BLOGBUSTER - cinema e musica
mail forum
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di nilcoxp (del 29/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 4320 volte)
Titolo originale
Breaking the Waves
Produzione
Danimarca 1996
Regia
Lars von Trier
Interpreti
Katrin Cartlidge, Stellan Skarsgård, Emily Watson, Jean-Marc Barr, Udo Kier
Durata
158 minuti
Trailer

Pubblicato il 13 Marzo 1995 a Copenaghen, e distribuito in occasione della tavola rotonda “Il cinema verso il suo secondo secolo di vita”, Il “VOTO DI CASTITA’” rappresenta l’impegno preso da un gruppo di registi (Lars Von Trier e Thomas Vinterberg su tutti) di seguire una serie di regole espresse in “Dogma 95”. Di seguito riporto il testo di tale giuramento:

"Io giuro di sottostare al seguente elenco di regole elaborate e confermate dal DOGMA 95": 1. Le riprese vanno girate sulle location. Non devono essere portate scenografie ed oggetti di scena (Se esistono delle necessità specifiche per la storia, va scelta una location adeguata alle esigenze). 2. Il suono non deve mai essere prodotto a parte dalle immagini e viceversa. (La musica non deve essere usata a meno che non sia presente quando il film venga girato). 3. La macchina da presa deve essere portata a mano. Ogni movimento o immobilità ottenibile con le riprese a mano è permesso. (Il film non deve svolgersi davanti alla macchina da presa; le riprese devono essere girate dove il film si svolge). 4. Il film deve essere a colori. Luci speciali non sono permesse. (Se c'è troppa poca luce per l'esposizione della scena, la scena va tagliata o si può fissare una sola luce alla telecamera stessa). 5. Lavori ottici e filtri non sono permessi. 6. Il film non deve contenere azione superficiale. (Omicidi, armi, etc. non devono accadere). 7. L'alienazione temporale e geografica non è permessa. (Questo per dire che il film ha luogo qui ed ora). 8. Non sono accettabili film di genere. 9. L'opera finale va trasferita su pellicola Academy 35mm, con il formato 4:3, non widescreen. (Originariamente si richiedeva di girare direttamente in Academy 35mm, ma la regola è stata cambiata per facilitare le produzioni a basso costo). 10. Il regista non deve essere accreditato. Inoltre giuro come regista di astenermi dal gusto personale! Non sono più un'artista. Giuro di astenermi dal creare un "lavoro", perché considero l'istante più importante del complesso. Il mio obiettivo supremo è di trarre fuori la verità dai miei personaggi e dalle mie ambientazioni. Io giuro di far ciò con tutti i mezzi possibili ed al costo di ogni buon gusto ed ogni considerazione estetica. Così io esprimo il mio VOTO DI CASTITÀ." Copenaghen, lunedì 13 marzo 1995 A nome del DOGMA 95 Lars von Trier, Thomas Vinterberg.

 Non ho intenzione di parlare del film, perché esso rappresenta l’applicazione quasi integrale di tali regole (anzi mi piacerebbe sapere da voi quando nel film non le ha seguite), e quindi segnando un passaggio storico del cinema da una forma ad un’altra va necessariamente visto da chi si ritenga un appassionato di tale forma culturale d’intrattenimento. Baci dogmatici a tutti.

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 26/09/2008 @ 07:00:00, in cinema, linkato 1659 volte)
Titolo originale
Pranzo di ferragosto
Produzione
Italia 2008
Regia
Gianni Di Gregorio
Interpreti
Gianni Di Gregorio, Valeria de Franciscis, Alfonso Santagata, Marina Cacciotti, Maria Cali, Grazia Cesarini Sforza, Luigi Marchetti, Marcello Ottolenghi, Petre Rosu.
Durata
75 minuti

Quartiere Trastevere, vigilia di ferragosto, Gianni fa il suo solito giro del quartiere per fare la spesa per lui e la sua anziana mamma, al ritorno a casa trova l’amministratore del condominio a riscuotere i vari insoluti da pagare. Alfonso però per il pagamento delle spese condominiali gli propone uno scambio, lui gli abbuona quasi tutto in cambio Gianni dovrà tenergli la madre per i prossimi due giorni, la proposta viene accettata ma, al momento di presentarsi con la madre Alfonso gli lascia a casa anche la zia.
Come se non bastasse anche il suo amico dottore gli chiede di occuparsi della madre i quei due giorni a causa dell’impossibilità di trovare una badante per coprire il suo turno di notte.
Passato un primo giorno un po’ burrascoso tra le quattro signore scoppia una forte intesa sancita da un festoso pranzo di ferragosto.
Questo in sintesi è la storia di questa opera prima come regista di Gianni Di Gregorio, una storia leggera in cui qualcuno può vedere un degrado della nostra società ma, a mio vedere non è quello che il regista vuole comunicare. Io in questo delizioso film intravedo il non determinare a priori la fine di un’esistenza solo per un raggiungimento di un dato anagrafico ma, il continuo fiorire e mutare della vita i tutte le sue stagioni.
Il film è veramente ben fatto, aiutato in questo sia dalla scelta di una durata molto mini e dalla spontaneità delle quattro signore tutte attrici non professioniste che rendono a pieno nel film.


    SanSimone

 
Di Darth (del 24/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1536 volte)
Titolo originale
La comunidad
Produzione
Spagna, 2000
Regia
Alex de la Iglesia
Interpreti
Paca Gabaldón, Jesús Bonilla, Eduardo Antuña, Carmen Maura
Durata
105 minuti
Trailer

Álex De la Iglesia è un regista molto anticonformista, quasi sempre estroso nelle sceneggiature e spesso irriverente. Chi si ricorda i suoi primi due film, l’assurdo “Azione Mutante” e la commedia di azione satanica (come la definì egli stesso) “El dìa della Bestia” può capire cosa intendo.
La comunidad” è meno grottesco dei primi film del regista spagnolo, ma la vena tragicomica è sempre imponente. Il fatto che sia più soft rispetto agli altri, personalmente, me lo fa ritenere il miglior lungometraggio realizzato da De la Iglesia.
La protagonista di quest’opera è Julia, un’agente immobiliare insoddisfatta che, incaricata di vendere un appartamento lussuoso, decide di trasferirvisi col marito per poter beneficiare delle amenità del locale finché non sarà costretta a venderlo. Mentre i coniugi assaporano le gioie della jacuzzi e della tv via cavo, un’infiltrazione d’acqua fa crollare il piano superiore; salendo a controllare l’appartamento sopra il “suo”, Julia scopre che l’inquilino è morto lasciando una schedina del totocalcio vincente 6 miliardi! Ovviamente, una donna che non ha scrupoli ad andare ad abitare in una casa d’altri spacciandosi per la nuova inquilina, non ha certamente alcuna remora ad impossessarsi della schedina vincente del defunto proprietario. Quello che però Julia ignora è che tutto il condominio conosceva l’esistenza di quella schedina, ed ora sono tutti che la bramano…
I condomini di questo stabile sono le enfatizzazioni dei vicini di casa che tutti noi abbiamo: la vecchietta collerica, il ragazzino guardone, le zitelle acide, il caposcala (o capobranco); la cupidigia che domina la storia è tipicamente umana e gli attori sono tutti adatti al proprio ruolo.
A tratti thriller, a tratti brillante e spesso grottesco, “La comunidad” è un mix perfetto di vari generi che danno vita a una commedia più che piacevole.

Darth

 
Di nilcoxp (del 22/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1498 volte)
Titolo originale
Monster House
Produzione
USA 2005
Regia
Gil Kenan
Interpreti
Durata
91 minuti
Trailer

Dj, Timballo e Jenny (una nuova amica che i primi due conosceranno durante lo svolgimento della storia), sono i tre ragazzini (alla soglia dell’adolescenza) protagonisti di questa avventura davvero particolare. Sono infatti convinti che una casa sia infestata da presenze soprannaturali e maligne. Infatti tutti i giocattoli prima, e le persone poi, che si avvicinano ad essa, spariscono. Così la notte di Halloween decidono di entrare in quell’edificio per scoprire la verità. All’interno non troveranno mostri ad aspettarli, perché capiranno presto che è la casa stessa il mostro colpevole delle sparizioni. Ma la casa indemoniata nasconderà un segreto, triste e quasi strappalacrime. Bello, divertente, misterioso e intrigante. Girato con la tecnica della “capture motion”, già sperimentata da Robert Zemeckis in “Polar Express” (e qui compare come produttore insieme a Steven Spielberg). I personaggi sono proprio simpatici, e risultano gradevoli alla visione sia a grandi che a piccini (secondo me). Ve lo consiglio. Baci maligni a tutti

nilcoxp

 
Di smarty (del 17/09/2008 @ 05:00:00, in Cinema, linkato 1438 volte)
Titolo originale
East is East
Produzione
GB 1999
Regia
Damien O'DONNEL
Interpreti
Om Puri, Linda Basset, Jordan Routledge
Durata
96 min.
Trailer

George Khan (Om puri) è sposato con Ella (Linda Bassett) da 25 anni ed hanno sette figli (6 maschi e 1 femmina). George Khan, però, è anche un autoritario e collerico pakistano che da 25 anni vive nel Lancashire e gestisce il fish and chips d'un quartiere operaio, sposato con una combattiva inglese dai capelli rossi che cerca di mediare tra la rigidità religiosa del marito e l’indipendenza giovanile dei suoi figli alle porte dei famosi anni ’70. La storia ha inizio quando il signor Khan torna a casa dal Pakistan (dove ha un’altra famiglia) per organizzare il matrimonio, ovviamente combinato, del suo primogenito Nazir, il quale si rifiuta all’ultimo minuto di sposarsi facendo naufragare la cerimonia. Nazir fugge e viene disconosciuto dal padre. La vita continua nella famiglia Khan tra vani tentativi di combinare altri matrimoni vantaggiosi e le vicende dei figli ormai votati alla cultura free d’occidente tra discoteche e flirt. Il personaggio del piccolo Sajit, il figlio più piccolo, è quello da seguire con maggiore attenzione. Attorno alla famiglia ruotano tutta una serie di personaggi secondari come il prete protestante, l’imam della moschea locale, il vicino di casa razzista e sua figlia. La sconnessione sociale alla quale assistiamo è stata, a sorpresa, campione di incassi in Gran Bretagna, ma a mio avviso poco si avvicina alla simpatia del suo predecessore Full Monty, anche se nella sua tragicomica visione, ci sono momenti in cui la risata ha il suo spazio. Concludo con una frase del film per farvi capire di che pasta è fatto: “Ti ho dato sette figli e non starò a guardare che li distruggi solo perché sei un lurido porco".

Smarty

 
Di kiriku (del 16/09/2008 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 1880 volte)
Titolo originale
Mirror Mask
Produzione
USA, Regno Unito 2005
Regia
Dave McKean
Interpreti
Stephanie Leonidas, Gina McKee, Rob Brydon, Jason Barry, Dora Bryan
Durata
104 minuti
Trailer

Faccio subito una premessa, il fantasy non è il mio genere, film come "Labyrinth" non mi hanno mai entusiasmato. Ho visto "Mirror Mask" in dvd solo per una fortuita casualità e devo dire che non mi è dispiaciuto affatto . La trama non si discosta dal target solito in cui il soggetto principale è la lotta ancestrale tra bene e male. Helena è un’ adolescente con l’hobby del disegno,lavora con i genitori in un circo come giocoliera ma  non è soddisfatta della sua vita e vorrebbe un’esistenza normale. Per questo motivo litiga con la madre durante uno degli spettacoli e quest’ultima dopo poco perde i sensi e viene ricoverata in ospedale dove gli riscontrano un brutto male. La notte stessa la giovane protagonista, presa dai sensi di colpa fa un sogno in bilico tra finzione e realtà. In questo universo parallelo vivono le regine della luce e delle tenebre, Helene si trovra ovviamente schierata dalla parte del bene e cercherà di trovare la maschera di specchio per poter sconfiggere l’avanzata dell’oscurità. Come si può intuire la sceneggiatura è davvero banale e scontata ma rispecchia in pieno il genere a cui appartiene. Ma a colpirmi e non poco è tutto l’apparato scenografico che davvero è senza precedenti, soprattutto se si considera che un è film a basso costo. Neil Gaiman e Dave McKean, rispettivamente  creatore e illustratore del fumetto “cult” Sandman, creano un mondo onirico e visionario davvero unico, ricco di inquietudine ed ironia. Le sensazioni visive provate sono davvero forti a tal punto da far passare in secondo piano le carenze narrative del film, questo grazie anche ad un'ottima regia . In poche parole Mirror Mask anche se è uscito direttamente in dvd, senza passare dal grande schermo, non ha niente da invidiare a quei film che hanno fatto la storia del fantasy e il cui bagget era sicuramente molto più alto.

Kiriku

 
Ray
Di nilcoxp (del 15/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1431 volte)
Titolo originale
Ray
Produzione
USA 2004
Regia
Taylor Hackford
Interpreti
Jamie Foxx, Regina King, Kerry Washington, Curtis Armstrong, Patrick Bauchau, Warwick Davis, Aunjanue Ellis, Kurt Fuller
Durata
152 minuti
Trailer

Non avevo un’idea precisa di quella che fosse stata la carriera di Ray Charles. Pensavo a quelle vecchie glorie che cantano fino alla morte qualche successo che le ha rese famose (la televisione italiana ne è piena di questa gentaglia). Invece mi sbagliavo, nella mia ignoranza musicale ero ben lontano dalla verità sulla carriera e sulla vita di questo artista decisamente notevole. Ed è quello che ci viene mostrato in maniera pregevole su questa pellicola, che ci propone tutta la vita di Ray partendo dall’infanzia: povera ed infelice. La morte del fratellino a cui lui assiste, la cecità successiva che lo coglie, e il conseguente allontanamento dalla figura materna per poter andare a studiare in una scuola per disabili. Lì imparerà a suonare il pianoforte, strumento decisivo per la risoluzione della propria vita. Ma la vita di un uomo, prim’ancora che dell’artista, non è mai tutta rose e fiori. Così assistiamo al rapporto difficile con le donne della sua vita, con sua moglie, e ancora più grave con l’eroina. Ma possiamo anche assistere allo sviluppo artistico e talentuoso di questo individuo, innovatore nel campo musicale grazie alle fusioni di stili mai sperimentate prima, e godere delle sue canzoni più belle e famose: “What’d i say”, “Georgia on my mind”, “Unchain my hearth”, “Hit the road jack”, “I can’t stop loving you”, “I’ve got a woman”, “Don’t set me free”, “Bye bye love”,etc.etc… Riproposte nell’interpretazione scenica di uno straordinario Jamie Foxx, talmente simile da sembrare il vero Charles in un documentario e non in una ricostruzione cinematografica. Imperdibile per gli amanti dell’innovatore del Soul, e anche per quelli che non lo conoscevano come me. Si può quasi sempre rimediare ai propri sbagli… Baci Country a tutti (cosa c’entra il Country? Guardate il film e capirete!)

nilcoxp

 
Di slovo (del 13/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2036 volte)
Titolo originale
Superman II – The Richard Donner Cut
Produzione
USA 2006
Regia
Richard Donner
Interpreti
Christopher Reeve, Margot Kidder, Marlon Brando, Gene Hackman, Terence Stamp, Sarah Douglas, Jack O'Halloran
Durata
115 minuti

Il business delle riedizioni - tirare a lucido e rivendere per nuovo ciò che si raschia dai barili - è sì un’operazione turpe ma a volte rinvenire certe chicche può fare la gioia di molti. E anche solo per amor della storia (del cinema) chi ha amato il superman del grande Christopher Reeve non può negarsi la visione di questo ‘cut’ alternativo.
Il progetto di trasposizione cinematografica dell’uomo d’acciaio messo nelle mani di Richard Donner prevedeva due titoli che si sarebbero complementati. Ma nonostante il successo planetario di “Superman” (1978), a causa di un rapporto non idilliaco con la produzione, il regista fu licenziato durante la lavorazione del secondo capitolo, già filmato per quasi i tre quarti. Gli subentrò l’allora aiuto regista Richard Lester che completò “Superman II” così come oggi tutti lo conoscono. Secondo il regolamento della Gilda dei Registi Americani (GDA) un regista non può firmare un film se non ne ha diretto almeno la metà, ragion per cui Lester fu costretto a scartare parte del materiale girato da Donner e sostituirlo con nuove scene modificando tra l’altro il concept originale in più punti.
Veniamo quindi ai giorni nostri. Dopo un quarto di secolo a Donner viene data l’opportunità di presentare la 'sua' versione di “Superman II”, come avrebbe voluto che fosse. Per l’ovvia impossibilità di girare scene ex-novo con i protagonisti, il lavoro si è svolto quasi esclusivamente in sala di montaggio recuperando parti di pellicola scartate all’epoca ma a dispetto delle difficoltà nel lavorare ‘a posteriori’ il prodotto finale è più che soddisfacente.
La trama a grandi linee è la stessa: Zod, Ursa e Non vengono liberati dalla zona fantasma a causa di un esplosione nello spazio. Giunti sulla terra attuano il loro piano di conquista grazie a superpoteri pari a quelli di Superman, che nel frattempo vi ha rinunciato per amore di Lois.
Non un film 'nuovo' ma nemmeno il solito ‘director’s cut’ appena distinguibile dall’originale: complessivamente più drammatico nei toni anche se un po’ carente nel ritmo (manca in qualche occasione di suscitare il giusto coinvolgimento)… ciò che è davvero interessante è il materiale inedito. Troviamo un approfondimento del rapporto tra Kal-El e suo padre (o meglio della sua versione spirituale, grazie al ripristino di tutte le scene con Marlon Brando nei panni di Jor-El), finalmente svelato il modo in cui Clark Kent ritrova i suoi poteri nonchè alcuni deliziosi dialoghi tra Clark e Lois: la scena in cui lei smaschera la vera identità di Superman è, per scioltezza ed ironia, indiscutibilmente superiore alla versione di Lester.
Si può chiaramente notare come Lester, preoccupato di bissare un successo al botteghino, evitò accuratamente ogni azzardo. Donner era interessato a mostrare il lato più umano e fragile del supereroe.
“Superman II”, da sempre considerato il miglior titolo della serie, incrementa le sue quotazioni nella versione di Donner e vedere filmati inediti di Reeve mentre interpreta il personaggio che lo ha reso un mito è motivo di genuine emozioni.
Disponibile, per ora, solo in lingua originale. Peccato per gli anglofobi.

slovo

 
Di Sansimone (del 12/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2160 volte)
Titolo originale
Before night falls
Produzione
USA 2000
Regia
Julian Schnabel
Interpreti
Sean Penn, Javier Bardem, Johnny Depp, Andrea Di Stefano, Olivier Martinez, Hector Babenco, Pedro Armendáiz, Michael Wincott
Durata
125 minuti

Reinaldo Arenas è stato un importante scrittore cubano del secondo novecento.
Nato nel 1943 nelle campagne di Cuba vive la sua adolescenza in contrasto con la famiglia a causa del suo talento letterario e di un’omosessualità sempre più manifesta. Per reazione a questa censura famigliare raggiunge e partecipa alla liberazione di Cuba da parte dei guerriglieri di Fidel Castro.
Finito il periodo della guerriglia e insediatasi la dittatura castrista Reinaldo si iscrive all’università e dà libero sfogo al proprio estro artistico vincendo anche un premio letterario per un romanzo, contemporaneamente scopre una delle comunità omosessuali dell’Havana e entra a farne parte.
Verso la fine degli anni 60 il regime di Castro intensifica la lotta all’omosessualità e Reinaldo finisce in prigione in quanto omosessuale, da questo momento inizia la sua lotta contro il regime cubano fatto di tentativi di fuga, periodi di reclusione e torture fino al 1980 anno in cui riesce ad espatriare negli Stati Uniti.
Da New York continua a scrivere e lottare contro Castro e tutti quanti secondo lui lo appoggiano nel mondo. Muore suicida nel 1990 ormai malato terminale di ADIS.
Questa è molto brevemente la storia di Arenas e la trama di “Prima che sia notte” che ne racconta appunto la vita. Visto i nomi presenti nel cast mi aspettavo qualcosa di molto bello, intenso tipo “I diari della motocicletta” ; invece il regista non è riuscito a far altro che una videografia patinata della durata di due ore senza riuscire ad andare nel profondo del personaggio, a far capire che la sua ribellione non era una ribellione politica a Castro ma, invece una ribellione contro tutto il mondo della teoria del macismo.
Peccato per gli attori che hanno partecipato a questo film che, nonostante la bravura e i premi vinti, non sono riusciti a dare un senso compiuto al film per colpa della pochezza del regista.


Sansimone

 
Di Namor (del 11/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1833 volte)
Titolo originale
Kung Fu Panda
Produzione
USA 2008
Regia
Mark Osborne, John Stevenson
Interpreti
 
Durata
95 Minuti
Trailer

Il temibile leopardo delle nevi Tai Lung, dopo una lunga reclusione in quello che sembrava una fortezza inespugnabile, riesce ad evadere per far ritorno nella sua vecchia scuola di kung fu e rivendicare con l’uso della forza l’antica pergamena del Drago che lo consacrerebbe il combattente più forte del mondo.
Dopo aver previsto questa malaugurata profezia, il saggio Oogway, decide che è giunto il tempo di decretare chi sarà l’eletto che riceverà la sacra pergamena per diventare l’invincibile guerriero Dragone, ovvero colui che sarà in grado di sconfiggere il malvagio Tai Lung.
Ai leggendari cinque cicloni Mantide, Scimmia, Gru, Tigre, e Vipera, che sono i migliori combattenti del Maestro Shifu, si aggiunge in maniera rocambolesca ed imprevista il simpaticissimo protagonista del film, il Panda Po. E sarà proprio lui, il più scarso ed inadatto dei candidati, ad essere scelto come l’eletto che dovrà proteggere l’intero villaggio dalla furia devastante del cattivissimo Tai Lung.
Spassoso e con un chiaro messaggio di positività sociale.
Queste sono le caratteristiche principali, che fanno di “Kung Fu Panda”, un film non solo da vedere, ma anche da consigliare, poiché ha il grande merito di infondere nel suo giovanissimo pubblico, e non solo, una piccola grande lezione di vita, quella di credere fermamente in se stessi, qualunque esse siano le avversità da affrontare nel duro e lungo cammino della vita.

Namor

 
Di Darth (del 10/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1429 volte)
Titolo originale
Mr. Brooks
Produzione
USA 2007
Regia
Bruce A. Evans
Interpreti
Kevin Costner, Dane Cook, Demi Moore, William Hurt, Marg Helgenberger, Danielle Panabaker, Jason Lewis, Steve Coulter
Durata
95 minuti
Trailer

Mr.Brooks alias Kevin Kostner è un ricco imprenditore, stimato dai dipendenti, amato dalla moglie elegante e riservato. Nessuno conosce però Marshall (William Hurt), l’alter ego invisibile di Evan Brooks, colui che lo spinge verso le proprie passioni. E la passione, in questo caso, è l’omicidio. Mr.Brooks è infatti anche “Il killer delle impronte”, un pluriomicida sempre attento ai dettagli dei crimini tanto da non aver mai lasciato indizi dietro di se. Dopo due anni in cui Evan è riuscito a tenere a bada la voglia di uccidere di Marshall, alla fine viene meno ai suoi propositi e commette un ennesimo omicidio ai danni di una coppietta intenta a far sesso… Questa volta però il serial killer commette un grossolano errore: non si accorge infatti, che i due amavano scopare con la luce accesa e le tende aperte in modo da farsi ammirare dagli inquilini del palazzo di fronte. Ed è qui che entrano in scena Mr.Smith, desideroso di diventare compagno di caccia del killer delle impronte, e la tignosa detective interpretata da Demi Moore…
Nonostante la critica lo abbia stroncato senza mezze misure, il film al pubblico è piaciuto e, devo dire, anche a me. Pur non brillando certo di originalità ma, anzi, emanando un’atmosfera da thriller anni ’80, Mr.Brooks intriga, è faceto, e i suoi dialoghi tra se ed il suo alter ego sono davvero simpatici. Gli attori sono splendidi: due premi oscar e una Demi Moore un po’invecchiata ma sempre attraente. La metodologia del killer delle impronte è intrigante ed anche l’evoluzione del finale. Ovviamente non sto certo parlando di un capolavoro… ben lontano da “Seven” o “Saw -L’enigmista”, ma certamente non così brutto come lo hanno descritto le riviste specializzate.

Darth

 
Di Namor (del 04/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1377 volte)
Titolo originale
The Seeker: The Dark Is Rising
Produzione
USA 2007
Regia
David L. Cunningham
Interpreti
Alexander Ludwig, Ian McShane, Frances Conroy, Christopher Eccleston, Gregory Smith, Amelia Warner, James Cosmo, Jim Piddock.
Durata
94 Minuti
Trailer

Ancora una volta la Terra è testimone dell’ennesima battaglia tra il bene ed il male. Questa volta ad incombere con minaccia di glaciazione ed oscurità totale verso il nostro mondo, è un tetro emissario inviato dalle tenebre, il “Cavaliere” (Christopher Eccleston).
A contrastare i suoi malefici intenti, saranno i Vetusti, antichi guerrieri da sempre ferrei difensori della luce, i quali avranno il compito di trovare e proteggere il Cercatore, il solo, in grado di ritrovare i sei segni, oggetti fondamentali per ristabilire il dominio della luce sulle tenebre. Il Cercatore, che dovrà viaggiare nel tempo per scovare i sei segni, è scritto che sarà il settimo figlio di un settimo figlio. Ignaro di questa sua importante coincidenza nativa e delle sue antiche origini famigliari il giovane Will Stanton (Alexander Ludwig) scoprirà ben presto di essere l’eletto, colui che dovrà combattere contro il Cavaliere per far trionfare la luce sulle tenebre!
Il risveglio delle tenebre” è stato tratto dalla premiata saga letteraria di Susan Cooper. Ora, non so se la qualità di questa opera sia meritevole o meno, non avendola letta evito di dare un giudizio, ma se questa saga fantasy avesse il merito di essere letta, la sua autrice dovrebbe fare richiesta di danni agli autori del film, perché una volta visto, dubito che qualcuno vada in libreria per acquistare il libro. Se invece dovesse rispecchiare alla lettera il libro, allora si può tranquillamente affermare che non deve essere un gran che come opera.
Ad ogni modo il film è stato strutturato in maniera scialba ed incongruente, a partire dalla trama che è senza alcun interesse e mordente, fino agli effetti speciali, che risultano banali e risicati per un film che vuole essere catalogato come un Fantasy.
Se avete visto un buon numero di questo genere di pellicole, tenete bene a mente questo titolo, ed evitatelo accuratamente, vi risparmierete 94 minuti di inutili insulsaggini!

Namor

 
Di Darth (del 03/09/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1705 volte)
Titolo originale
Beowulf
Produzione
USA 2007
Regia
Robert Zemeckis
Interpreti
Anthony Hopkins, Angelina Jolie, Alison Lohman, John Malkovich, Ray Winstone, Sebastian Roché, Robin Wright Penn, Shay Duffin, Brendan Gleeson, Crispin Glover
Durata
114 minuti
Trailer

Che Robert Zemeckis sia un ottimo regista è indubbio. Ultimamente però, forse sta precorrendo un po’ troppo i tempi, visto che gli ultimi suoi due lavori sono stati creati per la visione in 3D. Ora, non essendo per nulla facile (almeno in Italia) assistere alla proiezione tridimensionale di un film, mi è toccato vederli sul mio obsoleto (per lui!) tv lcd da 40’’.
La penultima sua opera “The polar express” è, secondo me, il film d’animazione più brutto degli ultimi dieci anni. Brutto come grafica, effetti, trama, qualità, e tutto quello che può venirvi in mente. Invece, il suo ultimo film “La leggenda di Beowulf” è il più brutto fantasy degli ultimi dieci anni!! E’incredibile come il flop di “TPE” non abbia portato un minimo consiglio al regista americano. Dopo aver reso ridicolo Tom Hanks in molteplici ruoli dove non si capiva quanto era grottesco lui e quanto lo fosse il suo alter ego digitale, ha ridicolizzato totalmente anche il grande Anthony Hopkins, trasformandolo in un vecchio e gelatinoso eunuco (per dirla come Alex) mezzo nudo e mezzo scemo.
Oltre a questo, anche il resto non mi è piaciuto. Graficamente orribile: le animazioni sembrano uscite da un videogame di cinque anni fa… nonostante sia del 2001 è decisamente superiore a livello qualitativo “Final Fantasy – The Spirit Within”.
La scena del combattimento tra il mostro Grendel (quello effettivamente è carino) e Beowulf poteva essere un momento piacevole… se non fosse che Beowulf combatte nudo! Così in tutta la sequenza si notano di più i ridicoli espedienti alla “Austin Powers” per nascondere le parti intime dell’eroe che il combattimento in se. Non sono riuscito a capire se Zemeckis voleva fare un film epico o demenziale… comunque sia, qualunque fosse il suo intento, non è riuscito.
L’unica attenuante può essere trovata nel fatto che “Beowulf” è un prodotto creato per essere visto in 3D, e che magari (ci credo poco), in quel contesto, lo spettatore rimane affascinato dall’effetto che ne scaturisce e passa in secondo piano la scarsa qualità del resto… peccato che non lo saprò mai.

Darth

 
32
Di nilcoxp (del 02/08/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1954 volte)
Titolo originale
32
Produzione
Italia 2008
Regia
Michele Pastrello
Interpreti
Eleonora Bolla, Enrico Cazzaro, Davide Giacometti, J.D.Arsa
Durata
29 minuti
Trailer

Quando qualche giovane regista mi propone di visionare e commentare un suo lavoro, provo sempre molto piacere. Trovo che sia “troppo facile” parlare dei prodotti della grossa distribuzione, “interessante” è invece l’aggettivo giusto per la piccola e/o indipendente distribuzione. Nel caso dei cortometraggi delle nuove leve il vocabolo più appropriato è: “gratificante”. Ed è davvero gratificante parlare di quest’opera, nella quale il regista affronta la tematica ecologica-esistenziale del continuo depauperamento del terreno agricolo a discapito di nuove colate di cemento. Nel caso specifico si parla del passante di Mestre, 32 chilometri (da cui il titolo) di autostrada in costruzione. Poi per dare forza a questa sua denuncia sociale, usa un avvenimento terribile come quello di uno stupro subito da una ragazza, per relazionarsi allo scempio che la natura quotidianamente subisce. La regia è valida sotto il profilo tecnico e sotto quello emotivo, aiutata da una fotografia decisamente positiva di Mirco Sgarzi (i miei complimenti!). Bravo ed intelligente nelle sue scelte, Michele Pastrello sa come fare del buon cinema e come farsi notare. Secondo me, però, il meglio lo ottiene nella parte “orrorifica” (esisterà questa parola?) del corto. Passando agli attori c’è da dire subito una cosa, e cioè che non era facile il loro compito. I ruoli dei due protagonisti erano molto difficili, forse troppo per i loro rispettivi esordi. La scena dello stupro su tutte, ma anche in altre occasioni in cui la presenza scenica era determinante, ci si accorge di questo limite non indifferente. I dialoghi rarefatti non gli hanno aiutati in questo, chiedendogli necessariamente più personalità ed espressività. La loro prova rimane comunque molto positiva, viste le capacità e le potenzialità raggiungibili nel prosieguo della loro lunga (gli auguro) carriera. Complimenti a tutti, e al prossimo lavoro.

nilcoxp

 
Di slovo (del 01/08/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1846 volte)
Titolo originale
The Dark Knight
Produzione
USA 2008
Regia
Christopher Nolan
Interpreti
Christian Bale, Heath Ledger, Gary Oldman,Michael Caine, Morgan Freeman, Maggie Gyllenhaal, Aaron Eckhart, Eric Roberts
Durata
152 minuti
Trailer

Per una serie di circostanze, “il cavaliere oscuro” è finito con l’essere il titolo più atteso della stagione, vuoi perché era il gran finale di una rassegna supereroica discreta ma non eccelsa, vuoi per la prematura scomparsa di Heath Ledger e tutto il conseguente ricamare sul ‘film maledetto’ e su un interpretazione che qualcuno aveva già consegnato alla storia del cinema e vuoi perché nel sequel dell’ottimo “batman begins” (2005) molti avevano riposto le aspettative di continuità (cinematografica) del personaggio di punta dell’universo DC.
Tanto vale dirlo subito, “il cavaliere oscuro” fa pieno centro: Nolan smussa le (poche) imperfezioni di ‘begins’ (sostituita anche l’inutile Katie Holmes con la brava Maggie Gyllenhaal per il ruolo di Rachel Dawes) e concretizza un perfetto bilanciamento di azione, dramma, introspezione psicologica, filosofia - la miglior pellicola dedicata all’uomo pipistrello ad oggi, con buona pace dei burtoniani irriducibili.
Il rischio di banalizzare o ricalcare straccamente era in agguato, come per tutti i seguiti, ma da quel frangente il film si divincola presentando un Joker già originato, dispensati i percorsi convergenti la sua folle psiche, e mette in scena un personaggio denso e penetrante, quasi sovrastrutturale a Gotham, che estende la sua malvagità come una tela su cui osserva (ridendo) il travaglio di Harvey Dent, la sua trasformazione in Due Facce e i dubbi che stringono Wayne/Batman.
Gotham City ha perso l’affascinante decadenza delle sue versioni gotiche, è invece la fotografia realistica della metropoli moderna: un tempio eretto in onore al business, un groviglio di strutture verticali e arterie soffocanti, scintillante fuori e marcia dentro. Gotham ha la facciata sfarzosa delle parate, delle esibizioni dei benestanti, della propaganda politica ma è corrotta fin nel midollo e ha metastasi criminose in ogni ganglio istituzionale.
Ma la presenza del crimine a Gotham assume connotazioni disarmanti con l’entrata in campo del Joker, un insano teorico del caos deviante e spaventosamente potente. L’interpretazione di Ledger atterrisce e tutte le lodi che ha ricevuto, a prescindere dall’aura mitizzante creata dalla sua morte, sono più che meritate.
Come si accennava prima, la sua malvagità incontaminata da debolezze e la quadrimensionalità del suo pensiero ne fanno un nemico travolgente. Si può percepire il vacillare del fronte del bene, il non senso della lotta ad un male dal peso insostenibile e che si rigenera senza sosta: ogni volta che una vittoria si rivela essere solo un tassello nel mosaico architettato dal Joker i due ‘eroi’ (il procuratore Dent e il giustiziere Batman) vengono spinti sul ciglio del baratro e costretti ad affrontare spaventose questioni morali. Quanto può sopportare un uomo (perché di uomini, non di supereroi, si tratta) e rimanere saldo ai principi di equità e giustizia? Ironicamente, Harvey Dent profetizzerà il suo destino: “o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo” ma non ne sarà abbastanza consapevole da evitare di precipitare.
Batman un eroe nel vero senso del termine non lo è mai stato: ha una missione, i mezzi per perseguirla e il vantaggio di agire nell’ ambito di regole sue – eppure, rinunciando ad ogni appoggio o riconoscimento dimostrerà di essere l’unico degno a proteggere la sua città.
I protagonisti di questa saga saranno costretti dalla crudeltà dei tempi ad affrontare dei cambiamenti, solo il Joker rimarrà immutato, immutabile e forse, quello con la più chiara visione della natura umana.
Adrenalina e temi profondi rendono la miscela de “il cavaliere oscuro” pregnante e godibile in ogni inquadratura o dialogo, per tutti i centocinquanta minuti di questa formidabile storia. Da vedere assolutamente.

slovo

...sono l’unico a trovare il doppiaggio di Bruce Wayne letteralmente agghiacciante?

 

791435 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006

Ci sono 742 persone collegate


< dicembre 2018 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           

Articoli
Elencati per sezione:
cinema
musica
live report
libri
teatro
fumetti
serie TV
redazione

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Gran bel libro che è...
18/03/2018 @ 15:55:05
Di Namor
Non credevo (infatti...
18/03/2018 @ 15:53:06
Di Namor
Complimenti per la r...
18/03/2018 @ 13:03:13
Di Angie*
@- LouiseElle- Ti r...
03/12/2017 @ 11:08:01
Di * Miryam
e' un libro bellissi...
23/11/2017 @ 14:21:42
Di #LouiseElle
@_Angie: Grazie Angi...
15/11/2017 @ 00:19:30
Di Asterix 451
Bella rece Asterix. ...
12/11/2017 @ 14:22:04
Di Angie*
ne sono davvero feli...
29/08/2017 @ 22:59:00
Di #LouiseElle
purtroppo non sono ...
05/03/2017 @ 20:26:10
Di #LouiseElle
Anche questo titolo ...
05/03/2017 @ 14:34:45
Di Namor




Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3
dBlog Open Source
BlogItalia
blogs italia, directory blog italiani

BlogNews


Creative Commons License
I contenuti testuali di BlogBuster sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.


10/12/2018 @ 20:52:27
script eseguito in 351 ms