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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Asterix451 (del 20/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 555 volte)
Titolo originale
Ender's Game
Produzione
USA 2013
Regia
Gavin Hood
Interpreti
Harrison Ford, Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Viola Davis, Abigail Breslin.
Durata
114 Minuti

In un futuro imprecisato, la Terra è sopravvissuta ad un’invasione da parte dei “Formics”, una razza aliena poi sconfitta dall’aviazione spaziale del Comandante Mazer Rackam (Ben Kingsley), che ha sacrificato la sua vita pur di trionfare. Dal giorno della vittoria, però, il comando militare sa di doversi preparare ad una potenziale, nuova offensiva dallo spazio: per questo motivo, l’accademia piloti stellari è sempre alla ricerca di nuove reclute da selezionare, con la speranza di trovare un pilota altrettanto valoroso.
La supervisione dell’addestramento è affidata al Colonnello Graff (Harrison Ford): di fronte a lui ragazzi poco più che adolescenti si confrontano, competono e lottano per diventare piloti, inseguendo il mito di Rackam.
Ender Wiggin (Asa Butterfield) è un cadetto introverso, logico, brillante. Apparentemente debole e poco incline al confronto, viene spesso vessato dai compagni di corso; persino la sua famiglia dubita che abbia un futuro nelle forze armate spaziali. Ma Ender non è affatto ciò che sembra e lo dimostra un giorno, in una rissa, dovendosi difendere da alcuni ragazzi più grandi di lui. La sua determinazione è tale che il Colonnello Graff si trova costretto a giudicare l’accaduto, che potrebbe costare ad Ender l’espulsione dal corso, secondo il regolamento… tuttavia, loro si stanno preparando ad una guerra e Ender sembra molto determinato a combatterla.
Per questo motivo, Graff decide di destinarlo direttamente ad una elite di piloti destinata a portare a termine una missione molto delicata: toccherà ad Ender, a quel punto, dimostrare di che pasta è fatto.
Gavin Hood (che ricordiamo per il film sulle MMA Warrior) sceneggia e dirige un romanzo di fantascienza del 1985 scritto da Orson Scott Card, il quale ha protetto i diritti della sua opera sino al 2012, quando ha trovato gli investitori giusti per finanziare il suo progetto. Dopo una gestazione lunga e diversi cambi di direzione, si è arrivati finalmente a confezionare questo film di fantascienza piuttosto atipico e ricco di riflessioni interessanti sulle contraddizioni della guerra e di chi la combatte.
L’antieroe Ender Wiggin è interpretato da un ottimo Asa Butterfield, a suo agio nei panni del combattente che sostuisce l’intelligenza alla forza, il sentimento alla crudeltà. Sono queste caratteristiche che lo porteranno a perseguire un epilogo differente per risolvere la contraddizione della guerra, che dispensa la morte come unica via per preservare la vita. Al suo fianco, il cast dei giovanissimi arricchisce le storie parallele dei vari protagonisti: paure, insicurezze, amori all’ombra dell’ineluttabile destino che li attende. Una per tutti la giovane e bella Hailee Steinfield, nel ruolo di Petra, che farà innamorare Ender (e parecchi ragazzini in sala) proprio alla vigilia della battaglia.
Sono felice di rivedere Harrison Ford in ruoli adatti al suo passato, dopo alcune interpretazioni poco brillanti: non è facile invecchiare per Indiana Jones, Ian Solo e il cacciatore di replicanti Deckard. Un patto con il diavolo deve averlo fatto Ben Kingsley, invece, che sembra adattarsi a tutti i ruoli con una incredibile capacità recitativa.
Ender’s Game è un bel film, alternativo ai soliti blockbuster di fantascienza. Lo sforzo della produzione è stata quella di proporre una bella introspezione dei protagonisti e un punto di vista differente sull’esito delle guerre, senza disdegnare azione e storie d’amore che appassionano da sempre il grande pubblico.
Bravo Gavin Hood a tenere un buon equilibrio tra questi due aspetti, con un ritmo appetibile, belle sequenze e un cast di bravi attori. La stessa ricetta proposta nell’entusiasmante Warrior: per quelli che pretendono qualcosa in più dal solito cinema di intrattenimento.

Asterix451

 
Di Miryam (del 16/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 460 volte)
Titolo originale
A Walk Among Tombstones
Produzione
USA 2014
Regia
Scott Frank
Interpreti
Liam Neeson, Dan Stevens, David Harbour, Boyd Holbrook, Adam David Thompson
Durata
114 Minuti

Protagonista principale del film è Matt Scudder (Liam Neeson), un ex poliziotto di New York diventato ora investigatore privato ma senza licenza che opera ai margini della legge…quando non ne va al di fuori.
Avendo un passato di bevitore accanito, frequenta gli Alcolisti Anonimi, alternandosi con vari scontri con trafficanti di droga. Uno di questi, Kenny Kristo ( Dan Stevens), sceglie proprio di ingaggiare Matt perché lo aiuti a trovare i sadici psicopatici che hanno rapito, torturato e ucciso sua moglie.
Scudder accetta l’incarico con titubanza e durante le sue ricerche scopre che non è la prima volta che questi serial killer operano in maniera così brutale, perciò si mette alla ricerca nei vari vicoli di New York al fine di rintracciare questi assassini prima che possano uccidere di nuovo. “La Preda perfetta – A Walk Among the Tombstones”, è una pellicola basata sulla serie di romanzi gialli best seller di Lawrence Block, diretta da Scott Frank, qui anche in veste di sceneggiatore. La trama è più o meno la solita, un bravo poliziotto di animo buono ma che cerca la giustizia con metodi un po’ discutibili, personaggio che si cala perfettamente in Liam Neeson, basta ricordare i suoi Taken 1..2..e 3 che credo sia già uscito ma non l’ho ancora visionato.
Nell’insieme è un film interessante anche se scontato nel finale, del resto il bene deve prevaricare sul male, e qui la brutalità non manca, soprattutto perché la violenza macabra e gratuita viene effettuata non solo su donne ma anche su giovani ragazzine.
Per fortuna, nonostante la drammaticità del film si spinga al di sopra delle righe descrivendo dettagli raccapriccianti, i delitti non vengono ripresi, restano solo i brividi dello spettatore. Tutto sommato per gli amanti del genere e i fans di Leeson come me, è pur sempre un film da vedere, interessante dove l’ adrenalina non viene certo a mancare!!

Miryam

 
Di Angie (del 13/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 450 volte)
Titolo originale
John Wick
Produzione
USA 2014
Regia
Chad Stahelski
Interpreti
Keanu Reeves, Michael Nyqvist, Alfie Allen, Adrianne Palicki, Willem Dafoe.
Durata
100 Minuti

Persa da poco la moglie per una grave malattia, John Wick (Keanu Reeves) un ex killer di professione, riceve dopo pochi giorni dal lutto, un cucciolo di Beagle per posta con una lettera della moglie Helen, come ultimo regalo prima di morire.
John si affeziona molto al cucciolo. A una stazione di servizio mentre fa benzina ha un diverbio con un ragazzo invadente, Iosef che, vuole comperare la sua macchina d'epoca: una Mustang 1969. John cortesemente rifiuta la proposta. Durante la notte John viene svegliato dal cane che abbaia per aver sentito rumori al piano inferiore. Sceso per vedere viene aggredito e picchiato dai ragazzi che uccidono il cane e rubano la macchina. Si dice che la vendetta sia un piatto da servire freddo.
Non per John Wick, ex killer professionista che a causa di uno sgarro decide di tornare al vecchio mestiere e scatena così un inferno. I film basati sul tema della vendetta sono innumerevoli, ma a volte con qualche variante li rendono diversi, quindi sempre piacevoli a vedersi e non deludono le aspettative di chi vuole vedere qualcosa di energetico: come “John Wick”, film diretto da David Leitch e Chad Stehelski.
Nonostante il solito filo narrativo riguardante la vendetta personale, “John Wick” è una bella pellicola ricca d'azione dall'inizio alla fine, che intrattiene lo spettatore a guardare sino alla fine senza annoiarsi. Gli ingredienti pur non essendo nuovi sono stati usati bene, con una scenografia di grande effetto, con luci, ombre ed effetti sonori che generano la giusta tensione senza deludere quel pubblico che ama questo genere.
Ottima (a mio parere) l'interpretazione di Keanu Reeves, con i suoi 50 anni, nei panni di uno spietato “uomo nero” che si fa giustizia a modo suo. Tra l'altro lo avevo già visto lavorare nel film 47 Ronin, molto bravo. Comunque se non avete tante pretese e siete alla ricerca di un thriller-action che vi tenga incollati allo schermo e vedervi un Reeves molto arrabbiato questo è il film che fa per voi.

 Angie

 
Di Namor (del 06/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 597 volte)
Titolo originale
Borotalco
Produzione
Italia 1982
Regia
Carlo Verdone
Interpreti
Carlo Verdone, Angelo Infanti, Eleonora Giorgi, Moana Pozzi, Elisa Mainardi.
Durata
130 Minuti

Sulle note della bellissima “L’ultima luna” di Lucio Dalla, Sergio Benvenuti (Carlo Verdone) e Nadia Vandelli (Eleonora Giorgi) si preparano per andare al lavoro come venditori di enciclopedie porta a porta per conto dei Colossi della Musica.
Nadia molto più spigliata e convincente riesce a piazzare un buon numero di vendite, per Sergio, timido e impacciato, i profitti non sono all’altezza per intraprendere il lavoro di rappresentante. Visto il successo di Nadia, Sergio la contatta per essere affiancato da lei in una vendita per studiare il suo modus operandi. L’appuntamento per andare da un bizzarro cliente di nome Manuel Fantoni (Angelo Infante), viene saltato da Nadia per il tentato acquisto dei biglietti per il concerto del suo idolo Lucio Dalla. Nel frattempo Sergio non vedendola arrivare sale nell’appartamento di Fantoni, col quale instaura da subito un rapporto molto confidenziale. Fantoni, che di vero nome fa Cuticchia Cesare, viene arrestato per truffa!
Sergio, rimasto basito da questa nuova conoscenza, ne approfitta ed assume la sua identità quando Nadia giunge in gran ritardo all’appuntamento che aveva con lui stesso ed il Fantoni. Vista la posizione da vip di cui ora Sergio gode, la sfrutta per arrivare a conquistare il cuore della bella Nadia che ingenuamente ci casca. Augusto (Mario Brega) e la figlia Rossella (Roberta Manfredi) fidanzata di Sergio, si accorgono che qualcosa non và nei comportamenti di Sergio che ormai si trova in un gioco molto più grande di lui.
La resa dei conti tragicomica sarà inevitabile, così come la pessima figura di Sergio per mano del burbero suocero. Dopo qualche anno i due sono entrambi sposati con i loro fidanzati storici, Sergio che continua a fare il piazzista di enciclopedia (ma stavolta per il mondo della natura) si reca ad un incontro fissato per una vendita, giunto a destinazione scopre che la cliente con cui ha l’appuntamento è Nadia che con una telefonata dalla voce camuffata lo attira nel suo appartamento. I due conversano amabilmente e con profonda nostalgia, il rimpianto di aver intrapreso un cammino differente per entrambi è fortemente tangibile, come la loro voglia di lasciarsi andare e dichiarare finalmente i loro sentimenti mai espressi.
Scritto in un anno con Enrico Oldoini, Verdone dirige ed interpreta “Borotalco” una delle commedie più belle del cinema italiano, vincitrice di ben 5 David di Donatello: Miglior Film, Miglior Attore Carlo Verdone, Miglior Attrice Eleonora Giorgi, Miglior Attore non protagonista Angelo Infante e Miglior Colonna sonora a Dalla e Liberatori. Il cast di attori è fantastico, la prova di Verdone e la sua espressione mimica non hanno eguali nel recitare l’impacciato e mite Sergio, la Giorgi (premiata anche col Nastro D’Argento) oltre ad essere bellissima come non mai nella parte della frizzante Nadia, che a parer mio rimane la sua più grande performance su grande schermo, difatti lo stesso Verdone elogiò la Giorgi che a sua parere interpretò se stessa nella vita reale, fatto sta che dopo questo ruolo la Giorgi divenne l’attrice più richiesta del momento. Oltre al bravo Infanti nel ruolo del seducente Fantoni, vi è presente uno strepitoso Mario Brega nella parte del suocero Augusto, le sue gag con Verdone sono sicuramente le più divertenti che abbia visto nella cinematografia della commedia italiana. Il cast prosegue con personaggi del calibro di Cristian De Sica agli inizi della sua carriera nel ruolo dell’amico di appartamento di Sergio, mentre Rossella la fidanzata oppressiva di Sergio è la figlia dell’attore Nino Manfredi. Ultima menzione di merito va ad una giovanissima è bellissima Moana Pozzi che interpreta una amica del Fantoni presente nel suo appartamento, la scena del suo bagno nuda in piscina è indimenticabile come le sue favolose forme.
C’è una piccola curiosità collegata a Moana nel film, l’appartamento di Fantoni è la sua vera residenza prestata per l’occasione al fine di avere un piccolo cameo all’interno della pellicola. Verdone ad oggi ritiene “Borotalco” il suo miglior film fino adesso realizzato, quello a cui deve il successo ottenuto dopo i primi due film (“Un sacco Bello” e “Bianco Rosso e Verdone”) improntati su più personaggi.
Un’ultima curiosità di merito è sicuramente l’attribuzione della colonna sonora, che venne attribuita a Lucio Dalla senza che lui avesse fatto parte del progetto, difatti vengono utilizzati alcuni suoi brani ma le musiche sono degli Stadio e Fabio Liberatori. Il nome di Dalla che in quel periodo stava riscuotendo un enorme successo, venne messo a sua insaputa dalla produzione sulle locandine come autore delle musiche. L’azzardo fece arrabbiare non poco il cantante bolognese che telefonò a Verdone per fare le sue rimostranze, Verdone per mettere pace lo invitò alla prima con la promessa che se non gli sarebbe piaciuta la collocazione delle sue canzoni nel film, avrebbe rimosso il suo nome dalla locandina, naturalmente era una bugia, visto che ormai l’uscita del film era prossima e non si potevano ristampare i manifesti.
Nonostante il film sia datato 1982 risulta ancora piacevole da rivedere, d'altronde le cose belle non hanno età è Borotalco con la sua tenera nostalgia i suoi 33 anni se li porta ancora bene.

Namor

 
Di Angie (del 02/07/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 578 volte)
Titolo originale
Gone Girl
Produzione
USA 2014
Regia
David Fincher
Interpreti
Ben Affleck, Rosamund Pike, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens.
Durata
145 Minuti

La storia è quella di Nick (Affleck bBen) e Amy (Rosamund Pike) che si incontrano ad una festa, dove lui la conquista con un sorriso da sornione. Lei è una ragazza perfetta: bella, ricca e colta autrice di libri. Una coppia all'apparenza felice ma che, in realtà sta attraversando un periodo difficile mettendo in crisi il loro matrimonio. Tutto esplode nel giorno del loro quinto anniversario di nozze, quando Amy scompare senza lasciare traccia. La scena del crimine in casa rivela tracce di sangue. I sospetti naturalmente cadono sul marito ed inizia per Nick un vero incubo.
Non voglio svelare più di tanto cosa succede per lasciare un po' di curiosità a chi volesse visionarlo. Il cineasta David Fincher, autore di cult come “Fight Club” e dopo “Lo strano caso di Benjamin Button e “Millennium”, ritorna con il nono lungometraggio e dirige il film “L'Amore Bugiardo-Gone Girl”.
Ispirato ad una storia vera, la pellicola è tratta dal romanzo best seller L'Amore Bugiardo di Gilliam Flym, che cura anche la sceneggiatura del film. I protagonisti sono Ben Affleck e Rosamund Pike nei rispettivi ruoli di Nick e Amy. Una semplice e comune (così sembra) storia di una splendida coppia: felicità iniziale che si trasforma pian piano in frustrazione e delusione e, in un giorno come tanti lei scompare nel nulla. L'intreccio della trama è molto coinvolgente sembra un thriller quasi alla Hitchcock infatti, mi ricorda un po' “La donna che visse due volte “ proprio di Hitchcock.
Un thriller psicologico, convincente, dove nulla è come sembra e l'intreccio della storia tiene costantemente lo spettatore con il fiato sospeso per tutto l'arco dei 145 minuti con il susseguirsi di colpi di scena. Una menzione di merito va al cast. Ottima l'interpretazione della Pike (candidata all'Oscar) nel ruolo di psicopatica, con il suo viso enigmatico di cui ci si può innamorare facilmente ma, altrettanto facilmente odiare. Molto bravo anche Affleck nella parte del marito con la sua espressione e il sorriso da “tontolone”. Il film è stato candidato a 5 Golden Globe: miglior regista, miglior film, migliore attrice (Pike), miglior sceneggiatura e colonna sonora. La mia opinione sul film? Mi è piaciuto molto.
Trama avvincente ed intrigante. Una storia che incuriosisce e stimola la visione sopratutto al pubblico italiano in quanto trova spunti in comune con molte vicende che ultimamente colpiscono purtroppo, la nostra società odierna. Nonostante la sua durata di due ore e mezza, devo dire sono volati senza accorgermene, sono rimasta incollata allo schermo fino alla fine per vedere il districarsi della matassa. Consiglio di visionarlo. Merita davvero! E un thriller e una satira sociale che vi sorprenderà. Sicuramente farà parlare di sé !.

 Angie

 
Di Angie (del 26/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 582 volte)
Titolo originale
Jack Ryan: Shadow Recruit
Produzione
USA - Russia 2014
Regia
Kenneth Branagh
Interpreti
Chris Pine, Kenneth Branagh, Keira Knightley, Kevin Costner, Nonso Anozie.
Durata
105 Minuti

Il giovane Jack Ryan (Chris Pine) arruolatosi come volontario nei Marines, durante una missione in Iraq rimane gravemente ferito. Durante la lunga riabilitazione, sotto l’aiuto di una studentessa in medicina Cathy (che diverrà poi la sua compagna), Ryan viene notato per il suo talento da William Harpes (Kevin Coster) un agente della Cia, che gli propone un posto da analista a Wall Street. Inizia così per Jack una nuova e avventurosa carriera.
Ben presto il giovane Ryan si accorge di alcuni investimenti dubbi e si reca a Mosca per incontrare direttamente un magnate russo Viktor Cheverin (Kenneth Branagh) che è implicato in un complotto teso a finanziare un attacco terroristico per mandare in crash l’economia americana. Un semplice viaggio di affari si trasforma così in un incubo per il giovane agente. Appena atterrato Ryan subisce un attacco (uscendone indenne), da quello che considerava la sua guardia del corpo. Ma la situazione si fa sempre più difficile e sarà ancor più compromessa quando anche la sua fidanzata Cathy (Keira Kinightley) viene rapita, così Jack oltre a sventare l’attacco terroristico dovrà anche salvare la sua compagna.
Dopo aver diretto “Thor” con buon successo, Kenneth Branagh lo vediamo nuovamente in un altro franchise ma, questa volta come attore. Si tratta di una nuova storia: “Jack Ryan –L’iniziazione”, quinto film della famosa saga nata dalla penna di Tom Claney, che segue le vicende di Jack, analista finanziario di Wall Street reclutato dalla Cia per sventare un attentato ideato da un folle miliardario russo interpretato proprio da Kenneth Branagh. Penso che molti abbiano già conosciuto questo personaggio Jack Ryan, visto sullo schermo in ben quattro film (Caccia a ottobre rosso, Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo e al Vertice della tensione) con il volto di tre attori diversi (Alec Baldwin, Harrison Ford e Ben Affleck). Ora in questa saga vediamo Chris Pine, che per quanto mi riguarda è molto bravo nelle vesti di Ryan e, reduce anche dal successo di un atro famosissimo reboot: quello di Star Trek.
Da un mio punto di vista l’ho trovato un buon thriller, ricco di azione e con una trama semplice che si lascia vedere per tutti i suoi 100 e più minuti . Ne consiglio la visione ( nonostante si conosca il personaggio e le sue vicende) in quanto in questo nuovo capitolo della serie non è male, visto che intrattiene anche senza sorprendere enormemente lo spettatore.

 Angie

 
Di Namor (del 22/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 618 volte)
Titolo originale
Jurassic World
Produzione
USA 2015
Regia
Colin Trevorrow
Interpreti
Chris Pratt, Vincent D'Onofrio, Bryce Dallas Howard, Judy Greer, Nick Robinson.
Durata
124 Minuti
Trailer

Messo nuovamente in sicurezza dopo la devastazione precedente, riapre il lussuoso resort popolato da dinosauri Jurassic World. A gestire il parco con ottima efficienza è la indaffarata Dottoressa Claire Dearing (Bryce Dallas Howard), zia di Ty e Nick che si apprestano a raggiungerla per visitare il parco popolato da animali preistorici. Gli esosi costi di gestione spingono il Dott. Wu (BD Wong) a creare sempre una attrazione nuova per invogliare il pubblico a ritornare a visitare il parco, la nuova attrattiva è il gigantesco Indominus Rex, un ibrido tra il potente Tirannosauro Rex ed il temibile Velociraptor. Astuzia e forza al di sopra tutti gli altri dinosauri sono le pericolose doti di questo nuovo gigantesco essere tenuto in isolamento e che ora ha raggiunto la sua maturità. Per poter valutare la sua pericolosità la Dott. Claire chiede la consulenza dell’ex militare Owen (Chris Pratt), esperto in combattimento animale che lavora in una base sull’isola addestrando alcuni Velociraptor al comando.
Una volta giunto nella zona riservata all’Indominus Rex, Owen si accorge da subito che qualcosa non quadra all’interno del parco, su un muro contenitivo vi sono segni di artigli che fanno pensare alla fuga del bestione che invece furbamente ha inscenato l’evasione per poi uscire sorprendendo i custodi liberando la sua furia distruttrice contro chiunque si trovi sul suo cammino. Owen e Claire si uniscono per salvare Ty, Nick e i ventimila visitatori presenti a Jurassic World dalle voraci fauci dell’Indominus Rex.
Ventidue anni dopo Spielberg riapre i cancelli del Jurassic World affidando le chiavi al regista Colin Trevorrow coadiuvato di un cast tecnico di tutto rispetto come: dal direttore della fotografia John Schwartzman (Seabiscuit – Un mito senza tempo, Amazing Spider-Man), dallo scenografo Edward Verreaux (X-Men: Conflitto finale, Monster House), dal montatore Kevin Stitt (X-Men, Cloverfield), dal costumista Daniel Orlandi (Il codice Da Vinci, Saving Mr. Banks) e dal compositore premio Oscar® Micheal Giacchino (Into Darkness - Star Trek, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie).
Il cast di attori rispetto al precedente Jurassic Park è molto ridimensionato, non ci sono interpreti di elevata caratura come Jeffe Goldblum, Sam Neill, Richard Attenborough, Samuel L. Jackson e Laura Dern, al loro posto ci sono il nuovo divo dall’azione Chris Pratt lanciatissimo dopo aver interpretato Star Lord in “I guardiani della Galassia” e Bryce Dallas Howard, figlia dell’attore e regista Ron Howard ormai bellissima 34enne meritevole di altre opportunità ben più congeniali alle sue qualità espressive, visto che è dotata di un paio di occhi da infarto!
Facendo un confronto con il primo capitolo della saga J.World perde nettamente il confronto con J.Park, la recitazione, il cast e la trama molto più avvincente di J.Park sono ineguagliabili ed inarrivabili per J.World, l’unica dote che può vantare di rispetto al primo film sono gli effetti speciali che nel frattempo si sono evoluti enormemente (e guai se non fosse stato così).
Ora va bene riesumare un blockbuster come Jurassic per rimpinzare le casse, ma abbiate almeno la decenza di elaborare una trama degna di essere chiamata tale, e non una storiella elementare e banale come i due mocciosetti eccitati che vanno al parco dei dinosauri per poi essere in pericolo e salvati dall’eroe di turno. Sceneggiature così son capaci a scriverle anche i miei nipoti alle elementari al costo di un gelato!
Un consiglio a chi si appresta a vederlo al cinema, optate per la visione in HD tralasciando il 3D che fa veramente pena facendo perdere qualità video non indifferenti.

 Namor

 
Di Asterix451 (del 15/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 852 volte)
Titolo originale
Killing Season
Produzione
USA 2014
Regia
Mark Steven Johnson
Interpreti
Robert De Niro, John Travolta, Milo Ventimiglia, Elizabeth Olin
Durata
131 Minuti

Benjamin Ford (Robert De Niro) è un ex ufficiale dell’Esercito degli Stati Uniti, veterano della guerra di Bosnia. Vive da solo nella foresta, disciplinato come fosse ancora al reggimento, cercando di lasciarsi alle spalle gli orrori di una guerra che ha stravolto la ex Jugoslavia.
Tra gli alberi di una terra che lo ha costretto ad uccidere cerca la pace nella foresta, passeggiando con la macchina fotografica per immortalare animale e paesaggi. Profondamente segnato nel carattere, non riesce più a ritrovarsi con la sua famiglia.
Vive così, per conto suo, fino al giorno in cui non rimane in panne su una pista con la sua auto e uno sconosciuto gli si avvicina per aiutarlo. Piove a dirotto. L’uomo sembra un pellegrino, ma inaspettatamente riesce a sistemare il fuoristrada di Ben che, per sdebitarsi, si offre di ospitarlo. Dopo una iniziale diffidenza, l’uomo accetta e si presenta come Emil Kovac (un John Travolta dimagrito, con barba e capelli tinti… forse, trapiantati).
Emil è rozzo, ma amichevole.
Beve insieme a Ben e si offre di portarlo a caccia. Useranno l’arco, come un tempo, e Ben accetta nonostante abbia smesso da tempo di uccidere gli animali… non sa ancora che, presto, si troverà a dover sfuggire un vecchio nemico e il passato che egli rappresenta.
Il regista statunitense Mark Steven Johnson (Daredevil, Elektra, Ghost Rider) dirige una sceneggiatura scritta negli anni settanta e poi rivista e aggiornata. Originariamente “Killing Season” doveva essere realizzato da John McTiernan per far incontrare Travolta e Nicholas Cage ancora una volta dopo “Face Off” ma, alla fine, De Niro è subentrato nel progetto con il passaggio di mano di Johnson alla regia.
Il risultato non è entusiasmante, purtroppo, nonostante l’impegno di tutti. De Niro, pur non essendo più quel De Niro, è in forma e risulta credibile nella parte del veterano. Tuttavia la sua performance è un pallido ricordo di sé ne “Il Cacciatore”, anche nella scena cammeo del cervo che, qui, si traduce diversamente per non sembrare scopiazzata. Anche Travolta è bravo, come sempre, ma quei capelli sembrano proprio finti (alla Nicholas Cage) e un pochino sembra finta la cruda determinazione con cui cerca di farsi vendetta, tra torture ingegnose, pestaggi, resistenza agli urti e turpiloquio balcanico al quale è costretto per sceneggiatura. E si va avanti così, nella foresta, in uno scambio reciproco di violenze che terminano… come alle scuole elementari, tra i bulletti che si menano per la merenda.
Killing Season” non è un capolavoro e neanche un bel film ma, al di là del sarcasmo e dei paradossi di una produzione che ha subito troppi rimpasti, riesce in qualche maniera a pagarsi il biglietto. Il linguaggio è volgare e violento, le torture truci, la dinamica tutto sommato sempliciotta e già vista ma, grazie agli attori, si arriva in fondo con una qualche soddisfazione. Astenersi persone impressionabili, bambini e in generale chi sa di non apprezzare qualsiasi cosa menzionata prima. Buono per una serata rumorosa senza pensieri.

Asterix451

 
Di Namor (del 08/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 511 volte)
Titolo originale
Evil Dead
Produzione
USA 2013
Regia
Fede Alvarez
Interpreti
Jane Levy, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci, Jessica Lucas, Elizabeth Blackmore
Durata
90 Minuti
Trailer

Un gruppo di ragazzi si apprestano a passare un periodo di tempo in uno sperduto cottage, una vacanza che ha come motivo principale il loro aiuto a Mia (Jane Levy) nel disintossicarsi dall’eroina e dal suo burrascoso passato. Giunti nella casa di campagna i ragazzi vengono sopraffatti da un tremendo odore di bruciato proveniente da una botola, incuriositi e desiderosi di porre rimedio al tremendo tanfo, scoprono che in cantina vi sono una miriade di animali bruciati ed appesi al soffitto ed un libro sigillato con del filo spinato. La curiosità di uno dei componenti del gruppo ad aprire il manoscritto e leggerlo, sarà l’inizio di un mortale incubo per tutti loro, visto che ha appena evocato un pericoloso demone che minaccia di impossessarsi di loro ad uno a uno fino a che non saranno tutti morti.
A distanza di oltre 30 anni Sam Raimi e Bruce Campbell producono il remake “La Casa”, il loro film di maggior successo affidando la regia al giovane regista uruguaiano Fede Alvarez.
Osannato dalla critica che gli ha attribuito voti alti e recensioni entusiastiche, ho voluto rivedere quello che per me era stato il caposaldo di questo genere Horror, un film che all’epoca spaventò e impressionò più di uno spettatore che giudicarono (me compreso) come uno dei migliori titoli dell’orrore degli anni 80.
Una volta visto sono rimasto molto stupito dagli elogi della critica verso questo remake, personalmente non mi è piaciuto affatto, lo trovato esageratamente splatter e stomachevole in più di una scena… ora va bene che la fantasia supera la realtà in certe pellicole… ma il troppo non va neanche bene. Le scene con più automutilazioni per poi stare bene come se si fossero tagliati un’unghia e non un arto, fanno veramente passare la voglia di andare avanti nel vedere come si evolve il film.
Piacerà sicuramente agli amanti del genere, come d’altronde è piaciuto alla critica (e non mi spiego il perché) ma dubito che possa appagare un certo pubblico con gusti più moderati.

 Namor

 
Di Miryam (del 05/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 601 volte)
Titolo originale
Live!
Produzione
USA 2007
Regia
Bill Guttentag
Interpreti
Eva Mendes, David Krumholtz, Rob Brown, Katie Cassidy, Jay Hernandez.
Durata
96 Minuti

Kathy Courbet (Eva Mendes, qui in veste anche come produttore esecutivo), è una dirigente televisiva, una vera professionista che vuole ascolti stratosferici, successo e soprattutto vuole raggiungere un obiettivo: toccare il 40% di share.
Per attuare questo ci vuole però un’idea geniale, un reality particolare, eccentrico per suscitare un vero interesse per gli spettatori. Durante una riunione con lo staff al completo, si incominciano a valutare varie idee, certo alcune molto strampalate in quanto è presente sempre il tema della morte o violenza gratuita che poi in fondo sono le cose che attirano più curiosità, così dopo varie idee per lo più bocciate, ecco che qualcuno propone la “roulette russa”.
In quel momento sul viso di Kate appare un sorriso strabiliante, per lei quello è il giusto tema da trattare. Cosa non certo facile da attuare per via della morte in diretta, bisogna trovare gli sponsor e vincere non poche resistenze, ma alla fine Kate ottiene il permesso di mettere in onda il suo programma anche se il suo capo prevede più un fallimento che una rinascita.
Il gioco consiste di trovare sei concorrenti che per denaro o per fama siano disposti a rischiare la vita, per cinque di loro, un’ ingente somma di denaro, per uno… la morte in diretta tv “Live! ascolti record al primo colpo”, diretto da Bill Guttentag, è stato un film alquanto criticato in quanto un reality con la morte in diretta non è certo un buon esempio da emulare, però bisogna anche pensare che ormai tutto fa spettacolo, in effetti ci sono alcuni telegiornali specialmente in America, che fanno vedere certe corse all’impazzata per seguire un malvivente che poi viene freddato così come se niente fosse da vari poliziotti!! E credo che tutti noi abbiamo visto queste scene in tv, forse per sola curiosità.
Certo nulla a che vedere con un reality, anzi, spero resti un film e che non venga mai proposto o peggio ancora messo in pratica!!
Personalmente, il film non mi è piaciuto, l’ho trovato alquanto lento soprattutto quando vengono scelti i partecipanti al gioco, troppo patetico e melenso, per poi risolvere il tutto in maniera frenetica nell’ultima mezz’ora, e se vogliamo essere ancora più critici, quella non era nemmeno la vera roulette russa, il caricatore non veniva fatto girare e c’erano cinque colpi su sei concorrenti!! Va beh, questi sono solo inutili dettagli, quello che voglio invece aggiungere e che era meglio non vederlo…. Perciò almeno voi evitatelo!!

Miryam

 
Di Namor (del 02/06/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 493 volte)
Titolo originale
The anomaly
Produzione
Gra Bretagna 2014
Regia
Noel Clarke
Interpreti
Ian Somerhalder, Luke Hemsworth, Brian Cox, Noel Clarke, Alexis Knapp
Durata
97 Minuti

L’ignaro Ryan Reeve (Noel Clarke) e vittima di una corporazione scientifica che gli ha impiantato un sistema di controllo remoto della mente che lo manipola a suo piacimento. A fargli da angelo custode per preservare il prezioso esperimento militare è Harkin Langham (Ian Somerhalder) figlio del finanziatore del progetto. La tecnologia psicotronica del quale Ryan è succube, ha una falla nel sistema che periodicamente si disconnette dalla mente dandogli circa 10 minuti di autonomia nel quale lui è cosciente, un breve lasso di tempo in cui dovrà capire cosa sta succedendo e come porre rimedio all’intricata situazione per ritornare libero.
Noel Clarke non è solo l’interprete principale di “The Anomaly”, ma è anche lo sceneggiatore e regista di questa incongruente pellicola action futurista dalla trama ridondante e noiosa, a tal punto che arrivare ai titoli di coda è quasi una impresa. Ad attirare la mia attenzione è stata la presenza nel cast degli attori di Ian Somerhalder, volto noto della serie tv di discreto successo “Il diario del vampiro”, ove lui interpreta uno dei protagonisti più affascinanti; il vampiro di origini italiane Damon Salvatore.
La sua presenza purtroppo non eleva la qualità della pellicola che è molto al di sotto della sufficienza, Ian a parer mio dovrebbe scegliere sceneggiature migliori se vuole affermarsi anche sul grande schermo, se no verrà ricordato sempre come il bello e dannato Damon Salvatore del Diario di un Vampiro.
Per quanto riguarda il film, penso di essermi espresso abbastanza chiaramente.

 Namor

 
Di Asterix451 (del 25/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 655 volte)
Titolo originale
Locke
Produzione
USA _ Gran Bretagna 2013
Regia
Steven Knight
Interpreti
Tom Hardy, Ruth Wilson, Olivia Colman, Andrew Scott, Ben Daniels.
Durata
85 Minuti

Ivan Locke (Tom Hardy) è un ingegnere edile specialista nella posa del calcestruzzo.
Questa notte lascia il cantiere dopo aver controllato che tutto sia in ordine per il giorno dopo, quando verranno gettate le fondamenta del più alto grattacielo mai costruito in Occidente. Si cambia, sale sulla BMW e comincia un viaggio…
Lo aspettano a casa, ma lui sa di dover andare altrove per risolvere una situazione scomoda e inaspettata, conseguenza dell’unica volta in cui non ha organizzato gli eventi come di consueto. Locke è un uomo preciso, logico, controllato.
Non si aspetta che il mondo condivida le sue scelte, ma si impegna perché ne prenda atto e le rispetti. Nel suo campo, è il migliore: intelligente, controllato e metodico. Ma oggi, per la prima volta nella sua vita, metterà da parte il suo lavoro per assistere una donna che quasi non conosce, compromettendo così il futuro della sua carriera professionale, della sua famiglia e il personale equilibrio.
Tutto accade al volante, al telefono, mentre cerca di mettere insieme di una nottata che sta andando in pezzi. Ma la vita e il destino prendono sempre la loro via.
Il regista e sceneggiatore britannico Stephen Knight dirige Tom Hardy in un film minimalista, girato in tempo reale al volante di un’automobile. Fatta eccezione della panoramica iniziale sul cantiere, per tutto il film non stacca mai dalla vettura: non ci sono flashback e il mondo che la circonda passa attraverso il telefono; le situazioni ascoltate, i personaggi, la vita si esprimono attraverso le voci di coloro che circondano questo uomo strano.
Di fronte a colossi cinematografici dal costo milionario, con cast stellari, effetti speciali, trame avvincenti, un film come “Locke” si insinua sintetizzando il lavoro magistrale di chi lo ha realizzato. Di sicuro grazie a Tom Hardy, attore eclettico, tanto fisico quanto intelligente, che domina la scena stando seduto al volante; dopo aver interpretato qualsiasi tipo di pellicola (Bronson, Warrior, La Talpa, Batman – Il ritorno), non ha paura di mettersi in gioco con “Locke”, fidandosi di una sceneggiatura calibrata su ogni espressione, parola, dettaglio che possa mantenere alta la curiosità dello spettatore, tutto ad opera di Stephen Knight.
Per certi versi “Locke” ricorda “Buried – Sepolto vivo” (di Rodrigo Cortes, con Ryan Reynolds), girato alla luce dell’accendino all’interno di una bara, con un cellulare giù di batteria che fa arrivare stralci di storia sotto terra. Qui il soggetto è tutto diverso, ma all’interno di un’auto si svolge un film incredibile e avvincente, che pilota lo spettatore come il gioco di un mentalista.

Asterix451

 
Di Namor (del 18/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 667 volte)
Titolo originale
The Theory of Everything
Produzione
Gra Bretagna 2014
Regia
James Marsh
Interpreti
Eddie Redmayne, Felicity Jones, Charlie Cox, Emily Watson, Simon McBurney.
Durata
123 Minuti

Stephen Hawking (Eddie Redmayne) è un brillante studente dell’Università di Cambridge che, a soli 21 anni gli viene diagnosticata una malattia degenerativa dei motoneuroni, una tremenda patologia che priva il movimento muscolare, la parola, la deglutizione, il respiro e i movimenti generali del corpo.
La diagnosi è impietosa; entro due anni Stephen si spegnerà con enormi sofferenze.
Nonostante la disfattista prognosi dei medici, Stephen avrà il tempo di laurearsi e sposarsi con Jane (Felicity Jones), una studentessa conosciuta all’Università col quale metterà su una bellissima famiglia. Le soddisfazioni e gli attestati di stima non mancheranno per Stephen, che nel corso del tempo diventerà una delle menti più importanti e conosciute al mondo riguardo la fisica, la matematica, l’astrofisica e la cosmologia, materie di cui lui ora è il massimo esponente mondiale.
Tratto dal libro della ex moglie Jane Hawking “Travelling to Infinity: My Life With Stephen”, “La teoria del tutto” e una biografia del famoso astrofisico Stephen Hawking diretta dal regista James Marsh vincitore di un premio Oscar 2009 per il documentario “Man on Wire”. Al film vengono attribuite ben cinque candidature agli Oscar: Miglior Film, Miglior Attore protagonista, miglior Attrice protagonista, Miglior sceneggiatura non originale, Miglior colonna sonora, aggiudicandosi un solo Oscar come Miglior Attore per il bravissimo Eddie Redmayne, vincitore anche del Golden Globe.
Lo stesso Hawking che ha incontrato una sola volta Redmayne, ha mandato una mail per complimentarsi col regista riguardo la sua perfomance scrivendogli che in alcuni momenti sembrava addirittura di vedere se stesso da quanto era credibile. Un attestato di stima non indifferente per Redmayne che per prepararsi al ruolo ha dovuto perdere 15 kg di peso e duri allenamenti con una ballerina per controllore i movimenti del suo corpo. Il progetto non è stato facile attuarlo vista la gestazione che ha compreso ben dieci anni per realizzarlo, di cui tre solo per mettere d’accordo lo sceneggiatore del film e Jane Hawking sull’adattamento cinematografico.
Il risultato è molto apprezzabile, con le sue dovute licenze cinematografiche la pellicola risulta molto interessante, nonostante il soggetto possa far temere una trama moscia e priva di mordente a me non è dispiaciuto.

 Namor

 
Di Angie (del 08/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 842 volte)
Titolo originale
Lucy
Produzione
USA - Francia 2014
Regia
Luc Besson
Interpreti
Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Amr Waked, Choi Min-sik, Pilou Asbæk
Durata
90 Minuti

Mentre il professore Norman (Morgan Freeman) spiega con flemma e autocontrollo i nostri limiti mentali ai suoi studenti, dall'altra parte del mondo c'è Lucy (Scarlett Johansson), una ragazza venticinquenne che viene coinvolta in un tremendo malinteso. Lucy studia a Taipei, si sballa di continuo ai rave party e, non sa cosa fare della sua vita. Un giorno il suo ragazzo, anche lui sbandato, la obbliga a consegnare una valigetta in sue veci a un criminale coreano, Mr. Jang.
Al momento della consegna il ragazzo viene ucciso e Lucy prima che riesca a comprendere la situazione in cui si trova viene rapita. Obbligata a lavorare per loro come corriere della droga viene sottoposta ad una operazione chirurgica dove le viene inserita nell'addome una sacca contenente una sostanza nuova :il CPH4: un farmaco dalle facoltà portentose. A seguito di un pestaggio il pacchetto che ha nell'addome si rompe e il contenuto si riversa all'interno del suo corpo. Il prodotto chimico assorbito dall'organismo provoca nella donna effetti sorprendenti. Diventa una superwoman, riuscendo ad usare al massimo le potenzialità del cervello e il controllo di cose e persone.
Chissà cosa accadrebbe se un essere umano utilizzasse il 100% delle proprie capacità cerebrali !
E ciò che Luc Besson regista e sceneggiatore cinematografico che, già in passato ha dato vita ad eroine storiche (come nel film Leon, Nikita, Il quinto livello), ritorna sulla questione e cerca di dare una risposta e, porta sul grande schermo Lucy, un thriller d'azione fantascientifico. La storia parte bene. I primi trenta minuti del film (a mio parere) sono i migliori. Questa ragazza “sballata” ed impaurita che si trasforma in una spietata guerriera, ottiene un effetto molto coinvolgente che tiene lo spettatore con il fiato sospeso.
Peccato che poi nel 2° tempo il regista corra precipitosamente verso un affrettata conclusione e, cade troppo nell'esagerazione perdendo un po' di credibilità della storia. Nonostante la buona interpretazione dei due protagonisti, Johanson e Freeman, sinceramente mi aspettavo qualcosa in più a livello di trama. La pellicola aveva tutti i requisiti essenziali per un buon prodotto: c'era azione, sparatorie, inseguimenti, super poteri e, anche piccole nozioni pseudo-scientifiche. Tutte buone idee ma, a mio giudizio, sono state sviluppate in troppo poco tempo e frettolosamente senza approfondire il contenuto del tema per coinvolgere di più lo spettatore. Tutto sommato è un buon film.
Bello da un punto di vista visivo, non ci si annoia, buoni gli effetti speciali ma, non è di certo un capolavoro!

Angie

 
Di Miryam (del 04/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 872 volte)
Titolo originale
The Conjuring
Produzione
USA 2013
Regia
James Wan
Interpreti
Vera Farmiga, Joey King, Patrick Wilson, Mackenzie Foy, Ron Livingston
Durata
122 Minuti

New England, la numerosa famiglia Perron composta dal padre Roger ( Ron Livingston ), la mamma Carolyn ( Lili Taylor ) e le loro cinque figlie, si trasferisce in una nuova casa in campagna nella quale di li a poco, iniziano a verificarsi strane apparizioni e rumori alquanto inquietanti fino a delle manifestazioni paranormali.
Dato che la situazione sta diventando a dir poco insostenibile, i coniugi si rivolgono a due esperti del ramo, Lorraine ( Vera Farmiga ) e Ed Warren ( Patrick Wilson ), due persone che lavorano fianco a fianco del Vaticano proprio per cercare di scacciare le presenze demoniache.
Infatti appena giunti nella casa, i due rilevando un’attività fervente e un numeroso gruppo di presenze potenti, si rendono conto che non possono aspettare l’arrivo di autorizzazioni della Chiesa e preti esorcisti, ma devono cercare da soli con l’aiuto delle proprie forze, a scacciare il male che pervade la casa e soprattutto le persone o meglio le entità che vi abitano. E’ il malese James Wan l’artefice di questa pellicola a dir poco ben fatta, regista che già conosciamo per il primo film della saga di “Saw L’enigmista”.
In “L’Evocazione”, ha saputo dare allo spettatore attimi di angoscia e paura, la storia che è stata tratta da fatti veri realmente accaduti, non ha nessuna immagine di repertorio, ha preso spunto da due vecchi film: “Poltergeist” e “L’Esorcista”.
La sceneggiatura è rimasta abbastanza fedele alla storia narrata dai coniugi Warren, fatta eccezione che i Perron sono rimasti per ben nove anni in quella casa infestata e che anche se si erano manifestate possessioni, non si era fatto nessun tipo di esorcismo. Mentre invece sembra che la ex proprietaria della casa avesse veramente ucciso un neonato per Satana, tant’è che gli abitanti ritenevano fosse una strega, ma non morì impiccata come dice il film, ma semplicemente per cause naturali data l’età avanzata. I veri coniugi Warren del resto non sempre sono stati creduti, infatti secondo Steven Novella, presidente della New England Skeptical Society, sono due persone molto brave nel raccontare storie di fantasmi, ma non c’è ragione per credere che gli eventi siano veri!!
Tornando però a questa pellicola, bisogna dire che è stata fatta veramente bene, non esistono scene di violenza, mutilazioni, sangue a fiumi, gli effetti speciali sono quasi inesistenti, ma le musiche e le ombre, fanno il loro giusto compito.
L’unica delusione, a parer mio, è stata la storia iniziale della bambola, un viso davvero inquietante, pensavo che la trama girasse intorno a questa, invece niente, un’apparizione di dieci minuti, devo dire intensi, comunque per chi ama questo genere, il film è senz’altro da vedere. Sono molto scettica su questo argomento, non credo neppure sia una storia vera, ci hanno propinato questo filone in tutte le salse, però devo aggiungere che a differenza di altri, questo mi ha lasciato un misto di ansia e angoscia… che non se ne volevano andare!!!

Miryam

 

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