BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Darth (del 05/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1933 volte)
Titolo originale
A fost sau n-a fost?
Produzione
Romania, 2006
Regia
Corneliu Porumboiu
Interpreti
Ion Sapdaru, Teodor Corban, Mircea Andreescu
Durata
89 minuti
Trailer

Il film inizia e finisce il 22 dicembre 2005 in una (tutt’altro che ridente) cittadina a est della capitale rumena. Esattamente sedici anni prima, il 22 dicembre 1989, cadde il regime comunista di Ceauşescu. Approfittando dell’anniversario, il direttore/conduttore di una tv locale, trasmette un talk-shaw intitolandolo “La nostra città ha fatto la rivoluzione?”. Storicamente è conosciuto che la piazza centrale del paese, come tutte quelle delle altre città, furono gremite di gente per festeggiare la caduta del comunismo ma, a suo giudizio, se la gente andò in piazza solo a seguito della notizia (appresa dalle televisioni) che Ceauşescu non era più al potere, non vi fu rivoluzione. Per cercare di dissipare questo atroce dubbio (di cui non frega niente a nessuno) vengono invitati al dibattito due “eminenti” concittadini che vissero in loco quella data: il primo è Emanoil Piscoci, un vecchio che, ai tempi, di mestiere impersonava Babbo Natale, ed oggi è un ottuso brontolone con sporadici barlumi di un’atavica acutezza mentale; e il secondo è Tiberiu Manescu, un professore ubriacone e pieno di debiti. Quest’ultimo, in trasmissione, asserisce che ben prima delle 12:08 (ora in cui le televisioni diedero la notizia della fine dittatura) egli e tre suoi amici (due morti ed uno trasferitosi) erano in piazza a manifestare e, di conseguenza, egli stesso fu l’autore della rivoluzione del paese. I (pochi) telespettatori che interverranno telefonicamente in trasmissione però, obietteranno ai fatti riportati dal professore…
Apparentemente la trama potrebbe considerarsi noiosa… invece, nonostante alcuni punti un po’prolissi, il film scorre piacevolemente, e la straordinaria simpatia dei tre personaggi principali rende questa pellicola davvero godibile.
Realizzato in Romania, “A est di Bucarest” è evidente che vuol essere anche una riflessione sul presente rumeno che, nonostante la fine del comunismo, pare non evolversi e rimanere immobile sulle proprie tradizioni. Ad esemplificare questo, il regista sovente si sofferma sulle fatiscenti strade della città, sporche, con asfalti e marciapiedi in rovina, costellate di automobili da noi estinte da tempo. Anche i personaggi, principali e secondari, emettono un’aura di povertà e di fallimento, quasi a simboleggiare l’effettiva mancanza di un qualunque futuro per chi resta in Romania. Un’opera importante, realizzata da un paese che muove i suoi primi passi (non solo) a livello cinematografico, con dialoghi brillanti e tre attori degni di questo nome. Consigliato.

Darth

 
Di nilcoxp (del 03/09/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1206 volte)
Titolo originale
Fast Food Nation
Produzione
USA, Gran Bretagna 2006
Regia
Richard Linklater
Interpreti
Wilmer Valderrama, Esai Morales, Luis Guzmán, Catalina Sandino Moreno, Greg Kinnear, Avril Lavigne,Lou Taylor Pucci, Paul Dano, Kris Kristofferson, Ana ClaudiaTalancón, Patricia Arquette, Ashley Johnson, Bobby Cannavale,Ethan Hawke, Bruce Willis.
Durata
116 minuti
Trailer

Nel secondo film della mia personalissima trilogia sugli USA, il tono si alza e si comincia a parlare di cose più serie (il primo se ricordate era “Idiocracy”). Veniamo subito a conoscenza che negli hamburger della Michey’s Food restaurants (una catena di fast food americana) sono state trovate tracce di feci. Il direttore di marketing della suddetta ditta è costretto a partire e ad andare a verificare di persona l’origine del problema: visitare l’industria che macella e che gli fornisce questo prodotto. Inizia così una strana avventura che da una parte ci fa seguire le vicende del dirigente alla ricerca della verità, e dall’altra ci mostra le condizioni in cui i messicani che entrano illegalmente in America vivono e vengono sfruttati dalle aziende ( in questo caso da quella degli hamburger). Lungometraggio dalle molte sfaccettature, non tutte riuscite però. La scelta del regista di girare una fiction e non fare un documentario, visto che il film è tratto dal libro-inchiesta omonimo scritto da Eric Schlosser, non risulta sempre azzeccata. In alcuni momenti l’intreccio di diverse sottostorie fa calare la concentrazione sul problema principale, in altri però è proprio grazie alla finzione che noi riusciamo veramente a capire le condizioni umane, sociali ed economiche a cui volenti o no dobbiamo abituarci. Sì, perché proprio questo sembra essere il vero life-motiv del film: una cosciente triste rassegnazione a quello che il mondo imprenditoriale decide per noi!!! O lo si accetta, o si è fuori! Bella prospettiva vero? Una pellicola che consiglio caldamente, ma non dopo aver mangiato in un fast food…credetemi.

nilcoxp

 
Di Namor (del 30/08/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1410 volte)
Titolo originale
A Guide to Recognizing Your Saints
Produzione
USA 2006
Regia
Dito Montiel
Interpreti
Robert Downey Jr., Shia LaBeouf, Chazz Palminteri, Dianne Wiest, Channing Tatum, Melonie Diaz, Martin Compston, Rosario Dawson, Eric Roberts.
Durata
98 Minuti
Trailer

Capita a volte che un attore, in questo caso Robert Downey Jr., dopo aver letto un libro se ne innamori a tal punto da contattarne l’autore pregandolo di scriverne la sceneggiatura per la realizzazione del film, che lui stesso ha proposto ai vari produttori cinematografici. A credere in questo progetto con l’ausilio del suo celebre consorte, è la produttrice Trudie Styler, moglie di Gordon Sumner in arte Sting, il quale ha fieramente presenziato alla mostra di Venezia, dove la pellicola é stata, giustamente, premiata come miglior film alla Settimana della critica veneziana! “Guida per riconoscere i tuoi santi” é il titolo, sia del libro autobiografico dell’autore Dito Montiel, che del film in questione da lui sceneggiato e diretto. Nonostante sia il suo esordio, Montiel dirige con grande maestria, a tal punto che, alcuni critici gli attribuiscono un talento Scorsesiano dal roseo futuro! In effetti, la pellicola ricorda molto quel cinema Americano anni 70, nel quale la recitazione e i dialoghi avevano molta importanza, esaltando la bravura di grandi attori come Al Pacino, De Niro, Hoffman e così via.
 La trama del film, pur essendo un biopic, non inizia con il decorso della crescita del suo protagonista, ma si svolge nel Queens in una estate del 1986, con un Dito Montiel già adolescente che lo vede confrontarsi quotidianamente con la dura realtà di una vita tutt’altro che tranquilla, nella quale la violenza urbana tende a plasmarti in modo negativo riservandoti un futuro che non promette niente di buono. L’inevitabile drammatico episodio, che vede coinvolto un suo amico, ed il suo problema familiare con il padre, gli daranno il coraggio e la giusta motivazione per lasciarsi il passato alle spalle ed andare via da una città avara di certezze per il futuro. La decisione di salire su un bus con destinazione Los Angeles, si rivela quanto mai azzeccata poiché darà l’inizio ad nuova vita, arricchita dall’insperato successo come scrittore, grazie al libro “A Guide to Recognizing Your Saints”. Una delle tante telefonate della madre che lo prega di far ritorno a casa, per l’aggravarsi della salute del padre, sarà l’occasione dopo 20 anni di lontananza di rivedere i luoghi e le persone che hanno contribuito nel bene e nel male a renderlo un uomo di successo!
Il film é stato premiato anche al Sundance per la miglior regia, ed un premio speciale della giuria è stato aggiudicato al cast nel suo insieme, riconoscimenti meritatissimi che mi trovano pienamente d’accordo, soprattutto per l’elogio alla troupe, trovo che tutti abbiano dato una grande apporto recitativo, aggiungerei una nota di merito nei confronti di Chazz Palminteri, Shia LaBeouf, Robert Downey Jr., da non sottovalutare anche la bella prova di Channing Tatum nella parte del violento Antonio!
Se avete voglia di vedere un buon film fateci un pensierino!

Namor

 
Di Darth (del 29/08/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1197 volte)
Titolo originale
Ils
Produzione
Francia, 2006
Regia
David Moreau
Interpreti
Olivia Bonamy, Michael Cohen, Maria Roman
Durata
77 minuti
Trailer

Era da quando vidi “The Ring” che non riuscivo a trovare un horror che mi suscitasse ansia e tensione. Finalmente, dopo quattro anni, un altro film riesce a farmi occasionalmente ‘sobblazare’ sul divano… ovviamente parlo di “Them”.
Realizzato con estrema sapienza da due debuttanti registi francesi, Ils (il titolo orignale) dimostra che si può creare un horror 'spaventoso' senza dover vedere per forza litri di sangue e/o mostri di alcun genere. La storia, ispirata ad un fatto realmente accaduto a Bucarest pochi anni or sono, narra di una giovane coppia che vive in una grossa casa fuori città, circondata da un imponente e minaccioso bosco. Una sera la moglie si sveglia e sente dei rumori… qualcuno o qualcosa sta cercando di penetrare in casa loro. I coniugi si ritroveranno prigionieri nella loro stessa abitazione, completamente isolati, senza luce né telefono, a cercare di capire cosa stia succedendo…
Detta così sembrerebbe la solita trama del solito horror, ma non è affatto vero. L’utilizzo di luci basse, e della telecamera a spalle che costantemente segue ogni movimento dei due protagonisti, permette un’immediata immedesimazione in loro, e conseguentemente dona allo spettatore il pathos per le loro sorti. Ma quello che rende quest’opera speciale, sono i rumori. In tutto il film sono loro a farla da padroni: cercare di capire cosa stia succedendo tramite il proprio udito, provare a riconoscere da dove proviene e cosa può emettere un determinato suono, o ascoltare l’assordante rumore del silenzio, sapendo che è un silenzio carico di minacce. Dopo circa un’ora di film, la trama si evolve: finalmente si viene a capo di chi o che cosa minaccia Luca e Clém, e la tensione da thriller lascia spazio a quella d’azione, con fughe precipitose ed inseguimenti lungo il bosco (in questa scena mi ha ricordato parecchio “The Blair Witch Project”). Davvero un’opera interessante questo “Them”, 77 minuti tutti da gustare; consigliatissimo agli amanti del cinema horror di "tensione”, sconsigliato, invece, a chi preferisce gli splatter.

Darth

 
Di nilcoxp (del 27/08/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1107 volte)
Titolo originale
Idiocracy
Produzione
USA 2006
Regia
Mike Judge
Interpreti
Luke Wilson, Maya Rudolph, Dax Shepard.
Durata
84 minuti
Trailer

Per la ripresa delle recensioni ho pensato ad un film leggero, ma non per questo meno interessante e riflessivo di altri. Il primo di una piccola trilogia che ho sentito di dover dedicare agli USA !!! Nel 2005 un bibliotecario dell’esercito e una prostituta vengono “convinti” a partecipare ad un esperimento di ibernazione: dovranno rimanere congelati per un anno in una capsula. Le cose però non andranno come previsto, e i due si risveglieranno nel 2505. Troveranno un’America completamente cambiata: le città saranno diventate enormi discariche all’aperto, e le persone saranno regredite ad un livello di stupidità simile alla demenza. A capo della nazione poi troveranno un porno-divo campione di Wrestling. Inutile dire come il regista sguazzi allegramente in questa situazione, tutto si presta alla presa in giro: il livello mentale della popolazione che sta scendendo, la tv-dipendenza, la sanità, il potere (con un Ministro dell’Istruzione che mi ha fatto sorridere solo a vederlo), e i rapporti tra le persone ormai così profondamente mutati. Una commedia che ci fa ridere ma anche pensare. Peccato per il finale, un po’ stucchevole e sdolcinato “all’americana”. La prima parte rimane indubbiamente migliore della seconda. A fine pellicola mi sono però posto una domanda: “Ma siamo sicuri che questo film sia ambientato nel futuro?”. Idiobaci a tutti.

nilcoxp

 
Di Goober (del 04/08/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1533 volte)
Titolo originale
The Holiday
Produzione
USA 2006
Regia
Nancy Meyers
Interpreti
Cameron Diaz, Kate Winslet, Jude Law, Jack Black, Eli Wallach, Rufus Sewell, Edward Burns, Lydia Blanco.
Durata
138 minuti

Da sempre si fa un gran parlare dell’amore, sui giornali, in televisione, su internet, nei testi delle canzoni...  anche il cinema ne ha subito inevitabilmente il fascino con la realizzazione di numerosissime pellicole, alcune delle quali entrate perfino nella storia del cinema stesso. Anche la regista di “L’amore non va in vacanza”, la cinquantottenne Nancy Meyers, sembrerebbe non rimanere immune da questo sentimento visto che ha deciso di puntare nuovamente su una commedia romantica dopo il grande successo ottenuto con “Tutto può succedere”.
Come allora, risulta vincente la scelta di avvalersi di un grande cast di attori: Cameron Diaz (perlomeno in questa occasione), Kate Winslet e Jude Law, con l’unica eccezione di Jack Black, apparso in un ruolo in cui non riesce a dare credibilità.
Le protagoniste di questo piacevole film sono due giovani donne: Iris e Amanda, molto diverse fra loro, le cui vite vengono ad intrecciarsi a causa della fine dei loro disastrosi rapporti sentimentali. Questa delusione fa sentire in loro la necessità di un cambiamento radicale; fanno così conoscenza su internet, e decidono di scambiarsi la casa in vista delle feste natalizie. In conseguenza di questo, Iris volerà nella caotica Los Angeles mentre Amanda trascorrerà le proprie vacanze nella tranquilla campagna inglese in un cottage ricoperto di neve.
Ciò che risulta difficile è non scendere nel patetico o nel banale quando si scrive la sceneggiatura di una commedia romantica e infatti la Meyers non riesce ad essere molto originale, così il finale, apparso molto prevedibile e la mancanza di colpi di scena rendono questa commedia un po’ limitata. Tuttavia, l’autrice riesce in ugual modo a confezionare una graziosa favola moderna, tenera e spiritosa, romantica e trascinante e con una colonna sonora che ti rimane dentro, grazie al contributo offerto dal “solito” Hans Zimmer.
Se cercate qualcosa di allegro e spensierato potete tranquillamente noleggiarlo e in fondo risulta indicato anche per chi non è esattamente un romanticone…

Goober

 
Di Namor (del 02/08/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1373 volte)
Titolo originale
Jailhouse Rock
Produzione
USA 1957
Regia
Richard Thorpe
Interpreti
Elvis Presley, Mickey Shaughnessy, Judy Tyler.
Durata
96 Minuti
Trailer

Il 16 Agosto 2007, ricorre il trentesimo anniversario della prematura scomparsa di Elvis Presley l’indiscusso Re del rock and roll. Nella sua breve ma intensa carriera che va dal 1956 al 1977 Elvis incise la bellezza di 61 album, i suoi innumerevoli concerti registrarono affluenze record, basti pensare che un suo concerto tenutosi ad Honolulu Elvis:Aloha From Hawaii venne trasmesso in TV via satellite in quaranta paesi, il pubblico che seguì tale evento si stima, fosse superiore ad un miliardo, superando addirittura l’avvenimento della famosa camminata sulla Luna di Neil Armstrong!  
Sull’onda del successo canoro, Elvis decise di aprire anche lui la sua parentesi Holliwoodiana, che lo vide recitare in 31 film girati dal 1956 al 1969, molti dei quali nonostante i lauti incassi erano di dubbia qualità. Il migliore fra tutti, come disse il famoso critico cinematografico Leonard Maltin di allora, fu sicuramente “Il delinquente del rock and roll”, campione di incassi nell’anno 1957. La trama vede Elvis nel ruolo di Vince Everett un giovane pregiudicato che deve scontare una pena per omicidio, in carcere, oltre a scoprire di possedere eccellenti doti canore, impara anche a suonare la chitarra, ed e così che una volta scontata la pena diventa una star del rock. Il successo però, gli fa compiere atti poco nobili, come quello di ripudiare le persone che lo hanno aiutato a diventare ricco e famoso!
Si racconta che Elvis, per scelta personale, non vide mai questa pellicola, poiché rimase sconvolto dall’improvvisa scomparsa della sua interprete femminile Judy Tyler, la quale morì insieme al marito in un’incidente stradale, poco prima dell’uscita del film nelle sale cinematografiche. Se volete vedere Elvis al massimo del suo splendore vi consiglio di non perdere la visione di questo titolo che di tanto in tanto ci viene riproposto dalle nostre emittenti televisive!

Namor

 
Di kiriku (del 31/07/2007 @ 05:00:01, in Cinema, linkato 3570 volte)
Titolo originale
Chicken Park
Produzione
Italia 1994
Regia
Jerry Calà
Interpreti
Jerry Calà, Rossy De Palma, Demetra Hampton, Alessia Marcuzzi, Paolo Paoloni, Lawrence Steven Meyers, Eleonora Rossi
Durata
92 minuti

Gli anni ottanta, lo sappiamo benissimo, non sono stati proprio gli anni del buon gusto. Con questo non voglio dire che tutto quello che si è prodotto in quel periodo non sia valido, anzi sono moltissimi i film indimenticabili che appartengono al quel decennio. Del resto però bisogna anche essere obbiettivi e ammettere che la spazzatura prodotta è davvero tanta e di attori scadenti nati in quel periodo non mancano. Tra questi, per quanto riguarda l’Italia, spicca sicuramente Jerry Calà. Come dimenticare i suoi più grandi capolavori “Bomber”, “Vado a vivere da solo”, “Sapore di mare”, “Domani mi sposo”, “Yuppies - I giovani di successo”,“Rimini Rimini” o la bellissima serie tv “Villaggio Vacanze” e molti altri. L’unico film decente, se così possiamo dire, è “I Fichissimi” con Diego Abatantuono. Cosa succede quando un attore scarso, convinto di essere simpatico con quella sua comicità ripetitiva, stucchevole e inutile ( non dimentichiamo battute memorabili come: “ Libidine!!! Doppia libidine!!! Doppia libidine coi fiocchi!!!”) si mette dietro alla telecamera? Per scoprirlo vi consiglio di visionare Chicken Park del 1994 dove alla regia troviamo appunto Jerry Calà. Come si intuisce dal titolo la pellicola è una parodia di Jurassic Park di Steven Spielberg. La trama è splendida: Vladimiro Corsetti è proprietario di un Gallo da combattimento di nome Jo che viene rapito da uno scienziato pazzo il quale fa esperimenti sui polli per creare una razza gigante che secondo lui doveva essere quella preistorica. Il film è talmente terribile da risultare simpatico, gli effetti speciali grossolani, un cast ridicolo e una trama idiota danno a questa pellicola un non so che di divertente. Quindi se un giorno siete disperati o non avete voglia di vedere qualcosa che stimoli anche solo lontanamente il vostro intelletto, questo è il film giusto. "Ocio però"  il film è uscito direttamente in televisione senza passare dal grande schermo e non è reperibile neanche in dvd o in videocassetta, quindi o aspettate un passaggio in televisione o cercate qualcuno che ha avuto il coraggio di registrarlo. "Capittooooo!!!"

Kiriku

 
Di Darth (del 30/07/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1013 volte)
Titolo originale
Turistas
Produzione
USA 2006
Regia
John Stockwell
Interpreti
Desmond Askew, Beau Garrett, Olivia Wilde, Melissa George, Josh Duhamel
Durata
93 minuti
Trailer

Un pullman di linea sfreccia lungo le fatiscenti strade dell’entroterra brasiliano. A bordo, oltre agli autoctoni, vi sono alcuni turisti fai-da-te assai preoccupati per la guida sportiva dell’autista. Preoccupazione che, poco dopo, diviene realtà: il pullman, infatti, per evitare due pedoni, scarta di lato e si ferma sul bordo di un precipizio solo il tempo necessario per permettere a tutti di uscire per poi precipitare lungo la scarpata. I passeggeri, illesi, si ritrovano con la certezza di dover attendere numerose ore prima del passaggio di un altro autobus, perciò, gli stranieri, si avventurano attraverso la foresta verso il mare. Sulla costa trovano una spiaggia paradisiaca, occupata solo da un'altra coppia di turisti, ed un bar gestito da una bellezza brasileira. Visto il fascino del luogo, decidono di fermarsi “finché non finiscono i soldi o finché non finisce la birra”, e la sera festeggiano alla grande fin quando non piombano tutti in un sonno profondo. La mattina dopo, appena desti, trovano il bar deserto e prendono coscienza che sono stati drogati e derubati di tutto: zaini, soldi e documenti… perfino le scarpe! I ladri hanno lasciato solo gli indumenti che indossavano la sera prima (per quasi tutti solo il costume). Questa situazione non sarà che l’inizio di una vera odissea per i malcapitati turisti, ed il fatto di esser stati derubati sarà il loro problema minore… alla fine, solo pochi di loro riusciranno a tornare a casa...
Il regista John Stockwell, gira questo thriller-horror cercando di dar vita alle paure più comuni per i viaggiatori autonomi che si avventurano nei paesi poveri. Facendone parte, vi posso dire che (almeno in questo) "Turistas" è sufficientemente riuscito: l’autobus che pare guidato da una scimmia ubriaca, la paura di essere drogati o derubati o rapiti, l’ostilità degli abitanti del luogo verso i ricchi occidentali… sono tutte fobie reali messe in scena in questa pellicola. Peccato per la presenza di alcune carenze che lo rendono un film mediocre (sceneggiatura approssimativa ed attori che paiono ingaggiati più per l’aspetto fisico che per le capacità recitative), ma la presenza di alcune scene molto intense (l’inseguimento subacqueo) e di alcune molto splatter (l’operazione di espianto organi su tutte), risollevano un po' il giudizio finale di quest’opera aspramente criticata dalle autorità brasiliane.
Che altro dire, un film guardabile… ma da evitare accuratamente se state per intraprendere un viaggio in Brasile… vi farebbe passare la voglia.
Buone vacanze a tutti !!! : - D

Darth

 
Di slovo (del 27/07/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1539 volte)
Titolo originale
Hollywoodland
Produzione
USA 2006
Regia
Allen Coulter
Interpreti
Adrien Brody, Diane Lane, Ben Affleck, Bob Hoskins, Lois Smith
Durata
126 minuti

I 104 episodi di “Adventures of Superman” furono trasmessi negli stati uniti tra il 1953 e il 1958; la versione di George Reeves del supereroe per antonomasia, nonostante le goffaggini di una produzione a buon mercato, riscosse un notevole successo tra i giovanissimi e di conseguenza grande notorietà tra gli adulti. Ma a fronte dell‘aura fascinosa, virtuosa e pregna di valori (americani) che contornava il suo personaggio, la vicenda personale di Reeves celava una storia di delusioni, decadenza e brutture degne dei peggiori circoli.
Come spesso accade agli attori di successo anche Reeves rimase intrappolato nel personaggio del superuomo; avendo un curriculum tutto sommato trascurabile, terminata la serie non riuscì nella concretizzazione dei progetti a cui aspirava. Depresso e sulla via del fallimento, si suicidò sparandosi alla tempia nella sua villa di Hollywood il 16 giugno del 1959.
Ma fu davvero suicidio?
Partendo da questa suggestione “Hollywoodland” narra le indagini di un detective privato ingaggiato dalla madre svitata del defunto attore convinta di un complotto atto a mascherare l’omicidio del figlio.
La pellicola è ben ritmata, conduce parallelamente le storie dei due uomini alternando le ricerche di Luis Simo ai flashbacks degli ultimi anni di Reeves, ci mostra due meschini con occhio sfiduciato, collima le similitudini dei loro destini. Dopo anni di gavetta Reeves diventa il paladino dei bambini indossando mutandoni e muscoli posticci, vorrebbe riconoscimenti di ben altro rango che però non arriveranno mai. Simo cerca il colpaccio che risollevi la sua vita dallo squallore invece finisce col riscontrare giorno dopo giorno quando detesti quello che fa... “questo è un mestieraccio...che per pagare l’affitto ti costringe a scoprire quanto fa schifo la gente”.
Una detective-story ambientata nella Hollywood degli anni ’50 – un pessimo ambiente anche allora... probabilmente non è mai stato pulito – supportata da una manciata di attori in grande forma: da un intenso Adrien Brody a una strepitosa Diana Lane e una delle rare occasioni di vedere Ben Affleck (che per calarsi meglio nella parte di un ultraquarantenne con rotoli incipienti è ingrassato di venti chili) recitare non dico bene ma perlomeno decentemente... più fenomenale di Superman stesso!

slovo

 
Di Namor (del 26/07/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1297 volte)
Titolo originale
The Messengers
Produzione
USA 2007
Regia
Oxide Pang Chun ,Danny Pang
Interpreti
Dylan McDermott, Kristen Stewart, Penelope Ann Miller, John Corbett.
Durata
87 Minuti
Trailer

“Prove inconfutabili lasciano intendere che i bambini sono particolarmente sensibili ai fenomeni paranormali, vedono ciò che gli adulti non possono vedere, e provano a metterci in guardia!”
Con questa accattivante prefazione, i gemelli Pang autori della serie horror “The eye”, realizzano il loro primo film targato USA “The Messangers”, a produrre con la sua etichetta la Ghost House Picture é Sam Raimi ideatore a sua volta di un’altra trilogia horror di successo “La casa”.
Una famiglia con problemi economici e personali, si trasferisce da Chicago in una fattoria nel Nord Dakota, il podere che risulta disabitato da anni, non si presenta nelle migliori condizioni, ma Roy (Dylan McDermott) non si perde d’animo, convinto che con i ricavi provenienti dalla semina ed il futuro raccolto dei girasoli riuscirà a migliorare la situazione. Nel frattempo i due figli, la sedicenne Jess (Krinsten Stewart) ed il fratellino di tre anni Ben (Evan Turner) dovranno vedersela con delle strane entità malvagie, che dimorano all’interno della tenuta, inutile dire che sulle prime la ragazza testimone dei fatti, non verrà creduta, fin quando non riemergerà un’agghiacciante e tremendo segreto, celato in quella sinistra abitazione da troppo tempo!
Ad ispirare i registi Oxide e Danny Pang, verso questo prodotto, é stata la loro esperienza personale, che li ha visti sfiorare, nella loro vita privata il fenomeno del paranormale. La pellicola in questione a mio parere non offre niente di nuovo allo spettatore, questo, non perché i fratelli Pang non siano stati all’altezza di tale compito, anzi, se la visione del film risulta gradevole è proprio grazie al loro tocco, ma ritengo sia il genere che relega il film, man mano che passa il tempo, verso la noia del già visto!
Per gli appassionati della categoria, consiglio una visita al sito di “The Messangers” all’interno del quale potrete fare un test per scoprire se siete predisposti ai fenomeni soprannaturali e paranormali, buona fortuna!

Namor

 
Di Darth (del 25/07/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1280 volte)
Titolo originale
Quarantasei
Produzione
Italia, 2007
Regia
Milo Manara
Interpreti
Doppiatori: Valentino Rossi, Luciana Litizzetto, Lucio Dalla, Dario Vergassola, Guido Meda, Marco Alemanno, Bebo Storti, David Riondino, Luca Cordero Di Montezemolo
Durata
36 minuti
Trailer

Il noto fumettista Milo Manara ha recentemente realizzato un fumetto che ha come protagonista Valentino Rossi. Dal successo riscosso a livello editoriale, nasce l’idea della trasposizione a video dello stesso, con doppiatori e guest-star di assoluto rispetto.
Il video “Quarantasei” è stato creato filmando le bellissime tavole del fumetto originale, musicandole, doppiandole e donandogli movimento (sullo stile di un cartoon) esclusivamente con giochi di luce e spostamenti della telecamera lungo il disegno. Un montaggio brioso, e la coinvolgente colonna sonora scritta da Lucio Dalla e Bruno Mariani, non fanno pesare in alcun modo alla staticità delle immagini, anzi! Potendoli vedere proiettati sullo schermo televisivo, è possibile che si riesca ad apprezzare maggiormente la bellezza e l’accuratezza dei disegni di Milo Manara, piuttosto che osservandoli nella propria forma natìa.
La trama è simpatica, e vede Valentino Rossi (doppiato da se stesso) alle prese con un network che vuole impossessarsi del suo DNA per generare un super-motociclista. Il loro diabolico piano è quello di iniettare i geni dei più grandi sportivi di ogni disciplina in alcune persone (uomini e donne) modificati geneticamente, in modo da crearsi un esercito di campioni con cui arricchirsi smisuratamente. Vale sarà sempre aiutato dalla bellissima Linda (la sua fidanzata) e dal cane Guido (doppiato da Lucio Dalla) che, in particolar modo, cercherà di tenergli lontano il dispettoso pollo Osvaldo (Dario Vergassola). Durante le sue peripezie, Vale incontrerà alcuni dei suoi miti: Steve McQueen, Jim Morrison e Enzo Ferrari che lo consiglieranno (non) sempre per il meglio. Da segnalare anche i doppiaggi di Luciana Litizzetto (la moto di Valentino) e Guido Meda nel ruolo di se stesso (non poteva mancare la sua voce durante una gara di Moto GP!). Com’era ovvio aspettarsi da un fumetto di Manara, le ragazze sono tutte bellissime e molto discinte, e non mancheranno le situazioni dove rimarranno come mamma le ha fatte (o meglio, come Manara le ha fatte, se mi scusate il gioco di parole : - D).
Un mediometraggio carino e abbastanza divertente, consigliato soprattutto agli appassionati del fumettista altoatesino, e ai fan del mitico Valentino Rossi.

Darth

 
Di kiriku (del 24/07/2007 @ 05:00:01, in cinema, linkato 1195 volte)
Titolo originale
I Vitelloni
Produzione
Itali Francia 1953
Regia
Federico Fellini
Interpreti
Franco Fabrizi, Franco Interlenghi, Eleonora Ruffo, Alberto Sordi, Leopoldo Trieste, Riccardo Fellini, Lida Baarova, Silvio Bagolini, Paola Borboni, Jean Brochard
Durata
103 minuti
Trailer

Federico Fellini sicuramente non ha bisogno di presentazioni, ne tanto meno i suoi film. Il suo stile è surreale e metafisico, i suoi personaggi in bilico tra la poesia e l’assurdo sono i protagonisti di una realtà vestita di fantasia. Il film è ambientato alla fine dell’estate del ’53 e narra le vicende di cinque amici trentenni sfaticati e delle loro inette esistenze. Unico scopo della loro vita è perdere tempo cercando di evitare qualsiasi responsabilità ma, alla fine di quella estate, accadranno degli eventi che costringeranno i vitelloni ad entrare nell’età adulta e per ognuno di loro ci saranno conseguenze differenti. In questo film, il secondo come regista, è ancora forte l’influenza del neorealismo del quale tra l’altro è stato uno dei fondatori insieme a Rosselini, Lattuada, Germi e De Sica. Nonostante l’ascendente che questa corrente ha sulla pellicola, è già presente quella componente fantastica che caratterizza lo stile del regista e che è palesemente riconoscibile nella scenografia e in particolare nei paesaggi che incontriamo durante la visione. La città inanimata e irreale nella quale si ritrova il bravissimo Alberto Sordi alla fine dei festeggiamenti del carnevale o le strade di Rimini battute dal vento dove, come due clown, si rincorrono Leopoldo, l’intellettuale del gruppo, e il suo mentore. Fellini mette sul grande schermo una pellicola in qualche modo autobiografica che racconta l’esistenza di una generazione provinciale che, imprigionata in una Rimini pre boom, ha abbandonato speranze e velleità. Non pensare, non crescere sembrano l’unico modo per sopravvivere e per quanto i cinque amici cerchino di vivere in una eterna adolescenza, l’arrivo dell’età matura è inevitabile. La fine dell’estate, la fine del carnevale non sono altro che delle simbologie, come lo sono i paesaggi deserti e surreali usati per rappresentare lo stato interiore dei protagonisti. Un film che a me piace molto sia per quella capacità di Fellini di stare in equilibrio tra ironia e malinconia sia per le tematiche affrontate che trovo siano più che mai attuali. Buona visione a tutti i vitelloni!

kiriku

 
Di Sansimone (del 22/07/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1164 volte)
Titolo originale
Harry Potter and the Order of the Phoenix
Produzione
USA, Gran Bretagna 2007
Regia
David Yates
Interpreti
Daniel Radcliffe, Emma Watson, Rupert Grint, Jason Isaacs, Helena Bonham Carter, Robbie Coltrane, Ralph Fiennes, Michael Gambon, Brendan Gleeson, Gary Oldman.
Durata
142 minuti.

Nel quinto capitolo della saga ritroviamo Harry che dopo aver passato un’estate in completo isolamento a casa dei Dursley ritorna al mondo della magia. Per prima cosa dovrà difendersi dall’accusa d’uso improprio delle arti magiche mossagli dal Ministero e poi il ritorno a Hogwarts per l’inizio dell’anno scolastico. Qui verrà a conoscenza della guerra intestina al mondo magico tra chi sostiene la sua tesi che Lord Voldemort è tornato     ( l’Ordine della Fenice fondato da Silente) e chi invece ne nega il ritorno( il ministro Caramell e buona parte del mondo magico). Da questo momento in poi si snodano le varie avventure del nostro eroe fino a portarlo ad un nuovo scontro con il Signore oscuro.
In questo lungometraggio vediamo la trasformazione di Harry da bambino ad una fase più matura dove le emozioni sono più adulte, come il sentimento di rabbia nei confronti dei suoi amici per averlo lasciato solo per tutta l’estate, l’attrazione per una sua compagna ed il primo bacio, la paura d’essere come Voldemort.
Forse più del libro questo non è un film per bambini ma per adulti, girato con la dovuta dose di noir e di horror, riesce ad esprimere diversi concetti importanti con un finalmente giusto, senso di sintesi, cosa non facile visto lo spessore del romanzo cartaceo. Di sicuro un film da non perdere per gli amanti della saga anche perché secondo me è la pellicola meglio riuscita di quelle girate finora.
Sansimone

 
Di Namor (del 19/07/2007 @ 05:00:00, in cinema, linkato 2740 volte)
Titolo originale
Roman Holiday
Produzione
USA 1953
Regia
William Wyler
Interpreti
Gregory Peck, Audrey Hepburn, Eddie Albert, Hartley Power, Harcourt Williams, Margaret Rawlings, Tullio Carminati, Paolo Carlini.
Durata
114 Minuti
Trailer

I film in bianco e nero hanno sempre esercitato su di me un fascino particolare, soprattutto quelli girati in Italia, ed é grazie alle immagini di quei film che posso apprezzare sempre più l’immensa bellezza che aveva un tempo il nostro paese, con le sue incantevoli vie lastricate in pavè e le immense piazze percorse dalle meravigliose vetture dell’epoca, con un traffico talmente esiguo da rendere ancora più affascinante la visione della nostra bella Italia!
Tra le componenti che hanno reso “Vacanze Romane” un film di straordinaria bellezza, è presente senza dubbio proprio questo aggettivo, la bellezza di una città come Roma avvolta dalla sua magia in uno dei periodi di massimo splendore, e grazie alla realizzazione di questa pellicola, si possono ammirare le sue magnificenze, tra le quali i Fori Romani, luogo dove i due protagonisti s’incontrano la prima volta, la fontana di Trevi posta di fronte alla bottega del barbiere che taglia i capelli alla Principessa durante la sua fuga-vacanza, oppure la suggestiva Piazza di Spagna, dove la Hepburn seduta sulle sue scale in una bellissima giornata di sole si gusta un gelato, per non parlare dei magnifici interni dove sono state girate le scene in cui la principessa Anna ha soggiornato durante la sua visita romana!
Dopo il primo rifiuto da parte del regista Frank Capra, la Paramount Pictures affida la regia di questa deliziosa commedia a William Wyler, regista dalle indiscusse qualità che rimase sulla breccia per ben 45 anni, ed é proprio grazie al suo fiuto se il ruolo della Principessa Anna fu affidato alla sconosciuta, Audrey Hepburn spodestando con un leggendario provino (che passò alla storia), niente meno che la celebre Elizabeth Taylor! Il secondo rifiuto fu di Cary Grant, il motivo della sua decisione, fu che si ritenne troppo vecchio per girare un ruolo sentimentale accanto alla giovanissima Hepburn. Ebbe così via libera per il ruolo di attore principale, il più consono Gregory Peck, che vide lungo sulle qualità della sua giovane e sconosciuta partner. Infatti dopo neanche due settimane di riprese, chiamò il sua agente e pretese che nei titoli del film il nome della Hepburn, fosse inserito al pari del suo, sia come grandezza che come importanza. Lui stesso motivò così tale imposizione: <Sono abbastanza intelligente da capire che quasta ragazza vincerà l'Oscarnel suo primo film e sembrerò uno sciocco se il suo nome non è in cima, vicino al mio>. Tale previsione si rivelò vera, la Hepburn nel 1954 vinse l’Oscar come miglior attrice protagonista! Il film fu premiato con altri due Oscar, per il miglior soggetto e migliori costumi. Un’altra curiosità degna di nota e la famosa scena in cui i protagonisti visitano la bocca della verità, all’interno della quale lui infila la mano, osservate attentamente la reazione spaventata della Hepburn quando grida e cerca di aiutare Peck a ritrarla, mentre lui continua a fingere di averla persa, é tutto vero, la Hepburn si prese uno bello spavento, poiché il tutto fu organizzato dall’attore senza avvertirla!
Se vi piacciono le commedie, non perdetevi l’occasione di trascorrere questa romantica ed incantevole vacanza romana!

Namor

 

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