BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Namor (del 01/05/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 992 volte)
Titolo originale
Nighthawks
Produzione
USA 1981
Regia
Bruce Malmuth
Interpreti
Rutger Hauer, Sylvester Stallone, Billy Dee Williams
Durata
99 Minuti

Deke Da Silva (Sylvester Stallone) e Matthew Fox (Billy Dee Williams) sono due poliziotti che usano travestimenti vari per catturare i malviventi di New York, il loro sodalizio è molto fruttuoso nonostante non siano ben visti da tutto il dipartimento di polizia per i loro metodi stravaganti nell’assicurare i criminali alla legge. Da Silva da sempre poco incline al comando dei superiori per via delle sue teorie lavorative, sta vivendo un brutto periodo coniugale, Irene (Lindsay Wagner) non ne vuol più sapere di lui a causa della sua esasperante abnegazione al lavoro, una scelta che tormenta Da Silva enormemente pentito della loro rottura.
Una bomba viene fatta esplodere in una profumeria di Londra provocando la morte di centinaia di persone compresi alcuni bambini, un attentato che viene condannato anche dalle alte sfere terroristiche che ripudiano il celebre terrorista mercenario Wulfgar (Rutgher Hauger), esecutore materiale del vile atto terroristico. Cambiati i connotati grazie ad un intervento di plastica facciale, Wulfgar si trasferisce a New York per effettuare altri attentati terroristici, una volta fatto deflagrare il centro finanziario di New York, annuncia anche l’imminente attacco al prossimo congresso delle Nazioni Unite.
L’ufficiale della polizia britannica Hartman (Nigel Davenport) è un esperto di terrorismo internazionale, giunto nella grande mela per istruire una task force comprendente Da Silva e Fox per arrestare Wulfgar e la sua pericolosa alleata Shakka (Persis Khambatta). Durante un pattugliamento nei locali notturni il rivoluzionario viene avvistato ed inseguito da Da Silva e Fox, il ferimento di quest’ultimo impedisce al suo socio di proseguire l’inseguimento a Wulfgar, rimandando la resa dei conti al congresso delle Nazioni Unite.
Diretto da Gary Nelson e poi sostituito da Bruce Malmuth, “I Falchi della notte” vede per la prima volta sullo schermo Sylvester Stallone nei panni del poliziotto dopo aver girato “Rocky, F.I.S.T e Taverna Paradiso”.
 Inizialmente il progetto al posto di Sly prevedeva Gene Hackman che rifiutò per non rifare la terza volta consecutiva la parte del poliziotto contro il crimine, ruolo che lo aveva appena visto trionfare al botteghino con Il braccio violento della legge 1 e 2. Mentre per la parte del socio era previsto l’ingaggio di Richard Pryor per dare più humor al film.
La lavorazione del film fu abbastanza travagliata: Stallone sull’onda del successo di Rocky e forte del suo ego, pretese di mettere mano più volte alla sceneggiatura che riteneva poco soddisfacente per il suo personaggio. A farne le spese fu Rutgher Hauger, che con la sua ottima interpretazione stava oscurando la performance di un ingelosito Stallone, che fece di tutto per imporsi come unico divo del film facendo tagliare molte scene dell’attore olandese, un boicotta mento che non fermò la consacrazione ad Hollywood di Rutger Hauger dopo questo film. Una personalità forte quella di Stallone, a tal punto da mettersi dietro alla macchina da presa girando le scene della metropolitana per non perdere il giorno di registrazione quando ci fu il cambio di regista in corsa. Ad ogni modo i tagli alla pellicola furono innumerevoli anche da parte della Universal che aveva paura della censura per alcune scene molto violente, decisione che Stallone contestò fortemente poiché danneggiava enormemente lo svolgimento della storia.
A questa pellicola sono molto affezionato, ricordo ancora adesso con molta nostalgia che la andai a vedere in una piovosa serata di inverno con un caro amico che adesso non c’è più… rivedendola a distanza di molti anni (34) ho avuto vari e piacevoli flashback di quella indimenticabile serata finita davanti ad una pizza trascorsa con lui.
Nighthawks non è certo il miglior titolo della filmografia di Sly, ma e sicuramente una pellicola gradevole da vedere ed apprezzare nel visionare uno Stallone d’annata (per chi non lo avesse visto) nei panni di uno dei poliziotti più imitati dal cinema… il mitico Serpico del grande Al Pacino.

 Namor

 
Di Angie (del 27/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 716 volte)
Titolo originale
The Judge
Produzione
USA 2014
Regia
David Dobkin
Interpreti
Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton, Vincent D'Onofrio.
Durata
141 Minuti

Ci sono film che all'apparenza sembrano trattare la solita storia ripetitiva sui difficili rapporti familiari ma, non è sempre così.
Nel vedere “The Judge” ho riflettuto su una cosa. C'è una cosa nella vita che di sicuro non si può scegliere: la famiglia. I genitori che accompagnano la nostra esistenza. Non sempre però, si riesce a stabilire un buon rapporto, sopratutto nel periodo dell'adolescenza, dove si può consolidare o al contrario deteriorarsi. Succede ormai sempre più spesso che le famiglie non rimangono unite per vari problemi e, quando arriva il distacco è complicato superarlo e spesso il perdono non si riesce a chiedere o a concedere.
Ma veniamo al film, il racconto di una famiglia come tante con un rapporto logorato.
Hank Palmer (Robert Downey Jr) è il miglior avvocato difensore di Chicago. Molto tempo addietro aveva lasciato la nativa Carlinville, cittadina dell'indiana, perdendo ogni contatto con la propria famiglia ad eccezione della madre. Una telefonata gli annuncia che la madre è improvvisamente deceduta. Hank deve fare ritorno mal volentieri, nella sua città natale e confrontarsi dopo tanti anni con il suo più acerrimo nemico: suo padre Joseph (Robert Duval), giudice della contea, uomo integerrimo e di grande severità.
A funerale avvenuto, dopo una serie di scontri verbali con il padre, Hank sta per tornare a Chicago e lasciarsi di nuovo la famiglia alle spalle, ma scopre che il padre è sospettato di omicidio. Ecco che il figlio avvocato si trova a difendere il padre giudice.
David Dobkin, già apprezzato per le sue commedie come “Due single a nozze” dirige per la prima volta un film drammatico “The Judge” con protagonisti Robert Downey Jr e Robert Duval in due ottime interpretazioni. La storia ruota tutta intorno ai due personaggi: figlio avvocato e padre giudice. Grazie al processo di omicidio, i due cominciano così ad instaurare un rapporto, prima come avvocato e cliente e, poi come padre e figlio, mettendo da parte i vecchi rancori. Si ritrovano faccia a faccia a lottare l'uno contro l'altro e alla fine nella stessa direzione quella del perdono e dell'amore. Sono veramente momenti che commuovono.
La pellicola ha ricevuto critiche positive sopratutto per l'interpretazione magistrale dei due attori principali Robert Downey Jr che, lo abbiamo sempre visto nei suoi film Avangers e Iron Man con gli abiti da supereroe, ora nei panni di un avvocato e, Robert Duval che, per il ruolo ha ottenuto una candidatura ai Golden Globe e agli Oscar 2015.
Lo reputo un bel film di grande impatto emotivo, pur trattando argomenti rivisitati spesso nella cinematografia di genere legal thriller. Una storia trattata in modo non banale con giusti momenti di drammaticità, tenerezza, ironia e tristezza che induce lo spettatore a riflettere su molti punti. Devo dire che nonostante la pellicola sia durata più di due ore si è rivelata bella da seguire. A me ha emozionato come storia ed interpretazione per cui lo consiglio. Merita di essere visto.

Angie

 
Di Asterix451 (del 20/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 890 volte)
Titolo originale
The imitation game
Produzione
Gran Bretagna - USA 2013
Regia
Morten Tyldum
Interpreti
Benedict Cumberbatch, Keira Knightley, Matthew Goode, Mark Strong, Rory Kinnear.
Durata
113 Minuti

Questa è la storia di un uomo che ha involontariamente segnato la vita dell’intera umanità con il proprio intelletto, modificandone abitudini e comportamenti… eppure, nessuno ne aveva mai sentito parlare ufficialmente sino al 2013.
“The imitation game” racconta infatti la storia di Alan Turing, l’uomo che decriptò il codice di trasmissione nazista definito “Enigma”, inventando una macchina che pochi decenni dopo si sarebbe evoluta nel primo personal computer.
La storia ufficiale, per certi versi, è nota.
Alan Turing (Benedict Kumberbatch) è un ragazzo inglese molto introverso. Sin dall’infanzia, in collegio, la sua intelligenza viene presa di mira dai soliti bulletti: tuttavia, riesce ad attirare anche l’attenzione di un altro compagno di scuola, Christopher Morcon (Jack Bannon), che si intromette per definirlo e per il quale prova un sentimento profondo. Sicuramente condannabile, a quell’epoca.
E sarà proprio Christopher ad indirizzarlo alla crittografia.
Crescendo, il carattere di Alan non cambia: è presuntuoso, sicuro di sé e schivo al limite della patologia. Si parla degli anni prima della Seconda Guerra Mondiale e poi quelli del conflitto, quando i mari del Nord sono terreno di caccia degli U-Boat tedeschi: la spina nel fianco per tutti gli Alleati contro la Germania è proprio l’indecifrabilità del loro sistema di comunicazione, la macchina “Enigma.”
Alan è davvero in gamba. Lo odiano tutti, ma nella crittografia è imbattibile. Per questo finisce a Bletchley Park, insieme ai migliori cervelli d’Inghilterra, per tentare di decifrare il codice tedesco. Sono controllati dagli alti comandi della Marina e dai Servizi Segreti, ma si capisce subito che non basterà il cervello per decriptare il codice: serve una macchina, come quella che lo genera… toccherà ad Alan, ostacolato da tutti, realizzarla.
Fondamentale, per questo scopo, sarà l’aiuto di Joan Clarke (Keira Knightley), una giovane laureata di Cambridge che Alan arruola nel suo gruppo, promuove a sua aiutante e, infine… vorrà sposare.
“The imitation game” è un film diretto dal norvegese Morten Tyldum, al suo esordio in lingua Inglese. L’iter della pellicola è stato lungo, ha sfiorato un regista come Ron Howard e un interprete come Di Caprio prima di raggiungere la produzione definitiva come l’abbiamo vista al cinema. Nei panni di Alan Turing (l’uomo che ha di fatto inventato il personal computer), Benedict Kumberbatch dà una prova recitativa di grande spessore, confermandosi un attore talentuoso e versatile. Figlio d’arte, Kumberbatch lavora sia in Inghilterra che in America, interpretando spesso personaggi famosi esistenti (Assange di Wikileaks) o qualsiasi altro ruolo (il Drago dello Hobbitt), con spaventosa professionalità. Al suo fianco, la brava Keira Knightley che, forse, qui interpreta un po’ troppo se stessa. Mark Strong è il capo dei Servizi Segreti e tutto il gruppo di “cervelloni” supporta molto bene il loro leader.
La storia personale di Turing è, purtroppo, drammatica. Ha pagato con la vita per la sua omosessualità, dichiarata “contronatura” dall’Inghilterra puritana dei Windsor. Il suo contributo alla nazione è rimasto coperto dal segreto di stato sino al 2013, quando la Regina ha finalmente riabilitato la sua figura.
Alla storia del codice “Enigma” sono stati dedicati libri e film: il più avvincente è quello di Robert Harris, “Enigma”, sul quale si basa l’omonimo film interpretato da Dougray Scott e Kate Winslet; il più pacco (e storicamente falso), “U-571” con Bon Jovi sommergibilista…
“The imitation game” vuole raccontare del genio di Turing, della sua angoscia e della persecuzione che ha rigettato togliendosi la vita. È un film ben congegnato, attento alle sfumature, delicato e mai volgare. Non è un film sull’omosessualità, perché è solo un aspetto della vita di quest’uomo, che avrebbe dovuto essere minoritario in un mondo che si definisce “normale” ma che, invece, si rivela folle e bestiale.
Successo di pubblico e critica. Film intellettuale e impegnato, con una certa tensione psicologica. Da vedere, salvo “allergie particolari” al genere.

Asterix451

 
Di Namor (del 13/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 871 volte)
Titolo originale
Blackhat
Produzione
USA 2015
Regia
Michael Mann
Interpreti
Chris Hemsworth, Wei Tang, Viola Davis, Ritchie Coster, Holt McCallany
Durata
135 Minuti

Hong Kong: la centrale nucleare di Chai Wan viene violata da un malware che manomette il sistema di raffreddamento causando l’esplosione di un reattore, nessuna rivendicazione al riguardo viene annunciata… tutto tace. In contemporanea a Chicago un altro attacco informatico colpisce il MTE (Mercantile Trade Exchange), mandando le quotazioni della soia alle stelle.
La Cina per contrastare la minaccia, recluta un team dedito alla difesa dalle incursioni cibernetiche capitanato da Chan Dalai (Lee-Hom Wang). La squadra viene richiesta dal governo USA per collaborare con la esperta agente speciale dell’FBI Carol Barrett (Viola Davis), nel comune intento di rintracciare i probabili hacker responsabili delle due aggressioni.
Il Capitano Dalai pone come condizione il rilascio del famoso hacker blackhat Nicholas Hatthaway (Chris Hemsworth), ritenendolo indispensabile per fronteggiare la pericolosa minaccia del misterioso hacker aggressore. Dopo aver negoziato il suo rilascio incondizionato (che avverrà ad operazione conclusa e con successo), Nicholas per riconquistare la sua libertà si trova a fronteggiare un rivale degno ed enigmatico, fermarlo non sarà una cosa tanto facile, visto che gli indizi digitali porteranno il team Cino-Americano ad indagare da Chicago a Los Angeles per poi fare incursioni asiatiche tra Honk Kong, Malesia e Giacarta.
Michel Mann dirige e produce “Blackhat”, l’idea di realizzare questa pellicola con elementi di spionaggio digitale e cyber terrorismo, gli è venuta dopo aver appreso la diffusione di Stuxnet, un malware progettato da Usa e Israele per sabotare le centrifughe dell’impianto nucleare in iraniano di Natanz.
Girato in 75 location diverse sparse in quattro continenti differenti in 66 giorni, il film è stato un flop al botteghino, costato ben 70 milioni di dollari, ne ha incassati solo 17 milioni in tutto il mondo. In patria ha ricevuto opinioni contrastanti, mentre da noi la critica ne ha parlato abbastanza bene. Personalmente non lo trovato un brutto film, il mordente e l’azione sono ben presenti, la trama elargisce un sufficiente interesse tranne per il finale che reputo poco esaustivo.
Dall’alto dei suoi 1,91 cm di altezza e 95 kg di muscoli Chris Hemsworth non è certo il più credibile degli Hacker visti sul grande schermo, ottimo per le scene d’azione ma non con le dita su una tastiera e gli occhi rivolti ad un monitor a violare codici di sicurezza.
Ad ogni modo una cosa è certa, la sua presenza mette d’accordo con buona pace di entrambi i sessi per optare alla visone di questo discreto film.

Namor

 
Di Angie (del 07/04/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 863 volte)
Titolo originale
Latin Lover
Produzione
Italia 2015
Regia
Cristina Comencini
Interpreti
Virna Lisi, Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña
Durata
114 Minuti

Saverio Crispo (Francesco Scianna) grande come attore quanto come don Giovanni, un genio, come lo definisce il critico Picci, è morto dieci anni fa. Per una commemorazione in suo onore, le due vedove Rita e Ramona (interpretate rispettivamente da Virna Lisi e Marisa Paredes) e le quattro delle cinque figlie avute da mogli diverse in giro per il mondo, si riuniscono nella grande villa di campagna in Puglia dove l'attore è nato.
Nessuno delle figlie ha conosciuto veramente il grande padre che ognuna ha amato nelle epoche diverse della sua trionfale carriera. Nel mezzo dei festeggiamenti, in attesa della quinta figlia americana, riconosciuta con la prova del DNA, irrompe Pedro De Rio, che pare conoscere l'attore meglio di chiunque altro. Questa riunione di famiglia diventa un'occasione, un momento di confronto, di sfogo e di gelosie per vecchi rancori e, porta a scoprire un passato inaspettato e a far uscire i tutti gli “scheletri” tenuti per tanto tempo negli armadi.
Cristina Comencini dirige e sceneggia questa commedia italiana “Latin Lover” con un cast quasi tutto al femminile, composto da grandi star di diverse generazioni. A partire da Marisa Paredes (nella parte della seconda moglie) e le rispettive figlie interpretate da Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Pena, Pihla Vitale e Nadeah Miranda.
Ma a spiccare per la bellezza, naturalezza e per il talento è stata sopratutto la grande Virna Lisi (nella parte di Rita, prima moglie di Saverio) ultima sua interpretazione e apparizione sul grande schermo. Approfitto dell'occasione per spendere proprio due piccole parole sulla grande attrice che anche in questa sua ultima interpretazione ci ha lasciato nel miglior dei modi. L'eterna bellezza splende ed irradia lo schermo che per decenni ha conquistato il pubblico e critica. La Comencini infatti dedica a lei questa pellicola.
Questo personaggio di Saverio Crispo, l’attore leggendario che viene celebrato, ho riconosciuto in lui durante piccoli flashback avvenuti durante la visione, un po' alcuni divi del passato come Mastroianni, Vittorio Gassman, Tognazzi e un po' di Gian Marie Volontè.
Sicuramente non è un film che suscita grande interesse, in quanto si svolge su lunghe conversazioni e dialoghi che potrebbe risultare un po' noioso. Ma ho notato con meraviglia che la sala era piena, nonostante fosse un giorno settimanale. Chissà venuti forse come me a vedere per l'ultima volta il volto, il sorriso e la bravura di questa grande donna del cinema italiano.
Tutto sommato è stata una commedia deliziosa con un pizzico di ironia che strappa in fondo un piccolo sorriso. Ideale per trascorrere un piacevole pomeriggio. In fondo si va al cinema anche per vedere ogni tanto queste semplici commedie e uscire con il sorriso e rilassati, cosa molto difficile oggi con questa vita frenetica di tutti i giorni.

Angie

 
Di Namor (del 30/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 783 volte)
Titolo originale
Automata
Produzione
Spagna - Bulgaria 2014
Regia
Gabe Ibáñez
Interpreti
Antonio Banderas, Dylan McDermott, Melanie Griffith, Birgitte Hjort Sørensen, Robert Forster.
Durata
109 Minuti
Trailer

Anno 2044.
La Terra oramai al collasso, si sta avviando verso la sua desertificazione totale e con essa l’estinzione del genere umano, reo di averla logorata con folli esperimenti nucleari.
Per aiutare i suoi pochi abitanti la ROC (Robotic Corporation) ha costruito il primo androide quantistico, l’automata Pilgrim 7000. Un robot tuttofare con possibilità di impiego sia familiare che aziendale, dotato di due importanti sistemi di protocollo: il primo, non possono attaccare per nessuno motivo l’uomo, il secondo, non possono in alcun modo alterare i loro componenti originali.
A vigilare su un loro probabile mal funzionamento è Jacq Vaucan (Antonio Banderas) un perito assicurativo molto accorto nel svolgere il suo lavoro, tanto da scoprire che gli androidi hanno iniziato a modificarsi per essere senza vincoli di comando, auspicando ad una vita libera anche per loro. Jacq crede che l’artefice del loro mutamento sia opera di un essere umano con particolari capacità meccaniche soprannominato l’Orologiaio.
L’assicuratore inizia la sua indagine per poter mettere fine all’inizio dell’evoluzione degli Automata, visto che il loro mutamento intellettivo potrebbe essere l’inizio della fine del genere umano.
Diretto dal regista spagnolo Gabe IbànezAutòmata” ripercorre i solchi tracciati 32 anni fa dall’impareggiabile “Blade Runner” di Ridley Scott.
La trama che risulta inferiore è molto simile, stessa cosa il suo personaggio principale con l’inchiesta da svolgere, non in notturna e con pioggia incessante come in Blade Runner, ma con un sole che brucia ed un territorio desertico e mortalmente radioattivo. Banderas che ha creduto molto nel progetto fino a co-produrlo è molto bravo nel ruolo del protagonista principale, la sua ex moglie Melanie Griffith oltre a fare una breve comparsata, presta anche la voce al robot Clio.
Girato in Bulgaria e con pochi fondi a disposizione, la produzione ha dovuto far uso di attrezzature dismesse da altri set, come ad esempio le auto usate per girare i Mercenari di Stallone. Il film inizia bene, le premesse per vedere un buon film di fantascienza ci sono tutte, peccato che a metà strada l’originalità della trama cala vertiginosamente facendo perdere appeal alla pellicola.
Risultato compromesso ma non da buttare se vi incuriosisce dategli tranquillamente fiducia, non è il migliore del genere, ma neanche il peggiore!

Namor

 
Di Miryam (del 27/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 786 volte)
Titolo originale
The Secret Life of Bees
Produzione
USA 2008
Regia
Gina Prince-Bythewood
Interpreti
Queen Latifah, Dakota Fanning, Jennifer Hudson, Alicia Keys, Sophie Okonedo.
Durata
110 Minuti

Carolina del Sud anni ’60, la quattordicenne Lily Owens ( Dakota Fanning ), convive da dieci anni con un gran senso di colpa, quello di aver accidentalmente ucciso la madre mentre cercava invece di difenderla dal marito, un uomo alquanto burbero, violento e razzista, un certo T. Ray ( Paul Bettany), che non perdeva occasione per picchiarla.
Nonostante siano passati dieci anni, non passa giorno che la giovane non pensi a quel tragico momento e ogni volta le lacrime le rigano il viso anche perché non ha nemmeno il conforto del padre il quale ha sempre un atteggiamento scorbutico nei suoi confronti.
Così un giorno Lily decide di scappare di casa accompagnata dalla sua tata di colore Rosaleen ( Jennifer Hudson ). La piccola è alla disperata ricerca di qualcosa che le faccia conoscere meglio come era la sua mamma, non crede alle parole di suo padre quando le ripete sempre che sua madre era tornata non per lei ma per prendere le sue cose.
Così Lily si avventura in questo viaggio fino ad arrivare nella cittadina di Tiburon dove viene accolta insieme alla tata da tre sorelle, anch’esse di colore, allevatrici di api e produttrici di miele. Attraverso queste tre meravigliose persone dai nomi che di per sé emanano qualcosa di sereno… August ( Queen Latifah ), June ( Alicia Keys ) e la dolce May ( Sophie Okonedo ), la giovane Lily imparerà a conoscere il vero senso dell’amore, dell’amicizia e della famiglia Tratto dal omonimo romanzo di Sue Monk Kidd, “ La Vita Segreta delle Api”, è un film diretto da Gina Prince – Bythewood.
Una pellicola commovente girata in un contesto dove un bianco poteva decidere per la vita o per la morte di un nero, dove la violenza domestica era all’ordine del giorno. Una storia tutta al femminile con quasi tutto l’intero cast formato da conosciutissime artiste canore che si impongono egregiamente partendo da una bravissima Hudson, per andare dalla bellissima Alicia Keys e per finire con la sorprendente Dakota Fanning che qui ancora minorenne, ma con già all’attivo circa venticinque lungometraggi. La scena più bella e toccante, a parer mio, è proprio l’ultima dove la giovane Lily si impone su suo padre riuscendo a ricevere la risposta che da tempo aspettava, cioè che quel giorno sua mamma era tornata a prendere lei per portarla via con sé.
 Nell’insieme è proprio un film con un ritmo che non cade mai nello scontato, anzi con alcune scene persino divertenti.
Non credo ci sia più niente da dire se non quello che è una pellicola che merita veramente di essere vista e assaporata con… qualche lacrima!!

Miryam

 
Di Angie (del 23/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 664 volte)
Titolo originale
Perez
Produzione
Italia 2014
Regia
Edoardo De Angelis
Interpreti
Luca Zingaretti, Marco D'Amore, Simona Tabasco, Gianpaolo Fabrizio, Massimiliano Gallo
Durata
94 Minuti

Demetrio Perez (interpretato da Luca Zingaretti, il noto Commissiario Moltalbano) è un comune avvocato d'ufficio a cui vengono affidati la difesa di criminali che non possono permettersi un avvocato di fiducia. La sua lista di clienti sono solo perdenti e delinquenti. Uomo introverso, ormai rassegnato, privo di ambizioni, sogni e ideali, unica sua ragione di vita, nonostante il difficile rapporto, è per sua figlia Thea (Simona Tabasco) che ha una relazione con un giovane camorrista Francesco Corvino (Marco D'Amore). In un giorno come tanti Demetrio si trova ad assistere Luca Baglione (Massimiliano Gallo) capo camorrista che ha deciso di collaborare con la Giustizia ma, alle proprie condizioni. Chiede esplicitamente di essere difeso proprio da lui non perchè lo reputa il migliore avvocato su piazza ma, lo ritiene ideale per un compito che scotta. Se Demetrio accetterà in cambio il camorrista incastrerà il ragazzo della figlia.
Luca Zingaretti e Marco D'Amore, due attori entrambi reduci da enormi successi televisivi: il primo per il Commissario Montalbano e l'altro per la serie tv di SKY “Gomorra” li vediamo insieme protagonisti in questo noir.
Il film presentato Fuori Concorso alla Mostra Internazionale dell'Arte Cinematografica è diretto dal giovane regista Edoardo De Angelis, sua seconda regia dopo la commedia “Mozzarella Stories”. Perez e un noir camorristico ambientato in una Napoli fredda e cupa nel Centro Direzionale un quartiere di grattacieli progettati da grandi architetti e, che oggi purtroppo si rivela una promessa mancata di progresso. Una trama interessante che rispecchia la dura realtà. La storia di un avvocato d'ufficio, privo di carattere, uomo di poche parole, incorruttibile ed onesto che, solo quando il pericolo si insinua a casa sua, infrange ogni regola e ogni legge.
Il film a essere sincera, nonostante un buon cast e, il bravo Zingaretti qui non solo protagonista ma anche produttore, nel suo nuovo personaggio nelle vesti di un avvocato, non mi ha entusiasmato enormemente. Mi dispiace ma, io Luca Zingaretti lo preferisco nel ruolo del Commissario “Montalbano sono”, la popolare serie tv tratta dai romanzi di Andrea Camilleri. Infatti non me ne sono persa neanche una puntata e spero che ritorni presto sullo schermo con nuove avventure. Con ciò non voglio bocciare la sua visione tutto sommato è un buon film tra il noir e il poliziesco che merita la visione.

Angie

 
Di Asterix451 (del 19/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 751 volte)
Titolo originale
Jack the Giant Slayer
Produzione
USA 2013
Regia
Bryan Singer
Interpreti
Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Stanley Tucci, Ian McShane, Bill Nighy
Durata
114 Minuti

Regno di Loiran, ai tempi di cavalieri e dame.
Jack (Nicholas Hoult) è il nipote sognatore di un contadino che si reca in città per vendere una vacca al mercato. Non è molto bravo a mercanteggiare e preferisce intrattenersi con gli spettacoli dei teatrini ambulanti, mentre cerca di accontentare suo zio con la vendita. Di sicuro il ragazzo preferisce dedicarsi a certe storie di giganti della tradizione, favole a cui nessuno crede più, piuttosto che stare a trattare in piazza. Ad un certo punto, però, tra la folla si fa strada una ragazza incappucciata molto bella, per assistere anche lei allo spettacolo delle marionette. Così facendo, però, attira l’attenzione di alcuni bifolchi che cominciano ad importunarla. Quando Jack decide di intervenire, pur essendo disarmato, viene deriso e solo il provvidenziale intervento del capitano del Re (Ewan McGregor) riesce a salvare sia lui che lei, Sua Altezza la Principessa Isabelle (Eleanor Tomlinson).
Tra lo stupore generale, Jack riesce solo a balbettare qualche cosa prima di allontanarsi con la sua vacca… ma non si è ancora ripreso, che un monaco spaventato lo avvicina con una insolita proposta: affittargli l’animale come mezzo di trasporto e custodire a qualsiasi costo un sacchetto di fagioli che Jack dovrà però riportare al convento. Là, riceverà una somma in denaro per la sua onestà, con una raccomandazione: qualsiasi cosa accada, i fagioli non devono essere annaffiati.
Jack sa di essere nei guai, mentre il castello sprofonda nel caos di una caccia all’uomo da parte delle guardie a cavallo, che cercano il monaco… meglio tornare a casa, prima che accada l’irreparabile.
Naturalmente lo zio va su tutte le furie. Servivano i soldi della vacca e il nipote si presenta con un sacchetto di stupidi fagioli: a che serve proporre di consegnarli al convento e cercare di ottenere quanto promesso? Il ragazzo si sente un vero idiota, con le sue favole e la rabbia del suo tutore. Ma ha ragione… purtroppo, per scoprirlo il fato ci dovrà mettere lo zampino.
Infatti, al culmine di una notte rocambolesca durante un temporale, i fagioli rimarranno sotto la pioggia e cresceranno fino al cielo, dove, si dice, vivano tremendi giganti mangiatori di uomini… il peggio è che la Principessa è loro prigioniera, adesso. Bisogna ritrovarla, e Jack vuole andare a cercarla con i soldati del Re.
Bryan Singer, regista dei vari X-men, “Operazione Valchiria” e del cult “I soliti sospetti”, si diletta con la trasposizione cinematografica della celebre novella di XXX realizzando un film piacevole e spesso divertente grazie alla simpatia dei protagonisti, alla trama avvincente e sequenze d’azione incalzante. Sul talento del regista non si discute, nonostante l’alternanza del successo di critica e pubblico delle sue pellicole. Uomo dalla vita privata sopra le righe per i gusti sessuali e le accuse che gli sono state mosse circa presunti abusi, la sua condizione gli permette di proporre punti di vista sempre interessanti su temi caldi e controversi come l’emarginazione e la persecuzione del “diverso” nelle società di tutti i tempi. Lo fa con parabole fantascientifiche o film storici, sempre ricercando un alto livello di intrattenimento. Ne “Il cacciatore di giganti” si avvale di un bel cast, primi tra tutti Stanley Tucci nel perfido Lord Roderick e Ewan McGregor come capitano delle guardie, interpretazione più decorosa del suo Jedi in “Star Wars”. Nicholas Hoult lo abbiamo visto bambino in “About a Boy” con Hugh Grant, e oggi sta lavorando molto con Singer (in X-men) e lo vedremo nel nuovo film di Mad Max, vicino a Tom Hardy. Eleanor Tomlinson ha la bellezza innocente di una principessa dal cuore nobile: l’attrice, giovanissima, partecipò a “The Illusionist” da bambina e fu Xenja in “Educazione Siberiana” di Salvatores. Sono entrambi perfetti per una fiabesca storia d’amore, con la più bella che s’invaghisce dell’ultimo contadino trionfando sull’inganno e l’egoismo. Molto interessante la caratterizzazione dei giganti, ciascuno con il proprio mostruoso carattere, di solito divertenti nonostante la brutale ignoranza.
Una favola autoironica per una bella fetta di pubblico, ben diretta e interpretata, che vale assolutamente il prezzo del biglietto.

Asterix451

 
Di Namor (del 16/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 805 volte)
Titolo originale
La trattativa
Produzione
Italia 2014
Regia
Sabina Guzzanti
Interpreti
Enzo Lombardo, Sabina Guzzanti, Sabino Civilleri, Filippo Luna, Franz Cantalupo.
Durata
108 Minuti

La Trattativa”, è un valido film-documentario sulla presunta contrattazione tra Stato e mafia per ammorbidire l’articolo 41 bis contro i detenuti mafiosi.
I fatti che ebbero inizio dal 1990 al 2013, videro coinvolti politici, mafiosi, giudici,forze dell’ordine e massoni, tutti complici in uno sporco gioco di potere a spese del popolo italiano inerme e colpevole di un tacito assenso nei confronti di codesti ignobili personaggi.
Una volta visto il film capirete il motivo di questa mia affermazione…
Le porcate fatte da certi soggetti, categorie che dovrebbero tutelare la nostra sicurezza, sono inaccettabili, così come sono inaccettabili le assoluzioni nei processi a loro carico.
Diretto e sceneggiato da Sabina Guzzanti che si é avvalsa di libri, articoli di verbali ed ore e ore di registrazioni di sedute processuali, il film viene realizzato in chiave teatrale con bravissimi attori di teatro ad impersonare più di un personaggio a testa, il tutto contornato da una recitazione macchiettistica atta a sminuire e ridicolizzare la maggior parte dei protagonisti, per poi visionare immagini con interviste di repertorio corredate dalla grafica per spiegare al meglio gli eventi.
E un documentario che fa arrabbiare e non poco, ma merita sicuramente di essere visto per farsi una idea di come sono andati certi eventi… poi ognuno tragga le sue conclusioni in merito.

 Namor

 
Di Miryam (del 13/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 813 volte)
Titolo originale
The Call
Produzione
USA 2013
Regia
Brad Anderson
Interpreti
Halle Berry, Abigail Breslin, Justina Machado, Michael Eklund, Morris Chestnut
Durata
96 Minuti

Il 911 è il numero statunitense delle chiamate d’emergenza. Il film è ambientato proprio nel centro di ricezione di queste segnalazioni. Un caos incredibile dove operatori specializzati delle forze dell’ordine cercano di evitare tragedie, o meglio aiutano le persone seguendo un po’ il loro istinto. Proprio durante uno di questi casi quotidiani, Jordan Turner ( Halle Berry ), nonostante sia una veterana di questi casi di emergenza, commette un grave errore che costerà la vita ad una ragazzina da parte di un maniaco.
La nostra receptionist rimane sconvolta da questo evento, ma passati alcuni mesi ecco che si ripresenta un caso analogo che riuscirà a riscattarla da quel fatale errore, infatti da li a poco, durante il suo lavoro, riceve una telefonata simile alla precedente dove una donna, Casey Welson ( Abigal Breslin ), rapita e rinchiusa in un portabagagli di un’automobile chiede aiuto e così darà a Jordan i giusti stimoli per reagire e scongiurare un’ennesima tragedia.
The Call”, diretto da Brad Anderson, ( che ricordiamo per la regia di pellicole interessanti come Session 9, L’uomo senza sonno, Transsiberian… e altri ancora ) è un thriller ben costruito capace di far trascorrere allo spettatore un’ora e mezza di tensione che ruota intorno ad un folle insospettabile e anche alla bella telefonista che deve riuscire a far mantenere la calma alla vittima soltanto attraverso il cellulare.
Un cast egregio, sia la Berry che la Breslin si sono rivelate adeguate ai rispettivi ruoli, non va nemmeno scordata l’ottima interpretazione di Michael Eklund, un viso inquietante ed agghiacciante nei panni del maniaco.
Da non dimenticare inoltre l’ottima scelta della colonna sonora che porta il nome di John Debney, che ha dato al film il giusto contorno.
Traendo le mie conclusioni, devo dire che la pellicola mi è molto piaciuta, una suspense sempre costante dall’inizio alla fine, non lento e se vogliamo nemmeno con un finale scontato anche se ad essere sincera non ho molto condiviso quest’ultima parte in quanto l’ho trovata alquanto sadica, però ha saputo dare al film quel tocco di originalità che lo ha reso senz’altro un po’ diverso dal solito thriller.
Tutto sommato“The Call” non riceverà nessun premio, forse lo dimenticheremo presto ma resta pur sempre carino da visionare.

Miryam

 
Di Angie (del 09/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 1015 volte)
Titolo originale
How to Train Your Dragon 2
Produzione
USA 2014
Regia
Dean DeBlois
Interpreti
Jay Baruchel, Cate Blanchett, Gerard Butler, Craig Ferguson, America Ferrera.
Durata
102 Minuti

Nel villaggio di Berk ormai i draghi sputafuoco vivono in piena armonia con gli esseri umani.
Sono trascorsi cinque anni da quando il giovane vichingo Hiccup e il suo migliore amico Sdentato sono diventati inseparabili. Insieme si divertono in voli spericolati per il cielo a esplorare nuovi territori e nuovi mondi. In una delle loro scorribande, vengono alla scoperta di una segreta grotta di ghiaccio, dove regnano centinaia di draghi selvaggi al servizio del rinnegato Drago Bludvist. Il giovane Hiccup, ormai cresciuto, insieme al suo amico Sdentato nel cercare di convincerlo nella bontà dei draghi, si trovano al centro di una nuova battaglia per difendere la pace che regnava da cinque anni in questa meravigliosa isola.
Dopo aver visto il primo Dragon Trainer, non mi sono lasciata sfuggire la visione del sequel Dragon Trainer 2: film d'animazione diretto da Dean Blois. Si apre con emozionanti sequenze di volo in cui il protagonista Hiccup (ormai un eroe) cavalca questo simpaticissimo drago con le sue belle e grandi acrobazie nei cieli. Il film narra le avventure del giovane vichingo e il suo grande amico Sdentato che devono affrontare una nuova battaglia per mantenere quella pace e l'armonia che si era instaurata tra vichinghi e queste simpaticissime creature: i draghi.
Vincitore del Golden Globe come miglior film d'animazione. E anche prima pellicola realizzata utilizzando il nuovo software di animazione chiamato “Apollo”, in grado di combinare al meglio tutte le qualità di diverse tecniche di animazione. Dean DE Blois ha già in lavorazione il terzo episodio per il 2016… spero che sia emozionante come i precedenti. Visibilmente splendido, alla pari del primo (a mio giudizio), con una storia sempre stupenda, con una magia di colori, musiche ed avventure che tiene alta l'attenzione per tutta la durata della proiezione. E veramente un bel sequel, avventuroso, divertente, un ora e mezza di divertimento per grandi e piccini. I veri protagonisti sono ancora una volta loro: i draghi. Sono molto simpatici e tanti di tutte le forme e colori, per non parlare poi del mitico drago Sdentato! Come non si può affezionarsi a costui, così silenzioso, con la sua espressione simile a un adorabile cucciolo domestico ma, perfettamente in grado di trasformarsi in un forte guerriero.
Cosa aggiungere ancora su Dragon Trainer 2? E una fiaba dove si ride, ci si emoziona e ci si commuove con un bel finale, il bene che vince il male: non manca proprio nulla! Quindi chi ama la buona animazione ed il fantasy, consiglio la sua visione.

Angie

 
Di Namor (del 06/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 827 volte)
Titolo originale
Get On Up
Produzione
USA 2014
Regia
Tate Taylor
Interpreti
Chadwick Boseman, Nelsan Ellis, Dan Aykroyd, Viola Davis, Craig Robinson.
Durata
139 Minuti

The Godfather of Soul è sicuramente l’appellativo più calzante per questa leggenda musicale campionata da più generazioni di artisti, compreso Micheal Jackson che ha dichiarato di essere stato suo idolo e massimo ispiratore. Un genio senza pari che ha spaziato con grande profitto tra il gospel ed il rhythm and blues, per poi diventare egli stesso uno dei massimi esponenti del Funky e del Soul.
L’artista in questione è il leggendario James Joseph Brown!
Con “Get on up” il regista Tate Taylor ci mostra alcuni dei passaggi più salienti della vita del grande James Brown. Ad impersonarlo è l’attore Chadwick Boseman, già visto in “42” bella pellicola dedicata a Jackie Robinson, primo giocatore di colore a giocare nella Major League Baseball.
Nonostante il trucco non sia riuscito a renderlo somigliante come dovrebbe, Boseman molto abile nel ballo e abbastanza credibile per movenze ha ben figurato nell’interpretare James Brown.. certo le indiscusse movenze di ballo di James Brown sono lontane anni luce, ma una piena sufficienza la merita di sicuro per l’impegno profuso . Buono il cast all black che vede la presenza del premio Oscar Octavia Spencer e Dan Aykroyd nel ruolo dell’amato manager Ben Bart.
Il film è godibile, di sicuro non è stato fedele al 100% nella sua messa in opera, ma realizzare in pellicola la biografia di un personaggio come James Brown in maniera esaustiva, secondo me ci vorrebbe una serie tv di almeno dieci episodi.
Negli USA il film non è andato molto bene, così come da noi che è stato fatto uscire in DVD con largo anticipo.
Ad ogni modo il film merita sicuramente di essere visto per apprendere le mille sfaccettature di questa grande icona musicale e godersi alcuni dei suoi più celebri ed immortali brani.

Namor

 
Di Miryam (del 02/03/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 848 volte)
Titolo originale
Una donna per amica
Produzione
Italia 2014
Regia
Giovanni Veronesi
Interpreti
Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Valentina Lodovini, Adriano Giannini, Valeria Solarino.
Durata
88 Minuti

Il protagonista molto simpatico di questo film è Francesco (Fabio De Luigi), avvocato e consigliere comunale, vive a Lecce da alcuni anni. Qui ha conosciuto Claudia (Letitia Castà), un’affascinante veterinaria francese che si è trasferita in questa città per stare vicino alla sorella Anna (Valeria Solarino), che si trova in comunità in quanto sta cercando di uscire dalla tossicodipendenza.
I due hanno un bellissimo rapporto di amicizia, quasi fraterno, infatti insieme si divertono un mondo, Francesco l’accompagna alle feste, le ha pure dato le chiavi di casa, certe volte dorme da lui e gli chiede svariati consigli quando si trova in faccende complicate. Niente sembra turbare questo rapporto di amicizia, nemmeno quando Claudia conosce e sposa in brevissimo tempo Giovanni (Adriano Giannini), anche perché nel frattempo pure Francesco trova in Lia (Valentina Lodovini), l’amore della sua vita.
Sembra proprio che i nostri due amici siano soddisfatti di tutto ciò che sta loro accadendo, soltanto Lia è un po’ preoccupata in quanto gelosa di Claudia, ma il peggio deve ancora venire, infatti, Claudia di punto in bianco si precipita in casa di Francesco e in lacrime si butta tra le sue braccia dicendo che tra lei e Giovanni è tutto finito, ed è proprio in questa situazione che Francesco si incomincia a chiedere se quello che prova per Claudia è soltanto amicizia o c’è invece qualcosa di più.
“Una Donna per Amica” è un film diretto da Giovanni Veronesi che torna ad affrontare l’intreccio amoroso già visto anche se in maniera diversa in “ Manuale d’ Amore. E’ una commedia scorrevole, fresca, senza tante pretese, il tema trattato è divertente, gioca con i sentimenti e con la fatidica domanda: Ma esiste veramente l’amicizia tra un uomo e una donna? Oppure c’è sempre uno dei due che soffoca il proprio sentimento per non compromettere questo equilibrio? Mah !! non è facile rispondere, quello che conta è che l’amicizia ci deve essere, vera e soprattutto basata sulla fiducia il che non sempre è così facile!
Tornando alla nostra pellicola, sarà sciocca, a volte banale, non verrà certo ricordata a lungo, però alcune scene fanno ridere e divertire lo spettatore e riesce a far trascorrere un’ora e mezza in serenità.

Miryam

 
Di Namor (del 23/02/2015 @ 05:00:00, in cinema, linkato 857 volte)
Titolo originale
Deliver Us From Evil
Produzione
USA 2014
Regia
Scott Derrickson
Interpreti
Eric Bana, Edgar Ramirez, Olivia Munn, Sean Harris, Joel McHale.
Durata
118 Minuti
Trailer

Durante un’ incursione in Iraq, tre marines si addentrano in una spettrale grotta in cerca del nemico che non c’è, l’unica anomalia la registrano le loro apparecchiature che vanno prontamente in corto circuito dopo un urlo disumano.
Ad anni di distanza gli eventi si spostano a New York.
Durante uno dei loro turni di pattuglia, gli agenti del NYPD Ralph Sarchie (Eric Bana) e Butler (Joel McHale), devono intervenire per una violenza domestica: un uomo decisamente alterato ha appena picchiato la moglie e distrutto la loro abitazione davanti agli occhi della figlia. Sarchie dopo una breve colluttazione con inseguimento, arresta l’uomo che risulterà essere un veterano dei Marines.
Un’ altro anomalo intervento dei due agenti, vede una madre che getta il figlio di pochi mesi nella fossa dei Leoni allo zoo, la donna in chiaro stato confusionale gratta il terreno e cita sconnessamente alcune frasi di un brano dei Doors. Nel mentre un uomo incappucciato e viso spettrale, si trova all’interno della gabbia dei felini che sta osservando i poliziotti, infischiandosene dell’intimazione di non muoversi egli andrà via aizzando i leoni contro di loro.
Una casa infestata da rumori sinistri ove le lampadine si bruciano dopo poche ore e le candele benedette non bruciano, é lo scenario di un’altro intervento dei due partner che perlustrandola trovano il cadavere di un uomo in putrefazione. I due agenti vanno nella residenza del cadavere ad indagare, ed é li che si inizia a far luce sugli ultimi eventi, tutti collegati ai tre Marine che anni addietro erano entrati in quella angosciante grotta in Iraq.
Con l’aiuto di padre Mendoza (Edgar Ramirez), Sarchie dovrà confrontarsi con il male e vincere una tortuosa battaglia contro il maligno, che ha scelto come prossime vittime la sua stessa famiglia.
Liberaci dal male” è ispirato a fatti realmente accaduti e raccontati nel libro “Beware the night” dal poliziotto esorcista Ralph Sarchie. A dirigere la pellicola prodotta da Jerry Bruckheimer é il regista e sceneggiatore Scott Derrickson, già autore di alcune sceneggiature di altri film Horror.
Il cast che in un primo momento prevedeva Mark Wahlberg nei panni del protagonista poi affidato ad Eric Bana dopo il suo rifiuto, si avvale di discreti attori come: Edgar Ramirez, Joel McHale, Sean Harris e Olivia Munn.
il film è un intreccio tra azione ed Horror, girato prevalentemente in notturna con la pioggia ad evidenziare ancora una volta l’eterna battaglia tra il bene ed il male. Bana e McHale sono bravi a rendere credibili i loro personaggi equipaggiati di tutto punto e con t-shirt nera aderente ad evidenziare pettorali e bicipiti, meno a fuoco Ramirez (nonostante la sua esperienza)nella parte del prete esorcista.
Il film non è male, così come la combinazione tra poliziesco e Horror, ma manca lo spunto innovativo per elevarlo dalle solite pellicole destinate al dimenticatoio del già visto.

 Namor

 

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