BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 31/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1214 volte)
Titolo originale
Hellboy 2: The Golden Army
Produzione
USA 2008
Regia
Guillermo Del Toro
Interpreti
Ron Perlman, Selma Blair, Jeffrey Tambor, Doug Jones, John Hurt, James Dodd, Anna Walton, Luke Goss.
Durata
110 Minuti
Trailer

Il tenebroso e sovversivo principe Nuada (Luke Goss), è più cha mai deciso a rompere la tregua millenaria tra il suo popolo (i figli originari della terra) e gli umani, rei di aver violato oltremisura la natura, per fini di speculazioni edili. Per la riuscita certa di tale intento, il reale, deve ridestare dal suo lungo riposo l’invincibile armata: la golden army, un esercito composto da indistruttibili guerrieri robot immuni alla stanchezza e ad ogni sorte di sentimento verso il nemico. Per fare ciò, Nuada deve entrare in possesso della corona del Re Balor, l’oggetto, indispensabile per avere il comando supremo sull’esercito, fu diviso da lui stesso in tre parti, proprio per ottenere l’inattività della distruttiva armata, in modo tale che non potesse nuocere negli anni a venire, vincolo questo fondamentale per stabilire la pace con gli umani.
Ad ostacolare le bellicose intenzione del sovrano guerrafondaio, sarà la formazione del Bureau for Paranormal Research and Defense (Istituto per la Ricerca e Difesa del Paranormale), in particolare una formazione composta da quattro elementi, ove neanche a dirlo, Hellboy (Ron Perlman) ne è il leader indiscusso.
Regia e sceneggiatura sono firmate da un impeccabile Guillermo delToro, il quale dimostra ancora una volta di essere un grande autore del genere fantasy, per averne conferma basta che arriviate alla scena del mercato dei Troll, è capirete il motivo di questa mia affermazione. L’incredibile varietà di creature che popola il mercato sotterraneo, è a dir poco stupefacente, è se a questa piacevole visione per gli occhi, si aggiunge un’ottima trama a cui del Toro si è dedicato per ben due anni e mezzo, sarà difficile anche per il più scettico dei cultori fantasy, non uscire dalla sala più che soddisfatti.
Hellboy the Golden Armyӏ un chiaro e raro esempio di come a volte i sequel siano meglio del titolo precedente!

Namor

 
Di nilcoxp (del 28/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1693 volte)
Titolo originale
Tetsuo - The Iron Man
Produzione
Giappone 1989
Regia
Shinya Tsukamoto
Interpreti
Kei Fujiwara, Nobu Kanaoko, Naomasa Musata, Tomoro Taguchi, Tomoroh Taguchi, Nobu Kanaoka, Renji Ishibashi, Naomasa Musaka, Shinya Tsukamoto, Naosama Musaka
Durata
67 minuti
Trailer

La prima volta che vidi questo film (l’ho già visto tre volte), mi prese una nausea molto forte. Le scene forti per impatto visivo ed emotivo mi avevano destabilizzato (non mi capita spesso). Osservare questo essere umano trasformarsi a poco a poco in un essere metallico non è piacevole, ancora meno il modo in cui avviene. Disgustoso nella sua metamorfosi, ci coinvolge dalle riprese realizzate con tecnica da videoclip, in un bianco e nero che ci rattrista e ci reprime, che non ci fa fuggire da una situazione dove tutto è irreale e senza via di scampo. Musica ossessive e ritmate accompagnano lo svolgersi degli avvenimenti, sempre più convulsi ed eccitanti fino all’epilogo finale. Il regista ha praticamente curato tutto lui: sceneggiatura, regia, fotografia, scenografia, effetti speciali, montaggio. Film impedibile per gli amanti del buon cinema, ma soprattutto per quelli che adorano il ramo cyberpunk. Baci disumanizzati a tutti

nilcoxp

 
Di slovo (del 26/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1739 volte)
Titolo originale
The Last Mimzy
Produzione
USA 2007
Regia
Robert Shaye
Interpreti
Timothy Hutton, Joely Richardson, Rainn Wilson, Rhiannon Leigh Wryn, Chris O'Neil, Kathryn Hahn, Michael Clarke Duncan
Durata
90 minuti

Una consuetudine ‘estiva’ a cui cerco di non sottrarmi è la lettura di un volume della serie “le grandi storie della fantascienza” presentate da Isaac Asimov. Per quest’anno ho pescato il quinto della serie, dedicato ai romanzi pubblicati nel 1943 su riviste del settore. Un titolo in particolare mi ha colpito positivamente, per l’originalità e per la narrazione esperta e avvincente. Ho subito pensato a come si sarebbe potuto attingere da tale freschezza di idee per una trasposizione cinematografica… il romanzo in questione è “Eran Birbizzi i Borogovi”, libera traduzione di “Mimsy Were the Borogoves” di Lewis Padgett (pseudonimo dietro cui si nascondeva la coppia Henry Kuttner e C.L. Moore) considerato, non a caso, un classico della narrativa fantascientifica.
Non senza un certo stupore scopro che un film era stato effettivamente tratto da “Mismy” poco più di un anno fa. Uscito in sordina nelle sale italiane all’inizio del 2008 ricordo anche che lo snobbai frettolosamente sulla base degli scarsi giudizi che sorgevano dalle recensioni. Ma, apprezzato il romanzo, la curiosità era troppa per non vederlo con i miei occhi.
Questo è uno di quei casi in cui sarebbe stato utile ascoltare i consigli dei recensori, a maggior ragione visto che il giudizio era di unanime indifferenza… qualitativamente il film rientra nella media delle produzioni televisive statunitensi, dalla quale emerge a tratti grazie ad un discreto uso della computer graphic e sebbene la prova degli attori sia sufficiente il vero punto debole è la sceneggiatura, soprattutto se raffrontata alla storia originale.
Di quel gioiellino letterario è stata conservata solo l’idea degli straordinari cambiamenti che subiscono due bambini dopo aver trovato i giocattoli provenienti dal futuro, il resto è stato banalizzato sullo stampo di una favoletta a-la-ET ad uso e consumo di un pubblico giovanissimo.
Il monito ecologista, l’ottusità degli adulti contrapposta alla purezza e all’apertura mentale dei bambini, la critica al Patriot-Act e in generale alla società americana moderna sono stati inseriti nel soggetto ma molto superficialmente, tutto è focalizzato a raccontare le bizzarre scoperte di Noah e Emma con l’effetto di annoiare molto presto.
Sostenuto da una morale da polpettone New-Age che sconfina nel ridicolo, si può benissimo evitare e restare felici. Consiglio il romanzo, invece.

slovo

 
Di Namor (del 24/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1167 volte)
Titolo originale
The Kingdom
Produzione
USA 2007
Regia
Peter Berg
Interpreti
Jamie Foxx, Chris Cooper, Jason Bateman, Jeremy Piven, Danny Huston, Richard Jenkins, Ashraf Barhoum, Ali Suliman.
Durata
110 Minuti
Trailer

Una tranquilla giornata in un campound americano situato in Arabia Saudita, viene sconvolta da un devastante attacco terroristico che lascia sul selciato un centinaio di morti ed oltre 200 feriti di una compagnia petrolifera americana. A sgusciare via ed in gran segreto dalle tenaglie di una lenta burocrazia, che si attarda a concedere i permessi dovuti per le indagini sul luogo, sarà un poker di agenti investigativi dell’FBI capitanato dall’agente speciale Ronald Fleury (Jamie Foxx).
Cinque giorni, questo è il tempo concesso dalle autorità Saudite, per svolgere le ricerche nella zona dell’attentato. Ciò che faceva presagire ad una proficua collaborazione tra le due opposte nazioni, viene prontamente smentita all’arrivo della task force Americana sul suolo Arabo, dove ad attenderli in un clima di totale diffidenza e sospetto verso la loro autorità sul posto, ci sarà un esercito diviso da varie correnti di pensiero nei riguardi degli occidentali ed in particolar modo degli USA. Le affinità morali e militari tra il colonnello Al Ghazi (Ashraf Barhom) dell’esercito Saudita e l’agente Fleury, saranno fondamentali per dare il vero inizio alle indagini, che li porteranno sulle tracce di una pericolosa cellula terroristica, che ha, come fine imperativo, il totale annientamento del nemico occidentale.
Lo spunto per la realizzazione di “Kingdom” la si deve al regista Peter Berg, che nel giugno 1996 rimase sconvolto da un attentato terroristico alle torri Khobar situate in Arabia Saudita, dove il bilancio delle vittime fu di19 persone e 372 i feriti.
L’appoggio finanziario per il progetto è del filmaker Michael Mann, e, visto lo svolgimento prorompente che prende piede il film ad un certo punto, non mi meraviglierei se avesse partecipato in alcune occasioni, anche alla realizzazione registica della pellicola. Se così fosse, l’invasione va perdonata poiché le scene d’azione hanno la giusta dose di suspence e adrenalina, per tenere lo spettatore nella giusta tensione fino alla fine del film.
Buono il cast che oltre ad un carismatico J.Foxx, può vantare la presenza di Chris Cooper, Jason Bateman e Jennifer Gardner.
Da notare ed ammirare lo sfarzoso palazzo del principe saudita, altri non è che il lussuoso Emirates Palace Hotel, situato nel golfo Arabo. Hotel (se così lo vogliamo chiamare) costruito per ospitare il Consiglio di Cooperazione del Golfo, un’organizzazione che raggruppa i sei paesi del golfo (Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait, Oman, Qatar e U.A.E.). La proprietà alberghiera si estende su 1 chilometro quadrato, al suo interno oltre ai più di mille candelabri di cristallo Swarovski che scintillano nei corridoi di marmo, si possono ammirare muri rivestiti con foglie d’oro e suite raggiungibili con ascensori privati! Il costo di tale realizzazione? 3 miliardi di dollari……. Una bazzecola per loro, visto quello che costa adesso il petrolio!

Namor

 
Di nilcoxp (del 21/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2875 volte)
Titolo originale
Get Smart
Produzione
USA 2008
Regia
Peter Segal
Interpreti
Steve Carell, Anne Hathaway, The Rock, Alan Arkin, Terence Stamp, James Caan, Masi Oka
Durata
110 minuti
Trailer

Vi devo confessare che non avevo subito capito il collegamento tra questa pellicola e la serie televisiva andata in onda alla metà degli anni sessanta. Poi parlandone con qualche mio amico ho appreso la notizia. Allora da grande estimatore della serie (di cui vi parlerò prossimamente) non potevo lasciarmelo sfuggire e sono andato a vederlo. La sensazione più forte che ho provato nel visionare la pellicola è stata la nostalgia. Una nostalgia sentita verso il protagonista ormai scomparso da circa tre anni e scarsamente rimpiazzato da Steve Carell. La stessa cosa vale per gli altri attori, nessuno tiene il passo dei suoi predecessori (la più scarsa nel confronto è Anne Hathaway). Però va anche detto che se per parlare del presente film, io lo dovessi solamente paragonare alla serie televisiva ne dovrei parlare solo male. Invece, se mi sforzo di non pensare al passato, e lo considero un lavoro a sè (ma è molto dura questa operazione perché i rimandi sono molti), riesco anche a trovare cose positive. Anche perché ho sorriso diverse volte e in alcuni casi ho riso!!! Cosa rara da parte mia, ve lo assicuro. Quindi dal lato commedia funziona, non mi ha annoiato anche se non mi ha neanche esaltato. Film leggero leggero utile per passare una serata al fresco di una sala cinematografica, purchè dotata di un impianto di aria condizionata funzionante (senza quell’effetto da vento gelido di montagna). Baci freschi a tutti.

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 18/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1872 volte)
Titolo originale
A cavallo della tigre
Produzione
Italia 2002.
Regia
Carlo Mazzacurati
Interpreti
Fabrizio Bentivoglio, Paola Cortellesi, Tuncel Kirtiz, Boubker Rafik, Marco Paolini, Roberto Citran, Marco Messeri.
Durata
100 minuti

Guido vive a Milano, sposato con una ricca donna, è infelice fino a quando non incontra Antonella, aspirante showgirl e ragazza madre. Decide di mollare la moglie e vivere con Antonella e la figlia ma, chiedendo soldi in prestito per mantenere un certo stile di vita, finisce in cattive acque.
Cercando di risolvere tutti i suoi problemi compie una rapina, con l’ausilio della compagna ma che riesce solo a metà, lui è catturato e finisce in prigione lei invece riesce a scappare.
Quasi al termine del periodo di pena è coinvolto in un’evasione dai suoi compagni di cella, costretto a fuggire corre insieme con loro verso una realtà che non si aspettava d’incontrare, dove il turco omicida si trasformerà in amico, mentre l’amante in una persona diversa da come la ricordava.
Il commento a questo film è presto fatto, si tratta di un film piacevole, che si guarda senza fatica; come altri film, anche se questo non è il migliore, Mazzacurati parla di storie di uomini e donne ai confini della società, che inseguono il sogno della grande svolta (in questo caso televisiva) o del benessere e che ne pagano il prezzo sulla propria pelle.
Tra i vari attori si erge su tutti Fabrizio Bentivoglio che grazie alla sua bravura riesce a tenere a galla la pellicola, nel film c’è una piccola parte interpretata da Marco Paolini ed è un po’strano vederlo fuori da un monologo a teatro.
Questo “A cavallo della tigre” di Mazzacurati è ispirato all’omonimo film di Comencini del 1961 che non ho visto e che quindi non ho potuto paragonare, spero di colmare questa lacuna al più presto visto che la critica mette il lavoro di Comencini su un livello superiore.

SanSimone

 
Di Darth (del 15/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1378 volte)
Titolo originale
The Mist
Produzione
USA 2007
Regia
Frank Darabont
Interpreti
Thomas Jane, Marcia Gay Harden, Laurie Holden, William Sadler, Nathan Gamble, David Jensen, Jay Amor, Andre Braugher, Julio Cedillo, Kevin Beard, Dodie Brown, Alexa Davalos, Kip Cummings, John F. Daniel
Durata
127 minuti
Trailer

The Mist” è tratto dalla novella principale del libro “Scheletri” di Stephen King, una raccolta di racconti più o meno brevi.
La nebbia”, così il titolo tradotto, è decisamente avvincente e anche sufficientemente lungo (133 pagine). Memore del racconto letto anni or sono, sono riuscito a recuperare il dvd del film “The Mist”, tuttora inedito in Italia, nonostante il pubblico lo abbia apprezzato sia negli States che in Europa (media voto IMDB 7,5).
Il racconto narra di una cittadina del Maine (e dove altro poteva svolgersi una storia di King?) che, dopo una tempesta notturna, si risveglia con una coltre di nebbia spessa che, dal lago adiacente, si muove in direzione del villaggio. Un gruppo di compaesani è al supermercato a fare la spesa, quando entra un uomo ferito e trafelato che ammonisce tutti di barricarsi dentro poiché "something in the mist!" c’è qualcosa di pericoloso all’interno della nebbia che ormai ha avvolto l’intera città.
Il racconto prosegue incentrando tutta la trama sulle persone presenti nel grande magazzino e sulle loro reazioni e conseguenze: dallo scettico che si suicida uscendo spavaldo nella nebbia, alla pazza che crede di essere giunti finalmente al giudizio universale e, citando la bibbia, cerca di farsi dei proseliti tra i presenti. Ovviamente non è tutto un pericolo astratto, i presenti subiranno numerosi tentativi di attacco da parte delle cose che si nascondono nella caligine.
Come quasi ogni libro che si rispetti, la resa su pellicola fa perdere molto fascino all’immagine generata dalla lettura, ma ho visto conversioni ben peggiori. Realizzati bene gli effetti in computer grafica; degna di nota la scena della caccia all’insetto infuocato. Nota negativa, invece, gli attori: tutti mediocri. Ho trovato piacevole anche il finale: più concludente rispetto al racconto originario e, forse, più adatto a un film.

Darth

 
Di nilcoxp (del 14/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 945 volte)
Titolo originale
You, me and Dupree
Produzione
USA 2006
Regia
Anthony Russo, Joe Russo
Interpreti
Owen Wilson, Kate Hudson, Matt Dillon, Seth Rogen, Michael Douglas, Bill Hader
Durata
108 minuti
Trailer

Molly e Carl sono novelli sposi, a far da testimone a lui c’è il suo storico miglior amico: Dupree. Quest’ultimo rimasto senza casa e senza lavoro, trova presso gli sposini una sistemazione temporanea, con la promessa di sistemarsi al più presto. Inutile dirvi che quest’ospite indesiderato riuscirà in tutti i modi, suo malgrado, a mettere in difficoltà la giovane coppia che rischierà di scoppiare!!! Si sorride e si ride (qualche volta) grazie ad un interpretazione brillante degli attori che trovano, grazie anche ad una sceneggiatura sufficiente, un equilibro che si apprezza durante la visone del film. Simpatica anche la parte del padre di Carl, affidata a Michael Douglas. La protagonista ben si nota in inquadrature davvero provocanti, che fanno immaginare tutto il resto… Vi riporto uno scorcio di dialogo che mi è piaciuto:

Dupree: “…Lui ti ama Molly”

Molly: “Lo so, lo so. L’amore forse non basta.”

Baci alle Molly che ci seguono

nilcoxp

 
Di Namor (del 10/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1539 volte)
Titolo originale
Vantage Point
Produzione
USA 2008
Regia
Pete Travis
Interpreti
Dennis Quaid, Matthew Fox, Forest Whitaker, Sigourney Weaver, William Hurt, Saïd Taghmaoui, Ayelet Zorer, Edgar Ramirez, Eduardo Noriega.
Durata
90 Minuti
Trailer

Ore 12, il presidente degli Stati Uniti recatosi a Salamanca per un vertice, si appresta a prendere parola in Plaza de Major per illustrare il nuovo piano contro il terrorismo globale, all’esordio del quale, due proiettile lo raggiungono in pieno petto. Nel conseguente parapiglia generale, una tremenda deflagrazione rade al suolo l’intero palco sul quale erano presenti i diplomatici delle varie nazioni, accorsi per partecipare al summit mondiale. Gli agenti di scorta Thomas Barnes (Dennis Quaid) e Kent Taylor (Matthew Fox, il Dott. Jack di Lost) dovranno districarsi in tempi molto ristretti, per scoprire gli esecutori di un ardito e ben ponderato attacco terroristico.
Otto punti di vista diversi l’uno dall’altro: grazie a questa prospettiva, fondamentale per lo svolgimento della trama, si capiranno le modalità ed i ruoli dei personaggi implicati direttamente o indirettamente nel distruttivo attentato.
Con questa discutibile scelta tecnica, il regista Britannico Pete Travis realizza il trhiller “Prospettive di un delitto”. La pellicola si presenta con un buon tasso di azione, oltretutto ben elaborato dai suoi protagonisti che li vede rappresentati da un cast di attori di tutto rispetto.
Ma quello che rende particolare lo svolgimento del film, ovvero la testimonianza visiva di otto spettatori diversi e sconosciuti tra loro, alla lunga risulta deleteria, poiché disturba l’attenzione dello spettatore per il proseguo della storia. Va bene proporre qualcosa di nuovo, ma assistere alla pellicola che ad un certo punto và in rewind per ben otto volte e fa rivedere il medesimo attentato, porterebbe anche il più mansueto degli spettatori a scocciarsi attendendo la sospirata conclusione della pellicola.
Peccato, qualche riavvolgimento in meno e sarebbe stato senz’altro un film più godibile da vedere.

Namor

 
Di Darth (del 09/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1236 volte)
Titolo originale
Die Fälscher
Produzione
Austria, Germania, 2007
Regia
Stefan Ruzowitzky
Interpreti
Karl Markovics, August Diehl, Devid Striesow, Martin Brambach, August Zirner, Veit Stübner, Lenn Kudrjawizki, Werner Daehn
Durata
98 minuti
Trailer

Solomon Sorowitsch è stato, si presume, il miglior falsario al mondo: fu il primo a riuscire nella falsificazione del dollaro. Nel 1936 venne prelevato dalla sua abitazione berlinese dalla gestapo e portato nel campo di concentramento di Mauthausen, ivi riuscì a sopravvivere per alcuni anni grazie alle sue doti di pittore, finché viene trasferito al campo di Sachsenhausen per l’ “Operazione Bernhard”. Questa operazione segreta aveva lo scopo di creare una fabbrica di falsi: documenti, francobolli, sterline e dollari… con i quali rimpinguare le casse del reich. A tal fine, i tedeschi, riunirono in una parte isolata del lager gli ebrei con qualifiche utili allo scopo (tipografi, grafici, banchieri…), gli diedero cibo e letti comodi, e li convinsero a lavorare per loro sotto la guida di Sorowitsch. Questa organizzazione permise la produzione di oltre 130 milioni di sterline false, ricreate talmente bene che, portate al vaglio della banca nazionale britannica, vennero riconosciute autentiche persino da loro.
Premiato agli Oscar come miglior film straniero, Die Fälscher, incentra tutto sul personaggio di Sorowitsch, caratterizzandolo molto bene nel suo attaccamento alla vita ad ogni costo, ed interpretato superbamente dall’attore di fiction Karl Markovics, apparso in Italia come personaggio comprimario in alcuni episodi de “Il commissario Rex”.
Il film è interessante e scorre sufficientemente bene, anche se non riesce ad entusiasmare. Gli attori comprimari, invece, li ho trovati mediocri e poveri di carisma. Tutto sommato un’opera discreta, ma che non lascia il segno. Personalmente ritengo esagerata la vittoria dell’Oscar… ma è risaputo che le pellicole che trattano il tema della shoah vengono sempre acclamate più di altre all’Academy Awards.

Darth

 
Di nilcoxp (del 07/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1061 volte)
Titolo originale
Dogville
Produzione
Danimarca, Francia, Svezia, Norvegia 2003
Regia
Lars von Trier
Interpreti
Nicole Kidman, Stellan Skarsgård, Siobhan Fallon, Chloë Sevigny, Patricia Clarkson, Jeremy Davies, Philip Baker Hall, Paul Bettany, Lauren Bacall, James Caan, Harriet Andersson, Ben Gazzara, Blair Brown
Durata
165 minuti
Trailer

Ambientato nel 1929, anno della grande depressione americana, in un paesino tra le Rocky Mountains, il film ci mostra come in una notte arrivi in fuga dai gangster la bella Grace (Nicole Kidman). Il piccolo villaggio, timoroso e timorato di Dio accoglie a braccia aperte la fuggiasca. Con il passare del tempo però le cose cominciano a cambiare, le persone sono sempre meno gentili nei confronti della protagonista, fino ad arrivare ad incatenarla. Ed ella subisce tutte le angherie senza mai ribellarsi, come ad espiare un atavica colpa che trascenda la condizione umana. I paesani daranno fondo a tutte le bassezze umane possibili, come a dover scaricare le proprie frustrazioni ed infelicità sulla malcapitata. Il regista ci regala un bel film, carico di significati e lo fa proponendoci una scenografia che travalica la normale messinscena. Possiamo parlare di metacinema e/o di metateatro, tanto la fusione appare evidente. Delle case noi vediamo solo segnati i perimetri con una riga bianca, così anche della strada, e le stanze recano all’interno la scritta per terra (sempre in bianco) della loro destinazione (es: cucina, sala, chiesa, ecc…). Solo qualche sporadico ed essenziale mobilio ci aiuta nella comprensione di quella realtà che deve essere accettata così per quella che è. Una voce fuori campo racconta lo svolgersi delle situazioni come venisse raccontata una favola che alla fine deve lasciare una morale, ma quale? Stupenda e commovente la Kidman nel ruolo della martire, e poi quanto è bella? Una pellicola che ho trovato stupenda, girata da un regista tra i più innovativi degli ultimi anni, che qui lascia il dogma in disparte, con risultati sorprendenti. Baci sperduti a tutti

nilcoxp

 
Di slovo (del 05/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2719 volte)
Titolo originale
Cani Arrabbiati
Produzione
Italia 1974
Regia
Mario Bava
Interpreti
Riccardo Cucciolla, Maurice Poli, George Eastman, Don Backy, Lea Krueger
Durata
94 minuti

Colgo l’occasione per ricordare Mario Bava, sanremese di nascita, come uno dei registi italiani più originali ed influenti. Spesso dileggiato dalla critica nostrana, che lo rivalutò solo dopo morto, all’estero fu osannato come precursore di vari sottogeneri legati all’horror e al thriller. Moltissimi sono i registi che dicono di essersi ispirati alle brillanti soluzioni del suo lavoro: da Scorsese a Tim Burton, da Joe Dante a Quentin Tarantino. Soprattutto a quest’ultimo farei riferimento in quanto dichiarato estimatore del giallo italiano anni settanta, evidenziando un collegamento con uno degli ultimi film realizzati da Bava, il suo capolavoro “Cani Arrabbiati”.
Cominciamo col dire che non si può definire un vero e proprio ‘poliziottesco’, convididendo con quel filone solo il contesto storico (l’italia iper-violenta anni ’70) e alcune sequenze canoniche (la rapina, l’inseguimento con la polizia), è in realtà un thriller ad altissima tensione costruito sulle linee-guida del road-movie.
Dopo aver messo a segno una rapina, una banda di delinquenti prende in ostaggio un uomo di mezza età, un bambino e una giovane donna. L’improvvisata combriccola tenterà di dileguarsi a bordo di un auto. All’interno di quel claustrofobico ambiente, la terrorizzata Maria ed il preoccupato (ma stranamente atteggiato) Riccardo saranno costretti a condividere momenti interminabili con una selezione di criminali della peggior risma: la mente fredda e calcolatrice, il “dottore", e gli scagnozzi “bisturi” e “trentadue”, due rozzi instabili estremamente violenti.
Se escludiamo il finale a sorpresa, la storia non ha di per sé molti sviluppi - la forza del film sta nella vivida descrizione – disturbante ma funzionale - della tensione creata da quella particolare situazione, una tragedia incombente e impossibile da eludere (al bambino, sedato per tutto il tempo, verrà risparmiata l’esperienza): la banda sempre ad un passo dalla cattura e gli ostaggi in balia di tre pluriomicidi con niente da perdere e i nervi a pezzi. Molti elementi di questo film saranno riadattati da Tarantino ne “Le Iene”.
Consigliato, ad esclusione di chi è troppo impressionabile.

slovo

 
Di Namor (del 03/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1502 volte)
Titolo originale
The Incredible Hulk
Produzione
USA 2008
Regia
Louis Leterrier
Interpreti
Edward Norton, Liv Tyler, Tim Roth, Tim Blake Nelson, Ty Burrell, William Hurt.
Durata
114 Minuti
Trailer

Nel guardare i trailer del nuovo capitolo di Hulk, avevo elaborato una mia considerazione alquanto dubbiosa sulla sua riuscita, non so, c’era qualcosa che non mi convinceva, invece, a ribaltare la mia iniziale opinione é bastata la prima trasformazione del Dottor Banner nel suo distruttivo alter ego e ciò, a fatto in modo che le mie prevenute incertezze sulla qualità del film si dissipassero durante la visione. Finalmente, in questa pellicola la rabbiosa e devastante collera del gigante verde, (essenza che mancava al precedente Hulk diretto da Ang Lee) viene egregiamente espressa in tutto il suo furore durante i continui combattimenti contro i nemici. “L’Incredibile Hulk” é decisamente più simile sia fisicamente che caratterialmente al supereroe dei fumetti Marvel, ed è per questo, ma non solo, che lo preferisco di gran lunga all’antecedente “Hulk”.
La trama, vede sempre il Dottor Banner (Edward Norton), alla disperata ricerca di un antidoto che annienti definitivamente il suo contagio dai raggi gamma, e possa liberarlo in modo risolutivo dal mostro che alberga in lui. I militari da sempre sulle sue tracce, riusciranno a localizzare la sua ultima residenza in una favela Brasiliana. Decisi a non lasciarsi sfuggire l’occasione per catturarlo, organizzeranno un’incursione militare con a capo il generale Ross (William Hurt), al quale prenderà parte anche il combattente di razza Emil Blonsky (Tim Roth). L’arroganza e l’esaltazione di quest’ultimo, abbinata ad una serie di mutazioni genetiche lo trasformeranno nell’Abominevole, un essere mostruoso e di forza superiore allo stesso Hulk, e per poter dimostrare la sua invincibilità avrà come obbiettivo primario il suo completo annientamento!
 Complimenti a Louis Leterrier il regista di questo entusiasmante capitolo sull’incredibile Hulk, per aver delineato in maniera più che convincente le sue particolari caratteristiche che ben lo contraddistinguono dagli altri supereroi.
Da appassionato non posso che sperare in una sua riconferma per il prossimo capitolo, che sulla carta si preannuncia molto avvincente.
Se provate a collegare il finale di “Iron Man” con questo, capirete il motivo di questa mia affermazione.

Namor

 
Di smarty (del 02/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1690 volte)
Titolo originale
Gegen die Wand
Produzione
Germania, 2004
Regia
Fatih Akin
Interpreti
Birol Unel, Sibel Kekrilli, Catrin Striebeck, Cem Akin, Hermann Lause
Durata
123 minuti

Dopo aver visto questo film che vinse l'Orso d'Oro a Berlino nel 2004 ho deciso di chiudere con il cinema tedesco. Chi afferma che si affronta una storia d'amore tenera e dura al contempo nel contesto sociale dei turchi di Amburgo ha una visione quanto mai ottimistica, a mio giudizio ovviamente. Personalmente ho fatto fatica ad arrivare alla fine, anzi per la verità dopo 2 minuti volevo cambiare, forse non era serata, ma attendere di vedere come i protagonisti trovino un nuovo modo di suicidarsi non fa per me. Cahit, turco senza famiglia, vive tutta la sua giornata ubriacandosi, nello sporco e nella depressione più totale, cerca sempre di azzuffarsi con qualcuno, finchè volontariamente a tutta velocità si schianta con la sua macchina contro un muro. Nell'ospedale psichiatrico incontra per caso Sibel, o meglio è Sibel che spudoratamente si introduce nella sua vita, anche lei turca ma da anni in Germania ha appena tentato di suicidarsi tagliandosi le vene per scappare dalla sua famiglia in cui gli uomini comandano ed in questo modo li ha offesi davanti a tutta la comunità. Sibel propone a Cahit di sposarla per avere una copertura e vivere una vita libera anche sul piano sessuale. Il loro già dagli inizi è un matrimonio destinato all' autodistruzione: alcol, droga, violenza e quant'altro ci si possa inventare per umiliarsi, anche se pian piano nella confusione dei sentimenti si intravede ogni tanto una lucina debole debole di lucidità.

Smarty

 
Di Darth (del 01/07/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1788 volte)
Titolo originale
The Bucket List
Produzione
USA 2007
Regia
Rob Reiner
Interpreti
Jack Nicholson, Morgan Freeman, Sean Hayes, Beverly Todd, Rob Morrow, Alfonso Freeman, Serena Reeder, Ian Anthony Dale, Christopher Stapleton
Durata
93 minuti
Trailer

Se, dopo gli esami clinici di rito, vi diagnosticassero poco più di un mese di vita e aveste un immenso patrimonio, cosa fareste?
Se avete risposto "beneficenza" avete tutto il mio consenso, ma la stragrande maggioranza opterebbe per “godersi gli ultimi giorni rimasti”. Uno di questi è Edward (J. Nicholson), che, ricoverato nel reparto di oncologia di una delle sue cliniche private, gli viene diagnosticata l’imminente dipartita. Nel letto di fianco, nelle medesime condizioni e con la stessa triste prospettiva, vi è Carter (M. Freeman). I due, nonostante la differenza sociale e caratteriale diventano compagni di sventura e, da qui, nasce l’idea di comporre una lista di cose da fare prima di morire (da qui il titolo originale più profondo “The Bucket List”). La lista è composta da cose frivole (come lanciarsi con un paracadute) e da cose frivole (vedere qualcosa di maestoso). L’unico punto interessante è aiutare un perfetto sconosciuto ma va da se che è riferito ai due protagonisti che non si conoscevano prima di incontrarsi in ospedale.
Davvero una delusione cocente questo “Non è mai troppo tardi”: nello stesso film l’interprete di “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, quello di “Le ali della libertà”, diretti dal regista di “Codice d’onore” danno alla luce un film mediocre, che non diverte, non commuove e non entusiasma.
Come si può trattare un tema come i malati terminali di cancro così superficialmente avendo a disposizione due tra i migliori attori di Hollywood? E soprattutto, se si è voluto creare una sceneggiatura leggera, perché non sforzarsi di creare una bucket list con qualcosa di sensazionale anziché far girovagare i due vecchi attori per le rotte turistiche più scontate (le piramidi, il safari, Hong Kong, il Taj Mahal, l’Everest…)? Verso la fine c’è anche la morale disneyana sull’importanza della famiglia e che i soldi che non danno la felicità… mazzata finale di un’opera non lascia niente se non il rammarico di un’enorme occasione sprecata.

Darth

 

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