BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di nilcoxp (del 02/06/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1882 volte)
Titolo originale
King of California
Produzione
Messico, USA 2007
Regia
Mike Cahill
Interpreti
Michael Douglas, Evan Rachel Wood, Willis Burks II, Laura Kachergus, Paul Lieber, Kathleen Wilhoite
Durata
90 minuti
Trailer

Charlie è un musicista jazz che in seguito a disturbi mentali è stato rinchiuso in un istituto per due anni. Alla sua uscita ad aspettarlo c'è la figlia, una ragazza che si è trovata a dover crescere troppo in fretta a causa di una famiglia inesistente: la madre scappata ed il padre perso nel suo mondo musicale. Carattere forte ha superato i momenti difficili, si è trovata un lavoro (bellissimo quando la si vede fare la cassiera al Mc Donald), e si è comprata un'automobile (un catorcio a cui è molto affezionata). Il ritorno del padre comporterà lo stravolgimento del suo stile di vita: le farà cambiare lavoro, le venderà la macchina e le farà perdere l'appartamento. Tutto nella ricerca di un ipotetico tesoro che il genitore crederà di aver scoperto. Ovviamente non vi dirò il finale che vi assicuro non scontato come si potrebbe credere. Questa ricerca effettuata da uno squilibrato, in alcuni momenti mi ha ricordato un altro film: "La leggenda del Re Pescatore". E finalmente ho potuto gustarmi una buona prova attoriale di Michael Douglas, cosa che non vedevo da molto tempo. Brava anche Evan Rachel Wood nel ruolo della figlia che non ha vissuto una vera infanzia per dover seguire un padre immaturo ed instabile. Film che merita. Baci a tutti gli svitati.

nilcoxp

 
Di slovo (del 31/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1751 volte)
Titolo originale
Vision Quest
Produzione
USA 1985
Regia
Harold Becker
Interpreti
Matthew Modine, Linda Fiorentino, Michael Schoeffling, Ronny Cox, Daphne Zuniga, Madonna, Forest Whitaker
Durata
105 minuti

La pellicola che mi accingo ad estrarre dalla mia capsula del tempo sarà forse ricordata per una serie di curiosità che la caratterizzano più che per il suo valore cinematografico, ma per un breve periodo fu oggetto di culto nella cerchia a cui appartenevo da adolescente. Debbo riconoscere che se ancora intravedo del bello in “crazy for you” è grazie al teen-ager che tenacemente sopravvive in me.
Il titolo con cui fu distribuito nel nostro paese e con cui si distingueva dalla consueta italianizzazione, faceva eco al brano di Madonna compreso nella colonna sonora: sarà parso un elemento di maggior richiamo rispetto agli allora non conosciutissimi attori protagonisti (Linda Fiorentino era al debutto come attrice e il giovane Matthew Modine si sarebbe consegnato alla storia del cinema solo due anni più tardi) e in effetti la buzzicona compare in un cameo, interpretando sè stessa mentre si esibisce in un localino.
La trama e gli sviluppi non si discostano più di tanto dalle linee guida del genere sportivo-romantico-teenager americano (chi era abbastanza grande negli anni ottanta ricorderà certamente il filone): Louden Swain è una giovane promessa nella squadra di lotta del suo liceo. Ogni giorno si sottopone ad estenuanti allenamenti per perdere peso e poter sfidare il campione di categoria della scuola avversaria, un invincibile bestione teutonico liberamente ispirato ad Ivan Drago. Un giorno, la bella Carla irrompe nella vita del ragazzo portando con sé non poco sconquasso…
Determinazione contro forza bruta, perseveranza e rettitudine, (buoni) sentimenti e piccoli disagi giovanili su una strada illuminata dai sani principi dello sport: tutti gli ingredienti sono dosati sapientemente per scivolare in maniera piacevole e rassicurante - malgrado il film abbia lo spessore di una telenovela già vista un po’ troppe volte, non si può dire inguardabile, onestamente.
E la prova degli attori è in generale dignitosa… e la colonna sonora è quanto di meglio l’AOR dell’epoca potesse offrire in fatto di produzione adrenalinica, esclusi ovviamente i due pezzi della balorda…
Da rivedere se sono passate un paio di decadi dall’ultima volta, in ogni caso consigliato solo a completisti e studiosi.

slovo

 
Di Sansimone (del 30/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1346 volte)
Titolo originale
Il divo
Produzione
Italia 2008.
Regia
Paolo Sorrentino
Interpreti
Toni Servillo, Anna Bonaiuto, Giulio Bosetti, Flavio Bucci, Carlo Buccirosso, Giorgio Colangeli, Piera Degli Esposti, Alberto Cracco, Lorenzo Gioielli, Paolo Graziosi, Gianfelice Imparato, Massimo Popolizio, Aldo Ralli, Giovanni Vettorazzo
Durata
110 minuti

Ero molto curioso di vedere questo film di Sorrentino su Andreotti, lo ero ancora di più dopo che ha vinto il premio della giuria a Cannes.
L’ho visto e mi ha deluso, perché girare un film grottesco per raccontare la vita di un politico? Questo principalmente mi ha lasciato interdetto. Intendiamoci sia dal punto di vista degli attori sia dal punto di vista della realizzazione del film( regia, montaggio, colonna sonora, ecc) è un ottimo prodotto ma, perché la decisione di raccontare la vita d’Andreotti in modo cosi strano, forse per riuscire ad accentuare le spigolature del personaggio, oppure per non fare un film di stampo documentaristico e non annoiare il pubblico? Non lo so?
Nel film si trovano tracce di registi passati che, hanno fatto del cinema politico il loro vanto ( esempio Rosi imitato nell’uso dei flash back), però per quanto mi riguarda questo non rientra nella categoria dei film politici.

SanSimone

 
Di Namor (del 29/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1134 volte)
Titolo originale
Jumper
Produzione
USA 2008
Regia
Doug Liman
Interpreti
Hayden Christensen, Jamie Bell, Diane Lane, Samuel L. Jackson, Michael Rooker, Rachel Bilson, Max Thieriot, AnnaSophia Robb.
Durata
88Minuti
Trailer

L’impacciato studente David Rice (Hayden Christensen) trovandosi in una situazione di estremo pericolo fa un’incredibile scoperta, quella di essere in grado di teletrasportarsi da un luogo all’altro, per lui è sufficiente visionare l’immagine di una località nella quale vorrebbe andare, oppure un posto dove è stato almeno una volta, per balzarci alla velocità di un battito di ciglia. Dopo svariati anni di uso poco legale del potere natio, si ritrova ad essere oggetto di caccia da parte di un gruppo di estremisti religiosi chiamati i Paladini. Il loro intento, è quello di trovare ed annientare senza misure i loro nemici secolari, identificati in coloro i quali hanno il dono del teletrasporto, meglio conosciuti col nome di Jumper.
A dirigere questa fantavventura tratto dai romanzi “Jumper” e “Reflex” dello scrittore Steven Gould, è il regista con vocazione del cinema d’azione Doug Liman (sua la regia di “The Bourne Identity”).
Visionando il film si intuisce da subito questa sua passione, i ritmi sono adrenalinici, come l’uso dei frequenti ed obbligatori effetti speciali, ma questo non vuol dire che per fare un buon prodotto d’azione sia sufficiente mettere in bella mostra solo queste due essenziali ed importanti componenti, essenziali sicuramente, ma non fondamentali per la buona riuscita di un degno action-movie.
Jumper” a mio parere non è riuscito ad incidere positivamente per due fattori molto importanti, il primo è la trama, nonostante ci abbia lavorato il richiestissimo sceneggiatore David Goyer (“Blade”, “Batman Begins”), risulta troppo convenzionale e superficiale, il secondo motivo è la recitazione del cast, a parte la discreta performance di Samuel L. Jackson e dell’altro saltatore presente nel film, Jamie Bell ( il ragazzino protagonista di “Billy Elliot”), gli altri, compreso Christensen offrono una prova senza convinzione, oserei dire, per certi versi, quasi dilettantesca.
Ad ogni modo vedremo se queste gravi lacune presenti nel capitolo appena uscito, si ripercuoteranno sulla realizzazione dei due che seguiranno. Fare peggio del primo, sarebbe veramente un’impresa!

Namor

 
Di Darth (del 28/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 5382 volte)
Titolo originale
Hitman
Produzione
Francia, USA - 2007
Regia
Xavier Gens
Interpreti
Timothy Olyphant, Dougray Scott, Robert Knepper, Olga Kurylenko, Ulrich Thomsen, Michael Offei
Durata
100 minuti
Trailer

Chi è appassionato di videogiochi non può non conoscere “Agente 47”: personaggio principale di una (finora) tetralogia nata nel 2000 con il videogame “Hitman: Codename 47”.
Nel videogame il player impersona un uomo creato per essere un assassino perfetto: marchiato con un codice a barre sulla nuca di un cranio rasato, sempre vestito elegantemente con un completo nero e la cravatta rossa. Lo scopo del gioco è eseguire i vari omicidi per i quali si è assoldati, ogni volta più difficili, in cui non conta solo l’abilità ma anche l’ingegno.
Per la trasposizione su pellicola sono stati ingaggiati due (quasi) debuttanti: il regista francese Xavier Gens, e l’attore Timothy Olyphant, al suo primo ruolo come protagonista. La trama del film riprende molto bene l’atmosfera creata per il videogioco, con un Olyphant ottimo nell’interpretazione del mitico “47”, sia come somiglianza, sia come carisma. Altro punto a favore di questo lungometraggio è la sceneggiatura, scritta dando molto spessore ai personaggi, cosa abbastanza rara in film ispirati dai videogame (basti pensare a Tomb Raider o Mortal Kombat…). E così che, quando si trova a dover uccidere l’affascinante Nika Boronina, il killer ritrova un po’di umanità e, pur mantenendo invariato il proprio stile spietato, decide di risparmiarla e portarla con se…
Personalmente lo ritengo un film discreto, nonché una delle migliori trasposizioni cinematografiche di un personaggio digitale.

Darth

 
Di smarty (del 27/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1660 volte)
Titolo originale
Elsa y Fred
Produzione
Spagna, Argentina 2005
Regia
Marcos Carnevale
Interpreti
China Zorrilla, Manuel Alexandre, Blanca Portillo, José Angel Egido, Roberto Carnaghi
Durata
colore 108 minuti

Commedia semplice ed “effervescente”, proprio come il titolo, una storia d’amore come tante se non avesse come protagonisti Elsa, 82 anni e Alfredo 77 anni. Non è mai troppo tardi per amare e non è mai troppo tardi per prendersi cura della propria felicità. Questo il messaggio e la lezione di vita che Elsa insegnerà a Fred per tutta la durata del film. Ho trovato il film semplicemente delizioso e, anche romantico se vogliamo, con un sincero omaggio al capolavoro di Fellini “La Dolce Vita”. Sì perché Elsa per tutta la vita ha sognato di incontrare il suo “Marcello” e rivivere la famosissima scena della fontana di Trevi e quando Alfredo, ipocondriaco e malinconico vedovo, viene a vivere di fronte al suo appartamento, Elsa ritroverà la sua ragione di vita e tramite quell’effervescenza adolescenziale per cui è e rimarrà famosa contagerà il co-protagonista offrendogli la possibilità di rifarsi del tempo perduto. Nonostante la classica struttura narrativa il film è allegro, soprattutto per le “bravate” di Elsa, e porta all’attenzione dello spettatore il pregiudizio che dopo una certa età non si debba più avere il diritto di innamorarsi e di godere appieno della vita, quando invece, se non si hanno particolari problemi di salute, la vecchiaia offrirebbe tutto il tempo per farlo.

Smarty

 
Di nilcoxp (del 26/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2423 volte)
Titolo originale
Gomorra
Produzione
Italia 2008
Regia
Matteo Garrone
Interpreti
Toni Servillo, Gianfelice Imparato, Maria Nazionale, Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Salvatore Abruzzese, Marco Macor, Ciro Petrone, Carmine Paternoster
Durata
135 minuti
Trailer

Sono diversi giorni che per motivi di lavoro devo restare a Genova. Una sera, i miei colleghi decidono di andare a vedere “Gomorra”, e anche se non del tutto convinto, mi aggrego a loro. Pensavo al solito film italiano degli ultimi tempi: regia televisiva, qualche raccomandato che crede di saper recitare, e così via. Invece…piacevolmente sorpreso (per fortuna ogni tanto mi capita), mi sono gustato tutti i 135 minuti della pellicola. Una regia interessante, attori che ben si sono comportati, e una scelta stilistica-estetica che secondo me ha pagato. Tutti voi saprete che il film è tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano, e che narra di quel mondo particolare che è la periferia napoletana: ben rappresentata in tutte le sue sfaccettature crude e violente. Qui lo squallore urbano è lo squallore della vita stessa di quelle persone che per loro sfortuna si trovano a nascere e vivere in quel contesto. Ma quanta fortuna ci vuole a venire al mondo nel posto giusto? Sembra di assistere ad un documentario, solo che al posto degli animali abbiamo uomini, e noi siamo spettatori di questo orrore. Perché orrore è la parola giusta per descrivere quelle situazioni che sembrano tanto lontane da noi, ma che non lo sono affatto. L’uso dei sottotitoli è necessario per seguire i dialoghi, altrimenti incomprensibili. L’unica cosa che ho detestato nel film, ma non perché sbagliata, ma solamente per una mia personale valutazione, è quella schifosa musica napoletana che accompagna le immagini dei protagonisti. Per rendervi l’idea, è la stessa che si sente da quei camion ambulanti che vendono frutta e verdura per le strade: odiosa!!! Gran bel film che vale la pena vedere. Piccolo appunto di fine recensione (non sarei io altrimenti): come mai a Genova ho pagato l’entrata euro 5,50 ed ero seduto su poltrone che mi ricordavano quella di casa mia tanto erano comode, e a Sanremo devo pagare di più per stare scomodo, e molte volte in sale non insonorizzate (con il risultato di sentire gli spari dell’altro film per esempio) ? Cambiate città per andare al cinema, vi conviene!!! Baci contaminati a tutti.

nilcoxp

 
Di Namor (del 22/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1251 volte)
Titolo originale
Mongol
Produzione
Kazakhistan, Russia, Germania 2007.
Regia
Sergej Bodrov
Interpreti
Tadanobu Asano, Honglei Sun, Khulan Chuluun, Odnyam Odsuren, Aliya, Ba Sen.
Durata
120 Minuti
Trailer

Dopo essersi avvalorato per svariati anni consultando preziosi documenti storici, il regista Russo Sergei Bodrov grazie alla realizzazione di “Mongol”, ci illustra la travagliata e sofferta infanzia fino alla maturazione del leggendario condottiero Gengis Khan.
Temugin questo il vero nome del famoso condottiero Mongolo, rimane orfano del padre, a sua volta capo tribù del suo villaggio, in età adolescenziale. Alla sua morte il giovane erede viene fatto schiavo in attesa di essere anch’egli giustiziato, secondo i canoni Mongoli dell’epoca. Ma il destino ha in serbo per lui altri progetti che andare incontro da una morte certa ed anonima… il resto come tutti sappiamo è storia!
Ad essere sinceri il film in questione mi ha lasciato un senso di incompiuto, trovo che sia troppo incentrato sulle sofferenze subite nel corso della sua vita pro Khan, non dico che non sia interessante sapere la genesi per diventare il più grande dei Khan (capo) che il popolo Mongolo abbia mai avuto, ma una volta sorbita questa versione passiva del famoso condottiero, mi sarebbe piaciuto vedere anche la versione più autoritaria, di come rese possibile attuare, partendo da solo, la stupefacente conquista di mezzo mondo.
Ad ogni modo questa mia personale osservazione non vuole essere una bocciatura, alla critica la pellicola è piaciuta ed in parte anche a me.
Da annotare la stupenda fotografia che ha reso ancora più suggestivi i luoghi dove videro realmente le gesta di Gengis Khan, peccato che questa pregevole oculatezza del suo autore, vada ad impattarsi contro i dialoghi un po’ troppo asciutti per una pellicola che ha come tema la storia.

Namor

 
Di nilcoxp (del 19/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 3320 volte)
Titolo originale
Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella
Produzione
Italia 1973
Regia
Nando Cicero
Interpreti
Gina Rovere, Erika Blanc, Marisa Mell, Elena Fiore, Carlo Giuffrè, Nino Vingelli, Adriana Facchetti, Renato Pinciroli, Ugo Fangareggi, Nino Terzo, Adolfo Belletti, Gino Pagnani, Giacomo Rizzo, Michele Cimarosa, Carla Mancini, Alfonso Tomas, Consalvo Dell’arti, Renato Malavasi
Durata
85 minuti

Rovistando tra roba vecchia varia, ho trovato la videocassetta di questo film, che non ricordavo di aver mai visto, così me lo sono guardato. E’ la storia di Michele (Carlo Giuffrè), un napoletano sposato, che vive truffando le vedove ereditiere. Mette gli annunci sul giornale, corrisponde a quelli che sembrano fare al suo caso, e spacciandosi per vedovo estorce loro dei soldi. Con quel ricavato mantiene moglie e prole (una bella Erika Blanc che non fa mai uscire di casa). Un giorno però lui perde la testa per una modella (Marisa Mell), la quale prima gli tende un tranello con un gruppo di femministe, poi lo convince a procurarle dei soldi (verrà scoperto e messo in galera), infine va ad abitare a casa sua e…ovviamente il finale non ve lo dico! Va subito precisato che non è un filmone, anzi, il talento di Giuffrè si può dire sprecato in questa pellicola che risulta molto superficiale, piena di luoghi comuni, e dai toni volgari tipici di una commedia leggera leggera. Detto questo vi informo che è comunque guardabile e piacevole (al contrario di quella “merda” di 3ciento che ho recensito la settimana scorsa). E poi ve lo voglio confidare…mi faceva piacere ricordare un attore che ha dato molto al cinema italiano, anche se questo non gli è sempre stato riconosciuto, e che ha raggiunto il 3 dicembre 2007 la veneranda età di 79 anni. Complimenti !!! Baci lievemente difettosi a tutti

nilcoxp

 
Di Darth (del 14/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1019 volte)
Titolo originale
Lars and the Real Girl
Produzione
USA 2007
Regia
Craig Gillespie
Interpreti
Ryan Gosling, Patricia Clarkson, Emily Mortimer, Kelli Garner, Paul Schneider, Boyd Banks
Durata
106 minuti
Trailer

Lars è un ragazzo con problemi di socializzazione, vive nel garage adiacente la propria casa usufruita dal fratello e da sua moglie in un paesino del Wisconsin. Timido ed introverso fino all’eccesso, Lars rinnega qualsiasi contatto fisico con chiunque, provando dolore fisico quando viene toccato da chicchessia. Il fratello e la nuora cercano di scuoterlo, e si rallegrano moltissimo quando, una sera, il giovane appare alla loro porta entusiasta per avere una ragazza in garage… una donna straniera, che non parla l’inglese, costretta su una sedia a rotelle. La gioia dei familiari si tramuta in sgomento appena Lars gli presenta Bianca: una Real Doll.
Le vicende che si susseguono non sono demenziali, come si potrebbe supporre dal tipo di situazione… anzi! Il film non tocca mai l’uso reale per il quale sono vendute le Real Doll (il sesso) ma si sofferma sul rapporto di coppia inventato dalla mente malata di Lars. La dottoressa del paese, prende in cura il giovane con la scusa di una malattia della bambola, così che Lars, accompagnando la sua ragazza dal medico, viene ascoltato da lei. Essendo che, l’unico rimedio è assecondare la percezione distorta della realtà di Lars, il paese dovrà avere a che fare con Bianca… dalla pettinatrice, al parroco tutti devono far finta che la bambola sia viva…
Lars e una ragazza tutta sua”, candidato all’oscar come miglior sceneggiatura originale, è una commedia quasi romantica, incentrata sui difficili rapporti col prossimo per chi non è sufficientemente forte da sostenere i ritmi di questa società. Interpretato in maniera splendida da Ryan Gosling, il personaggio di Lars riesce ad intenerire tutti: sia nella sceneggiatura, sia gli spettatori. Piacevole, anche se scontato il finale, e memorabile la scena del suo primo approccio ad una vera ragazza, con la respirazione artificiale praticata all’orsetto di peluche di lei.
Un’opera discreta, una commedia gradevole per tutta la famiglia.

Darth

 
Di nilcoxp (del 12/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1742 volte)
Titolo originale
Meet the Spartans
Produzione
USA 2008
Regia
Jason Friedberg, Aaron Seltzer
Interpreti
Sean Maguire,Carmen Electra, Kevin Sorbo, Method Man, Diedrich Bader,Ken Davitian
Durata
84 minuti
Trailer

Sono in un momento particolare della mia vita, soggetto a stress e stanchezza. Allora mi convinco a guardare film che ritengo leggeri per passare una serata senza pensieri. Ma non è così, la leggerezza non si misura con la mancanza di qualità, anzi, molte volte è proprio lo spessore di un film che determina la piacevolezza e la scorrevolezza dello stesso. Quindi dopo aver guardato per ottantaquattro minuti una parodia fasulla di un film che avevo trovato discreto (300), l’unico desiderio che avevo era picchiare qualcuno!!! Ho pensato allora che invece di sprecare molte parole per descrivere la schifezza che avevo visto, di usarne un’unica che le riassumesse tutte: merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda merda. Più chiaro di così!!! Baci maleodoranti a tutti.

ps: questa recensione la dedico a Namor

nilcoxp

 
Di smarty (del 10/05/2008 @ 05:00:00, in Cinema, linkato 1264 volte)
Titolo originale
Lezioni Di Cioccolato
Produzione
Italia, 2007
Regia
Claudio Cupellini
Interpreti
Luca Argentero, Violante Placido, Hassani Shapi, Neri Marcoré, Carlo Gabardini, Monica Scattini, Francesco Pannofino, Ivano Marescotti
Durata
99 minuti
Trailer

Si ritorna finalmente alla commedia all’italiana che non sia quella dei film pre-natalizi De Sica & Boldi. Il regista Claudio Cupellini è riuscito, partendo da una storia leggera e prevedibile, a rendere il film divertente, scevro di qualsiasi volgarità e ricco di elementi d’attualità. Ma veniamo alla storia: Mattia (Luca Argentero), geometra ambizioso, titolare di una piccola impresa edile che lavora in tutti i sensi a risparmio, a causa di un incidente sul cantiere del suo manovale egiziano Kamal (Hassani Shapi),assunto in “nero”, perderà momentaneamente la sua identità per evitare una denuncia. Sarà costretto quindi ad assecondare i “ricatti” di Kamal e a partecipare al corso organizzato da una grande e famosa azienda dolciaria che ha per premio un finanziamento per aprire una cioccolateria. Mattia, insofferente alle esigenze del prossimo, diventerà Kamal a tutti gli effetti e insieme ad altri 6 dilettanti, ma già esperti cioccolatai, seguirà di giorno la scuola e le lezioni del Maestro d’Arte Cioccolatiera (Neri Marcorè) e contemporaneamente i lavori sul cantiere, mentre di notte sarà costretto alle ripetizioni di cioccolato della prima della classe Cecilia (Violante Placido). Un ritmo allegro, ricco di gag, in cui si intrecciano temi sociali, scene d’equivoci, storie d’amore. Tutti gli attori hanno ottimi tempi comici e interpretano i propri ruoli con grande naturalezza e autenticità, grazie anche a dialoghi brillanti e divertenti, che riescono a far ridere in modo intelligente. Si esce dal cinema con il sorriso sulle labbra e una gran voglia di cioccolato.

Smarty

 
Di Namor (del 08/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1850 volte)
Titolo originale
Iron Man
Produzione
USA 2008
Regia
Jon Favreau
Interpreti
Robert Downey Jr., Terrence Howard, Jeff Bridges, Shaun Toub, Gwyneth Paltrow.
Durata
126 Minuti
Trailer

Dopo aver presentato un nuovo missile alle forze armate americane in medioriente, Tony Stark, l’industriale bellico ed inventore dell’arma, nel far ritorno in aeroporto insieme a tutto il convoglio militare, viene attaccato e fatto prigioniero da un contingente di ribelli Afghani. Al prezioso ostaggio viene proposto, o per meglio dire obbligato a creare il nuovo razzo in cambio della sua vita ma, mentre fa crendere questo, in realtà Stark si metterà al lavoro per creare un’armatura che gli consentirà di fuggire ed eliminare gran parte dei suoi carcerieri. Dopo essere stato testimone delle enormi atrocità che causa la guerra, al suo ritorno in America decide di sospendere la produzione di armi e convogliare le ingegnose risorse delle industrie Stark in scopi più redditizi e pacifici per il genere umano. Il suo nobile progetto però non tarderà a creare il primo nemico, il suo braccio destro e top executive Obadiah Stane il quale tenterà in tutti i modi di non perdere il potere acquisito durante la sua lunga militanza all’interno delle industrie Stark. E, mentre Tony Stark materializzerà questo concetto pacifista dando origine alla nascita di Iron man, con il perfezionamento della sua strabiliante armatura, il suo rivale non resterà inattivo, dal momento che anch’egli in gran segreto sta progettando un roboante clone di Iron Man, grazie ai disegni e ai resti della vecchia corazza usata da Stark per la fuga nel deserto.
Un altro dei mitici supereroi della Marvel approda su grande schermo, ad essere proposto stavolta è Iron Man il supereroe atipico per eccellenza, viste le sue origini, poiché i suoi superpoteri non derivano da mutazioni genetiche ma solo ed esclusivamente dalla sua super tecnologica armatura rosso-oro.
Il mitico Stan Lee nel 1963 per creare il multimilionario playboy Tony Stark, si ispirò alla iconica figura del plurimiliardario appassionato di volo, Hovard Hughes. Ad impersonare l’esordiente “Iron Man” nei panni di Tony Stark é stato chiamato l’attore Robert Downey Jr. offrendo una prova più che soddisfacente nelle vesti di action-hero, mentre un inedito Jeff Bridges riveste molto bene i panni del cattivo Obadiah Stane alias Iron Monger, altri due nomi eccellenti chiudono il cast, Gwyneth Paltrow nel ruolo di Pepper Pots la segretaria personale di vecchia data di Stark, ed infine il suo fidato amico e aggancio militare Rodhey interpretato da Terrence Howard. Come film d’esordio di questa annunciata trilogia lo si può ritenere soddisfacente, grazie agli effetti speciali della Industrial Light & Magic che rendono molto piacevole la sua visione, facendo dimenticare (ma non del tutto) una sceneggiatura fin troppo usuale per questo tipo di pellicole.
Ho notato con rammarico l’assenza del suo nemico per eccellenza, il temibile Mandarino, ma capisco e condivido la scelta che hanno adottato gli sceneggiatori in questo caso, essendo il primo film di Iron Man era giusto dare più spazio alle sue origini, includendo come cattivo di turno il meno prestigioso Obadiah Stane, a discapito del più carismatico Mandarino.
Questa prestigiosa mancanza spero sia più di una premessa per migliorare qualitativamente il secondo capitolo su Iron Man, da parte degli sceneggiatori.
Un’ultima cosa, se avrete la pazienza di sorbirvi gli interminabili titoli di coda, c’è una piccola sorpresa che farà molto piacere agli amanti del mondo Marvel.

Namor

 
Di kiriku (del 06/05/2008 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 1143 volte)
Titolo originale
Shooting Silvio
Produzione
Italia 2006
Regia
Berardo Carboni
Interpreti
Federico Rosati, Melanie Gerren, Sofia Vigliar, Alessandro Haber, Antonino Iuorio, Giovanni Visentin, Marco Travaglio
Durata
96 min.
Trailer

Prima di dare un giudizio su questo film bisogna avere alcune informazioni essenziali. Il film uscito nel 2006 è l’opera prima del giovane regista Berardo Carboni, le riprese sono durate praticamente solo un mese ed è costato 140.000,00 euro di spese vive e 250.000,00 euro per i compensi alla troupe che ha accettato la formula “in partecipazione”, in poche parole di percepire i soldi solo in caso di incassi. Il denaro ovviamente, visto il contenuto del film, non è stato ottenuto tramite le solite vie ma attraverso feste e vendite di gadget, piccoli investitori interessati al progetto e grazie anche alla casa di produzione Kublakhan di Umberto Massa specializzata in film italiani indipendenti e d’autore. Girato, immagino per motivi meramente economici, in qualità minidv. Questi dati sono importanti semplicemente per il fatto che giudicare un’opera come questa senza tenere conto degli inevitabili limiti porterebbe ad una valutazione errata o quantomeno imprecisa . Ma veniamo al dunque. Kurz è un giovane scrittore benestante ed eccentrico, rimasto orfano vive in una grande casa eredita dopo la morte dei suoi genitori. Orfano anche di punti riferimento conduce una vita emotivamente disagiata e contorta, cerca conferme e appoggio ma tutto quello che trova nelle persone a lui vicine e solamente inettitudine. L’unica sua certezza è la consapevolezza che l’origine del suo malessere e di tutti  i mali che affliggono la nostra società ha un volto solo: Silvio Berlusconi. Una volta individuato il problema non rimane che risolverlo. Inizialmente progetta di pubblicare un libro di cento pagine, ognuna scritta da una persona differente che metterà nero su bianco un modo e un motivo per distruggere il potere di Berlusconi. Una volta resosi conto che sperare in una debacle del nemico attaccandolo in un campo, quello dell’informazione, in cui è il padrone assoluto, è inutile e controproducente, prende la decisione di eliminarlo fisicamente. Il regista confeziona un prodotto valido nonostante i limiti evidenti di recitazione e di una sceneggiatura che a volte, soprattutto nei primi minuti, presenta delle effrazioni narrative e degli argomenti banalizzati all’eccesso. Riesce invece a non cadere nell’errore di forzare troppo la mano nel rappresentare Berlusconi secondo una visione personale, questo compito lo affida ad immagini di repertorio che ha saputo integrare e fondere egregiamente con il resto della pellicola. Il suo scopo è quello di “raccontare il disagio di una generazione che non si rispecchia in un certo tipo di società”. Quello che personalmente non condivido è l’idea che il cavaliere di Arcore sia l’origine di tutti i mali. Credo invece che sia il frutto di una società che ha paura della sua stessa ombra, di una mentalità corrotta e provinciale diffusa in tutto il paese e che non ha interesse a un benessere collettivo. Il discorso sarebbe lungo e finirebbe inevitabilmente nella retorica. Nel film ci sono diversi cammei ;quello di Remo Remotti , quello di Alessandro Haber e quello che mi è piaciuto di più  di Marco travaglio che, durante un intervista fattagli da Kurz, cita una frase di Giorgio Gaber che riassume bene la situazione odierna: “ ciò che preoccupa non è Berlusconi in se, ma  Berlusconi in me”. Un bacio a tutti gli unti dal Signore!

kiriku

 
Di nilcoxp (del 05/05/2008 @ 05:00:00, in cinema, linkato 926 volte)
Titolo originale
The Darjeeling Limited
Produzione
USA 2007
Regia
Wes Anderson
Interpreti
Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartzman, Anjelica Huston, Amara Karan, Camilla Rutherford, Irrfan Khan, Bill Murray, Natalie Portman
Durata
91 minuti
Trailer

Quando il treno viaggia verso una meta indefinita con i titoli di coda che contemporaneamente scorrono sullo schermo, mi dico: “Noo, è già finito?”. Eh già, me lo sono gustato tutto d’un fiato, anche io sono stato portato in viaggio su questo convoglio stupendo su terre incantevoli. Tre fratelli si ritrovano a bordo di un treno che attraversa l’India, in un viaggio organizzato dal maggiore dei tre dopo un silenzio tra di loro durato un anno, data del funerale del padre. Il programma prevede delle visite da effettuare durante le soste alle stazioni, per ritrovare un equilibrio nelle loro relazioni. Il più grande dei tre, Francis (Owen Wilson), ha la testa fasciata causa un incidente in moto. Peter ( Adrien Brody) è scappato dalla moglie ad un mese del parto, e Jack (Jason Schwartzman) è uno scrittore di poca cosa con problemi sentimentali (da notare che quest’ultimo ha collaborato sia al soggetto che alla sceneggiatura del film). E’ il classico viaggio che trascende la materialità del mezzo e della destinazione per arrivare alla scoperta del proprio io e della propria strada. Il treno poi è forse il compagno ideale di questo percorso nel suo scorrere lento ed indefinito, e il paesaggio sembra sostenere il passeggero nel suo cammino. Un’India di una bellezza rarefatta, brulla e dura. Bella fotografia, con colori saturi ed intensi. Bello il soggetto, la sceneggiatura e con una scenografia molto curata. Bravi e credibili gli attori nei loro ruoli di adulti immaturi alla ricerca di un appoggio, ricchi ma senza un’ingombrante figura paterna, si ritrovano anche senza la figura materna, non perché muoia anche lei, ma perché inconsistente nel suo eterno fuggire. Un film dove si ride e ci si commuove in avvenimenti tragici, con dialoghi ben sviluppati pur nella loro originalità. Credo abbiate capito che questo è un gran bel film che vi consiglio caldamente, non vederlo sarebbe come perdere il treno, così come accade durante la sigla di inizio ad un robusto uomo d’affari (Bill Murray). Non è mai facile viaggiare dentro se stessi….

nilcoxp

 

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