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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di slovo (del 02/03/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1797 volte)
Titolo originale
The Day the Earth Stood Still
Produzione
USA 2008
Regia
Scott Derrickson
Interpreti
Keanu Reeves, Jennifer Connelly, Kathy Bates, Jaden Smith, John Cleese, Jon Hamm
Durata
103 minuti

Il ritorno di Keanu Reeves alla fantascienza, per di più protagonista nel remake di uno stra-classico come “When the earth stood still” di Robert Wise è stato foriero, al netto dei legittimi sospetti che l’osservatore oculato dovrebbe nutrire, di qualche bella aspettativa.
Rivista oggi, pur presentando alcune ingenuità tipiche della fantascienza dell’epoca, la pellicola del ’51 è ancora solida e godibile: non sarebbe stato troppo difficile adattarla per renderla proponibile al giorno d’oggi.
Eppure il confronto con questa nuova versione è schiacciante.
La trama di ‘ultimatum 2008’, quando non ricalca l’originale, è risibilmente forzata o tediosamente appiattita sugli odierni clichè del cinema catastrofico e i segni di una scrittura poco più che dilettantistica sono più che evidenti. Non meno infelice la prova del regista Scott Derrickson, in realtà ancora in corsa per ottenere qualcosa di notabile dal suo lavoro, che marchia la pellicola con un fastidioso chè di semi-professionale.
Fallita una rappresentazione credibile dell’ottusa belligeranza umana e che raggiunge l’acme del peggio con il personaggio del segretario alla difesa: più simile ad una grottesca matrigna che ad una pedina dello stato maggiore (una Katy Bates mai così fuori luogo).
Il rapporto disegnato tra la bella ricercatrice (Jennifer Connely) e l’arrogante figliastro Jacob, poi, è così banale da ricordare alcune depressioni da film per la tv, per non parlare del climax di sentimentalismo nel mieloso finale.
Il dramma è che stiamo parlando dei cardini della storia. Keanu Reeves ha costruito la sua carriera su una recitazione ‘alienata’, il ruolo quindi avrebbe dovuto essergli congeniale ma per qualche motivo non funziona nemmeno lui: il contesto frana sotto il peso di personaggi dai profili troppo estremizzati e Reeves, detto con franchezza, non ha le spalle abbastanza larghe per sorreggerlo da solo.
Gli effetti speciali regalano qualche momento visivamente gratificante, e ciò fa dell’automa gigante GORT la cosa migliore del film. Il trionfo della Computer Graphic: se può bastare a dirla tutta....

slovo

 
Di Namor (del 27/02/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1606 volte)
Titolo originale
Changeling
Produzione
USA 2008
Regia
Clint Eastwood
Interpreti
Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore, Jason Butler Harner.
Durata
140 Minuti
Trailer

Christine Collins (Angelina Jolie) rientrando a casa dopo una estenuante giornata di lavoro come tante, nota subito l’assenza del figlio Walter. Iniziata un’angosciante ricerca in tutto il vicinato, senza risultati, non vi è nessuna traccia del figlio, chiama immediatamente la polizia per denunciare la sua anomala scomparsa. Dopo cinque mesi di infruttuose ricerche, viene ritrovato un ragazzino che afferma di essere lo scomparso Walter Collins.
Tale evento viene prontamente sfruttato dal corrotto dipartimento di polizia di Los Angeles, che prendendosene il merito, organizza con tanto di giornalisti al seguito il ricongiungimento della madre con il figlio, tale operazione è mirata far si che l’opinione pubblica allenti la sua morsa sul dipartimento. Durante lo svolgimento dell’agognato incontro, Christine si accorge immediatamente che quel ragazzino che ha di fronte non è suo figlio. La polizia in presenza dei fotografi, convince la madre a posare per la foto di rito e portare ugualmente a casa il ragazzo per un paio di giorni, archiviando il rifiuto della madre come un momento di confusione mentale dovuto alla separazione forzata di questi mesi. Tale decisione purtroppo trascina la madre single, verso una vortice di continui soprusi da parte della polizia, la quale, non potendosi permettere altra pubblicità negativa farà di tutto pur di mettere a tacere la disperata madre, bollandola addirittura come una pazza paranoica e facendola internare in un manicomio senza alcuna visita specialistica! Nel mentre, un poliziotto che indaga su alcuni casi di sparizioni di minori, fa una raccapricciante scoperta. Dopo avere fermato un ragazzino quindicenne, questo, sopraffatto dal rimorso, gli confessa di aver rapito è ucciso in una fattoria una ventina di innocenti bambini, insieme allo psicopatico zio. Grazie a questo nuovo scenario, ed al prezioso apporto del reverendo presbiteriano Gustav Briegleb (John Malkovic), da sempre una spina nel fianco di tutto il dipartimento, si cominceranno a delineare le possibili probabilità di ritrovare, o almeno sapere che fine abbia fatto, il giovane Walter Collins!
Per chi non lo sapesse ancora, le incredibili vicissitudini vissute da Christine Collins in “Chancheling”, sono realmente accadute a Los Angeles nel lontano 1928. Grazie ad un amico in municipio, lo sceneggiatore ed ex giornalista J. Michael Straczynski ha potuto visionare, prima che finisse nell’inceneritore, il lungo dossier riguardante la Collins, il quale fu conservato per più di 80 anni, nei polverosi sotterranei del palazzo del comune. Dopo averlo studiato attentamente per più di un anno, ne tirò fuori la versione cinematografica che fu offerta e prontamente accettata per la direzione, dal bravissimo Clint Eastwood. Ed ancora una volta, se c’è ne fosse bisogno, il grande Clint con questo film da nuovamente la conferma di essere un eccellente regista. Personalmente, in questa seconda veste, trovo che sia molto più bravo di quando recitava, non dico che era scarso come attore, ci mancherebbe, ma il Clint direttore lo preferisco di più.
Per quanto riguarda il cast, la candidatura agli Oscar come miglior attrice protagonista della Angelina Jolie, è pienamente meritata, grazie a questa pregevole sceneggiatura e la sua forte indole di madre, é riuscita a sfornare una performance degna di essere ricordata.
Una raccomandazione per chi si appresta a vederlo, non fatevi spaventare dalla sua durata vedrete che i 140 minuti passati per vederlo, saranno ben spesi!

Namor

 
Di Louise-Elle (del 18/02/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2859 volte)
Titolo originale
Valkyrie
Produzione
USA-Germania 2008
Regia
Bryan Singer
Interpreti
Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten.
Durata
120 Minuti
Trailer

“” Hitler non è solo il peggior nemico del mondo intero, ma il peggior nemico della Germania. E’ necessario un cambiamento.””
L’intento del Colonnello Claus von Stauffenberg è riassunto in queste poche righe. Von Stauffeberg, impersonato da uno strepitoso Tom Cruiser, è un ufficiale che ama il proprio Paese ed è stanco e disgustato di vederne la progressiva distruzione sotto il regime e la follia di Hitler. Dopo aver perduto in Nord Africa un occhio, la mano destra e due dita della mano sinistra viene richiamato a Berlino con l’incarico di Capo di Stato Maggiore dell’Esercito territoriale. Viene contattato dai membri più potenti della Resistenza tedesca, alti gradi dell’esercito e funzionari importanti che lottavano già da tempo contro Hitler all’interno del sistema. Riesce a convincerli ad attuare una strategia complessa, delicata ed ingegnosa per attentare sia alla vita del Furher, sia per decretare la fine del regime nazista. L’operazione prevede di usare contro il regime stesso il piano di emergenza di Hitler per garantirne e consolidare il Paese nell’eventualità della sua morte, chiamata “ Operazione Valchiria “.
Le azioni, i personaggi e la ricostruzione dei fatti che portarono il Colonnello Von Stauffenberg unico artefice dell’attentanto a Hitler il 20 luglio del 1944 nella Tana del Lupo, il quartier generale di Rastenburg nella Prussia Orientale vicino al confine sovietico, sono egregiamente e minuziosamente ricostruiti dal regista Bryan Singer.
Purtroppo la non riuscita di questa cospirazione è nota a tutti, ma nonostante tutto durante la proiezione di questo lungometraggio sembra sia possibile ricostruire la storia e deciderne diversamente l’epilogo. Le due ore di proiezione non risultano per nulla noiose: i dialoghi catturano l’attenzione, i fatti fanno riflettere ed emozionare, i momenti salienti dell’attentato sottolineati da una colonna sonora adatta e coinvolgente scritta da John Ottman, traboccano di suspence, scene con poca azione ma molta tensione. L’interpretazione superba di Tom Cruiser sostenuta e affiancata da altrettanti validi ed autentici professionisti come Kenneth Branagh (Henning von Treskow) e Tom Wilkinson (Friedrich Fromm) è degna di ammirazione. Una volta tanto vediamo Tom Cruiser in un ruolo dove si recita davvero, dove sono i gesti, gli sguardi, l’inevitabile agitazione nascosta da un’imperturbabile freddezza nei momenti più delicati a promuoverlo a vero “attore”; non esistono qui, infatti, le classiche scene d’azione cariche di effetti speciali in cui siamo abituati a vederlo e che avrebbero sminuito il tutto e distolto lo spettatore da quello che veramente il film vuole rappresentare: una straordinaria ricostruzione dei fatti di una storia vera a testimonianza che nella Germania della Seconda Guerra Mondiale non tutti i tedeschi erano seguaci fedeli al Furher. Svariati furono gli attentati miseramente falliti contro Hitler, questo fu quello più eclatante.
Un plauso particolare alla costumista Joanna Johnston in un film dove le divise sono, oserei dire, le protagoniste principali ed assolute presenti in ogni scena, altamente carismatiche ed affascinanti. Un buon film da non perdere, di quelli che non si vedevano da molto tempo sul grande schermo e che ha fatto conoscere ed ha eletto Claus Von Stauffenberg un autentico eroe che il mondo non dimenticherà facilmente.
Un voto finale in pagella : OTTO e mezzo.

Louise-Elle

 
Di Namor (del 12/02/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1935 volte)
Titolo originale
Appaloosa
Produzione
USA 2008
Regia
Ed Harris
Interpreti
Viggo Mortensen, Renée Zellweger, Jeremy Irons, Ed Harris, Lance Henriksen
Durata
116 Minuti
Trailer

L’omicidio dello sceriffo e dei suoi due collaboratori da parte dello spietato e potente ranchero Randal Brag (Jeremy Irons), mette in apprensione il comitato della cittadina di Appaloosa. Per ovviare a questo continuo spadroneggiare in città da parte degli uomini di Randal, vengono assoldati con l’incarico di far osservare la legge nella piccola cittadina mineraria, due autentici pistoleri pacificatori, Virgin Cole (Ed Harris) ed il suo compagno Everett Hitch (Viggo Mortensen). Mentre i due cercano di imporre la loro autorità e far rispettare la legge, in città arriva Allison French (Renèe Zellweger) una giovane vedova con una forte attitudine verso il maschio dominante. La sua comparsa non porterà niente di buono, anzi sarà una nuova minaccia da affrontare per i due partner, poiché dopo aver ammaliato e sedotto lo sceriffo Cole, l’affascinante Allison farà di tutto per mettere a dura prova il rapporto di amicizia e lealtà tra Cole e il suo vice Hitch.
Scritto, prodotto, diretto e interpretato da Ed Harris, “Appaloosa” si rivela un buon Western dai toni marcatamente virili, ove la lealtà ed il rispetto verso l’amicizia hanno ancora un valore incomparabile.
Ad Harris, l’idea del progetto Appaloosa venne nel 2005, quando portò con se l’omonimo romanzo di Robert B. Parker, durante un viaggio a cavallo con la sua famiglia.
Una volta adattato il copione per la versione cinematografica, Harris al momento di scegliere il cast aveva immediatamente pensato a Viggo Mortensen, come co-protagonista del film, e posso dirvi che tale scelta si è rivelata più che azzeccata, Mortensen in questo film è veramente strepitoso, la sua performance unita a quella di Harris, fa passare in secondo piano le prove del malvagio Irons e della smaliziata Zellweger.
Il riscontro al botteghino non è stato dei migliori e di questo me ne rammarico, poiché la pellicola meritava maggior considerazione da parte di tutti, e quando dico tutti, mi riferisco anche e soprattutto alle categorie degli esercenti, che hanno snobbato e limitato la sua uscita nelle sale, influenzandone pesantemente i suoi meritati introiti.
Chi come me lo avrà visto, difficilmente può far a meno di consigliarlo, quindi se è ancora in programmazione nelle vostre sale, andate a vederlo tranquillamente, i vostri soldi una volta tanto al cinema saranno ben spesi!

Namor

 
Di Namor (del 05/02/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 3041 volte)
Titolo originale
Kill Swtich
Produzione
USA 2008
Regia
Jeff King
Interpreti
Steven Seagal, Holly Dignard, Karyn Michelle Baltzer, Philip Granger, Jerry Rector.
Durata
96 Minuti
Trailer

Il detective Jacob (Steven Seagal), è sulle tracce di due pericolosi serial killer dal modus operandi completamente diverso tra loro, l’unica cosa che accomuna questi due assassini psicopatici, é la vittima designata, trattasi sempre di giovani e belle ragazze. Tra le prescelte figurerà anche la donna di Jacob, il quale, in seguito allo sgarbo subito, non tarderà ad ottenere la sua giusta vendetta.
Trattandosi del 32° film di Steven Seagal, trovo che sia inutile dilungarmi sulla trama, tanto le sue pellicole hanno sempre la stessa tematica, scovare i cattivi di turno e consegnarli alla giustizia… questo però, avviene solo nel caso in cui sopravvivano alle sue mortali tecniche di Aikido!
Dopo aver visto “Killing Point”, posso affermare che il buon Seagal è decisamente arrivato alla frutta!
Che le qualità artistiche dei suoi film non siano un gran che, si sapeva già da tempo, ma per produrre una chiavica del genere occorre davvero coraggio, io mi domando e dico, ma come riesce a trovare ancora gente che gli finanzi film (se così li vogliamo chiamare), del genere?
L’unica cosa interessante dei suoi titoli, erano le tecniche di Aikido che metteva in atto negli scontri con i malviventi, se togliamo questa sua unica peculiarità, non rimane nient’altro per cui valga la pena vedere un suo film.
Questa mia affermazione deriva dal fatto che in questa pellicola l’esecuzione delle sue tecniche vengono ripetute all’infinito, è da più angolazioni, ciò per far credere allo spettatore che si è appena concluso un estenuante corpo a corpo tra i due sfidanti. Invece questo penoso espediente, serve solo a mascherare un accelerato ed inesorabile declino fisico dell’attore. Chi avrà modo e coraggio di guardare questo film, noterà che Seagal, nelle scene di combattimento (che sono veramente ridicole) ha fatto anche un largo uso di controfigura, nelle riprese di spalle difatti non é lui, ma il suo attore sostituto e di queste scene ce ne sono davvero tante, credetemi.
Allora dico io, per stare lì a rantolare, non sarebbe il caso di chiudere con la carriera di attore e fare altro, evitando di sopprimere quel poco di buono che ha fatto da interprete?
Evidentemente deve avere ancora un gran numero di spettatori, altrimenti non si spiegherebbe tutto ciò!

Namor

 
Di Namor (del 29/01/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1268 volte)
Titolo originale
Journey to the Center of the Earth
Produzione
USA 2008
Regia
Eric Brevig
Interpreti
Brendan Fraser, Josh Hutcherson, Anita Briem, Seth Meyers, Jean Michel Paré.
Durata
92 Minuti
Trailer

Il professor Trevor Anderson (Brendan Fraser) dopo aver rivelato il funzionamento di una sonda termica da lui installata tempo addietro in Islanda, parte insieme al nipote Sean (Josh Hutcherson) per recuperarne i preziosissimi dati. Una volta arrivati a destinazione ed avere fatto la conoscenza della guida locale Hannah (Anita Briem), i tre partiranno alla volta della montagna dove è collocata la sonda. Mentre l’operazione recupero si svolge, il gruppo viene sorpreso da un’inaspettato e violento temporale con tanto di pericolosi fulmini che si scagliano verso il suolo. Per non soccombere alla improvvisa furia degli elementi, la comitiva troverà riparo in una grotta, ma quello che in apparenza doveva essere un rifugio sicuro per i tre, ben presto si rivelerà una trappola da cui uscirne al più presto. Sarà proprio la ricerca di una via d’uscita, che porterà gli increduli viaggiatori a scoprire un altro meraviglioso mondo, situato al centro della terra!
Viaggio al centro della Terra 3D”, è ispirato dal famoso ed omonimo romanzo del grande scrittore di fantascienza moderna Jules Verne.
Dopo una settimana di titubanze e spinto dal desiderio di vedere i nuovi progressi del 3D, ho preso coraggio e sono andato a vederlo.
La prima cosa che ho notato è stata la differenza di prezzo, 9 euro contro i soliti 7 …
Seconda cosa, gli occhiali per vedere il film in 3D ovviamente non sono più fatti di carta come quelli usati parecchi anni fa, adesso hanno una grossa montatura in plastica ed un peso abbastanza notevole.
Comunque a conti fatti non c’é paragone col vecchio sistema 3D, questo è sicuramente di gran lunga superiore al precedente apparato, trovo che sia molto più coinvolgente e credibile. Nel vecchio 3D, le scene tridimensionali erano sporadiche e abbastanza scarne per suscitare le giuste e dovute emozioni, mentre il nuovo 3D è molto più frequente e spettacolarizzato. Ad ogni modo c’é ancora da lavorare per perfezionarlo, non basta vincere il confronto con il precedente sistema, si sapeva che era una sfida vinta e poi ci mancherebbe che non fosse così, dopo tutti questi anni e la nuova tecnologia, fare di meglio era il minimo!
Ritornando al film in questione, la trama è abbastanza ordinaria, un giusto pretesto per valorizzare il nuovo 3D, quindi se avete intenzione di vedere questo titolo, vi consiglio di farlo al cinema e non in dvd, poiché senza l’uso del 3D, viene a mancare la sua caratteristica principale, il divertimento!

Namor

 
Di Namor (del 22/01/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2056 volte)
Titolo originale
Babylon A.D.
Produzione
USA - Francia 2008
Regia
Mathieu Kassovitz
Interpreti
Vin Diesel, Melanie Thierry, Michelle Yeoh, Lambert Wilson, Mark Strong.
Durata
90 Minuti
Trailer

Aurora (Mélanie Thierry) ha trascorso i suoi 18 anni chiusa in un monastero in Mongolia, dotata inspiegabilmente di alcuni straordinari poteri, la ragazza dovrà intraprendere un lungo e pericoloso viaggio di sei giorni, con destinazione New York. Per scortare la giovane donna, viene ingaggiato il migliore dei mercenari sulla piazza, l’ex soldato Toorop (Vin Diesel). Immediatamente si capisce che il suo non sarà un compito facile, poiché gli ostacoli da superare durante il viaggio saranno predisposti da due opposte fazioni, entrambe con lo stesso obbiettivo quello di catturare Aurora prima che arrivi a destinazione. Da una parte vi sarà il padre della ragazza e dall’altra la Sacerdotessa, leader di una potente setta che governa gli Stati Uniti. Le motivazioni che spingono i due ad ostacolarsi per avere la ragazza, saranno rivelate durante il tragitto verso la meta finale, all’arrivo della quale sarà Toorop che dovrà faticosamente decidere a chi consegnare la ragazza e dalla sua scelta dipenderà anche il futuro del pianeta!
Se “Babylon A.D.”, doveva essere il rilancio di Vin Diesel, considerando l’action movie come l’unico genere che gli è più congeniale, ha sbagliato nuovamente la scelta, come del resto tutta la sua ultima filmografia. Se togliamo “Pitch Black” e “Fast and Furius”, faccio veramente fatica a trovare un titolo che mi ricordi una performance degna di essere rammentata.
Tenendo conto che già come attore non è che abbia delle gran qualità recitative, se poi canna anche i film, la cosa non procura gran benefici alla sua carriera. Diesel, è apprezzato solo ed esclusivamente per la sua fisicità, quindi é un bene che si dedichi al genere d’azione, ma sarebbe meglio che le sue scelte fossero più ponderate, è quella di interpretare questo film, non lo è stata affatto. Nonostante la pellicola sia stata ben accolta al botteghino italiano, la critica giustamente l'ha bocciata senza remore, affibbiandogli una sola stellina come voto.
Non vi nascondo che inizialmente sono rimasto un po’ stupito dal voto della critica, essendo presente Kassovitz come regista ed un cast formato da attori dal calibro di Diesel, Rampling, Depardieu e la Yeoh, faticavo a credere che fosse così scadente, ed invece una volta visto, deve dire che più due stelle a questo titolo, non si possono proprio dare.
Non ci credete? Provate a vederlo e poi mi direte!

Namor

 
Di Namor (del 15/01/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2583 volte)
Titolo originale
It Happened One Night
Produzione
USA 1934
Regia
Frank Capra
Interpreti
Claudette Colbert, Clark Gable, Walter Connolly, Roscoe Karns.
Durata
105 Minuti
Trailer

Dopo l’ennesima lite col padre, che continua a negargli il consenso al matrimonio con l’aviatore King Westley (Jameson Thomas), la volubile e ricca ereditiera Ellie Andrews (Claudette Colbert), scappa da Miami per raggiungere New York e convolare a nozze con il suo fidanzato. Per eludere le ricerche attivate dall’apprensivo patriarca, Ellie decide di viaggiare in incognito su un bus, confondendosi con i comuni passeggeri. Tra loro è presente il giornalista Peter Warne (Clark Gable) il quale, è stato da poco licenziato per inaffidabilità. Riconosciuta la ricca ereditiera ed il suo tentavo di fuga, Peter si offre di accompagnarla a destinazione in cambio di uno scoop giornalistico. Mentre il lungo viaggio in torpedone si evolve, i due, tra continue scaramucce ed improvvisi impedimenti, avranno modo di rivalutare il loro reciproco sentimento iniziale, che tra una incomprensione e l’altra sfocerà nell’innamoramento di entrambi.
Analizzando il curioso travaglio di “Accadde una notte”, si scopre che il suo copione fu sballottato da una parte a l’altra per anni, e che più di un attore rifiutò di parteciparvi, poiché ritenevano che il film fosse di pessima qualità. L’unico a credere fin dall’inizio in questo titolo, fu il regista Frank Capra, che ottenne controvoglia il via libera a girare dalla Columbia.
Per il ruolo dei protagonisti, vennero scritturati raddoppiando loro il compenso, Clark Gable, che considerò il suo momentaneo trasferimento dalla MGM, casa di produzione con la quale era sotto contratto, alla Columbia, come una sorte di punizione, e l’attrice francese Claudette Colbert, che accettò la parte come un breve lavoro alimentare!
Con un budget di appena 325mila dollari e solo quattro settimane di ripresa, il mitico Frank Capra realizzò il caposaldo delle commedie della vecchia Hollywood. “Accadde una notte” fu il primo film che fece incetta dei principali premi oscar (miglior attori protagonisti, miglior regia, miglior film e miglior sceneggiatura).
Per Gable e la Colbert, che mal si sopportarono durante le riprese, questo fu l’unico Oscar che vinsero nella loro strepitosa carriera.
Una commedia da vedere e rivedere, per assaporare l’intramontabile stile della vecchia grande Hollywood, se amate il cinema e non avete ancora visto questo film, è ora di colmare questa grave lacuna, sono convinto che la sua visione, vi porterà inevitabilmente alla ricerca di altri titoli di quel periodo da visionare, e perché no, anche da collezionare!

Namor

 
Di Rossella Pruneti (del 12/01/2009 @ 05:00:00, in cinema, linkato 6020 volte)
Titolo originale
Beverly Hills Chihuahua
Produzione
USA 2008
Regia
Raja Gosnell
Interpreti
Jamie Lee Curtis, Piper Perabo, Axel Alba, Manolo Cardona, José María Yazpik.
Durata
91 Minuti
Trailer

Che dire? Ho atteso da mesi questo film non tanto perché ho una bambina piccola in età da polpettoni disneyani, ma perché ho appena ultimato la stesura di un succulento manuale sulla razza Chihuahua (Rossella Pruneti e Bozena Kasztelan, “Chihuahua My Love", Milano, K&P Editrice, 2008). Più che dall'interesse per l'entertainment, dunque, ero mossa da quello che sì, chiamiamolo pure in questo modo, è un interesse professionale. Dunque lo stesso che avrà ogni adulto, soprattutto se allevatore o proprietario di un “Chi” (abbreviazione statunitense per “Chihuahua”). Ovviamente, pur un po’ di parte (diciamo, un po’ spettatrice del tipo “A”), sono convinta che questo film (già campione di incassi in USA alla data del gennaio 2009) creerà due schiere di spettatori animati da propri personali commenti.
Li riassumo in questi due profili: Spettatore A – quello con gli occhi dei bambini • La Walt Disney si riconferma un classico produttore di immortali film per bambini • È una storia che racconta l’importanza di cercare le proprie radici per trovare se stessi e apprezzarle. Nel fare questo, apprezzare le radici e l’originalità di ogni persona, animale o cultura (appunto i Messicani). Come accade a Chloe.
Spettatore B – quello con gli occhi molto critici e pure un po’ acido • La Walt Disney non è più quella dei grandi classici. • È una storia che non insegna niente se non la vuota esistenza lussuosa di alcune persone facendola stagliare contro la povertà e gli stereotipi delle minoranze etniche (in questo caso i Messicani).
Vediamo allora per sommi capi la trama, anche se, come nelle recensioni vere (quelle che vogliono portarvi al botteghino, insomma), racconto solo metà della metà di quello che accade.
Trama: Vivian, donna d’affari proprietaria innamoratissima (ma perché, è mai diversamente con questi piccoli quattrozampe dal cuore enorme?) della chihuahua Chloe incarica la nipote Rachel di occuparsene mentre lei è via. Rachel non è molto entusiasta perché considera Chloe una “Chihuahua viziata e impertinente di Beverly Hills”. In effetti Chloe, ingioiellata e con stivali firmati, adora la sua vita agiata, adotta un atteggiamento snob e non si accorge neanche di Papi, umile ma passionale “mezzo Chihuahua” dalle grandi orecchie (il cui padrone è il giardiniere Sam), che è pazzo d’amore per lei. All’insaputa della zia, Rachel organizza con le amiche e all’ultimo minuto un week-end in Messico. Ovviamente deve portare con sé Chloe. Quando Chloe scompare perdendosi in Messico, Rachel si rivolge a Sam e a Papi per aiutarla nelle ricerche. Chloe da sola trova Delgado, un pastore tedesco, che la può aiutare a tornare a casa attraverso un rocambolesco viaggio che si dimostrerà anche un ritorno alla semplicità e fierezza delle sue origini. 
Cast: Misto tra animali e persone. L’intento della casa di produzione (a mio parere largamente raggiunto) era riassumibile nel progetto: "Gli esseri umani dovevano essere eccitanti come gli animali, mentre questi ultimi dovevano essere affascinanti come gli umani”. Infatti le vere stelle dello spettacolo e i beniamini di ogni amante degli animali che assisterà al film sono gli interpreti canini internazionali (più di 200 in totale): molti bastardini, chihuahua, dobermann, pastori tedeschi, barboncini, carlini, bulldog francesi, San Bernardo, Labrador e bassotti. Alcuni sono stati trovati nei rifugi di Los Angeles e in Messico, mentre altri sono veterani di Hollywood. Una squadra di più di sessanta addestratori di animali è stata diretta dalla famosa agenzia di attori con piume e pellicce “Birds & Animals Unlimited”.. Invece il celeberrimo premio Oscar Michael J. McAlister ha rinforzato le espressioni dei musetti e “dato la parola” con un’eccezionale Computer-Generated Imagery (CGI) e la supervisione degli effetti visivi.
LA SCELTA DEI CHIHUHUA: I realizzatori volevano scegliere volti nuovi e speciali. Navigando su Internet hanno trovato le proprie star soprattutto nei rifugi canini. Una realtà statunitense anche se sconosciuta all’Italia è la presenza nei canili di moltissimi cani di razza abbandonati. Pensate che perfino Papi proviene da un posto del genere. Gli addestratori utilizzano le ripetizioni e le tecniche di rafforzamento positive, le stesse che consigliamo nel libro “Chihuahua My Love”. Il viziato personaggio di Chloe è impersonato da una Chihuahua bianco con la testa da cerbiatto: Angel. Ogni star a quattro zampe aveva una o più controfigure per non stancarsi troppo, per le parti difficili o per le cose che non sapevano fare. La diva Chloe ne aveva addirittura quattro per attività speciali come nuotare e correre!
Cosa mi è piaciuto • Il disclaimer della Walt Disney (andrebbe scolpito nel marmo a imperitura memoria!): (Possedere un animale domestico è una grande responsabilità. I cani richiedono un’attenzione costante e una cura quotidiana. Prima di introdurre un cane nella vostra famiglia, è preferibile svolgere delle ricerche sulla sua particolare razza per essere sicuri che sia indicata alla vostra situazione. È meglio conoscere prima le responsabilità che richiede la cura di un cane ed essere ben decisi ad assumersele. Considerate sempre la possibilità di adottarli da un rifugio affidabile o da un programma di recupero). • Il carisma di Montezuma e l’immaginifica antica città azteca dei Chihuahua. • La simpatica “rozzezza” di Papi e l’essere (almeno inizialmente) simbolo universale di tutti gli innamorati non ricambiati solo perché non conosciuti e apprezzati nel loro animo ma scartati in base allo status sociale.
Cosa non mi è piaciuto • I Chihuahua sono ritratti come cani snob e viziati, che vanno nei centri benessere, sono portati in giro dentro le borse e indossano vestitini firmati… almeno fino a quando Chloe capisce che dentro di lei, come dentro ogni Chihuahua, c’è di più della pelliccia e dei vestitini che porta addosso. Quindi, alla fine, il ritratto del Chihuahua ne esce positivo: sì cane snob, ma intelligentemente snob! • Il pastore tedesco riveste sempre la parte del cane intelligente, mentre nel mondo canino ci sono molte altre razze dotate di grande acume. Questo per niente togliere a Delgado. Solo mi sarebbe piaciuto vedere meno stereotipi su questo aspetto, perché in fondo il messaggio del film vuole anche essere quello di non giudicare dalle apparenze e di non lasciarsi trascinare dal fascino delle apparenze come esemplifica la patinata vita a Beverly Hills. C’è sempre di più di quello appare, proprio come nel minuscolo Chihuahua con un infinito universo interno di passioni e buoni sentimenti!
Un’ultima parola da me… Se vuoi veramente conoscere le mille sfaccettature del Chihuahua, ti invito a visitare www.chihuahua-mylove.eu e ad acquistare il volume di cui sono co-autrice “Chihuahua My Love”.

 Rossella Pruneti

 
Di Namor (del 19/12/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1751 volte)
Titolo originale
Carnera - The Walking Mountain
Produzione
Italia 2007
Regia
Renzo Martinelli
Interpreti
Andrea Iaia, Anna Valle, Burt Young, F. Murray Abraham, Paul Sorvino.
Durata
123 Minuti
Trailer

" Un personaggio con un trascorso variegato e affascinante come Primo Carnera, meritava sicuramente una trasposizione cinematografica di gran lunga più degna di questo lacunoso biopic. "

Questo è stato il mio primo pensiero dopo aver visto “Carnera - The Walking Mountain”, pellicola incentrata sulla vita del primo pugile italiano che conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi.
A dirigere il tutto con molta superficialità è il regista Renzo Martinelli, non me ne voglia, ma il film come testimonia l’insuccesso al botteghino, è fatto veramente male. La sceneggiatura è a livello di una fiction televisiva, é troppo elementare e piena di luoghi comuni, non può certo accontentare un pubblico accorto ed esigente come quello cinematografico.
Per non parlare poi del cast, affibbiare il ruolo di Carnera all’attore (se così lo vogliamo definire) Andrea Iaia, solo perché è alto e sa schermare un po’ di boxe, è stata una scelta che non ha giovato affatto al film, anzi ad essere sinceri lo ha penalizzato ulteriormente. Per interpretare un pugile che combatteva negli anni 30, non era necessario avvalersi di una figura che avesse doti di pugilato, visto che tecnicamente in quegli anni i boxer non erano certo abili. E allora perché non puntare su un attore più credibile? Mah!!!
A nulla valgono gli inserimenti nel cast di Burt Young, Bill Murray e Paul Sorvino, poiché le loro buone interpretazioni, inserite quando la sceneggiatura lo permette, vengono prontamente cancellate dalla pessima recitazione di Iaia, nelle scene successive.
So di essere stato alquanto cattivo nel valutare questo film, ma fa rabbia pensare che un mito come Carnera, non abbia avuto una più approfondita e meritevole trasposizione su grande schermo.
Ad ogni modo se avrete l’opportunità di visionarlo, sono sicuro che la penserete come me, si poteva e si doveva fare di meglio!

Namor

 
Di Namor (del 11/12/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1472 volte)
Titolo originale
Body of Lies
Produzione
USA 2008
Regia
Ridley Scott
Interpreti
Leonardo DiCaprio, Russell Crowe, Mark Strong, Golshifteh Farahani, Oscar Isaac.
Durata
128 Minuti
Trailer

Una potente organizzazione terroristica mediorientale, sta terrorizzando l’Europa con vari attentati nelle sue più importanti capitali. Per mettere fine a tale scempio, la CIA ha urgente bisogno di informazioni che portino alla cattura del loro leader Al-Saalem.
L’unico uomo che potrebbe riuscire in tale intento, è l’agente speciale Roger Ferris (Leonardo di Caprio), infatti la sua specializzazione è proprio quella di riuscire a scovare preziosi indizi districandosi all’interno delle linee nemiche. Altro elemento fondamentale per la riuscita dell’operazione è il supervisore Ed Hofman (Russel Crowe), ed è proprio a lui che l’agente Fletcher deve riferire ogni minimo particolare delle sue temerarie azioni di infiltrato.
Ferris e Hofman sono rispettivamente il braccio e la mente dell’intera operazione che dovrà portare alla cattura del nucleo terroristico, il primo combatte rischiando in prima persona la vita sul campo di battaglia, il secondo invece sta comodamente seduto nella stanza dei bottoni a impartire ordini tramite cellulare, mentre visiona il tutto sui monitor collegati via satellite. Anche il loro modo di agire è completamente diverso, per Ferris la parola data ha un valore importante, mentre per Hofman la maggior parte delle volte non sai mai se la sua parola verrà rispettata, per uno che deve difendere l’intero globo dal terrorismo il doppio gioco è di fondamentale importanza per le future strategie di sicurezza da adottare.
Inutile dire che per tutto questo c’è un prezzo da pagare, il sacrificio di pochi per la vita di tanti…e questo prezzo l’agente Ferris, non è ben disposto a pagarlo!
Con “Nessuna Verità” tratto dall’omonimo libro del giornalista David Ignatius, il regista Ridley Scott, ci propone le possibili metodologie usate dalla CIA nella lotta al terrorismo mediorientale, e lo fa con una discreta regia, nella quale guida col suo solito piglio visivo due degli attori più quotati del momento, un sempre più convincente Leonardo di Caprio ed un espressivo Russel Crowe in formato oversize.
Oltre alla buona prova fornita da questi due big, vi segnalo l’ottima performance del magnetico Mark Strong, nella parte di Hani il capo dei servizi segreti Giordani, a me il suo personaggio è piaciuto davvero tanto.
Non sarà certo uno dei migliori titoli di Ridley, ma la pellicola merita sicuramente di essere vista.

Namor

 
Di nilcoxp (del 08/12/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1815 volte)
Titolo originale
Walk Hard: The Dewey Cox Story
Produzione
USA 2007
Regia
Jake Kasdan
Interpreti
John C. Reilly, Jenna Fischer, Raymond J. Barry, Margo Martindale, Kristen Wiig, Chip Hormess, Conner Rayburn, Tim Meadows, Chris Parnell, Matt Besser, David Krumholtz, Nat Faxon, Jack Black, Jason Schwartzman, Paul Rudd, Eddie Vedder, Justin Long, Jackson Browne, Lyle Lovett, Jewel
Durata
96 minuti
Trailer

Questo è un film difficile da valutare e classificare, e questo gioca già a favore della pellicola. Ci viene proposta la storia di Dewey Cox, dall’infanzia alla sua morte. Quello che colpisce immediatamente è lo stile con cui questo avviene: si capisce subito che si tratta di una parodia tendente al demenziale. Sembra la versione comica del film “Ray”, infarcito qua e là di citazioni di altri film (“The Doors” ad esempio). Però…c’è un però! Mentre mi aspettavo la classica cavolata demenziale insopportabile, la pellicola è godibilissima, si fa apprezzare e ci coinvolge nel seguire la vita di quest’artista musicale. Pensate che i paradossi grotteschi e a volte illogici, ben si incastrano nella trama instaurando un equilibrio raro da vedere in lungometraggi del genere. Così ci sembrerà normale che mentre il protagonista sarà ai vertici delle hits, la moglie per telefono gli dica: “…ricordati che non sfonderai mai!”. Esilerante il primo contatto di Cox con l’erba. E poi tanta musica, piacevole quanto il pseudo-incontro con i Beatles in cui la parte di Paul McCartney è interpretata da Jack Black (uno dei protagonisti di “Be Kind Rewind”). Decisamente bravo John C. Reilly.

nilcoxp, the rust!

 
Di nilcoxp (del 01/12/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1704 volte)
Titolo originale
Persepolis
Produzione
Francia, USA 2007
Regia
Marjane Satrapi, Vincent Paronnaud
Interpreti
 
Durata
95 minuti
Trailer

Ci sono momenti in cui ci si sente soffocare, situazioni che vi opprimono, vi angosciano. Attimi in cui vorreste urlare a squarciagola la vostra sofferenza. Luoghi dove non vorreste essere, vite diverse dalla vostra che vorreste vivere. Poi il momento passa, le condizioni si modificano o perlomeno scorrono e si continua la propria esistenza. Pensate se invece il periodo non passasse, se l’intera vostra esistenza o la sua prospettiva futura non prevedesse nessun cambiamento, nessun miglioramento, anzi al limite un peggioramento. Cosa fareste? Con questa comprensione, della sua sofferenza, del suo stato di impotenza, della sua gioventù rovinata, che ho capito (o almeno credo) il messaggio di questo film. La protagonista Marjane che noi seguiamo dall’età di otto anni all’adolescenza e alla maturità, vive una realtà dura, senza vie di scampo. Il suo percorso è umano prim’ancora che storico: la Rivoluzione a Teheran, la caduta dello Scià, l’instaurazione della Repubblica islamica e il periodo dei “pasdaran”; la guerra contro l’Iraq e la repressione interna sempre maggiore. Una prima trasferta a Vienna per studi, esperienze e fallimenti nuovi, e la conoscenza della solitudine e della diversità. Un rientro a casa, nuovi problemi di integrazione, e forse l’unica strada possibile, l’ennesima trasferta all’estero. Ma quanto dolore c’è nell’abbandonare la propria famiglia? La propria casa? I propri affetti? Apprezzabile l’immagine della famiglia della protagonista, moderna e anticonformista, ben fuori dagli stereotipi che troppo spesso si hanno su un popolo e sulle sue tradizioni. Su tutti ho trovato stupenda la figura della nonna, mi auguro esista (o sia esistita) veramente. Lungometraggio da vedere e da far vedere per la rara bellezza con cui il regista e la scrittrice sono riusciti a condensare i quattro volumi di fumetti. Termino con una frase che Marjane dice durante la narrazione della propria giovinezza: “…cercavamo talmente la felicità che finimmo per dimenticare che non eravamo liberi…”.

nilcoxp, the rust!

 
Di Namor (del 28/11/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1394 volte)
Titolo originale
Ils
Produzione
Francia 2006
Regia
David Moreau, Xavier Palud.
Interpreti
Olivia Bonamy, Michaël Cohen
Durata
78 Minuti
Trailer

La misteriosa sparizione di una madre con la figlia dopo un incidente d’auto, è il prologo di quello che attende una giovane coppia, che abita in una enorme ed isolata casa della periferia di Bucarest. Rimasti al buio Lucas (Michaël Cohen) e Clementine (Olivia Bonamy), si accorgono di essere spiati, strane luci in movimento proiettate da fugaci e minacciose ombre, prendono possesso della loro casa, quello che doveva essere un posto sicuro, il luogo in cui vivono, si tramuta in una pericolosa ed insidiosa trappola da cui uscirne vivi.
Them” diretto dai registi David Moreau e Xavier Palud, prende ispirazione da un fatto di cronaca realmente accaduto in Romania nel 2002. In patria è stato il caso cinematografico dell’anno, seppur privo di effetti speciali e truculente scene splatter, la pellicola, che si può definire un Thriller- Horror, entra di pieno diritto nei titoli da visionare e consigliare.
Era da tempo che non provavo angoscia e tensione per le vicissitudini dei protagonisti di una pellicola, finalmente grazie ad un perfetto amalgama di inquietudine e paura creato dai due registi, sono riuscito a riprovare una sensazione che ormai non credevo si potesse verificare, visti gli ultimi film del genere.
Evidentemente non tutti sono capaci a creare una situazione simile, e considerato il risultato ottenuto tenendo anche conto dei pochi mezzi a disposizione, bisogna davvero fare i complimenti agli autori di questo film.

Namor

 
Di Darth (del 26/11/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2781 volte)
Titolo originale
Tropa de Elite
Produzione
Brasile, 2007
Regia
José Padilha
Interpreti
Wagner Moura, Caio Junqueira, André Ramiro, Milhem Cortaz, Fernanda Machado, Fábio Lago, Luiz Gonzaga de Almeida, Fernanda de Freitas, Bruno Delia, Marcelo Escorel
Durata
115 minuti
Trailer

Dopo un periodo oscuro, dove ho visto solo o film già recensiti od opere che non meritano neppure di essere citate, finalmente ho visto un dvd su cui merita spendere due parole.
Tropa de Elite – Gli squadroni della morte”, è un film brasiliano, vincitore dell’orso d’oro a Berlino, che racconta del BOPE: il reparto militare della polizia di Rio de Janeiro, istituito per far fronte allo strapotere dei narcotrafficanti nelle favelas. Inizialmente pensato come un documentario sul famoso/famigerato reparto di polizia, “Tropa de Elite” è ispirato dall’omonimo romanzo scritto in collaborazione con due esponenti del BOPE stesso, e, in particolar modo, concentra la narrazione nel periodo dell’imminente visita del Papa Giovanni Paolo II alla megalopoli brasiliana. Infatti, il desiderio del papa di alloggiare nel vescovato vicino ad una delle favelas più pericolose, ha obbligato i componenti del BOPE a continui raid con lo scopo di limitare il più possibile la criminalità nell’area d’interesse.
Il film però, non idolatra minimamente i componenti del BOPE (come accaduto in tante opere analoghe che narrano le imprese dei marines americani), ma, oltre ai pregi del gruppo, mostra la fragilità degli uomini che lo compongono (nonostante che, per entrarvi, i volontari debbano passare delle selezioni disumane), la possibilità che vengano corrotti (come lo sono la maggior parte dei poliziotti ‘normali’), e i problemi psicologici a cui vanno facilmente incontro.
Il regista José Padilha, approfitta della pellicola anche per puntare il dito sul sistema: la polizia corrotta ad ogni livello ha creato un organo malato, dove per avere la protezione degli agenti i commercianti devono pagare il pizzo, con la città divisa in zone (come bande criminali che si spartiscono la città), e perfino i poliziotti stessi, per avere ciò di cui hanno diritto (come le ferie), devono pagare i propri superiori.
Oltre a tutto questo, il regista ha cercato di sensibilizzare soprattutto i consumatori abituali di droghe, additandoli in tutta l’opera come gli unici responsabili del potere che hanno i narcotrafficanti nella loro città, ridicolizzando gli impegni sociali dei “ricchi figli di papà” che cercano di migliorare Rio mentre fumano canne acquistate dagli spacciatori del luogo.
Film eccellente, realizzato quasi interamente con telecamera a spalle, con ottimi attori ed una trama interessantissima. Da vedere e far vedere.

Darth

 

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