BLOGBUSTER - cinema e musica
mail forum
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Darth (del 26/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2211 volte)
Titolo originale
Anch'io
Produzione
Italia 2007
Regia
Marco e Riccardo Di Gerlando
Interpreti
Cristina Dell' Orso, Ilenia Campione, Iaria Ridolfini, Beatrice Sculco, Anna Blangetti, Marisa La Vella
Durata
12 minuti
Trailer

Anch’io” è il nuovo cortometraggio realizzato dai talentuosi fratelli Marco e Riccardo Di Gerlando dell’ Associazione Sanremo Cinema. Di questi registi nostrani ho a memoria le opere “L’urlo”, “Il cinquantesimo cero” ed il recente “Favola di un cinema”.
Come per i precedenti, anche questo cortometraggio si distingue per l’eccellente qualità tecnica della regia e della fotografia. Paragonandole ad altri corti e/o lungometraggi realizzati amatorialmente, da registi indipendenti, le opere di Sanremo Cinema si discernono appunto per le inquadrature professionali (normalmente si vedono i classici primi piani da fiction televisiva) e per lo splendido utilizzo delle luci. Purtroppo però, anche quest’opera mantiene gli stessi difetti riscontrati nelle precedenti pellicole: la sceneggiatura che non convince e gli attori con poco talento (anche se le due protagoniste di questo corto sono leggermente sopra la media precedente) abbassano la qualità generale di “Anch’io”. Davvero un peccato, perché (anche questa volta) il tema trattato nel cortometraggio è importante, e palesemente si evince la passione per il cinema degli autori.
Mi permetto di muovere una critica da appassionato di cinema ai fratelli Di Gerlando: Quando, nel 2004, vidi i cortometraggi “L’urlo” ed “Il cinquantesimo cero”, rimasi stupito dalle loro capacità. Di conseguenza, le sceneggiature non perfette e l’utilizzo di amici al posto di attori passava in secondo piano. A distanza di tre anni però, mi pare che nulla sia cambiato: qualitativamente i prodotti di Sanremo Cinema mantengono sempre gli stessi limiti. Da sognatore quale sono, già tre anni or sono mi immaginavo i registi lanciati verso il “vero cinema” con produzioni sempre più coraggiose… speravo insomma divenissero almeno gli Eros Puglielli della riviera. Invece, mi addoloro a vedere che momentaneamente non riescono a fare il “salto di qualità” indispensabile per evolversi nel difficilissimo mondo del cinema.
Tornando all’opera in questione, “Anch’io” è un corto di indubbia qualità, decisamente consigliato a chi ancora non conosce le opere dell’associazione Sanremo Cinema, ed importante per il delicato tema trattato con (forse troppo?) garbo nella sceneggiatura.

Darth

 
Di nilcoxp (del 24/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1356 volte)
Titolo originale
Inland Empire
Produzione
USA, Polonia, Francia 2006
Regia
David Lynch
Interpreti
Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond, Diane Ladd, William H. Macy, Laura Harring, Jordan Ladd.
Durata
172 minuti
Trailer

Sapevo a cosa andavo incontro nel visionare questa pellicola, ma mi piace soffrire e quindi…172 lunghissimi ed interminabili minuti di immagini senza capo ne coda. E pensare che queste sono le parti migliori, perchè quella centrale è quasi inguardabile. Non si discute la bravura del regista, che confeziona un film di immagini e sensazioni, di incubi e incomprensioni. Questo porta lo spettatore a rinunciare quasi subito ad un’interpretazione classica del girato, costringendolo a seguire gli avvenimenti e a sentirseli addosso, complice una buona interpretazione della protagonista e una colonna sonora che ben accompagna (ed in alcuni momenti sovrasta) gli stati d’animo delle varie situazioni che scorrono davanti ai suoi occhi. L’udito è la vista sono i veri filtri che permettono alla mente di elaborare le proprie impressioni e sensazioni, positive o negative che siano. Forse è solo questo che D.L. (indubbiamente un uomo molto fortunato se può permettersi di fare un lungometraggio così) vuole da noi, o forse sono io che in maniera ottimistica credo ciò! Insomma guardatelo solo se siete ben disposti, visto che è difficile arrivare in fondo. Vi sfido…

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 23/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1068 volte)
Titolo originale
The Last Legion
Produzione
USA, Gran Bretagna, Francia, Slovacchia, Italia 2007
Regia
Doug Lefler
Interpreti
Colin Firth, Ben Kingsley, Aishwarya Rai, Peter Mullan, Kevin McKidd, John Hannah, Thomas Sangster, Iain Glen, Rupert Friend
Durata
110 minuti

Roma, anno 476 D.C. L’impero romano d’occidente sta crollando sotto l’azione dei barbari. I Goti invadono Roma e l’imperatore riesce a salvarsi e scappare solo grazie ad un manipolo di guerrieri a lui fedele….
Può un romanzo sugli antichi romani generare un buon film? Nel caso del” L’ultima legione” direi proprio di No. Questo film è stato liberamente tratto da un best seller di Valerio Massimo Manfredi, che personalmente non ho letto, ma conoscendo l’autore per altri lavori, presumo che sia un buon romanzo.
Al contrario il film è insufficiente sotto quasi tutti gli aspetti, dialoghi scialbi, storie dei personaggi non approfondite, anche tutte le battaglie che si susseguono durante la durata del film risultano tutte banali, l’unica che si può salvare è l’ultima almeno dal punto di vista della spettacolarità della scena.
Gli attori cercano di tenere la pellicola a galla mettendoci del loro, ma a causa di una sceneggiatura veramente superficiale sono travolti anche loro dalla banalità del film.
Il film nel suo insieme mi ricorda moltissimo i fantasy per ragazzini che andavano molto di moda negli anni 80, ma qualitativamente inferiore, in pratica consigliato per chi ha tempo da perdere e vuole farsi due risate. Sansimone

 
Di Namor (del 20/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1811 volte)
Titolo originale
Tom yum goong
Produzione
Thailandia 2005
Regia
Prachya Pinkaew
Interpreti
Tony Jaa, Petchtai Wongkamlao, Bongkoj Khongmalai, Xing Jing, Lateef Crowder.
Durata
77 Minuti
Trailer

Dopo aver recuperato la testa di una sacra statua, sgominando la malavita locale che l’aveva incautamente rubata in “Ong Bak”, la nuova star delle arti marziali Toni Jaa, ritorna nelle nostre sale con un nuovo film d’azione intitolato “The protector”. Questa volta deve vedersela con una pericolosa gang criminale, che gli uccide il padre per sottrargli un bellissimo esemplare di elefante, destinato a sua maestà il Re della Thailandia!
La trama di questo film, non si discosta molto dal precedente, nel quale il suo protagonista una volta subito il furto si recava in un altro continente facendosi giustizia alla sua maniera per riavere il maltolto, anzi diciamo pure che lo script è quasi uguale al primo, l’unica novità sono le eccellenti coreografie dei combattimenti, molto curate nei dettagli delle tecniche esibite.
Nonostante sia stato il primo film Thailandese ad arrivare quarto negli incassi al botteghino Americano, questo non fa di lui un buon prodotto, anzi diciamo pure il contrario, se le evoluzioni marziali nel quale si esibisce Toni Jaa sono strabilianti, la sua recitazione é l’esatto opposto, colpa anche di una sceneggiatura che sicuramente non lo aiuta. Secondo me, se desidera una carriera di attore longeva, sarebbe opportuno che frequentasse dei corsi di recitazione, ed in seguito trovasse case di produzione che abbiano un maggiore budget per potersi permettere sceneggiatori all’altezza di scrivere un discreto film. In sostanza per il grande salto, ci vorrebbe una produzione targata USA che investa sul suo enorme potenziale marziale. Visti i buoni risultati che il film ha ottenuto ai botteghini sia Americani che Italiani, io, se fossi in loro, ci farei più di un pensierino considerato che per i suoi illustri predecessori Jakie Chan e Jet Li, l’età del pensionamento si avvicina!

Namor

 
Di Darth (del 19/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2240 volte)
Titolo originale
Batoru rowaiaru
Produzione
Giappone, 2000
Regia
Kinji Fukasaku
Interpreti
Takeshi Kitano
Durata
122 minuti

<< All’alba del millennio, la nazione collassò. Con un tasso di disoccupazione del 15% 10 milioni di persone si ritrovarono senza lavoro. 800.000 studenti boicottarono le scuole. Gli adulti persero la loro autorità, ed iniziarono ad aver paura dei giovani, così alla fine si decise di varare il “Millennium Educational Reform Act” (anche conosciuto come: BR Act) >> Con questa prefazione, sulle note apocalittiche del “Requiem” di Mozart, inizia il film che ha scosso il Giappone.
La Battle Royale è una legge che sancisce che ogni anno una classe di liceali (estratta a sorte) venga sequestrata e mandata su un isola deserta. Attenzione, non sto parlando di un reality show, con un Pappalardo giapponese che finge di pescare… ma bensì di un gioco che prevede un massacro di adolescenti. La regola è semplice quanto assurda: ogni studente viene fornito di un’arma estratta a caso (può capitarti un binocolo come un mitra) e di un collare esplosivo. Sull’isola vengono trasportati 41 alunni (maschi e femmine): entro 3 giorni uno soltanto deve rimanere vivo. Se al termine del terzo giorno fosse presente più di un superstite, la “Battle Royale” termina senza un “vincitore” ed i sopravvissuti vengono eliminati tramite il collare esplosivo.
Questa storia è tratta dall’omonimo manga creato da Koushun Takami ed edito in 15 volumi; il regista Kinji Fukasaku successivamente ne acquista i diritti e lo trasforma in cult-movie. L’ho chiamato cult-movie perché in patria fece molto scalpore la sua produzione: inizialmente fu censurato da alcuni parlamentari (sostenuti dal primo ministro in persona), per l’inusuale splatter utilizzato in un film orientale (in alcuni combattimenti ricorda Kill Bill), e per le evidenti simbologie atte a criticare il governo nipponico per l’eccessiva competitività a cui sono sottoposti (fin dalla scuola) i propri giovani. Oltre a questo, c’è da tener conto che l’attore interpretante il professore che accompagna i suoi studenti al massacro, è forse il più quotato ed apprezzato regista contemporaneo giapponese: Takeshi Kitano: ovvio che, con una “pubblicità” come questa, il film in patria abbia sbancato i botteghini e sia diventato un vero cult per le nuove generazioni dagli occhi a mandorla.
A parere mio, il film è godibile: ha vaghe rassomiglianze con “Kill Bill” e “1997 Fuga da New York”, belle musiche ed una trama avvincente. Lo splatter non è ‘così tanto’ come lo hanno pubblicizzato i giapponesi, ma è dosato in modo giusto. Note meno positive sono le banali storie d’amore che nascono nei momenti più improbabili, alcune pecche narrative, ed il finale: troppo lieto per un opera con una simile trama! Ah… e soprattutto, che il dvd lo si trova momentaneamente solo in lingua originale con sottotitoli in inglese!

Darth

 
Di kiriku (del 18/09/2007 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 1030 volte)
Titolo originale
Shrek the Third
Produzione
U.S.A 2007
Regia
Raman Hui, Chris Miller
Interpreti
 
Durata
92 minuti
Trailer

Dopo aver visto i primi due non potevo non andare a vedere il terzo episodio della saga di Shrek. I dubbi erano tanti, la paura di spendere dei soldi per un lungometraggio scadente era più che mai legittima. Si sa come funzionano queste cose, le case produttrici quando creano un prodotto che funziona cercano di ricavarne più soldi possibili e spesso e volentieri a discapito della qualità. Questo film per quanto riuscito non fa eccezione. La trama non è male; l’orco verde e la moglie Fiona, dopo aver provato a governare con scarsi risultati, decidono di tornare alla loro palude dove poter vivere in pace. Ma dopo la morte del Re Harold, il loro progetto sembra irrealizzabile, Shrek allora decide di andare alla ricerca dell’ultimo erede, il cugino Arhur. Nel viaggio lo accompagnano Ciuchino e il Gatto con gli stivali. Durante la loro assenza il Principe Azzurro decide di usurpare il trono del Regno di Molto Molto Montano e per farlo raduna tutti i cattivi delle fiabe. Il resto della trama la lascio scoprire a voi. La sceneggiatura è buona, la colonna sonora come al solito è eccezionale e la grafica è notevolmente migliorata. La comicità e l’ironia sono le solite e le citazioni si sprecano. Nonostante tutte queste qualità il film, almeno a mio parere, risulta il più fiacco della trilogia. Probabilmente , dopo i primi due, essendo abituato appunto ad una certo tipo di umorismo l’impatto che questo ha avuto su di me non è stato lo stesso della prima volta. Tutto sommato però Shrek terzo risulta godibile e divertente. Ho letto da qualche parte che quasi certamente uscirà il quarto episodio e forse addirittura il quinto, speriamo rimangano solo delle voci. Buona visione a tutti!!!

Kiriku

 
Di nilcoxp (del 17/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1011 volte)
Titolo originale
Hot Fuzz
Produzione
Gran Bretagna 2007
Regia
Edgar Wright
Interpreti
Simon Pegg, Nick Frost, Jim Broadbent, Timothy Dalton, Paddy Considine, Rafe Spall, Edward Woodward,Billie Whitelaw, Anne Reid.
Durata
121 minuti
Trailer

Da quanto tempo non vedevo un film così! Un inizio comico, una parte centrale che gira sul thriller, un finale pirotecnico con sparatorie da vero action-movie. Il tutto ben dosato, con le tre parti che ben convivono tra loro, a dimostrazione che non esistono (o non dovrebbero esistere) le divisioni per categorie. Quando una pellicola è ben diretta, con un buon soggetto, buoni attori, dialoghi frizzanti, e soprattutto si è usata tanta intelligenza, cosa gli si può chiedere di più? La vogliamo classificare nelle commedie? Nei gialli? Nei grotteschi? L’unica distinzione che bisognerebbe fare è tra film belli e film brutti, è questo è un bel film!!! Ma veniamo alla trama: l’agente Nicholas Angel è il migliore che c’è in circolazione a Londra, ma l’eccessivo zelo ed abnegazione verso il lavoro lo portano ad essere malvisto dai colleghi e dai superiori. Alla prima occasione lo promuovono di grado e lo spediscono in uno sperduto paesino di campagna. In questo posto, le uniche cose da fare sembrano il dover accompagnare a casa gli ubriachi o cercare qualche animale domestico scappato. Una serie di incidenti mortali cominciano però ad insospettire il poliziotto che comincerà ad investigare, scoprendo così che….(mica ve lo dico però!!!). Bello, divertente, intrigante, insomma da vedere. Ciaooo

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 16/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1254 volte)
Titolo originale
Smoke
Produzione
U.S.A. 1995
Regia
Wayne Wang, Paul Auster
Interpreti
Harvey Keitel, William Hurt, Forest Whitaker, Harold Perrineau, Jr., Stockard Channing, Ashley Judd, Victor Argo, Giancarlo Esposito
Durata
112 minuti

Siamo a New York, all’interno di una tabaccheria s’intrecciano le storie di cinque personaggi, legati tra loro apparentemente solo dal piacere del fumo.
I personaggi sono in ordine: il tabaccaio, interpretato magistralmente da Harvey Keitel; uno scrittore in crisi a causa della morte prematura della moglie; un ragazzo in cerca del padre; un ex compagna del tabaccaio in cerca della figlia scomparsa; un uomo con un braccio meccanico.
Nel film tutti questi personaggi s’incrociano in maniera casuale ma, in modo da aiutarsi reciprocamente a districare le loro vite.
Per alcuni potrà sembrare un film lento e volendo anche senza logica, ma non è così. Questo sfiorarsi di vite in fondo è la rappresentazione molto veritiera di quello che purtroppo non succede più nel mondo frenetico e superficiale in cui viviamo.
Per quanto mi riguarda questo è proprio un gran bel film giustamente premiato al festival di Berlino, un film oltretutto sorretto dalla bravura degli interpreti e non solamente dagli effetti speciali.
Sansimone

 
Di smarty (del 15/09/2007 @ 05:00:00, in Cinema, linkato 990 volte)
Titolo originale
Uno Su Due
Produzione
Italia, 2006
Regia
Eugenio Cappuccio
Interpreti
Fabio Volo, Anita Caprioli, Ninetto Davoli,
Durata
100 minuti
Trailer

Ho cominciato ad apprezzare Fabio Volo in veste di attore dai tempi di "Caso mai" e vado volentieri a vedere le sue interpretazioni. In questa nuova avventura Lorenzo Maggi (Fabio Volo) è il classico 30enne avvocato ambizioso con un'affascinante e premurosa fidanzata (Silvia interpretata da Anita Caprioli) che però non è sicuro di voler fare entrare totalmente nella sua vita, un bell'appartamento in centro e un lavoro che gli permetterà di fare sicuramente carriera insieme con il suo amico e socio Paolo (Giuseppe Battiston). Al rientro da un viaggio in Russia, dove sta per concludere un importante business che dovrà dare una svolta alla vita di tutti, Lorenzo darà il "meglio" di sé, mettendo da parte il rispetto per le persone che lo circondano e pensando solo al modo migliore per incrementare i suoi guadagni, fino a quando durante una camminata con Paolo sviene e viene portato all'ospedale. In attesa di sapere cosa è accaduto e perché, Lorenzo si troverà a condividere la stanza e il tempo con Giovanni (Ninetto Davoli) ex camionista romano malato di cancro, ma soprattutto si troverà solo con la paura e la sua presunta malattia. Lì Lorenzo è una persona come tutti gli altri, in attesa di capire, in attesa di un esisto, in attesa della buona notizia che tutto ritornerà come prima. Ma qualcosa però si è rotto dentro di lui ed anche se in un primo momento cercherà di ignorare l'accaduto, via via che il tempo passa tutto acquisterà un'altra prospettiva e le emozioni plasmeranno la corazza costruita fino a quel momento. Giovanni diventerà il suo angelo e il suo salvatore, lo salverà dal lavoro/rifugio, da sé stesso e dalla sua vecchia vita, fino a che ogni cosa acquisterà la sua giusta prospettiva. In cambio Lorenzo sposerà una missione: quella di ritrovare Tresy, la figlia di Giovanni persa di vista da molti anni. La vita ha offerto a Lorenzo un'altra possibilità di riscattarsi e il viaggio alla ricerca di Tresy rappresenta anche il viaggio alla riscoperta del vero Lorenzo e alla ritrovata capacità di gestire le emozioni soprattutto con i più cari. A scenografia del film ci sono Genova che rappresenta bene la sospensione tra due mondi e l'Appennino umbro con dei bellissimi paesaggi che, secondo la mia interpretazione, ha rappresentato la rinascita e la bellezza del vivere ogni giorno.

Smarty

 
Di Namor (del 13/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1493 volte)
Titolo originale
Disturbia
Produzione
USA 2007
Regia
D.J.Caruso
Interpreti
Shia LaBeouf, David Morse, Sarah Roemer, Carrie-Ann Moss.
Durata
104 Minuti
Trailer

Succede raramente, ma talvolta nelle programmazioni cinematografiche estive, basate essenzialmente su pellicole già viste nel periodo invernale, o di titoli rischiosi, proposti nel tentativo di rientrare in parte degli esborsi, capita di vedere un film come questo ed uscire dalla sala soddisfatti. Anche se, la pellicola esprime fin dal principio la sua mancanza di originalità comune per il genere Thriller, categoria questa, che ultimamente fa fatica a presentare qualcosa di nuovo, se poi aggiungiamo che il film è un omaggio alla “Finestra sul cortile” di Alfred Hitchcock, é quasi impossibile non intuirne lo svolgimento della trama, che lo rende quasi, anzi diciamolo pure, scontato! Allora, cosa fa di “Disturbia” malgrado questo suo non trascurabile handicap, un film accattivante dalla piacevole visione? Semplice, la bravura con la quale il suo regista D.J.Caruso lo ha confezionato, grazie anche all’apporto del nuovo astro nascente del cinema americano Shia LaBeouf, nuovo pupillo di Steven Spielberg che con la sua DreamWorks ha prodotto il film, costato circa venti milioni di dollari, incassandone il triplo dopo sole tre settimane di programmazione negli Stati Uniti, ulteriore prova che il film non é piaciuto solo a me!
Sprofondato nella più assoluta apatia dopo aver perso il padre in un incidente stradale da lui causato, Kale (Shia LaBeouf) colpisce al volto il suo insegnante durante una lezione di spagnolo, reo di averlo provocato menzionando il genitore scomparso. Per tale gesto il giudice lo condanna a tre mesi di arresti domiciliari costringendolo ad indossare una cavigliera antifuga che lo relega all’interno della sua abitazione, poiché violando il perimetro nel quale é confinato rischia l’arresto immediato con il soggiorno in una vera cella! Dopo la veloce e scontata assuefazione di xbox, tv via cavo e ipod, Kale per ammazzare la noia adotta un nuovo diversivo, spiare con un binocolo attraverso le finestre di casa, le abitudini giornaliere del tranquillo vicinato. Scopre così, che sotto la patina di perbenismo che avvolge il pacato quartiere residenziale, si celano lievi indiscrezioni per alcuni e oscuri segreti per altri, come l’alone misterioso che circonda lo strano ed enigmatico Mr. Turner (David Morse), ritenuto inizialmente da Kale ed i suoi compagni, quasi per gioco, il probabile serial killer delle giovani ragazze scomparse! Quello che sembrava un innocente passatempo, presto diventa un vero incubo per i tre protagonisti che sorvegliano notte e giorno l’indecifrabile vicino, arrivando alla pericolosa conclusione che la loro teoria sull’identità del serial killer, non era affatto sbagliata!

 Namor

 
Di Darth (del 12/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2858 volte)
Titolo originale
Koyaanisqatsi
Produzione
USA 1982
Regia
Godfrey Reggio
Interpreti
Durata
86 minuti
Trailer

Koyaanisqatsi è il primo film della trilogia Qatsi realizzata dal regista indipendente Godfrey Reggio, i due lavori successivi sono “Powaqqatsi – Life in trnsformation” (1988) ed il più recente “Naqoyqatsi – Life as war” (2002).
Il titolo Ko-Yaa-Nis-Qatsi altro non è che la traduzione di “La vita senza equilibrio” in linguaggio Hopi. Quest’opera è davvero particolare: non ha alcuna trama, non ha dialoghi e non ha attori… tant’è che è stata ‘catalogata’ come un documentario. Personalmente, però, non ritengo né Koyaanisqatsi, né gli altri film della trilogia documentari, ma le opere artistiche di un regista ‘originale’ che riesce a trasmettere messaggi e sensazioni con l’esclusivo utilizzo di immagini e musica.
Godfrey Reggio, con l’aiuto di Ron Fricke, iniziò a lavorare per la realizzazione di quest’opera nel 1976, impiegò ben 6 anni per completare il suo personale capolavoro. Il ‘film’, se possiamo chiamarlo così, è un insieme di immagini montate su musiche psichedeliche realizzate da Philip Glass; inizia con la visione di incisioni rupestri, presumibilmente degli indiani Hopi, che raffigurano la ‘profezia’ che da il titolo al lungometraggio; su questa intro, parte la musica d’atmosfera di Glass con l’unica parola di tutto il film: “Koyaanisqatsi” ripetuto come una cantilena. Il proseguo dell’opera è tutto un fluire di immagini di una bellezza impressionante: si inizia con la staticità della terra (la nascita?), riprese lente di paesaggi desertici, delle nubi, delle acque e di paesaggi bucolici visti in volo d’uccello. Successivamente, in un crescendo di musica, comincia a far capolino la presenza umana: inizialmente solo con tralicci elettrici a deturpare i panorami, poi, sempre più invasiva con fabbriche in riva al mare, impianti petroliferi, ruspe che distruggono la terra ed esplosioni nucleari. Citando solo l’ ‘inizio’ del film, immagino che abbiate già capito che cosa vuole trasmettere il regista, solo che anziché comunicarcelo con metodi convenzionali, ha strutturato il suo lavoro in questa maniera atipica… atipica, ma molto efficace! Ed è per questo che mi rifiuto di pensare a Koyaanisqatsi come ad un semplice documentario. Le immagini sopraccitate (e tutte quelle del lungometraggio), sono spettacolari: ogni fotogramma è una fotografia perfetta, ogni inquadratura palesa lo studio maniacale che ha alle spalle, ed è evidente che per ognuna di esse è stata attesa la luce adatta prima di imprimerla su pellicola. Inoltre, il regista, ha utilizzato le tecniche del rallenty e dell’ accelerazione per rendere le immagini ancor più adatte al suo scopo.
Personalmente ritengo la trilogia Qatsi un gioiello cinematografico, e mi sento di consigliarne la visione a tutti coloro che, occasionalmente, cercano qualcosa di diverso dai soliti film.

Darth

 
Di kiriku (del 11/09/2007 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 2445 volte)
Titolo originale
Fear and Loathing in Las Vegas
Produzione
U.S.A 1998
Regia
Terry Gilliam
Interpreti
Johnny Depp, Christina Ricci, Cameron Diaz, Ellen Barkin, Craig Bierko, Gary Busey, Mark Harmon, Katherine Helmond
Durata
118 minuti
Trailer

Siamo nel 1971 il giornalista sportivo Raoul Duke, accompagnato dal suo amico samoano nonché avvocato Gonzo, parte per Las Vegas per effettuare un reportage, commissionato dal giornale Sport Ilustrated, su una gara di moto in mezzo al deserto. I due partono a bordo di una convertibile rossa in uno stato mentale già alterato e, durante tutto il viaggio, fanno un uso improprio di qualsiasi tipo di droga esistente, attingendo dalla valigia riposta nel portabagagli: “Avevamo due borsate d’erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di LSD super-potente, una saliera piena zeppa di cocaina e un’intera galassia di pillole multicolori, eccitanti, calmanti, esilaranti... e anche un litro di tequila, uno di rum, una cassa di Budweiser, una pinta di etere e due dozzine di fiale di popper.” Per tutta la durata del viaggio hanno visioni paranoiche e allucinazioni persecutorie e ossessive che portano i due amici a trovarsi in situazioni allucinanti al limite del paradosso. Questo film è tratto dal romanzo “Paura e disgusto a Las Vegas” (1971) di Hunter S. Thompson ed è stato diretto e sceneggiato da Terry Gilliam. Nonostante una buona regia e l’ottima interpretazione di Johnny Depp e Benicio Del Toro, da una parte della critica questo film è stato tacciato di essere una carrellata sterile di volgarità, dove cattivo gusto e incapacità registica hanno dato vita ad un lungometraggio senza senso. Non sono d’accordo. Ad una prima lettura superficiale forse si può rimanere spiazzati, ma il disordine apparente è chiaramente voluto, riflette il disordine interiore di quella generazione che negli anni sessanta a pensato di poter cambiare il mondo. Figli di questo fallimento generazionale e di quello del sogno americano i due si rifugiano nell’unico posto dove è ancora possibile sognare, dove gli illusi pensano di potersi affermare attraverso il denaro, in poche parole Las Vegas. Ed proprio in questo lunapark dell’effimero che Raoul e Gonzo danno il peggio di loro, toccano il fondo devastandosi senza nessun limite, realtà e illusione si mescolano a tal punto da non riconoscere l’una dall’altra. Dalla visione distorta dei protagonisti affiora però il ritratto lucido di una generazione delusa che ha smesso di sognare.

kiriku

 
Di nilcoxp (del 10/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 895 volte)
Titolo originale
Sicko
Produzione
USA 2006
Regia
Michael Moore
Interpreti
 
Durata
120 minuti
Trailer

Questo è il terzo ed ultimo film della mia trilogia sugli Stati Uniti d’America, gli altri due erano stati “Idiocracy” e “Fast Food Nation”. Il regista ci mostra come da par suo, la situazione della sanità in America: cosa succede a chi è sprovvisto di copertura assicurativa (c’è un tizio che avendo subito l’amputazione di due dita sceglie quale farsi riattaccare in base alle proprie disponibilità finanziarie), e cosa succede ad averla: infatti i soggetti principali del film sono gli americani assicurati. A loro è principalmente dedicato il documentario: veniamo a conoscenza di come le compagnie assicurative cerchino in tutti i modi di rifiutare i rimborsi ai loro clienti, e di come i medici facciano carriera non per i loro “meriti” ospedalieri, ma in base al denaro che gli fanno risparmiare. Scopriamo che i numerosi volontari dell’ 11 settembre 2001 sono stati abbandonati a se stessi, dato che non gli vengono pagate le cure mediche, le stesse che vengono invece generosamente date ai detenuti di Guantanamo. Questa è la parte migliore del film secondo me, perché poi M. Moore decide di mostrarci come la sanità funzioni in paesi come il Canada, la Francia, l’Inghilterra e Cuba. Questa risulta essere la parte meno riuscita, perchè il regista ci parla delle cure mediche in queste nazioni come stesse parlando della terra dei sogni. Tutti sappiamo non essere così! Forse però, la scelta di questo metodo di narrazione basata sull’esaltazione di altri modelli di assistenza medica, serve al regista per accentuare ulteriormente un problema così sentito e così tragico della sua terra. Infatti credo che solo chi ami il proprio paese possa mostrarne i propri limiti ed errori, nella speranza che qualcosa cambi… Credetemi questo è un buon esempio di giornalismo, professione che va oramai scomparendo in molti paesi, e che è addirittura estinta in Italia (qui vige il leccaculismo ad oltranza!!!). Il problema delle notizie di oggi non è più "come vengono date" e da "chi vengono date", ma bensì "QUALI VENGONO DATE". Infatti veniamo sistematicamente distratti da avvenimenti non essenziali a discapito di quelli importanti che rimangono volontariamente taciuti (mi fermo qui, è meglio!). Alle prime inquadrature, quando ho visto la faccia del Presidente americano ho provato un senso di nausea, dopo aver visto il gruppetto dei potenti del loro parlamento mi si è aggiunto un senso di rabbia impotente. Ho pensato all’Italia, e alla sua situazione politica (preciso subito che mi riferisco ad entrambi gli schieramenti!) e ho risentito quella nausea mista a rabbia impotente. L’unica differenza è che io non ho (all’opposto di M. Moore)la stessa fiducia nei miei connazionali. Ciao ciao…e non ammalatevi!!!

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 09/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 818 volte)
Titolo originale
The Take
Produzione
Canada, 2004
Regia
Avi Lewis
Interpreti
 
Durata
87 minuti
Trailer

Grazie ad un amico, ho conosciuto una realtà dell’Argentina che non conoscevo, probabilmente a causa della censura che i mass-media riescono ad imporci su alcuni argomenti.
The Take” parla di una nuova (o forse vecchia) forma di imprenditoria lavorativa: quella delle fabbriche chiuse dalle società, occupate e dirette dagli ex dipendenti.
Il film inizia dalla spiegazione della crisi economica che ha colpito l’Argentina a partire dagli anni ’90 e sfociata nelle violente manifestazioni del 2001, provocata dalla politica finanziaria del presidente Menemi e dalle manovre speculative del fondo monetario internazionale. Dopo la fuga dal paese del presidente e di ingenti capitali, è avvenuta una chiusura generalizzata di fabbriche ed attività dell’indotto, ed il tasso di disoccupazione è schizzato alle stelle. In questa situazione, operai di diverse industrie disoccupati e con ingenti salari arretrati ancora da percepire, hanno deciso di riaprire le fabbriche autonomamente: inizialmente occupandole abusivamente, e successivamente chiedendo alle autorità di riconoscere legalmente l’esproprio delle fabbriche a saldo dei loro crediti. Infine, una volta ottenuto il riconoscimento giuridico delle cooperative da loro formate, gli operai hanno riavviato la produttività industriale del paese.
Personalmente, ho trovato molto interessante questo tipo di economia fondata sul lavoro di molti e non sul profitto di pochi. Inoltre, nel film, è ben evidenziata la ricerca della legalità ed il senso di democrazia che esiste nei ceti medio-bassi, mentre gli stessi principi non sembrano interessare alle persone che governano il paese.
Un bel film-documentario, con ottimi contenuti: interessante per conoscere il mondo in cui viviamo senza guardarlo attraverso gli occhi dei mass-media.

Sansimone

 
Di Namor (del 06/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1140 volte)
Titolo originale
Feed
Produzione
Australia 2005
Regia
Brett Leonard
Interpreti
Patrick Thompson, Alex O'Loughlin, Gabby Millgate, Jack Thompson, Matthew Le Nevez.
Durata
90 Minuti
Trailer

Phillip Jackson (Patrick Thompson), investigatore specializzato nello scovare siti potenzialmente ad alto rischio, che, durante lo svolgimento delle sue mansioni si imbatte in un sito dedicato agli amanti di donne esageratamente in sovrappeso. A gestire il sito è un sociopatico di nome Michael Carter (Alex O’Loughlin), che si professa un cultore della bellezza a tutto tondo, infatti é proprio lui a nutrire fino alla morte le donne che vengono visionate sul suo sito, accettando addirittura scommesse dei suoi visitatori sul raggiungimento del peso al momento del loro decesso. Phillip non essendo autorizzato a procedere con le indagini per la mancanza del movente, decide di agire ugualmente per conto proprio. Inizia così un indagine illegale, che lo vede confrontarsi con un intelligente e pericoloso serial killer, disturbato da una infanzia a dir poco traumatica. Ma non è l’unico ad aver avuto problemi simili, poiché anche il suo cacciatore si porta dietro i suoi spettri, derivati da un periodo iniziale della sua vita alquanto difficile!
“Feed” é stato tenuto in naftalina dal 2005 e presentato nelle nostre sale solo quest’estate, iniziativa dalla quale si deduce la scarsa qualità di un film non riuscito, e che si può tranquillamente evitarne la visione soprattutto se siete deboli di stomaco, se invece ne siete incuriositi e volete proprio guardarlo aspettate almeno l’uscita in videoteca, almeno avrete risparmiato la metà dei soldi per questo disgustoso e stereotipato trhiller!

Namor

 

791429 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006

Ci sono 735 persone collegate


< dicembre 2018 >
L
M
M
G
V
S
D
     
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
           

Articoli
Elencati per sezione:
cinema
musica
live report
libri
teatro
fumetti
serie TV
redazione

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Gran bel libro che è...
18/03/2018 @ 15:55:05
Di Namor
Non credevo (infatti...
18/03/2018 @ 15:53:06
Di Namor
Complimenti per la r...
18/03/2018 @ 13:03:13
Di Angie*
@- LouiseElle- Ti r...
03/12/2017 @ 11:08:01
Di * Miryam
e' un libro bellissi...
23/11/2017 @ 14:21:42
Di #LouiseElle
@_Angie: Grazie Angi...
15/11/2017 @ 00:19:30
Di Asterix 451
Bella rece Asterix. ...
12/11/2017 @ 14:22:04
Di Angie*
ne sono davvero feli...
29/08/2017 @ 22:59:00
Di #LouiseElle
purtroppo non sono ...
05/03/2017 @ 20:26:10
Di #LouiseElle
Anche questo titolo ...
05/03/2017 @ 14:34:45
Di Namor




Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3
dBlog Open Source
BlogItalia
blogs italia, directory blog italiani

BlogNews


Creative Commons License
I contenuti testuali di BlogBuster sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.


10/12/2018 @ 20:52:06
script eseguito in 268 ms