BLOGBUSTER - cinema e musica
mail forum
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Sansimone (del 11/04/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 465 volte)
Titolo originale
La giusta distanza
Produzione
Italia 2007
Regia
Carlo Mazzacurati
Interpreti
Giovanni Capovilla, Ahmed Hafiene, Valentina Lodovini, Giuseppe Battiston, Roberto Abbiati, Natalino Balasso, Stefano Scandaletti, Mirko Artuso, Fabrizio Bentivoglio, Marina Rocco
Durata
106 minuti

“ La giusta distanza “ è un film sulla provincia italiana, costruito su un avvenimento come tanti ormai la televisione ci riporta, ma, come i detti degli anziani molte volte possono avere più punti di vista.
Il film è ambientato nel Polesine, quando nel paesino di Concadalbero succede un fatto strano, la maestra che da anni insegna alle elementari impazzisce e sostituita da una giovane maestra, Mara, che farà cambiare la vita ai protagonisti maschili della pellicola, Giovanni giovane giornalista alle prime esperienze e Hassan tunisino ben integrato nella vita di paese.
Giovanni scrive i primi pezzi della sua carriera giornalistica spulciando nella vita di provincia e in quella privata dei suoi abitanti tra Hassan e Mara nasce una storia d’amore intesa però in maniera differente dai due. La storia tra i due finirà in maniera tragica ma, con un seguito del tutto inaspettato.
Questo film di Mazzacurati è un piccolo gioiello di provincia, fin dalle prime immagini rimani avvolto dall’ambiente del delta del Po fatto di fiume e mare, argini e pianura, nebbia e sole, una terra di scelte che prima o poi arrivano per tutti e bisogna affrontarle con la dovuta “giusta distanza”.
Come dicevo all’inizio ho visto in quest’opera un po’ di quella saggezza antica tramandata dai detti popolari in cui si dice una cosa apparentemente, ma anche molte altre se vai a scavare intorno. Infatti oltre alla trama noir in cui è ambientato il film, abbastanza prevedibile per un giallo, il regista tocca diversi punti come il razzismo latente che c’è in Italia, pronta a dirsi integrata quando va tutto bene ma a sparare sul immigrato non appena succede un qualcosa di brutto.
Parla anche dei rapporti umani con la metafora della giusta distanza che deve mantenere un giornalista nel fare il suo lavoro, regola infranta da Giovanni per trovare la verità e che grazie a quest’infrazione potrà realizzare i suoi sogni.
Il film però lascia una domanda in sospeso a cui gli spettatori devono dare una propria risposta, qual è la giusta distanza da mantenere per affrontare la vita?

SanSimone

 
Di Namor (del 10/04/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 766 volte)
Titolo originale
Before the Devil Knows You're Dead
Produzione
USA 2007
Regia
Sidney Lumet
Interpreti
Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke, Albert Finney, Marisa Tomei, Aleksa Palladino, Michael Shannon, Amy Ryan, Sarah Livingston, Rosemary Harris.
Durata
117 Minuti
Trailer

Un ingente bisogno di soldi… Con questa discutibile motivazione i fratelli Hanson, progettano un colpo apparentemente facile, uno di quelli dove il fattore rischio é meno di zero, soprattutto se si hanno ottime informazioni sul luogo e sulle abitudini dei proprietari. La sede del furto sarà una gioielleria, ma non una qualunque, bensì quella dei loro genitori!
La malsana idea viene partorita dalla mente cinica del maggiore dei due fratelli Andy (Philip Seymour Hoffman), il braccio che dovrebbe attuarla, è quello del fratello minore Hank (Ethan Wake). Andy oltre ad avere una bella moglie Gina (Marisa Tomei) di cui è molto innamorato, ha un lavoro ben retribuito, ma non abbastanza per permettersi un particolare vizio, quello della droga. Per sostenere il suo dispendioso tenore di vita, si vede costretto ad attingere di nascosto denaro dal fondo della grande azienda in cui lavora come revisore contabile. Questo, fino a quando un’improvvisa verifica esterna non lo mette con le spalle al muro costringendolo a restituire il maltolto. Differenti, ma non troppo, sono le motivazioni che spingono Hank ad accettare di portare a termine il colpo, ossia la sua devozione verso l’alcool e gli alimenti arretrati da pagare alla sua ex moglie dopo il fallimentare matrimonio.
Durante lo svolgimento della rapina le cose però non vanno come dovrebbero, la reazione dell’anziana madre fa nascere una sparatoria in cui lei ed il rapinatore assoldato da Hank, saranno le vittime. Gli esigui progressi della polizia nello scoprire la verità, porteranno il padre dei due, Charles (Albert Finney) ad indagare per conto proprio e scoprire la terribile e devastante verità!
Ho sempre sostenuto che quando si ha in mano una buona sceneggiatura ed un cast di tutto rispetto, non conta l’età di chi confeziona il prodotto ma le modalità nel confezionarla, e Sidney Lumet in questo é ancora un maestro, nonostante sia alla soglia delle 84 primavere Lumet, se mai c’è ne fosse ancora bisogno, da prova di essere ancora un eccellente direttore. Con “Onora il padre e la madre” é riuscito a firmare uno dei migliori titoli dell’anno, un trhiller-noir in cui scandaglia a fondo la complessa e contorta natura del genere umano.
Se volete vedere un buon film non mi resta che consigliarvelo, oltre alla buona performance degli attori presenti, avrete il privilegio di poter ammirare il miglior nudo femminile dell’anno, è questo grazie alla presenza della splendida 44 enne Marisa Tomei, a dirlo non sono solo io ma soprattutto un sondaggio del famoso tabloid britannico Sun.

Namor

 
Di nilcoxp (del 07/04/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 558 volte)
Titolo originale
Stardust
Produzione
Gran Bretagna, USA 2007
Regia
Matthew Vaughn
Interpreti
Claire Danes, Charlie Cox, Sienna Miller, Ricky Gervais, Jason Flemyng, Rupert Everett, Peter O'Toole, Michelle Pfeiffer, Robert De Niro
Durata
130 minuti
Trailer

Una ragazza bella e superficiale, chiede ad un suo spasimante per sposarlo, di portarle la stella cadente che stanno guardando insieme in dono. Peccato che quella stella sia caduta al di là del muro che separa il villaggio reale di Wall da quello fantastico di Stormhold. Nel muro però c’è un passaggio da sempre custodito da un guardiano per impedire alle persone reali di attraversarlo. Come avrete capito il nostro giovane protagonista riuscirà a passare dall’altra parte facendo così iniziare una serie di avventure surreali: a volte divertenti, a volte maligne. E sì, perché qui troviamo molte streghe, e la più potente è interpretata da Michelle Pfeiffer. Abbiamo incantesimi di vario tipo, e può capitare di finire su di una nuvola e di essere catturati in una rete da una nave volante di pirati comandata da Robert De Niro. Ma la cosa carina di questo film è che la stella cadente avrà le sembianze umane di una ragazza molto bella, al cui variare delle emozioni varierà la propria luminosità. Sono sicuro che spiegato così non riuscirò a rendervi l’idea di quanto sia tenera e piacevole da vedere la “condizione” di questa stella. Non aggiungo altro per non rovinarvi niente del film che presenta ancora molte sorprese e colpi di scena, in un fantasy che è tra i migliori degli ultimi tempi che io abbia visto. Baci stellari a tutti.

nilcoxp

 
Di Namor (del 05/04/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 741 volte)
Titolo originale
Factory Girl
Produzione
Usa 2006
Regia
George Hickenlooper
Interpreti
Sienna Miller, Guy Pearce, Hayden Christensen, Jimmy Fallon, Jack Huston, Armin Amiri, Tara Summers, Mena Suvari, Shawn Hatosy, Beth Grant.
Durata
90 Minuti
Trailer

Verrà un giorno in cui tutti potranno essere famosi per un quarto d’ora.” A proferire questo famoso slogan, fu il papà per eccellenza del movimento pop art Americano Andy Warhol. A confermare l’effettiva esistenza di quei metaforici 15 minuti di celebrità, fu proprio la sua musa la povera e ricca ereditiera Edie Sedgwick, la quale entrò in scena all’interno della factory una sorte di laboratorio- ritrovo per artisti disadattati con a capo Warhol, nel Marzo del 1965 fino al Febbraio del 1966. Un anno di frequentazione, tanto le bastò per trasformarsi da semplice modella in una delle più grandi icone della cultura pop Americana. Il suo inconfondibile stile é stato ed è tutt’ora fonte di ispirazione per molti stilisti, il suo particolare look comprendeva: top aderenti, tubini attillati su calzamaglie nere e tacchi a spillo, abbigliamento che fasciava un fisico incredibilmente asciutto. Altra particolarità che la contraddistingueva era la sua capigliatura corta biondo platino ed i suoi occhi truccati pesantemente di nero, accompagnati dai suoi inseparabili orecchini a lampadario. I continui problemi familiari ne condizionarono pesantemente la sua adolescenza, rendendola molto fragile ed insicura, da giovane fu rinchiusa in varie cliniche psichiatriche dove le furono addirittura praticate sedute di elettroschok.
Dopo una vita di eccessi in seguito ad un continuo uso di droghe e alcol, il suo stato di salute si aggravò in maniera preoccupante ed è anche per questo motivo che come dicevo prima venne rinchiusa più volte in ospedali psichiatrici fino alla morte per un’overdose di barbiturici nel 1971, alla giovane età di 28 anni! Sono passati 37 anni e tutt’ora il suo inconsapevole talento non ha cessato di ispirare i molteplici autori, che le hanno dedicato mostre, libri, film e canzoni, si dice che “Just Like a Woman”, “Leopard-skin”, “Pill-box hat” e forse anche “Like a Rolling Stones”, siano state scritte da Bob Dylan pensando proprio a lei.
Prodotto nel 2006, “Factory Girl” ha visto la sua uscita nelle sale solo l’anno successivo, Bob Dylan, che nel film viene interpretato da Hayden Christensen, ha preteso, prima che la pellicola fosse distribuita nei cinema, che venisse eliminato ogni riferimento alla sua persona. La scelta di affidare il ruolo della protagonista a Sienna Miller, è stata davvero singolare. Inizialmente la produzione aveva pensato a Keira Knightley e Natalie Portman, ma il loro compenso era troppo alto, quindi la decisione cadde su Katie Holmes, la quale però fu costretta a rifiutare poiché il ruolo contrastava con le ideologie di Scientology. Provinata, presa e poi scartata per scarsa notorietà, la Miller viene riassunta dopo essere finita sulle copertine gossip di tutto il mondo, per via della scappatella del suo fidanzato Jude Law con la loro babysitter! La parte di Andy Warholl é stata affidata al camaleontico Guy Pearce, e devo dire che si è rivelata più che azzeccata, la sua performance è molto soddisfacente, come hanno testimoniato alcuni dei personaggi reali, che in passato hanno fatto parte della factory. Il film da noi non avuto molta fortuna per via della sua tematica, (secondo me) poco amplificata nella nostra cultura, chi non è appassionato di quel genere d’arte, può conoscere a grandi linee i capolavori più famosi di Warholl, ma della factory e dei suoi frequentatori, poco o niente.
Per essere un’autobiografia, personalmente la sua visione non è dispiaciuta affatto, anche se può risultare un po’ lenta nello svolgimento della trama, sono del parere che questo genere di film un’occhiata la meritino sempre: venire a conoscenza di un personaggio realmente esistito e di tutto quello che lo circondava, trovo sia un’ulteriore arricchimento culturale che non andrebbe mai trascurato!

Namor

 
Di kiriku (del 04/04/2008 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 1014 volte)
Titolo originale
Triunph Of The Underdog
Produzione
USA
Regia
Don McGlynn
Interpreti
 
Durata
78 min

Mi chiamo Charles Mingus. Per metà nero ,giallo… per metà giallo … non del tutto. Non abbastanza bianco da poter passare da altro che nero. Non abbastanza chiaro da poter essere chiamato “bianco”. Dichiaro di essere negro. Con questo concetto del celebre contrabbassista americano comincia il documentario “Triunph of the underdod” di Don McGlynn. La frase di apertura fotografa in maniera chiara lo spirito anticonformista che ha caratterizzato la musica e la vita di uno dei più grandi musicisti di sempre. Tradotto in italiano il titolo di questo documentario diventa “Trionfo di un bastardo”. Personaggio difficile, genio, contrabbassista eccellente, compositore straordinario, sono molte le cose che si possono dire di Mingus ma se a dirle sono i musicisti che hanno suonato con lui (Dannie Richmond, Britt Woodman, Jerome Richardson, Jimmy Knepper), o quelli che ne hanno eseguito le musiche (Wynton Marsalis, Randy Brecker, John Handy), oppure le due ex mogli, beh, tutto assume un valore storico differente. Chi meglio di loro è in grado di far comprendere le innumerevoli sfaccettature dell’animo di un personaggio così caleidoscopico? Questo cofanetto ha il merito di aggiungere qualche tessera in più al ritratto di un musicista che ha sempre rifiutato le catalogazioni razziali e musicali. In un intervista contenuta in questo cofanetto l’intervistatore gli chiede: “Ci sono polemiche nell’uso del termine jazz. Che ne pensi?”  e lui seccato risponde: “Se vuoi che io… ci vorrebbe troppo tempo per esprimere ciò che penso. È come quando dicevano “negro”. Jazz per me rappresenta il fatto che siamo impiegati ingiustamente. È come dire “negro” o usare un nome sostitutivo per “musica”. … Perché darle un nome?da dove viene? È ora che usciamo dal paese e la chiamiamo musica americana. …” Il dvd inoltre è ricco di frammenti video di live e di esibizioni in studio registrati da tv americane, canadesi e inglesi, tra questi un filmato raro dove suona affianco del grande sassofonista Eric Dolphy. Il tutto si conclude con le immagini del concerto postumo “Epitafh”, il suo grande capolavoro. La musica di Charles Mingus è eccezionale e merita più attenzione, “Triunph of the underdod” è sicuramente un mezzo valido per accostarsi al suo vita, al suo genio, alla sua arte.

kiriku

 
Di Darth (del 02/04/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 757 volte)
Titolo originale
Sukkar banat
Produzione
Francia, Libano, 2007
Regia
Nadine Labaki
Interpreti
Nadine Labaki, Yasmine Al Masri, Joanna Moukarzel, Gisèle Aouad, Adel Karam, Siham Haddad
Durata
96 minuti
Trailer

Cinque donne vivono la loro esistenza ed i loro problemi di cuore a Beirut. Fa quasi strano trovare così tante similitudini con i pensieri e le preoccupazioni delle signore nostrane, conoscendo la distanza che separa l’Italia dal Libano a livello culturale, sociale e religioso. Così in “Caramel” spiamo la vita delle donne che frequentano il salone di bellezza “Si Belle”: l’affascinante Layale, innamorata di un uomo sposato, sempre in attesa del colpo di clacson dell’automobile di lui per potersi incontrare; Nisrine, promessa sposa che non sa come confessare al suo futuro marito che non è più vergine; Rima, con tendenze omosessuali difficili da celare e da reprimere; Jamale, donna di mezz’età che non accetta gli anni che passano ed ambisce a ruoli televisivi adatti a ventenni; ed infine la tenera Rose, ormai sfiorita, dedita alla sua sartoria ed alla cura dell’anziana sorella rimbambita. Unico personaggio maschile di rilievo, un poliziotto innamorato segretamente di Layale, timido ed impacciato osserva le movenze della sua amata dalla finestra dell’ufficio posto di fronte al salone di bellezza.
“Caramel” è un film molto femminile, sicuramente le spettatrici godranno ancora di più dei momenti di complicità tra le cinque amiche e delle loro storie; ma nonostante questa mia limitazione, lo ritengo una pellicola piacevole e ben realizzata. I pochi personaggi che compongono la sceneggiatura si fondono benissimo l’un l’altro senza che nessuno abbia il sopravvento, le storie e gli stati d’animo sono espressi con estrema chiarezza, e la bellissima regista debuttante Nadine Labaki (che interpreta Layale) riesce a creare un’atmosfera di complicità tra lo spettatore e le attrici. Il triste sbirciare di Layale attraverso le tendine riscaldate dal sole ad anelare un’auto che non arriva, mentre il poliziotto la osserva sognando discorsi che probabilmente non le farà mai; gli sguardi timidi tra Rose e l’anziano cliente; e, soprattutto, il dolce massaggio alla testa, senza mai dirsi più di poche frasi di circostanza, tra Rima e l’avvenente cliente dai capelli lunghissimi e corvini… tutti quadri splendidi, che raccontano l’anima delle protagoniste meglio che con l’uso di mille pagine stampate.

Darth

 
Di smarty (del 01/04/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 565 volte)
Titolo originale
Into the wild
Produzione
USA 2007
Regia
Sean Penn
Interpreti
Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian Dierker, Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook
Durata
148 minuti
Trailer

Libertà estrema. Essere e sentirsi libero ad ogni costo. Tratto dal libro di Jon Krakauer racconta la vera storia di Christopher McCandless (Emilie Hirsch), 22enne laureato benestante che abbandona la famiglia per inseguire il suo sogno di vita. Un viaggiatore esteta che ha per casa la strada, che fugge dal falso io interiore, che innesca una rivoluzione con sé stesso innanzitutto per non essere più avvelenato dalla civiltà. Essere liberi completamente può significare anche fuga dagli obblighi, dalla legge, dai legami sentimentali, ma anche dalle false sicurezze, dai genitori, dal consumismo sfrenato e inutile, dal materialismo e in sintesi da tutto quello che allontana dalla propria esistenza, dalla vera essenza. Fugge lontano, in Alaska, attraversando gli Stati Uniti e il Messico del Nord, senza soldi, senza documenti, senza tessera sanitaria, senza nessun tipo di aiuto che non siano le sue capacità, lo spirito di adattamento e l’intelligenza. Christopher, o meglio come si farà chiamare, Alexander Supertramp, misura sé stesso e coloro che lo circondano secondo un rigido codice morale, incamminandosi su un sentiero carico di solitudine, sà tagliare nettamente i rapporti “secchi” e inutili, rifugiandosi nelle parole dei suoi libri e scrittori preferiti (Tolstoj e Tourou) dai quali trae la forza per continuare il suo cammino interiore. Durante il viaggio che lo porterà nelle immense e selvagge terre dell’Alaska incontrerà “compagni” non solo di viaggio, ma di crescita personale, a cui cambierà la vita e che lo prepareranno ad affrontare le difficoltà del vivere selvaggio e libero. Il film diviso a tappe viene narrato dalla voce fuori campo della sorella di Christopher (Jena Malone) che con affetto e malinconia permette allo spettatore di conoscere il passato tormentato del fratello e dalla voce dello stesso protagonista che induce alla riflessione e all’introspezione nella lettura di frasi del suo diario che si materializzano sul video con toni poetici, inoltre, secondo me anche da quella di Eddie Vedder che interpreta la splendida colonna sonora, i cui testi di appaiono scritti con l'effetto manoscritto sullo schermo, diventando parte assolutamente integrante della storia e della narrazione. La regia di Sean Penn contrappone la rabbia inconscia contro i genitori, le menzogne, le ipocrisie, la società alla bellezza del mondo, non solo dei paesaggi, ma anche della vita intesa come avventura che evidenzia qualcosa di più della ribellione: è la crescita di un essere umano attraverso le esperienze che formano la vera essenza dello spirito, è l’apprezzamento della vita e della bellezza della natura in ogni sua forma, è la visione delle cose secondo una prospettiva diversa, è condivisione e scambio incondizionato con l’altro. A conferma di questa filosofia Christopher, poco prima di morire, scriverà su uno dei libri che era solito leggere “happiness is real only when shared”: la felicità è reale solo se condivisa. Semplicemente emozionante.

smarty

 
Di nilcoxp (del 31/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 612 volte)
Titolo originale
No Country for Old Men
Produzione
USA 2007
Regia
Ethan Coen, Joel Coen
Interpreti
Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly MacDonald, Garret Dillahunt, Tess Harper
Durata
122 minuti
Trailer

Dire che i fratelli Coen mi stupiscono ogni volta rimanendo uguali a se stessi è dire il vero. Sono forse i migliori registi in circolazione in questo momento, riescono mantenendo la propria identità, ad essere stimolanti, intelligenti e bravi. Se a questo ci si aggiunge che il film risulta essere molto piacevole da vedere, avrete capito il perché di questi miei complimenti. Ma passiamo alla trama. Llewelyn (Josh Brolin) trova in mezzo al deserto due milioni di dollari, il prezzo di un carico di droga la cui trattativa è finita nel sangue. Decide di tenere per se quei soldi e di poter così cambiar vita. Ovviamente i proprietari dei soldi non saranno di quel parere e gli metteranno alle costole un killer psicopatico (Javier Bardem) un po’ fuori dai generis (stupenda la conversazione tra lui e il gestore di una stazione di servizio). Inizia così una corsa tra chi fugge e chi insegue farcita di episodi tragicomici (più tragici a dire il vero) e bagnata da tanto sangue. Tutto ad un certo punto sembra perdere senso nello svilupparsi delle situazioni, che nemmeno l’intervento di uno sceriffo disilluso e prossimo alla pensione (un convincente Tommy Lee Jones perfettamente a suo agio in quelle vesti), riuscirà a risanare. Che altro vi posso dire…ah, vorrei sottolinearvi la prova eccellente dell’attore Javier Bardem su tutti! Io l’ho adorato nella sua interpretazione più bella (per me!) nel film “Mare Dentro”. Non aggiungo altro, questo film è da guardare! Baci baci baci

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 28/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1952 volte)
Titolo originale
Titanic
Produzione
USA 1997
Regia
James Cameron
Interpreti
Billy Zane, Gloria Stuart, Kathy Bates, Bill Paxton, Leonardo DiCaprio, Frances Fisher, Kate Winslet, Bernard Hill, David Warner, Ioan Gruffudd
Durata
194 minuti

Che cosa si potrebbe dire di nuovo su un film di ormai dieci anni fa, vincitore d’undici oscar, niente credo, se non descriverne l’impressione che ha lasciato.
Quando “titanic” era uscito nelle sale, mi ero rifiutato di andarlo a vedere perché immaginavo un megapolpettone melenso come lo zucchero con attorno effetti speciali a go-go. Domenica pomeriggio la mia iniziale impressione è stata confermata dalla visione del film, ma con un ripensamento sulle motivazioni che hanno portato James Cameron ha girare questo film. In principio pensavo fosse stato solo un motivo di botteghino e incassi invece credo che il regista l’abbia fatto anche per la possibilità di poter fare un film senza problemi di budget utilizzando gli effetti migliori per quegli anni per le ricostruzioni della tragedia del Titanic.
La storia della nave credo la conoscano anche i sassi, nel 1912 viene varata in Gran Bretagna la più grande nave da crociera mai costruita e ritenuta inaffondabile ma, durante il suo primo viaggio a causa di responsabilità da parte degli ufficiali al comando, si scontra con un iceberg e affonda in meno di tre ore portandosi con se tre quarti dei suoi passeggeri. Su questa tragedia Cameron innesta la storia tra un povero artista trovatosi a bordo per caso e un’aristocratica inglese imbarcatasi per l’America per celebrare il suo fidanzamento con un miliardario. Ovviamente i due s’innamorano e affronteranno il naufragio insieme.
Chiaramente se si guarda il film solo per le ricostruzioni e gli effetti speciali ci si ritrova a guardare un capolavoro, ma, la storia tra i protagonisti è veramente stucchevole con un’ovvia ricerca di inserire anche un significato sociale al film che rendono ancora più lunghe le tre ore di film.

SanSimone

 
Di Namor (del 27/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1480 volte)
Titolo originale
We Own the Night
Produzione
USA 2007
Regia
James Gray
Interpreti
Joaquin Phoenix, Mark Wahlberg, Robert Duvall, Eva Mendes, Alex Veadov, Tony Musante.
Durata
117 Minuti
Trailer

Bobby Green (Joaquin Phoenix), gestisce per conto della mafia Russa, El Caribe, uno dei più prestigiosi locali notturni di New York .
Joseph Grusinsky (Mark Wahlberg), promettente capitano di polizia dai modi energici e senza fronzoli, il suo l’intento è quello di far rispettare la legge nella grande mela.
I due, nonostante siano di chiare e opposte fazioni, sono legati dallo stesso filo conduttore poiché figli di una leggendaria icona del dipartimento di polizia, il vice capo Bert Grusinsky (Robert Duvall).
A cambiare radicalmente il tormentato rapporto che da sempre disunisce i due fratelli, sarà l’improvvisa scomparsa del padre per mano della mafia Russa, la stessa per la quale Bobby lavorava curandone gli interessi, questo prima di annunciare la loro espansione in grande stile nel mercato degli stupefacenti.
I padroni della notte” è stato presentato dal suo regista James Gray, come un dramma poliziesco-familiare, per via del tormentato rapporto che vivono i protagonisti della famiglia Grusinsky. Io però non sono d’accordo con la collocazione posta dal suo autore, per me la pellicola risulta un poliziesco con poco mordente, più che una tragedia. Nonostante la presenza di un buon cast, si ha la sensazione che qualcosa non funzioni, quando la pellicola prende la piega del drammatico non trasmette le giuste emozioni che un dramma dovrebbe dare allo spettatore, ed è proprio per questo motivo, che si fa fatica a prendere in considerazione questo aspetto.
Come i due fratelli protagonisti della pellicola, anche la critica ed il pubblico si è diviso nel giudicare il film, da una parte ci sono coloro che lo ritengono un buon film, dandogli addirittura quattro stelle in termini di votazione, dall’altra c’è chi lo reputa un banale poliziesco destinato a sbiadire nel tempo senza lasciare nessuna traccia tangibile per cui valga la pena di essere ricordato.
Per saperne di più in proposito, non vi resta che andare al cinema ed esprimere il vostro giudizio.
Vi aspetto per sapere da quale parte vi schierate, nel frattempo io, la mia l’ho detta, a presto…

Namor

 
Di Darth (del 26/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 729 volte)
Titolo originale
Sleuth
Produzione
USA, 2007
Regia
Kenneth Branagh
Interpreti
Jude Law, Michael Caine
Durata
86 minuti
Trailer

Milo Tindle, un umile giovane di origine italiana, fa visita al ricco Andrew Wyke allo scopo di convincerlo a concedere il divorzio alla moglie; in modo tale da poter convogliare a nozze anch' egli con l'ex signora Wyke.
Da questo preludio, nasce la vera opera de “Gli insospettabili”: due uomini, una casa e molta antagonia.
L’opera in questione è l’ennesimo dramma teatrale riproposto in chiave cinematografica dal bravissimo Kenneth Branagh.
Scritto nel 1970 dal drammaturgo inglese Anthony Schaffer e già portato al cinema da Joseph L. Mankiewicz nel ’72, “Gli Insospettabili” ha la peculiarità di essere una sceneggiatura per due soli attori che devono tenere la scena in un’unica locazione per tutta la durata della storia. Non conosco la riuscita di quest’opera in teatro, né tanto meno la prima rivisitazione cinematografica, ma questa edizione firmata Branagh è davvero eccezionale.
Trasposta ai giorni nostri dal drammaturgo e regista teatrale Harold Pinter, “Sleuth” vede il gentiluomo Andrew Wyke trasformato in un arrogante miliardario inglese, arroccato nella sua villa ipertecnologica, con telecamere poste ogni dove e continuamente pronto ad utilizzare il suo telecomando dedito al controllo totalitario della sua dimora. La bellezza di quest’opera è tutta nei geniali dialoghi filosofeggianti dei due protagonisti (resi attuali nella rivisitazione, compresi i turpiloqui tipici della società moderna) sempre incentrati su una donna che, come per il Godot di Samuel Beckett, non arriverà né si vedrà mai.
I due attori, Michael Caine (l’anziano Andrew) e Jude Law (il giovane Milo), sfoggiano un’interpretazione superba, che sommata alla sfiziosa regia a tratti intimista e a tratti post-moderna di Branagh rendono questo film un vero gioiello di qualità. Particolarissima anche la scelta di Michael Caine nel ruolo di Andrew, lo stesso interprete che 35 anni prima impersonò il giovane Milo a fianco di Laurence Olivier nello “Sleuth” di Mankiewicz.
Film avvincente ed intelligente… da non perdere.

Darth

 
Di Namor (del 20/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1083 volte)
Titolo originale
10.000 BC
Produzione
USA - Nuova Zelanda 2008
Regia
Roland Emmerich
Interpreti
Camilla Belle, Steven Strait, Cliff Curtis.
Durata
109 Minuti
Trailer

Sulle alture di un vasto altopiano vivono gli Yagahl, una pacifica tribù da sempre dedita alla caccia del gigantesco mammut, preda di vitale importanza per il loro sostentamento. Un’orda di barbari predatori mette a ferro e fuoco il loro villaggio, lo scopo della vile aggressione è quello di catturare e portar via i loro abitanti, per usarli come schiavi nella costruzione d’imponenti piramidi volute da un dio tiranno. Tra gli scampati alla razzia dei predoni, c’è il giovane D’Leh (Steven Strait), da sempre mal visto dai suoi coetanei per essere ingiustamente ritenuto il figlio di un codardo, colui che ha abbandonato il proprio popolo. Tale fardello ha condizionato pesantemente la sua adolescenza, mettendo in dubbio non solo il coraggio e la lealtà verso la propria gente, ma anche le sue qualità di predatore di elefanti preistorici, una dote questa, ritenuta indispensabile per essere considerato un degno appartenente di questo popolo. Una vecchia profezia che lo vede come il predestinato ad essere il futuro capo, e il suo amore verso la bella Evolet (Camille Belle) catturata anch’essa nell’attacco al villaggio, lo porteranno ad allearsi con valorosi guerrieri di varie etnie, per marciare tutti insieme verso un nuovo e sconosciuto mondo popolato da affascinanti e pericolose creature preistoriche, e liberare la loro gente debellando per sempre il forte esercito del dio oppressore.
Dopo il tentavo di invasione aliena per distruggere la terra in “Independance Day”, e la sconvolgente calamità naturale che minacciava l’estinzione del genere umano in “The day after tomorrow”, il regista Tedesco Rolland Emmerich ci ripropone l’ennesima pellicola ad alto contenuto di effetti speciali e poca sostanza.
Trovo che sia un vero peccato sprecare milioni di dollari nell’intento di impressionare a tutti i costi, per poi adattarli su uno script come questo, inconsistente, forse sarebbe il caso di risparmiare qualche cosina sugli effetti speciali, per ingaggiare uno sceneggiatore all’altezza di tale mansione.
Considerato che “10.000 A.C.” era ambientato nel seducente periodo preistorico, sinceramente mi aspettavo di vedere qualcosa di nuovo che non fosse la solita fiera del già visto. Invece il film non é niente più che un ibrido di due famosi titoli; “Apocalypto” e “Stargate”.
Piacerà di sicuro ad un pubblico molto giovane, per via dei suoi effetti speciali che hanno il gran merito di far rivivere le affascinanti creature di un tempo, come il mastodontico mammut e la meravigliosa tigre dai denti a sciabola… ma questo non appagherà di certo il pubblico adulto!

Namor

 
Di Darth (del 19/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1067 volte)
Titolo originale
Fracture
Produzione
USA, Germania, 2007
Regia
Gregory Hoblit
Interpreti
Anthony Hopkins, Ryan Gosling, David Strathairn, Rosamund Pike
Durata
113 minuti
Trailer

Il miliardario Thomas Crawford scopre che sua moglie lo tradisce con un altro uomo, quindi lascia il suo ufficio e torna a casa prima del solito ad attendere la fedifraga. Quando la moglie rientra lui le spara un colpo di pistola in piena faccia. I giardinieri sentendo lo sparo chiamano immediatamente la polizia che arriva immantinente. Ad accedere per primo alla scena del delitto è, ironia della sorte, proprio l’uomo che se la faceva con la signora Crawford. Thomas si lascia arrestare senza opporre resistenza e firma spontaneamente un’ammissione di colpevolezza. Il caso finisce in tribunale e Thomas, accusato di tentato omicidio (la moglie è in coma) si avvale della facoltà di difendersi da solo senza l’ausilio di un legale. Il PM incaricato di questo caso è il vincente Willy Beachum che, dall’alto dei suoi 97% di verdetti di colpevolezza, è stato appena assunto da un facoltoso studio legale. Il suo ultimo incarico accusatorio si presenta di assoluto riposo, in virtù del fatto che l’imputato ha confessato, non ha un avvocato, ed è stata recuperata l’arma del delitto. Eppure, poche settimane dopo, l’uxoricida chiede il proprio proscioglimento da ogni accusa per mancanza di prove, e il giovane rampante Willy rischia di perdere tutto quello per cui aveva lavorato…
Thriller davvero appassionante, avvalorato da un’ennesima interpretazione eccelsa di Anthony "Hannibal" Hoplins. L’evoluzione della trama intriga lo spettatore grazie alla diabolica pianificazione del protagonista, certo di riuscire ad aggirare la legge americana nonostante la piena ed evidente colpevolezza.
Se volete sapere, quindi, come riesce un uomo arrestato sulla scena del crimine, in possesso di una pistola, nonché reo confesso, ad ottenere l’assoluzione… non perdetevi “Il caso Thomas Crawford

Darth

 
Di nilcoxp (del 17/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 508 volte)
Titolo originale
Sweeney Todd: The Demon Barber of Fleet Street
Produzione
USA, Gran Bretagna 2007
Regia
Tim Burton
Interpreti
Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Alan Rickman, Sacha Baron Cohen, Laura Michelle Kelly, Timothy Spall, Anthony Stewart Head
Durata
116 minuti
Trailer

Onore al merito…inchino…applauso. In sunto il comportamento da tenere in presenza di questo regista che ha sfornato un film di siffatta bellezza! Non so da dove cominciare…l’ambientazione londinese scura e fobica è realizzata secondo lo stile inconfondibile di Tim Burton, le prove eccellenti degli attori che si muovono in sincronismi sonori e scenici stupendi, la trama cruda e violenta, le canzoni adeguate e gradevoli nella loro tristezza, i costumi completano la personalità dei vari individui che popolano un musical come non ne se ne vedeva da tempo (ma questo è più di un musical!). L’escalation di violenza è funzionale allo svolgimento della fabula. Johnny Depp è statuario come figura e nei suoi propositi di vendetta. Infatti nel racconto troviamo che il felice barbiere Benjamin Barker viene ingiustamente condannato da persone che vogliono rubargli la moglie prima e la figlia poi. Scontata la pena, al ritorno a casa, troverà una dura realtà ad attenderlo. Assumerà una nuova identità (Sweeney Todd), aprirà una nuova bottega, e comincerà a farsi giustizia… Da vedere, da rivedere e da ammirare! Baci taglienti a tutti

nilcoxp

 
Di slovo (del 15/03/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 678 volte)
Titolo originale
Ieri, oggi, domani
Produzione
Italia 1963
Regia
Vittorio De Sica
Interpreti
Sophia Loren, Aldo Giuffré, Marcello Mastroianni, Tina Pica, Tecla Scarano
Durata
118 minuti

Il titolo non corrisponde univocamente ai contenuti del film, ha semmai la funzione di ricordarci il trascorrere del tempo e le storie che in esso si consumano, il trittico ad indicare che si racconta di tre donne, in tre episodi.
Il primo scritto da Eduardo De Filippo e ambientato a Napoli: Adelina vende sigarette di contrabbando per mantenere lei e il marito disoccupato, quando viene pizzicata dalla finanza ricorrerà allo stratagemma delle maternità, sfornando un figlio dietro l’altro per evitare il carcere. L’episodio centrale “Anna” scritto da Alberto Moravia narra di una donna milanese, ricca ed annoiata, che flirta con un uomo modesto ma brillante. Il terzo scaturisce dalla penna del fido Cesare Zavattini e ruota attorno alla prostituta romana “Mara”, al suo bizzarro cliente bolognese e ad un giovane vicino di casa che, invaghito di lei, quasi rinuncierà ai suoi studi in seminario.
Il film vincerà l’oscar come miglior film straniero nel 1965 e benchè De Sica avesse già abbandonato il filone neorealista da cui trasse i suoi più grandi capolavori per buttarsi sulla commedia brillante, aveva dalla sua una squadra di collaboratori di prim’ordine. Oltre ai soggettisti già citati, un cast di attori eccellenti tra cui spiccano la grandiosa Sofia Loren, bellissima e bravissima come sempre, che interpreta le tre protagoniste e il poliedrico Marcello Mastroianni nel ruolo dei relativi comprimari.
Nell’episodio della sigaraia (tralaltro ispirato da un personaggio realmente esistito) De Sica riprende la briosa napoletanità de “L’oro di Napoli” (1954) e confeziona una deliziosa vicenda dal lieto fine. L’episodio della ricca Milanese è un po’ più scialbo ma è da ricordare la scena finale in cui Renzo (Mastroianni) sorride amaramente scuotendo la testa, rassegnato alle barriere impenetrabili che dividono le classi sociali.
Sul finale il film si risolleva nuovamente, leggero ma estremamente divertente ci regala una coppia Loren – Mastroianni di classe inarrivabile nonchè la celeberrima scena dello spogliarello di Mara, ormai divenuta storia del cinema.
Grandi sceneggiature, grandi attori e un grande regista in un momento in cui il cinema italiano splendeva ancora di luce propria. Se ancora vi manca, questo film è da vedere.

slovo

 

280177 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006

Ci sono 16 persone collegate


< giugno 2013 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
11
12
13
15
16
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
             

Articoli
Elencati per sezione:
cinema
musica
live report
libri
teatro
fumetti
serie TV
redazione

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Inizio con il farti ...
17/06/2013 @ 20:33:26
Di Miryam*
Dici bene! Il film n...
10/06/2013 @ 20:32:05
Di Angie*
@- Cari Miryam e Nam...
30/05/2013 @ 21:03:05
Di Angie*
Concordo con entramb...
29/05/2013 @ 21:12:59
Di Namor
L'ho trovata una pel...
29/05/2013 @ 18:51:03
Di Miryam*
@Namor_Tom Hardy non...
27/05/2013 @ 00:08:29
Di asterix 451
Dici bene socio, que...
26/05/2013 @ 21:58:47
Di Namor
Questo e un telefilm...
23/05/2013 @ 19:08:16
Di Namor
@- Infatti,all'inizi...
18/05/2013 @ 14:00:45
Di Angie*
@- Grazie Miryam e N...
18/05/2013 @ 13:44:55
Di Angie*




Z-Blog Awards 2007 Winner

Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3
dBlog Open Source
Bloggers for Equity
BlogItalia
blogs italia, directory blog italiani
SocialDust
Blog Show
Kilombo
BlogNews
bloggers for equity

Amnesty International Emergency


Creative Commons License
I contenuti testuali di BlogBuster sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.


19/06/2013 @ 17.10.48
script eseguito in 297 ms