
Hellboy 2: The Golden Army
Produzione
USA 2008
Regia
Guillermo Del Toro
Interpreti
Ron Perlman, Selma Blair, Jeffrey Tambor, Doug Jones, John Hurt, James Dodd, Anna Walton, Luke Goss.
Durata
110 Minuti
Trailer

Il tenebroso e sovversivo principe Nuada (Luke Goss), è più cha mai deciso a rompere la tregua millenaria tra il suo popolo (i figli originari della terra) e gli umani, rei di aver violato oltremisura la natura, per fini di speculazioni edili. Per la riuscita certa di tale intento, il reale, deve ridestare dal suo lungo riposo l’invincibile armata: la golden army, un esercito composto da indistruttibili guerrieri robot immuni alla stanchezza e ad ogni sorte di sentimento verso il nemico. Per fare ciò, Nuada deve entrare in possesso della corona del Re Balor, l’oggetto, indispensabile per avere il comando supremo sull’esercito, fu diviso da lui stesso in tre parti, proprio per ottenere l’inattività della distruttiva armata, in modo tale che non potesse nuocere negli anni a venire, vincolo questo fondamentale per stabilire la pace con gli umani.
Ad ostacolare le bellicose intenzione del sovrano guerrafondaio, sarà la formazione del Bureau for Paranormal Research and Defense (Istituto per la Ricerca e Difesa del Paranormale), in particolare una formazione composta da quattro elementi, ove neanche a dirlo, Hellboy (Ron Perlman) ne è il leader indiscusso.
Regia e sceneggiatura sono firmate da un impeccabile Guillermo delToro, il quale dimostra ancora una volta di essere un grande autore del genere fantasy, per averne conferma basta che arriviate alla scena del mercato dei Troll, è capirete il motivo di questa mia affermazione. L’incredibile varietà di creature che popola il mercato sotterraneo, è a dir poco stupefacente, è se a questa piacevole visione per gli occhi, si aggiunge un’ottima trama a cui del Toro si è dedicato per ben due anni e mezzo, sarà difficile anche per il più scettico dei cultori fantasy, non uscire dalla sala più che soddisfatti.
Hellboy the Golden Armyӏ un chiaro e raro esempio di come a volte i sequel siano meglio del titolo precedente!

Namor

 
Di nilcoxp (del 28/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 808 volte)
Titolo originale
Tetsuo - The Iron Man
Produzione
Giappone 1989
Regia
Shinya Tsukamoto
Interpreti
Kei Fujiwara, Nobu Kanaoko, Naomasa Musata, Tomoro Taguchi, Tomoroh Taguchi, Nobu Kanaoka, Renji Ishibashi, Naomasa Musaka, Shinya Tsukamoto, Naosama Musaka
Durata
67 minuti
Trailer

La prima volta che vidi questo film (l’ho già visto tre volte), mi prese una nausea molto forte. Le scene forti per impatto visivo ed emotivo mi avevano destabilizzato (non mi capita spesso). Osservare questo essere umano trasformarsi a poco a poco in un essere metallico non è piacevole, ancora meno il modo in cui avviene. Disgustoso nella sua metamorfosi, ci coinvolge dalle riprese realizzate con tecnica da videoclip, in un bianco e nero che ci rattrista e ci reprime, che non ci fa fuggire da una situazione dove tutto è irreale e senza via di scampo. Musica ossessive e ritmate accompagnano lo svolgersi degli avvenimenti, sempre più convulsi ed eccitanti fino all’epilogo finale. Il regista ha praticamente curato tutto lui: sceneggiatura, regia, fotografia, scenografia, effetti speciali, montaggio. Film impedibile per gli amanti del buon cinema, ma soprattutto per quelli che adorano il ramo cyberpunk. Baci disumanizzati a tutti

nilcoxp

 
Di slovo (del 26/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 983 volte)
Titolo originale
The Last Mimzy
Produzione
USA 2007
Regia
Robert Shaye
Interpreti
Timothy Hutton, Joely Richardson, Rainn Wilson, Rhiannon Leigh Wryn, Chris O'Neil, Kathryn Hahn, Michael Clarke Duncan
Durata
90 minuti

Una consuetudine ‘estiva’ a cui cerco di non sottrarmi è la lettura di un volume della serie “le grandi storie della fantascienza” presentate da Isaac Asimov. Per quest’anno ho pescato il quinto della serie, dedicato ai romanzi pubblicati nel 1943 su riviste del settore. Un titolo in particolare mi ha colpito positivamente, per l’originalità e per la narrazione esperta e avvincente. Ho subito pensato a come si sarebbe potuto attingere da tale freschezza di idee per una trasposizione cinematografica… il romanzo in questione è “Eran Birbizzi i Borogovi”, libera traduzione di “Mimsy Were the Borogoves” di Lewis Padgett (pseudonimo dietro cui si nascondeva la coppia Henry Kuttner e C.L. Moore) considerato, non a caso, un classico della narrativa fantascientifica.
Non senza un certo stupore scopro che un film era stato effettivamente tratto da “Mismy” poco più di un anno fa. Uscito in sordina nelle sale italiane all’inizio del 2008 ricordo anche che lo snobbai frettolosamente sulla base degli scarsi giudizi che sorgevano dalle recensioni. Ma, apprezzato il romanzo, la curiosità era troppa per non vederlo con i miei occhi.
Questo è uno di quei casi in cui sarebbe stato utile ascoltare i consigli dei recensori, a maggior ragione visto che il giudizio era di unanime indifferenza… qualitativamente il film rientra nella media delle produzioni televisive statunitensi, dalla quale emerge a tratti grazie ad un discreto uso della computer graphic e sebbene la prova degli attori sia sufficiente il vero punto debole è la sceneggiatura, soprattutto se raffrontata alla storia originale.
Di quel gioiellino letterario è stata conservata solo l’idea degli straordinari cambiamenti che subiscono due bambini dopo aver trovato i giocattoli provenienti dal futuro, il resto è stato banalizzato sullo stampo di una favoletta a-la-ET ad uso e consumo di un pubblico giovanissimo.
Il monito ecologista, l’ottusità degli adulti contrapposta alla purezza e all’apertura mentale dei bambini, la critica al Patriot-Act e in generale alla società americana moderna sono stati inseriti nel soggetto ma molto superficialmente, tutto è focalizzato a raccontare le bizzarre scoperte di Noah e Emma con l’effetto di annoiare molto presto.
Sostenuto da una morale da polpettone New-Age che sconfina nel ridicolo, si può benissimo evitare e restare felici. Consiglio il romanzo, invece.

slovo

 
Di Namor (del 24/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 687 volte)
Titolo originale
The Kingdom
Produzione
USA 2007
Regia
Peter Berg
Interpreti
Jamie Foxx, Chris Cooper, Jason Bateman, Jeremy Piven, Danny Huston, Richard Jenkins, Ashraf Barhoum, Ali Suliman.
Durata
110 Minuti
Trailer

Una tranquilla giornata in un campound americano situato in Arabia Saudita, viene sconvolta da un devastante attacco terroristico che lascia sul selciato un centinaio di morti ed oltre 200 feriti di una compagnia petrolifera americana. A sgusciare via ed in gran segreto dalle tenaglie di una lenta burocrazia, che si attarda a concedere i permessi dovuti per le indagini sul luogo, sarà un poker di agenti investigativi dell’FBI capitanato dall’agente speciale Ronald Fleury (Jamie Foxx).
Cinque giorni, questo è il tempo concesso dalle autorità Saudite, per svolgere le ricerche nella zona dell’attentato. Ciò che faceva presagire ad una proficua collaborazione tra le due opposte nazioni, viene prontamente smentita all’arrivo della task force Americana sul suolo Arabo, dove ad attenderli in un clima di totale diffidenza e sospetto verso la loro autorità sul posto, ci sarà un esercito diviso da varie correnti di pensiero nei riguardi degli occidentali ed in particolar modo degli USA. Le affinità morali e militari tra il colonnello Al Ghazi (Ashraf Barhom) dell’esercito Saudita e l’agente Fleury, saranno fondamentali per dare il vero inizio alle indagini, che li porteranno sulle tracce di una pericolosa cellula terroristica, che ha, come fine imperativo, il totale annientamento del nemico occidentale.
Lo spunto per la realizzazione di “Kingdom” la si deve al regista Peter Berg, che nel giugno 1996 rimase sconvolto da un attentato terroristico alle torri Khobar situate in Arabia Saudita, dove il bilancio delle vittime fu di19 persone e 372 i feriti.
L’appoggio finanziario per il progetto è del filmaker Michael Mann, e, visto lo svolgimento prorompente che prende piede il film ad un certo punto, non mi meraviglierei se avesse partecipato in alcune occasioni, anche alla realizzazione registica della pellicola. Se così fosse, l’invasione va perdonata poiché le scene d’azione hanno la giusta dose di suspence e adrenalina, per tenere lo spettatore nella giusta tensione fino alla fine del film.
Buono il cast che oltre ad un carismatico J.Foxx, può vantare la presenza di Chris Cooper, Jason Bateman e Jennifer Gardner.
Da notare ed ammirare lo sfarzoso palazzo del principe saudita, altri non è che il lussuoso Emirates Palace Hotel, situato nel golfo Arabo. Hotel (se così lo vogliamo chiamare) costruito per ospitare il Consiglio di Cooperazione del Golfo, un’organizzazione che raggruppa i sei paesi del golfo (Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar e U.A.E.). La proprietà alberghiera si estende su 1 chilometro quadrato, al suo interno oltre ai più di mille candelabri di cristallo Swarovski che scintillano nei corridoi di marmo, si possono ammirare muri rivestiti con foglie d’oro e suite raggiungibili con ascensori privati! Il costo di tale realizzazione? 3 miliardi di dollari……. Una bazzecola per loro, visto quello che costa adesso il petrolio!

Namor

 
Di nilcoxp (del 21/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1851 volte)
Titolo originale
Get Smart
Produzione
USA 2008
Regia
Peter Segal
Interpreti
Steve Carell, Anne Hathaway, The Rock, Alan Arkin, Terence Stamp, James Caan, Masi Oka
Durata
110 minuti
Trailer

Vi devo confessare che non avevo subito capito il collegamento tra questa pellicola e la serie televisiva andata in onda alla metà degli anni sessanta. Poi parlandone con qualche mio amico ho appreso la notizia. Allora da grande estimatore della serie (di cui vi parlerò prossimamente) non potevo lasciarmelo sfuggire e sono andato a vederlo. La sensazione più forte che ho provato nel visionare la pellicola è stata la nostalgia. Una nostalgia sentita verso il protagonista ormai scomparso da circa tre anni e scarsamente rimpiazzato da Steve Carell. La stessa cosa vale per gli altri attori, nessuno tiene il passo dei suoi predecessori (la più scarsa nel confronto è Anne Hathaway). Però va anche detto che se per parlare del presente film, io lo dovessi solamente paragonare alla serie televisiva ne dovrei parlare solo male. Invece, se mi sforzo di non pensare al passato, e lo considero un lavoro a sè (ma è molto dura questa operazione perché i rimandi sono molti), riesco anche a trovare cose positive. Anche perché ho sorriso diverse volte e in alcuni casi ho riso!!! Cosa rara da parte mia, ve lo assicuro. Quindi dal lato commedia funziona, non mi ha annoiato anche se non mi ha neanche esaltato. Film leggero leggero utile per passare una serata al fresco di una sala cinematografica, purchè dotata di un impianto di aria condizionata funzionante (senza quell’effetto da vento gelido di montagna). Baci freschi a tutti.

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 18/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 961 volte)
Titolo originale
A cavallo della tigre
Produzione
Italia 2002.
Regia
Carlo Mazzacurati
Interpreti
Fabrizio Bentivoglio, Paola Cortellesi, Tuncel Kirtiz, Boubker Rafik, Marco Paolini, Roberto Citran, Marco Messeri.
Durata
100 minuti

Guido vive a Milano, sposato con una ricca donna, è infelice fino a quando non incontra Antonella, aspirante showgirl e ragazza madre. Decide di mollare la moglie e vivere con Antonella e la figlia ma, chiedendo soldi in prestito per mantenere un certo stile di vita, finisce in cattive acque.
Cercando di risolvere tutti i suoi problemi compie una rapina, con l’ausilio della compagna ma che riesce solo a metà, lui è catturato e finisce in prigione lei invece riesce a scappare.
Quasi al termine del periodo di pena è coinvolto in un’evasione dai suoi compagni di cella, costretto a fuggire corre insieme con loro verso una realtà che non si aspettava d’incontrare, dove il turco omicida si trasformerà in amico, mentre l’amante in una persona diversa da come la ricordava.
Il commento a questo film è presto fatto, si tratta di un film piacevole, che si guarda senza fatica; come altri film, anche se questo non è il migliore, Mazzacurati parla di storie di uomini e donne ai confini della società, che inseguono il sogno della grande svolta (in questo caso televisiva) o del benessere e che ne pagano il prezzo sulla propria pelle.
Tra i vari attori si erge su tutti Fabrizio Bentivoglio che grazie alla sua bravura riesce a tenere a galla la pellicola, nel film c’è una piccola parte interpretata da Marco Paolini ed è un po’strano vederlo fuori da un monologo a teatro.
Questo “A cavallo della tigre” di Mazzacurati è ispirato all’omonimo film di Comencini del 1961 che non ho visto e che quindi non ho potuto paragonare, spero di colmare questa lacuna al più presto visto che la critica mette il lavoro di Comencini su un livello superiore.

SanSimone

 
Di Darth (del 15/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 891 volte)
Titolo originale
The Mist
Produzione
USA 2007
Regia
Frank Darabont
Interpreti
Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Laurie Holden, William Sadler, Nathan Gamble, David Jensen, Jay Amor, Andre Braugher, Julio Cedillo, Kevin Beard, Dodie Brown, Alexa Davalos, Kip Cummings, John F. Daniel
Durata
127 minuti
Trailer

The Mist” è tratto dalla novella principale del libro “Scheletri” di Stephen King, una raccolta di racconti più o meno brevi.
La nebbia”, così il titolo tradotto, è decisamente avvincente e anche sufficientemente lungo (133 pagine). Memore del racconto letto anni or sono, sono riuscito a recuperare il dvd del film “The Mist”, tuttora inedito in Italia, nonostante il pubblico lo abbia apprezzato sia negli States che in Europa (media voto IMDB 7,5).
Il racconto narra di una cittadina del Maine (e dove altro poteva svolgersi una storia di King?) che, dopo una tempesta notturna, si risveglia con una coltre di nebbia spessa che, dal lago adiacente, si muove in direzione del villaggio. Un gruppo di compaesani è al supermercato a fare la spesa, quando entra un uomo ferito e trafelato che ammonisce tutti di barricarsi dentro poiché "something in the mist!" c’è qualcosa di pericoloso all’interno della nebbia che ormai ha avvolto l’intera città.
Il racconto prosegue incentrando tutta la trama sulle persone presenti nel grande magazzino e sulle loro reazioni e conseguenze: dallo scettico che si suicida uscendo spavaldo nella nebbia, alla pazza che crede di essere giunti finalmente al giudizio universale e, citando la bibbia, cerca di farsi dei proseliti tra i presenti. Ovviamente non è tutto un pericolo astratto, i presenti subiranno numerosi tentativi di attacco da parte delle cose che si nascondono nella caligine.
Come quasi ogni libro che si rispetti, la resa su pellicola fa perdere molto fascino all’immagine generata dalla lettura, ma ho visto conversioni ben peggiori. Realizzati bene gli effetti in computer grafica; degna di nota la scena della caccia all’insetto infuocato. Nota negativa, invece, gli attori: tutti mediocri. Ho trovato piacevole anche il finale: più concludente rispetto al racconto originario e, forse, più adatto a un film.

Darth

 
Di nilcoxp (del 14/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 479 volte)
Titolo originale
You, me and Dupree
Produzione
USA 2006
Regia
Anthony Russo, Joe Russo
Interpreti
Owen Wilson, Kate Hudson, Matt Dillon, Seth Rogen, Michael Douglas, Bill Hader
Durata
108 minuti
Trailer

Molly e Carl sono novelli sposi, a far da testimone a lui c’è il suo storico miglior amico: Dupree. Quest’ultimo rimasto senza casa e senza lavoro, trova presso gli sposini una sistemazione temporanea, con la promessa di sistemarsi al più presto. Inutile dirvi che quest’ospite indesiderato riuscirà in tutti i modi, suo malgrado, a mettere in difficoltà la giovane coppia che rischierà di scoppiare!!! Si sorride e si ride (qualche volta) grazie ad un interpretazione brillante degli attori che trovano, grazie anche ad una sceneggiatura sufficiente, un equilibro che si apprezza durante la visone del film. Simpatica anche la parte del padre di Carl, affidata a Michael Douglas. La protagonista ben si nota in inquadrature davvero provocanti, che fanno immaginare tutto il resto… Vi riporto uno scorcio di dialogo che mi è piaciuto:

Dupree: “…Lui ti ama Molly”

Molly: “Lo so, lo so. L’amore forse non basta.”

Baci alle Molly che ci seguono

nilcoxp

 
Di Namor (del 10/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1088 volte)
Titolo originale
Vantage Point
Produzione
USA 2008
Regia
Pete Travis
Interpreti
Dennis Quaid, Matthew Fox, Forest Whitaker, Sigourney Weaver, William Hurt, Saïd Taghmaoui, Ayelet Zorer, Edgar Ramirez, Eduardo Noriega.
Durata
90 Minuti
Trailer

Ore 12, il presidente degli Stati Uniti recatosi a Salamanca per un vertice, si appresta a prendere parola in Plaza de Major per illustrare il nuovo piano contro il terrorismo globale, all’esordio del quale, due proiettile lo raggiungono in pieno petto. Nel conseguente parapiglia generale, una tremenda deflagrazione rade al suolo l’intero palco sul quale erano presenti i diplomatici delle varie nazioni, accorsi per partecipare al summit mondiale. Gli agenti di scorta Thomas Barnes (Dennis Quaid) e Kent Taylor (Matthew Fox, il Dott. Jack di Lost) dovranno districarsi in tempi molto ristretti, per scoprire gli esecutori di un ardito e ben ponderato attacco terroristico.
Otto punti di vista diversi l’uno dall’altro: grazie a questa prospettiva, fondamentale per lo svolgimento della trama, si capiranno le modalità ed i ruoli dei personaggi implicati direttamente o indirettamente nel distruttivo attentato.
Con questa discutibile scelta tecnica, il regista Britannico Pete Travis realizza il trhiller “Prospettive di un delitto”. La pellicola si presenta con un buon tasso di azione, oltretutto ben elaborato dai suoi protagonisti che li vede rappresentati da un cast di attori di tutto rispetto.
Ma quello che rende particolare lo svolgimento del film, ovvero la testimonianza visiva di otto spettatori diversi e sconosciuti tra loro, alla lunga risulta deleteria, poiché disturba l’attenzione dello spettatore per il proseguo della storia. Va bene proporre qualcosa di nuovo, ma assistere alla pellicola che ad un certo punto và in rewind per ben otto volte e fa rivedere il medesimo attentato, porterebbe anche il più mansueto degli spettatori a scocciarsi attendendo la sospirata conclusione della pellicola.
Peccato, qualche riavvolgimento in meno e sarebbe stato senz’altro un film più godibile da vedere.

Namor

 
Di Darth (del 09/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 814 volte)
Titolo originale
Die Fälscher
Produzione
Austria, Germania, 2007
Regia
Stefan Ruzowitzky
Interpreti
Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, Martin Brambach, August Zirner, Veit Stübner, Lenn Kudrjawizki, Werner Daehn
Durata
98 minuti
Trailer

Solomon Sorowitsch è stato, si presume, il miglior falsario al mondo: fu il primo a riuscire nella falsificazione del dollaro. Nel 1936 venne prelevato dalla sua abitazione berlinese dalla gestapo e portato nel campo di concentramento di Mauthausen, ivi riuscì a sopravvivere per alcuni anni grazie alle sue doti di pittore, finché viene trasferito al campo di Sachsenhausen per l’ “Operazione Bernhard”. Questa operazione segreta aveva lo scopo di creare una fabbrica di falsi: documenti, francobolli, sterline e dollari… con i quali rimpinguare le casse del reich. A tal fine, i tedeschi, riunirono in una parte isolata del lager gli ebrei con qualifiche utili allo scopo (tipografi, grafici, banchieri…), gli diedero cibo e letti comodi, e li convinsero a lavorare per loro sotto la guida di Sorowitsch. Questa organizzazione permise la produzione di oltre 130 milioni di sterline false, ricreate talmente bene che, portate al vaglio della banca nazionale britannica, vennero riconosciute autentiche persino da loro.
Premiato agli Oscar come miglior film straniero, Die Fälscher, incentra tutto sul personaggio di Sorowitsch, caratterizzandolo molto bene nel suo attaccamento alla vita ad ogni costo, ed interpretato superbamente dall’attore di fiction Karl Markovics, apparso in Italia come personaggio comprimario in alcuni episodi de “Il commissario Rex”.
Il film è interessante e scorre sufficientemente bene, anche se non riesce ad entusiasmare. Gli attori comprimari, invece, li ho trovati mediocri e poveri di carisma. Tutto sommato un’opera discreta, ma che non lascia il segno. Personalmente ritengo esagerata la vittoria dell’Oscar… ma è risaputo che le pellicole che trattano il tema della shoah vengono sempre acclamate più di altre all’Academy Awards.

Darth

 
Di nilcoxp (del 07/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 665 volte)
Titolo originale
Dogville
Produzione
Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia 2003
Regia
Lars von Trier
Interpreti
Nicole Kidman, Stellan Skarsgård, Siobhan Fallon, Chloë Sevigny, Patricia Clarkson, Jeremy Davies, Philip Baker Hall, Paul Bettany, Lauren Bacall, James Caan, Harriet Andersson, Ben Gazzara, Blair Brown
Durata
165 minuti
Trailer

Ambientato nel 1929, anno della grande depressione americana, in un paesino tra le Rocky Mountains, il film ci mostra come in una notte arrivi in fuga dai gangster la bella Grace (Nicole Kidman). Il piccolo villaggio, timoroso e timorato di Dio accoglie a braccia aperte la fuggiasca. Con il passare del tempo però le cose cominciano a cambiare, le persone sono sempre meno gentili nei confronti della protagonista, fino ad arrivare ad incatenarla. Ed ella subisce tutte le angherie senza mai ribellarsi, come ad espiare un atavica colpa che trascenda la condizione umana. I paesani daranno fondo a tutte le bassezze umane possibili, come a dover scaricare le proprie frustrazioni ed infelicità sulla malcapitata. Il regista ci regala un bel film, carico di significati e lo fa proponendoci una scenografia che travalica la normale messinscena. Possiamo parlare di metacinema e/o di metateatro, tanto la fusione appare evidente. Delle case noi vediamo solo segnati i perimetri con una riga bianca, così anche della strada, e le stanze recano all’interno la scritta per terra (sempre in bianco) della loro destinazione (es: cucina, sala, chiesa, ecc…). Solo qualche sporadico ed essenziale mobilio ci aiuta nella comprensione di quella realtà che deve essere accettata così per quella che è. Una voce fuori campo racconta lo svolgersi delle situazioni come venisse raccontata una favola che alla fine deve lasciare una morale, ma quale? Stupenda e commovente la Kidman nel ruolo della martire, e poi quanto è bella? Una pellicola che ho trovato stupenda, girata da un regista tra i più innovativi degli ultimi anni, che qui lascia il dogma in disparte, con risultati sorprendenti. Baci sperduti a tutti

nilcoxp

 

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