BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 07/02/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1192 volte)
Titolo originale
Cloverfield
Produzione
USA 2008
Regia
Matt Reeves
Interpreti
Lizzy Caplan, Jessica Lucas, T.J. Miller, Michael Stahl-David, Mike Vogel, Odette Yustman.
Durata
85 Minuti
Trailer

A New York, un gruppo di amici organizza un party di addio per un loro compagno in procinto di trasferirsi in Giappone. Un enorme boato udito durante lo svolgimento della serata, ne tacita il suo svolgimento, incuriositi da questo insolito avvenimento i partecipanti salgono sul tetto dello stabile per avere una visione più chiara di quello che sta succedendo. Nel mentre, una tremenda esplosione lancia detriti infuocati sulla città, dando il via ad un fuggi fuggi generale, una volta scesi in strada in preda al panico il gruppo assiste addirittura alla decapitazione della statua della libertà! Quello che inizialmente sembrava un terremoto, presto lascia spazio all’ipotesi di un attacco terroristico. A fugare definitivamente ogni dubbio sulla vera entità che minaccia New York, è l’immagine di una gigantesca coda di un rettile che si abbatte sul ponte di Brooklyn mandandolo in frantumi. L’artefice di tale sconquasso é un collerico mostro di dimensioni terrificanti, un incrocio tra Godzilla (per altezza) ed il mostro di Cthulhu (per fattezze), che si muove spaesato ed impaurito tra i grattacieli della città, sotto il continuo attacco dell’esercito. A documentare la cronaca di questa notte di terrore, ci pensa la telecamera consegnata in dotazione ad uno dei ragazzi (che porta sempre con sé durante la fuga) per filmare la serata d’addio del loro amico.
La realizzazione di “Cloverfield” è stata possibile grazie al lancio in Giappone di “M.I.III”, J.J.Abrams colui che allora si occupò della regia, entrando in un negozio di giocattoli insieme al figlio, rimase stupito dalla popolarità che godeva ancora Godzilla nel sol levante. Guardandolo, pensò a cosa avesse fatto lui durante un ipotetico attacco da parte del lucertolone radioattivo, ed é nata così l’idea di realizzare questo innovativo disaster-movie in chiave amatoriale. Le riprese sono state effettuate con videocamera a mano ad alta definizione e poi sporcate al computer per avere il massimo effetto amatoriale, il risultato ottenuto é sicuramente buono se non ottimo, difatti più di una persona é uscita dalla sala disturbata dalla girandola impazzita di immagini che proiettava il grande schermo. In effetti é stata dura anche per me abituarsi a questo nuovo tipo di visione, l’ho trovata troppo estrema e inutilmente continuativa, se togliamo le uniche immagini denominate “ad occhio di Dio” (le riprese aeree) usate per inquadrare per intero il mostro, il resto del film é tutto un concitato susseguirsi di immagini che ne disturbano la visione.
Il cast é composto da volti non eccessivamente famosi ed il motivo di tale decisione si rivela dopo la visione del film, ciò che la produzione ha risparmiato nell’assemblamento della troupe, lo ha speso negli effetti speciali, anche se non é facile giudicare, considerata la scelta adottata in merito alla realizzazione della pellicola.
Curiosa la scelta del titolo del film, in origine J.J.Abrams aveva pensato di intitolarlo “Greyshot”, prendendo spunto dal nome del ponte dove i due protagonisti del film si rifugiano durante la fuga, alla fine ha prevalso il nome di una strada “Cloverfield” situata nelle vicinanze del suo ufficio. In conclusione se siete sofferenti alle giostre, o ci andate mal volentieri per evitarne i postumi derivanti dalla nausea, questo film é consigliabile vederlo in dvd, proprio per evitare, come ho già detto, la vostra uscita anticipata dalla sala!

Namor

 
Di kiriku (del 05/02/2008 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 521 volte)
Titolo originale
La grande bouffe
Produzione
Francia/Italia 1973
Regia
Marco Ferreri
Interpreti
Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, Marcello Mastroianni, Philippe Noiret, Andréa Ferréol, Solange Blondeau, Giuseppe Maffioli, Monique Chaumette, Florence Giorgetti, Bernard Menez, Louis Navarre, Rita Sherrer, Michèle Alexandre, Cordélia Piccoli, James Campbell, Patricia Milochevitch, Henri Piccoli, Mario Vulpiani, Gérard Boucaron, Margaret Honeywell, Annette Carducci, Eva Simonet
Durata
130 minuti
Trailer

Effetti indesiderati. Gastrointestinali: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a volte fatale, in particolare….” Aspetta un attimo, ho letto bene? E si, c’è scritto proprio a volte fatale!!! Incredibile ho sempre assunto questo farmaco senza leggere mai attentamente le controindicazioni e adesso scopro che , anche se le possibilità sono sempre state molte remote, di aver rischiato la vita solo per alleviare uno fastidioso dolore cervicale. Sinceramente morire in modo così stupido mi darebbe proprio fastidio, preferirei a questo punto andarmene per una mia scelta personale e non per una frase non letta su un farmaco killer. Se mai un giorno decidessi di farla finita, beh sicuramente sceglierei il metodo usato nel film "La grande abbuffata" di Marco Ferreri. Quattro amici inseriti nella cosiddetta buona società, un ristoratore, un pilota di aerei, un magistrato e un produttore televisivo, stanchi di una vita ormai senza stimoli si rinchiudono in una villa per abbandonarsi senza limiti ai piaceri della gola e della carne fino all’autodistruzione. Tutta la pellicola è una critica a quella borghesia corrotta e amorale che fa del troppo il fine ultimo, avere tutto e a qualsiasi costo. I protagonisti, interpretati da attori di altissimo livello (Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Michel Piccoli, e Philippe Noiert),  sono appunto la grottesca caricatura di una società che ha perso la rotta ed è anche una lucida visione dell’isolamento individuale ed esistenziale dell’uomo contemporaneo. L’importante è avere , ostentare , produrre, oltrepassando i limiti senza poter più tornare indietro. Questa pellicola è del 1973 e mi sento di dire , senza fare della mera retorica, che le critiche mosse dal regista sono più che mai attuali. Oggi, è sotto gli occhi tutti , l’importante è apparire, essere visibile e non importa a che prezzo, l’importante è credersi migliori , distinguersi dalla massa e per farlo, ad esempio, si ricorre ad una ricerca estetica che alla fine porta ad una altra vuota omologazione. Basta fare un giro in centro per vedere che tutti sono vestiti uguali e non solo gli adolescenti. Conosco persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese ma si comprano auto che finiranno di pagare loro figli, e questo solo, per ostentare una ricchezza materiale inesistente. Questi anche se sono solo alcuni degli esempi più evidenti, sono la cartina tornasole di una società che si basa sull’insicurezza e sulla povertà spirituale. La grande abbuffata è un po’ la rappresentazione spietata ma ben riuscita di tutto questo , una commedia drammatica che spazia dall’humor nero, alla satira e per finire al grottesco . Non so se è per colpa del medicinale o dei pensieri che il farmaco mi ha fatto venire , ma mi è venuta una secchezza delle fauci non indifferente, prima che sia troppo tardi scappo a casa a mangiare e a fare all’ammore !!!

Kiriku

 
Di Sansimone (del 01/02/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1336 volte)
Titolo originale
7 Km da Gerusalemme
Produzione
Italia 2006
Regia
Claudio Malaponti
Interpreti
Luca Ward, Alessandro Etrusco, Rosalinda Celentano, Alessandro Haber, Eleonora Brigliadori, Emanuela Rossi, Isa Barzizza, Alessandra Barzaghi
Durata
108 minuti

Se Cristo si presentasse a noi saremo in grado di credergli sulla parola? Perché poi si presenterebbe ad uno di noi?
Queste domande se le pone anche Alessandro, quando durante un viaggio in terra santa incontra Gesù sulla strada che da Gerusalemme porta ad Emmaus. Come credo la maggior parte di noi Alessandro non crede subito di trovarsi davanti a Dio, ma, dopo alcuni segni inizia a crederci e la domanda ricorrente diventa” perché hai cercato proprio me?”.
Nel film una risposta a questa domanda c’è, ma, quello che in realtà non si capisce è il motivo per il quale dopo 2000 anni dall’ultima sua presenza Cristo ritorna sulla Terra ma, non in mezzo agli uomini, ma solo da un uomo. Forse perché questi è un pubblicitario o forse è solamente che noi umani non possiamo comprendere i veri disegni di Dio.
Avevo sentito molto parlare di questo film, purtroppo a causa delle scelte di chi gestisce le sale cinematografiche della mia città ho dovuto aspettare che uscisse in dvd per riuscire a vederlo. L’attesa in ogni modo non è stata vana, ho trovato il film molto bello sotto molti aspetti, l’unico che mi ha lasciato perplesso è proprio il motivo di questa presenza reale di Gesù.
Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Pino Farinotti, e racconta le vicende di Alessandro, un pubblicitario quarantenne in crisi esistenziale che trova casualmente un biglietto aereo per Gerusalemme e decide di partire. Qui incontra un uomo che dice d’essere Gesù e da quel momento fino al suo ritorno in Italia per lui è un continuo dialogare con Dio e ricordare passaggi della sua vita.
Luca Ward è bravissimo nel ruolo del pubblicitario quarantenne deluso e in crisi sia nella vita privata sia in quella lavorativa, lo stesso vale per Alessandro Etrusco nel ruolo non semplice di Cristo. Il regista anche è molto bravo nell’imprimere il giusto ritmo al film utilizzando il flash back, anche se alla fine del film accelera un po’ troppo per riuscire a chiudere tutte le storie, quando volendo poteva lasciarne alcune aperte.

SanSimone

 
Di Namor (del 31/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1384 volte)
Titolo originale
American Gangster
Produzione
USA 2007
Regia
Ridley Scott
Interpreti
Russell Crowe, Denzel Washington, Chiwetel Ejiofor, Cuba Gooding Jr., Josh Brolin, Ted Levine, Armand Assante, John Ortiz, John Hawkes, Ruby Dee.
Durata
157 Minuti
Trailer

Il silenzioso Frank Lucas (Denzel Washington) osserva e assimila le due caratteristiche principali che hanno reso il suo capo Bumpy Johnson, il più temuto e benvoluto boss di Harlem, la sua efferata spietatezza risolutiva con chi sgarra e la sua immensa generosità verso gli sfortunati del quartiere. Ed é con questi due inappellabili dogmi, che Frank, dopo la morte del suo mentore, si introduce nel mondo della malavita fino a divenirne lui stesso uno dei più potenti e prolifici boss dell’intero stato.
Agli inizi degli anni 70, negli Stati Uniti, l’eroina era nella sua massima fase di espansione e con lei anche la corruzione nella polizia, la quale attingeva a piene mani nel mercato della polvere bianca. Per imporsi nel traffico e lo spaccio di droga, che in quel tempo pullulava ad ogni angolo della strada di Harlem, il neo boss doveva fornire un prodotto migliore e a basso costo rispetto a quello che abitualmente circolava. Per fare ciò, occorreva abbassare i costi ed é per questo, che ebbe l’intuizione che lo rese in breve tempo il più ricco e potente criminale degli USA, quella di eliminare gli intermediari ed andare personalmente in Thailandia per comprare direttamente dal produttore!
A porre fine al suo incontrastato dominio, ci pensa l’integerrimo agente di polizia Richie Roberts (Russel Crowe), personaggio emarginato proprio grazie a questa sua virtù, etichettato dai suoi colleghi come spione per aver consegnato in centrale un milione di dollari puliti di proprietà della mafia, uno dei pochi poliziotti che in quel periodo rifiutava mazzette, in pratica, un serio pericolo per tutto il sistema di corruzione in voga all’interno del dipartimento di polizia.
Inizialmente le riprese di “American Gangster”, dovevano avvenire nel 2004 sotto la regia di Antoine Fuqua (Training Day), sempre con Washington nella parte di Lucas, ma l’allora casa di produzione fermò tutto.
A distanza di anni, dopo varie insistenze, il regista Ridley Scott acconsente a dirigere il film, includendo l’attore Neozelandese Russel Crowe.
A completare il variegato cast di attori che fanno parte del film, la scelta é caduta su Cuba Gooding, Yr.; Armand Assante; Chiwetel Ejiofor; Ruby Dee; il rapper Common e l’artista hip-hop T.I..
Il film é stato presentato in pompa magna come il nuovo “The Departed”, o addirittura come dice esagerando (e non poco) la locandina, epico ai livelli de “Il Padrino”.
Sinceramente la nuova opera di Scott, risulta un buon film ma non ai livelli di “The Departeid”, lo dimostra anche il fatto che “American Gangster”, sia rimasto fuori dai giochi per la corsa agli Oscar di quest’anno. Di epico che potrebbe accostarsi a “Il Padrino”, ha solo la durata, 157 minuti in alcuni casi sono veramente tanti, d’accordo che la pellicola narra una storia realmente accaduta, ma gli eventi che si svolgono durante il film potevano benissimo essere un po’ più concisi.
Ad ogni modo questa non vuole essere una bocciatura, anzi lo reputo un buon film, ma se fossi nelle vesti dei produttori ci andrei cauto con simili paragoni, evitando di creare inutili e dannose aspettative per chi si appresta a vederlo, fino a prova contraria la miglior pubblicità, é sempre stata il giudizio positivo del pubblico pagante!

Namor

 
Di Louise-Elle (del 30/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2010 volte)
Titolo originale
Love in the Time of Cholera
Produzione
USA 2007
Regia
Mike Newell
Interpreti
Javier Bardem, Giovanna Mezzogiorno, Benjamin Bratt, Catalina Sandino Moreno, Hector Elizondo, Liev Schreiber, Fernanda Montenegro, Laura Harring, John Leguizamo.
Durata
138 Minuti
Trailer

L’amore ai tempi del colera Buio in sala….Silenzio….Inizia il film:
“un uomo anziano Florentino Ariza riposa accanto alla sua giovane amante quando le campane della Chiesa di Cartagena suonano a lutto annunciando la morte del medico Juvenal Urbino marito di Fermina Daza . Florentino si presenta a Fermina in questa triste occasione dichiarandosi con queste parole: “Sono trascorsi 51 anni, 9 mesi e 4 giorni e io ti amo come il primo giorno” Fermina disperata per la perdita del marito e indignata lo caccia con violenza.”
Questa è la scena iniziale del film tratto dall’omonimo romanzo di Gabriel Garcia Lorca che racconta l’infinita, quasi irreale e straziante storia d’amore tra Fiorentino Ariza e la bella Fermina Daza. La parte centrale del lungometraggio è in retrospettiva. Ambientato nella città di Cartagena dal 1879 si protrae fino agli anni 40. Florentino, un giovanissimo telegrafista (interpretato da Unax Ugalde) appassionato di poesia incontra lo sguardo di Fermina (Giovanna Mezzogiorno) e immediatamente è amore a prima vista. Un amore solo epistolare dove Florentino le esprime tutto il suo ardore e Lei ne rimane ammaliata. Il padre di Lei ambizioso desidera invece per la figlia un uomo con maggior potere a cui darla in sposa e così decide di portarla altrove separando per sempre i due innamorati. Passano gli anni. Il Paese ha due nemici: la Guerra Civile e il colera che mietono vittime e distruzione. Florentino (uno straordinario e magnifico Javier Bardem) disperato per la perdita dell’amata ha soltanto la madre vicino che lo consola amorevolmente. Nel frattempo ritorna Fermina che durante un incontro casuale demolisce le speranze d’amore di Florentino affermando che per lei l’amore è solo un’illusione. La sofferenza di Florentino è devastante e anche per la madre che gli sta accanto. Si assiste così allo scorrere delle due vite: da una parte Florentino inizia a lavorare presso la Compagnia Fluviale gestita dallo zio e riesce allo stesso tempo a dedicarsi alla poesia scrivendo lettere d’amore su commissione; dall’altra parte ritroviamo Fermina sposa dell’affascinante medico Juvenal Urbino (Benjamin Bratt) con il quale condividerà un sereno e spigoloso matrimonio. Florentino giura comunque a se stesso che aspetterà Fermina fino alla morte del marito. Durante questa attesa Florentino si concede molte storie d’amore con donne di ogni genere minuziosamente registrate in un diario fino al raggiungimento della modica cifra di 622 donne. Fra le tante una donna sposata, Olimpia gli ridonerà nuova vitalità, ma la sua tragica dipartita lo rimanderà ancora fra le braccia immaginarie e mai dimenticate di Fermina. Le scene degli incontri amorosi di Florentino e le vicissitudini del matrimonio di Fermina termineranno questa lunga retrospettiva fino alla scena iniziale del film con questa stupenda e quasi inverosimile dichiarazione d’amore: “Sono trascorsi 51 anni, 9 mesi e 4 giorni e io ti amo come il primo giorno”. Da qui la storia prosegue ancora più commovente, tenera e struggente da gustare fino all’ultimo fotogramma.
Ottima l’interpretazione di Giovanna Mezzogiorno sia nella parte di giovane donna sia di donna anziana, i truccatori a mio avviso le hanno riservato un trattamento speciale non evidenziando troppo con il trucco la maturità. La letteratura e il cinema ci hanno solitamente raccontato storie di personaggi femminili che si disperano aspettando eternamente il loro unico amore, quasi mai ci sono personaggi maschili. La commovente e magistrale interpretazione di Javier Bardem nei panni di Florentino Ariza uomo, a mio modestissimo parere è da Premio Oscar.
La colonna sonora è impreziosita da alcuni brani della pop-star Shakira amica e connazionale dello scrittore. Da non sottovalutare altri importanti protagonisti di questo film: la poesia, la scrittura, la corrispondenza, il telegrafo….i mezzi di allora che hanno permesso lo sviluppo di questa splendida storia d’amore.

Louise-elle

 
Di nilcoxp (del 28/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 533 volte)
Titolo originale
Sátántangó
Produzione
Ungheria, Germania, Svizzera, 1993
Regia
Bela Tarr
Interpreti
Peter Berling, Mihaly Vig, Putyi Horvath, Erika Bok
Durata
450 minuti circa
Trailer

Quando un velo di malinconia vi si appoggerà sulle spalle in una giornata uggiosa, e quando finalmente il silenzio sembrerà essere diventato il padrone della vostra casa e vostro unico compagno, solo allora potrete vedere “Satantango”. Le prime due ore e mezza mi sono scivolate veloci appagando appieno i miei sensi affamati di buon cinema. Una parte centrale tra alti e bassi ma ancora positiva, ed una finale in evidente calo di qualità. Vero protagonista della pellicola è l’ambiente in cui si svolge il tutto: siamo nella campagna ungherese agli inizi della stagione delle piogge. Tutto è grigio, umido e fatiscente. Freddo, acqua e fango sembrano essere ovunque, perfino nelle anime dei protagonisti. Essi accarezzeranno per un po’ il miraggio di cambiar vita per mezzo di un grosso quantitativo di soldi, sogni comunque destinati a svanire sia per ignoranza che per codardia. Ma d’altronde quando si è impantanati nella melma dove si vuole andare? La fotografia raggiunge livelli così alti da paragonarla al “Vangelo secondo Matteo” di P.Pasolini (ovviamente con le dovute differenze legate all’argomento trattato): le immagini sembrano quadri che gratificano e a volte commuovono l’occhio dello spettatore più attento. L’inverno alle porte non è solo meteorologico, ma sembra essere anche della vita stessa che finisce. Peccato che il regista non riesca a mantenere questa intensità di emozioni per tutta la durata della pellicola, che come ho già detto, cala paurosamente nella parte finale (le ultime due ore circa). Forse una minore dilatazione dei minuti ne avrebbe giovato in contenuti. Comunque un gran bel lavoro, da non perdere assolutamente per gli amanti del cinema d’Autore. Baci alla vodka a tutti.

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 25/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 503 volte)
Titolo originale
Signorinaeffe
Produzione
Italia 2007
Regia
Wilma Labate
Interpreti
Filippo Timi, Valeria Solarino, Sabrina Impacciatore, Fausto Paravidino, Clara Bindi, Gaetano Bruno, Luca Cusani, Marco Fubini, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni.
Durata
95 minuti

Signorina Effe è l’ultimo film della regista Wilma Labate, dove l’effe del titolo sta per FIAT dato che la storia gira attorno alla casa automobilistica torinese.
Siamo nel 1980 a Torino, l’anno della grande protesta operaia che per quasi quaranta giorni bloccò le fabbriche della FIAT e con esse anche la città come era naturale. La lotta degli operai voleva opporsi al nuovo piano industriale che comprendeva licenziamenti per diverse migliaia di lavoratori, primi fra tutti ovviamente quelli più impegnati nel campo sindacale. Lo sciopero terminò negativamente dal punto di vista sindacale con la famosa marcia dei 40 mila, in altre parole i quadri e i dirigenti dell’azienda, che protestavano per riavere il diritto di lavorare.
Il film narra appunto le vicende di Sergio, operai alla catena di montaggio, e di Emma, giovane laureanda già inserita nei quadri amministrativi, durante i giorni dello sciopero. Nonostante la FIAT riesca nel tentativo di mettere contro la classe operaia e i colletti bianchi, tra i due protagonisti nasce una passione che porterà lei a ripensare a tutto il futuro che si era programmata e lui a lasciarla pensando di fargli del bene.
Purtroppo la pellicola rimane in bilico tra un documentario sociale e un film sentimentale con un problema sociale sullo sfondo, non si capisce bene se la regista è più interessata a descrivere la lotta tra operai e crumiri oppure alla favola della bella e il povero. Il film, a parte questo “particolare”, propone ottimi attori tra i quali Filippo Timi, perfetto nel ruolo di Sergio, e Valeria Solarino; propone inoltre, ed è questo secondo me il pregio di questa pellicola, lo spunto per andare ad informarsi su un periodo, quello dei primi anni 80, veramente importante per la storia dell’Italia, la fine delle grandi lotte sociali e l’inizio del riflusso.

SanSimone

 
Di Namor (del 24/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 780 volte)
Titolo originale
The U.S. vs. John Lennon
Produzione
USA 2006
Regia
David Leaf, John Scheinfeld.
Interpreti
Durata
99 Minuti
Trailer

All’epoca della sua militanza nei Beatles, John Lennon, fu ritenuto in assoluto il più intelligente dei quattro, per avvalorare tale affermazione sul suo innato intelletto e l’indiscusso talento, semmai c’è ne fosse bisogno, basti visionare questo bel documentario ideato dai registi David Leaf e John Scheinfeld dal titolo alquanto veritiero “USA contro John Lennon”.
Voglio precisare, che il documentario in questione si differenzia totalmente dai suoi innumerevoli predecessori, i quali, erano quasi tutti incentrati su questi tre temi basilari, gli inizi ed il conseguente proseguo della sua straordinaria carriera, la storia d’amore con Yoko Ono e per finire il fatidico 8 Dicembre 1980, data in cui la mano armata di un pazzoide, appostato sotto la sua residenza, fece esplodere quattro colpi di pistola mettendo fine alla sua vita.
Chi ha seguito il percorso artistico dell’ex Beatles sa, che ad un certo punto della sua vita si trasferì e visse per più di un decennio negli Stati Uniti d’America, dove ebbe molti problemi con le amministrazioni locali, a causa del suo pieno appoggio ai vari movimenti pacifisti che all’epoca protestavano per la guerra in Vietnam. In quel periodo Lennon allacciò amicizie con personaggi come, Bobby Seale il fondatore delle Pantere Nere, e gli attivisti radicali più influenti del momento come Jerry Rubin e Ebbie Hoffman, furono proprio i rapporti con questi personaggi di spicco nella lotta per la pace e i diritti dell’uomo, che gli causarono i molteplici problemi da parte dell’amministrazione Nixon, che vedevano in lui un pericoloso sovversivo da estradare al più presto. Per lui si mosse addirittura l’FBI, che lo mise sotto stretta sorveglianza cercando con ogni mezzo anche illegalmente, il cavillo giusto per rimpatriarlo come persona indesiderata.
In questo documentario vedrete immagini inedite di Lennon mai viste prima provenienti dalla stessa collezione privata di Yoko Ono, la quale, per la prima volta, le ha gentilmente messe a disposizione degli autori, non mancano anche aneddoti raccontati da lei stessa, c’è anche da dire che lei, per avvallare tale operazione ha voluto prima visionare il tutto ed avere l’ultima parola.
Visto l’ottimo risultato ottenuto da Leaf e Scheinfeld, non posso che essere d’accordo su questa forzata licenza accordatagli dai due autori.

"Di tutti i documentari che sono stati realizzati su John,
questo e quello che avrebbe amato di più.”

Yoko Ono

E anche su questo non ho niente da ridire…

Namor

 
Di Namor (del 17/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1292 volte)
Titolo originale
I Am Legend
Produzione
USA 2007
Regia
Francis Lawrence
Interpreti
Will Smith, Alice Braga, Dash Mihok, Charlie Tahan, Salli Richardson, Willow Smith.
Durata
101 Minuti
Trailer

L’erba che fuoriesce dall’asfalto avvolge le strade e le abitazioni di una New York desolata e silenziosa, sei miliardi di persone sono state annientate da una spaventosa epidemia, gli unici sopravissuti risultati immuni al letale virus, sono un uomo, l’affermato virologo Robert Neville (Will Smith) ed il suo cane Sam. Sono passati tre anni dall’espansione dell’epidemia, e Neville quotidianamente, si reca nel suo laboratorio di ricerca, con la speranza di trovare un antidoto che possa curare gli infetti, un gruppo considerevole di esseri umani scampati alla morte ma comunque colpiti dal devastante batterio e tramutati in una razza di micidiali cacciatori notturni, una sorte di vampiri che al calare del buio prendono possesso dell’intera città in cerca di cibo…e, Neville ed il suo cane fanno parte della loro catena alimentare!
Io sono leggenda” é tratto dall’omonimo libro di Richard Matheson pubblicato nel 1954, e ritenuto tuttora uno dei capolavori del genere fantascienza-horror, dopo una lunga gestazione di oltre 15 anni (Arnold Schwarzenegger doveva esserne il protagonista), prende finalmente corpo la sua trasposizione cinematografica diretta dal regista Francis Lawrence.
Anche se il film per esigenze di copione risulta più fantascientifico e meno horror rispetto al libro, vi assicuro che in 3 o 4 scene non mancheranno i momenti in cui si salta dalla poltrona, imprecando un liberatorio vaff….. all’indirizzo dello schermo!
Costato 150 milioni di dollari, e già incassati in sole due settimane di programmazione negli USA, il film non farà fatica ad imporsi anche da noi come campione d’incassi, i presupposti ci sono tutti, una buona sceneggiatura con effetti speciali all’altezza, ed un attore di sicuro richiamo come Will Smith per il ruolo da protagonista, cosa chiedere di meglio per un buon blockbuster Americano?
Se questo genere é il vostro preferito, munitevi di popcorn e recatevi tranquillamente al cinema, non rimarrete delusi.

Namor

 
Di Namor (del 10/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 666 volte)
Titolo originale
In the Valley of Elah
Produzione
USA 2007
Regia
Paul Haggis
Interpreti
Tommy Lee Jones, Charlize Theron, James Franco, Susan Sarandon, Jonathan Tucker, Frances Fisher, Jason Patric, Josh Brolin, Wes Chatman, Mehcad Brooks, Victor Wolf.
Durata
124 Minuti
Trailer

Una telefonata proveniente dalla vicina base militare nel Nuovo Messico, comunica all’ex agente di polizia militare ora in pensione Hank Deerfield, (Tommy Lee Jones) che il figlio, reduce dall’Iraq, risulta assente ingiustificato da svariati giorni ed il persistere di tale allontanamento lo metterà a rischio di gravi sanzioni disciplinari. Per evitare il peggio e conoscere le motivazioni di questo gesto irresponsabile, il padre si reca di persona nel luogo per indagare e scoprire che fine abbia fatto la sconsiderata recluta. Nel frattempo, sul ciglio di una strada di periferia vengono ritrovati i resti di un corpo umano carbonizzato, dapprima fatto a pezzi ed in seguito sbranato da animali randagi. Un’impietosa autopsia rivela che i resti sono di Mike Deerfield (Jonathan Tucker)….. il soldato scomparso.
La verità sugli avvenimenti che hanno portato alla tragica fine del figlio… questo é tutto quello che chiede Hank, sapere com’é morto e perché, le risposte date dagli inquirenti non convincono affatto la sua oculatezza di segugio acquisita durante la sua militanza nel corpo investigativo militare. Coadiuvato dall’ispettore di polizia Emily Sanders (Charlize Theron), e dalle immagini distorte di filmati girati con il cellulare del figlio, riuscirà nonostante varie vicissitudini a penetrare in quella cortina di omertà, dove dietro si cela una infida e scomoda verità!
Ottimo il titolo scelto dal suo regista e sceneggiatore, il premio Oscar Paul Haggis, “Nella valle di Elah”, luogo dove si svolse il famoso scontro tra Davide e Golia, ed è in sintesi quella che Tommy Lee Jones con una buona interpretazione nelle vesti di Davide, si appresta a combattere contro Golia, il sistema odierno militare, per conoscere la realtà degli avvenimenti sulla morte del figlio!
Per coloro che si apprestano a vederlo, consiglio di non aspettarsi un film di guerra colmo di azioni spericolate ad alto tasso adrenalinico, rischierebbero di uscire dalla sala molto delusi, la pellicola aspira più ad aprire gli occhi allo spettatore sulle conseguenze morali di una guerra forse inutile, sul popolo di una intera nazione che appare ormai sfiduciata e confusa, come testimonia la locandina che ritrae la bandiera Americana issata a testa in giù, un chiaro segnale che le cose da loro non vanno affatto bene.

Namor

 
Di Darth (del 09/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 870 volte)
Titolo originale
Live Free or Die Hard
Produzione
USA 2007
Regia
Len Wiseman
Interpreti
Bruce Willis, Justin Long, Timothy Oliphant, Cliff Curtis
Durata
130 minuti
Trailer

Nel lontano 1988 andai al cinema a vedere “Die Hard – Trappola di cristallo”, interpretato da un allora sconosciuto Bruce Willis. Complice l’età adolescenziale ed il carisma che Willis riuscì a dare al suo personaggio John McClane, il film divenne (per me) un must e successivamente lo rivedetti non meno di dieci volte in vhs. Il suo sequel “58 minuti per morire” mi deluse non poco, fu sicuramente il peggiore della serie. Il terzo, “Duri a morire”, cambiò leggermente lo stile narrativo divenendo più ironico, e la presenza di attori come J.Irons e Samuel L. Jackson diedero alla pellicola una qualità notevole. Ora, a distanza di 19 anni dal primo film e a 12 anni dal terzo, ecco che il tenente McClane torna sugli schermi. La moglie lo ha lasciato, la figlia lo detesta, del figlio non si ha notizia e lui, sempre uguale, nonostante vent’anni in più sul groppone continua a fare il “Rambo” della situazione... rimanendo comunque assai credibile! (un bello smacco per S.Stallone ed il suo Rocky Balboa panciuto…).
Questa volta in pericolo c’è l’intera società Americana, poiché un gruppo di cyber-terroristi attacca la nazione prendendo possesso di tutte le reti informatiche. Con quest’arma, gli hacker, riescono a mettere in ginocchio il paese bloccando tutto: dal traffico aereo ai semafori, dalla borsa di NY alle reti bancarie, inibendo le reti di comunicazione televisive e telefoniche e perfino comandando le linee elettriche idriche e gassose. John McClane si trova a dover risolvere praticamente da solo tutto questo casino perché, incaricato di prendere in consegna un hacker, si troverà in compagnia dell’unica persona rimasta in vita in grado di fermare i cyber-terroristi.
Die Hard – Vivere o morire”, è ovviamente un’americanata allo stato puro. Ma, in questa occasione, non poteva essere altrimenti… e chi conosce le gesta del personaggio che fece la fortuna di B.Willis non può che concordare con me. Certo che vedere un F16 che si infila sotto un cavalcavia e spara alcuni missili oltre a qualche centinaio di pallottole contro il camion guidato da McClane e lui che gli urla contro “E’ tutto qui quello che sai fare?” può sembrare leggerissimamente esagerato… Ma John McClane è John McClane!!!
Hippy ya ye, figlio di puttana”.

Darth

 
Di nilcoxp (del 07/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 467 volte)
Titolo originale
Eastern Promises
Produzione
Gran Bretagna, Canada 2007
Regia
David Cronenberg
Interpreti
Viggo Mortensen, Naomi Watts, Vincent Cassel, Armin Mueller-Stahl, Sinéad Cusack, Jerzy Skolimowski
Durata
100 minuti
Trailer

Ve lo dico subito, sono rimasto senza parole nel vedere l’ultimo lavoro di Cronenberg! Adoro questo regista, e adoro quando affronta tematiche legate alla realtà virtuale o ad una realtà che è altra, così come lo adoro quando scava nei meandri della psiche umana trovandone il lato oscuro(vedi "Spider" e "Crash" per esempio). Detto questo, vien da sé la delusione per una pellicola come “History of Violence”, assolutamente insapore e con una seconda parte western/splatter da dimenticare. Già temevo una fine prematura di questo artista che reputo uno dei pochi “Grandi” ancora in attività, e invece mi esce con questa pellicola stupenda. Ambientazione londinese, atmosfera noir, mafia russa e loro giri di prostituzione e droga. Il corpo umano è qui messo al centro della storia ed esaltato come non mai. I tatuaggi sulla pelle dei protagonisti ne indicano i trascorsi in carcere e la loro importanza sociale. Viggo Mortensen è semplicemente perfetto nel ruolo dell’autista del figlio del boss. Credo che attualmente (Mortensen) incarni in maniera precisa e unica la rappresentazione fisica del pensiero di Cronenberg. Trama avvolgente, attori bravi e credibili (forse la Watts in maniera minore), regia impeccabile che sa osare inquadrature insolite ma efficaci. Una scena su tutte è superlativa: la lotta nel bagno turco tra il protagonista e due sicari armati di coltello. Credetemi se vi dico che da sola vale tutto il film, però poi qui c’è ancora tutta la pellicola che viaggia a livelli molto alti ! Insomma un grande ritorno e una grande promessa per il futuro: anche cambiando genere, rimane lo stampo “cronenberghiano” subito rilevabile dagli amanti del regista, e la qualità non cambia. Cosa chiedergli di più? Che continui così!!! Baci tatuati a tutti…

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 04/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 448 volte)
Titolo originale
I'm Not There
Produzione
USA 2007
Regia
Todd Haynes
Interpreti
Christian Bale, Cate Blanchett, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw, Charlotte Gainsbourg, David Cross, Bruce Greenwood, Julianne Moore, Michelle Williams
Durata
135 minuti

Avevo sentito parlare di questo film sulla vita di Bob Dylan in occasione dell’ultimo festival di Venezia e mi aveva incuriosito anche per com’era strutturato. Infatti, il regista, Todd Haynes, racconta la vita dell’artista, primo senza mai nominarlo e secondo attraverso sette personaggi non collegati fra loro, ma ognuno rappresenta un’esperienza, un lato della vita di Dylan.
I sette personaggi sono Arthur, poeta simbolista che porta lo stesso nome di Rimbaud, interrogato e poi condannato da una commissione d'inchiesta per i suoi presunti legami con gruppi sovversivi e d’estrema sinistra. Woody (Marcus Carl Franklin) un bambino d’undici anni scappato da un riformatorio e pronto a raggiungere il capezzale del morente omonimo, il cantante folk che ha influenzato per lungo tempo la musica di Dylan. Poi c'è Jack (Christian Bale) cantore della protesta al tempo della guerra in Vietnam, Robbie(Heath Ledger) attore e motociclista, Jude (Cate Blanchett) l'androgino e cinico cantante folk, Arthur (Ben Whishaw) poeta e per finire e il vecchio Billy (Richard Gere), ispirato al celeberrimo criminale Billy the Kid.
Come dicevo prima ognuno di questi personaggi rappresenta un “pezzo” di Dylan e uniti danno una visione generale sul talento del menestrello. Talento che possiede sicuramente il Todd Haynes per la splendida intuizione su cui ha poi basato il film.
In conclusione un film molto interessante, particolare con un cast molto bravo(Coppa Volpi migliore interpretazione femminile a Cate Blanchett) anche se devo ammettere che chi non è un cultore di Dylan fa un po’ fatica a capirlo alla prima visione.

SanSimone

 
Di Namor (del 03/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 665 volte)
Titolo originale
Una moglie bellissima
Produzione
Italia 2007
Regia
Leonardo Pieraccioni
Interpreti
Leonardo Pieraccioni, Laura Torrisi, Gabriel Garko, Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo, Francesco Guccini, Tony Sperandeo.
Durata
96 Minuti
Trailer

Anche questo Natale è passato, e con lui il film natalizio che io ed il mio nucleo familiare ci riserviamo di vedere ogni anno, l’unica occasione per andare almeno una volta l’anno tutti insieme al cinema. Come era già accaduto due anni fa, la scelta é ricaduta sul nuovo titolo di Leonardo Pieraccioni “Una moglie bellissima”, considerato che il precedente lavoro ci era garbato parecchio, la maggior parte di noi era favorevole per rivedere il comico toscano di nuovo all’opera. Una volta terminato lo spettacolo e ci si incammina verso le nostre auto, ecco che spunta fuori la classica domanda, “Ragazzi a voi è piaciuto il film?” attimi di silenzio e nessuno espone il proprio parere, io solitamente il giudizio sul film appena visto, lo emetto sempre il giorno dopo, soprattutto se il film non mi ha convinto…ma in questo caso, sono stato il primo a rispondere al quesito, non avevo bisogno di aspettare per dire...no, non mi é piaciuto!
In tutta franchezza, trovo che sia uno dei peggiori film che Pieraccioni abbia realizzato fin’ora, non tanto per il solito ruolo dell’eterno bambinone che tra una disavventura e l’altra si cimenta in svariate gag per conquistare la bella fidanzata di turno, è noto ormai lo stile del comico toscano a chi lo segue da svariati anni, quando si sceglie di vedere un suo film, si sa, cosa ci si aspetta. Quindi la mia critica non si allinea con quelle di famosi critici cinematografici, i quali lo accusano di fare sempre lo stesso personaggio, passato ormai di moda considerata l’età del comico! A me piace il suo marchio artistico, anche perché conoscendo la sua comicità, trovo che sia fondamentale quell’impronta di eterna fanciullezza che lui riversa ai suoi protagonisti, anzi, diciamo pure che senza, perderebbe gran parte del suo pubblico. Ma questo non vuol dire che lui ci debba proporre una sceneggiatura scialba e scarna di nuove trovate comiche, caratteristiche che ha evidenziato la sua nuova pellicola. Giunto a metà proiezione avevo già capito che non sarebbe stato un gran che, difatti il giorno dopo, nessuno di noi ricordava una qualsiasi scenetta divertente, cosa che puntualmente invece accade quando si viene colpiti in maniera positiva dal film. Un vero peccato, vista la nutrita schiera di attori presenti nel film, come Papaleo, Ceccherini, e Sperandeo. Pazienza, vorrà dire che la prossima volta il caro Leonardo insieme al suo amico Veronesi, faranno uno sforzo in più per proporci un film alla loro altezza, constatato che le doti non gli mancano.
E mi raccomando,…il dialetto toscano cerchiamo di renderlo comprensibile anche a coloro che non lo sono, perché in questo film più di una volta si faceva veramente fatica a capire cosa dicevano i protagonisti!

Namor

 
Di Darth (del 02/01/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 959 volte)
Titolo originale
Crank
Produzione
USA 2006
Regia
Mark Neveldine, Brian Taylor
Interpreti
Jason Statham, Amy Smart, Jose Pablo Cantillo, Efren Ramirez, Dwight Yoakam, Carlos Sanz, Jay Xcala, Keone Young
Durata
84 minuti
Trailer

All’inizio i creatori di videogame acquistavano le royalties dei film più blasonati per vendere più copie; da un po’ di tempo a questa parte succede anche l’opposto… cioè che i produttori cinematografici sfruttino nome e storia di un videogioco per far cassa la botteghino. Crank, invece, è forse il primo esempio di film girato come un videogame. I due registi pubblicitari Mark Neveldine e Brian Taylor, debuttano con una pellicola decisamente fuori dai classici schemi degli action movie, con un montaggio serratissimo, sfruttando lo split-screen e la narrazione in tempo reale (prese dalla serie-tv 24), musica adrenalinica e integrazioni grafiche (scritte sulla fronte quando uno dice “ma c’ho scritto […] sulla fronte?” per intenderci). L’arcade al quale si sono ispirati i due geniali registi è l’antichissimo Berzerk: fu il primo videogame a causare la morte di un giovane per attacco cardiaco mentre giocava. L’omaggio a questo retro-game è riscontrabile in Crank, celato qua e la nelle dinamiche inquadrature (anche se personalmente l’ho “trovato” una volta sola).
Anche la trama è brillante, con il protagonista Chev Chelios (ex killer di professione) che viene avvelenato dallo schizzatissimo boss Ricky Verona con una droga cinese. La droga in questione agisce sul cuore e l’unica speranza di sopravvivere per CC è di mantenere un livello altissimo di adrenalina. Per gli 84 minuti del film quindi il protagonista non potrà mai fermarsi… perché, come dice l'antico proverbio, chi si ferma è perduto! Davvero simpatiche le trovate per tenere sempre alta l’adrenalina: le continue bibite alla caffeina, l’epinefrina, l’eccitazione sessuale… stando attenti a non arrivare mai all’orgasmo! Tutto questo mentre cerca di trovare il rifugio di Ricky Verona per vendicarsi.
Divertente, vivace ed originale… un ottimo film.
Per finire, tornando all’argomentazione iniziale, se vi può interessare si può acquistare il videogame "Crank - No pain no game" per il vosto telefono cellulare… mentre se volete provare Berzerk, potete fornirvi di un emulatore MAME e scaricarvi la ROM da Internet (ricordatevi però di cancellarla entro le 24 ore successive se non possedete il gioco originale)… ma attenti agli attacchi cardiaci eh! : - D

Darth

 

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