BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 30/10/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 139 volte)
Titolo originale
 
Autore
James Patterson - Michael Ledwidge
Editore
TRE60
Prima edizione
2012

Una sola notte basta a Lauren Stillwell per vedersi crollare il mondo addosso. Lauren, una tra le migliori detective di New York, era convinta di saper conoscere qualsiasi bugia, ma si sbagliava. Scopre che suo marito Paul la tradisce, l’uomo che lei ha sempre amato. La donna umiliata e sconvolta, decide di ripiegare il torto subito con la stessa moneta, cedendo alle avance di Scott, affascinante collega della narcotici, abbandonandosi a una notte di sesso. Quella che doveva essere una semplice avventura e niente più, si trasforma ben presto in un incubo per Lauren che, si ritrova nei guai fino al collo. Dopo il loro fugace incontro, infatti, Scott, suo amante, viene trovato morto la stessa notte. Come scherzo del destino a chi vengono affidate le indagini? Proprio a lei che sa purtroppo, molto bene chi è l’assassino…
Per una sola notte di follia Lauren rischierà così di perdere tutto: il lavoro, la famiglia e, forse la sua stessa vita.
James Patterson è considerato uno dei più importanti autori di thriller, tanto da entrare nel Guinness dei primati per i suoi successi. Ho già letto alcuni suoi romanzi che ho trovato molto avvincenti. Lui scrive anche, spesso avvalendosi della collaborazione di altri scrittori come Michael Ledwidge con il nuovo thriller “Una sola notte” che ho letto tutto di un fiato. Bellissimo e avvincente.
Tanta tensione, suspense che permette al lettore (come è accaduto a me) di tenere viva l’attenzione da non staccare più gli occhi dal libro per vedere nel prossimo capitolo cosa succede. Mi è piaciuta la protagonista Lauren, la detective abile che si trova a combattere contro una situazione al quanto difficile e fitta di misteri da non credere. La narrazione scorre così veloce, fluida e con i continui colpi di scena fino all’imprevedibile finale, è impossibile annoiarsi. Concludo consigliando sia ai fans dello scrittore e a chi cerca un ottimo thriller, questo è il libro che fa per voi.

Angie

 
Di Miryam (del 12/09/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 161 volte)
Titolo originale
 
Autore
Andreas Gruber
Editore
Longanesi
Prima edizione
2016

Nella periferia di Vienna, viene ritrovata una ragazzina di undici anni, Clara, la giovane era scomparsa da casa circa un anno prima. Ritrovata da un’anziana coppia, appare da subito smagrita, sotto shock e la sua schiena è tutta ricoperta da tatuaggi che riproducono fedelmente delle scene tratte dall’inferno della Divina Commedia di Dante.
Interviene sul caso il procuratore capo Melanie Dietz la quale era amica della madre della bimba ora affidata al patrigno verso cui Melanie non nutre molta simpatia. Comunque, aiutata dal suo fedele golden retriver Sheila, riesce a far breccia nella mente confusa di Clara acquistando così una grande fiducia utile al fine di arrivare alla soluzione del caso. Nello stesso tempo in Germania e precisamente nella città di Wiesbaden, Sabine Nemez, un agente di Monaco, viene ammessa al corso del Dipartimento investigativo, è felicissima di recarsi in questo luogo perché sa che troverà Erik, il suo eterno fidanzato che, diventato commissario, si era dovuto allontanare da Monaco.
Purtroppo una volta giunta, scopre che Erik è in coma farmacologico perché qualcuno gli ha sparato. Sabine quindi si reca al suo corso che è composto da cinque allievi e verrà istruito dal famoso profiler l’olandese Marteens S. Sneijder, un tipo di poche parole, piuttosto antipatico che però prende a cuore Sabine affidandole persino tre casi molto particolari, tre efferati e macabri omicidi che sembrano compiuti da un folle, queste gesta all’apparenza per il modus operandi sembrano non abbiano niente in comune, però poi prendono una svolta talmente intricata e stramba da far intervenire anche Sneijder in aiuto della nostra investigatrice.
Circa seicento chilometri dividono questi due casi, ma indizio dopo indizio, un filo conduttore porta Sabine e Melanie a lavorare insieme su questi insoliti avvenimenti e devono riuscire al più presto, unendo le loro forze, a stanare questo pazzo artefice maniaco di Dante prima che possa mietere altre vittime innocenti.
Sentenza di Morte” è un romanzo scritto da Andreas Gruber, uno scrittore austriaco laureatosi a Vienna in economia. Non è “nato” romanziere in quanto ha lavorato per lungo tempo in una compagnia farmaceutica. Adesso invece si dedica a scrivere romanzi a tempo pieno vivendo con la famiglia a Grillnberg diventando anche molto noto in tutta Europa, inoltre ha vinto due volte il Vincent Prize e il German Phantastik Prize Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia, non solo, è stato inviato quasi per gioco ad un piccolo editore ma ha riscosso in poche settimane un enorme successo, dal mio punto di vista veramente meritato.
Un thriller che si lascia leggere con piacere in quanto molto intrigante. Gruber possiede il dono di avere una scrittura semplice, molto lineare e nonostante il libro sia ricco di nomi e personaggi per le due storie parallele, il lettore non perde mai il filo conduttore per arrivare al finale ricco di colpi di scena e per nulla scontato anzi… da lasciare di stucco!
“Sentenza di morte” è davvero un ottimo libro, un romanzo macabro, a volte piuttosto violento ma le pagine scorrono talmente veloci da non rendersi conto che sono più di cinquecento!!

Miryam

 
Di Asterix451 (del 22/07/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 234 volte)
Titolo originale
Tao of Jeet Kune Do
Autore
Bruce Lee
Editore
Mediterranee - 1983
Prima edizione
Ohara Publications – California - 1975

Jeet Kune Do (“Il Pugno che Intercetta”) è uno stile di combattimento basato sul Wing Chung, codificato da Bruce Lee negli Stati Uniti dopo essersi confrontato con i vari stili tradizionali in voga negli anni ‘70. Senza pregiudizi, egli inseguiva l’idea dell’acqua come metafora del combattente, che è plasmabile, penetrante e profondamente distruttiva; da ciò è nato, appunto, il JKD. “Ogni giorno qualcosa di meno”, alla ricerca della sintesi.
Bruce Lee provò a descriverlo spaziando dal combattimento al significato generale della vita, fino a considerare il JKD una via di liberazione spirituale, unico, come è la natura di ciascun essere umano. Progettava la realizzazione di una imponente enciclopedia delle Arti Marziali ma, a causa della sua morte prematura, il “Tao del Jeet Kune Do” è l’unico libro pubblicato, nel 1975.
Quanto è valido, oggi?
E’ un manuale di JKD tradizionale, ancora praticato da molti, basato sull’economia di movimento e la semplicità delle tecniche; impiega i pugni della Boxe in combinazione con i colpi di gamba degli stili asiatici, con tecniche schiette di corpo a corpo.
“Difesa ed Attacco” sono una cosa sola, contemporanea.
Si predilige “il contrattacco sull’attacco”, slittando su una traiettoria inaspettata per colpire l’avversario. Le finte confondono, per creare aperture nella guardia, oppure si eludono i colpi per guadagnare una posizione offensiva sicura. Come l’acqua che si insinua nelle aperture, i colpi del JKD entrano in quelli dell’avversario sfruttando l’apertura che essi creano.
Il manuale descrive ogni aspetto della lotta, parlandoti delle tue emozioni e le tue paure, con ironia. Le illustrazioni sono disegnate da Bruce, a volte chiare, altre solo abbozzate. Il “segreto non segreto” per picchiare duro è la padronanza istintiva della lotta, affinchè la mente possa occuparsi della strategia senza badare al corpo.
Bruce Lee ha condizionato profondamente lo studio moderno delle Arti Marziali, facendo sì che le sue parole diventassero un coro; oggi leggiamo un manuale di JKD che è considerato “tradizionale”, ma tratta in modo completo la materia del combattimento.
A chi si rivolge?
Non ad un Maestro, perché ne ha già acquisito i contenuti; nemmeno ad un Principiante, che è desideroso di lottare, non mettersi a leggere! Penso sia prezioso per il Medio Combattente, invece: egli avrà l’esperienza necessaria per apprezzare e trarre vantaggio dalla strategia di Lee, e ne avrà bisogno per diventare un atleta migliore.
La lettura non è semplice, e non basta tenerlo in libreria per acquisire i contenuti; probabilmente verrà scartato da chi non ama i libri, mentre altri lo troveranno prolisso e “poco pratico”. Ma, ad altri ancora, insegnerà ad osservare il combattimento per ciò che è, semplice e diretto, spostando l’attenzione sulla preparazione del combattente; lo stesso Paul Vunak, esponente di rilievo del moderno JKD, sostiene che non esistano tecniche superiori, ma solo superiori forme di addestramento.

Asterix451

 
Di Namor (del 17/06/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 276 volte)
Titolo originale
The girl on the train
Autore
Paula Hawkins
Editore
Piemme
Prima edizione
2015

Rachel puntualmente tutte le mattine prende il treno che dalla periferia di Londra la porta in città al lavoro, questo è quello che la sua coinquilina crede di sapere, ma in realtà Rachel non va a lavorare, poiché ha perso il lavoro da mesi per il vizio del bere. Una debolezza a cui non sa resistere e che puntualmente ogni giorno cede ubriacandosi fino al punto di non ricordare cosa ha fatto il giorno prima della sbornia. A farne le spese della sua collera innescata dall’alcol, è l’ex marito Tom e la sua attuale compagna Anna, la donna che gli ha portato via il marito dopo che lui l’ha lasciata accusandola di aver rovinato il matrimonio per la sua dipendenza dall’ alcol.
Il treno con cui viaggia Rachel tutte le mattine, si ferma a uno stop obbligatorio davanti ad una casa abitata da Megan e suo marito Scott Hipwell. Lei li osserva e fantastica sulla loro vita ogni volta che li vede, fin che un bel giorno Megan scompare, per poi essere ritrovata cadavere dopo vari giorni. Gli inquirenti non hanno prove, ma sospettano del marito che disperato aspetta l’evolversi della situazione rimanendo chiuso in casa per sfuggire ai mass media.
Col passare dei giorni si scopre che Megan non era la dolce mogliettina che Rachel credeva che fosse, visto che egli stessa la vista baciare un uomo che non era il marito in pieno centro.
E se fosse stato quell’uomo a uccidere Megan? Presa da questa ferrea convinzione Rachel va dalla polizia per raccontare l’accaduto, e poi come se non bastasse, da bugiarda incallita che è, si reca da Scott fingendosi amica di Megan per aiutarlo a scoprire il colpevole.
L’intricata matassa si srotola quando in Rachel riaffiora un ricordo che in un primo momento crede una delle sue tante fantasie elaborata all’ennesima sbronza, ma in realtà è l’inizio della risoluzione della misteriosa morte di Megan.
Decantato dalla critica come uno dei casi editoriali più intriganti dell’anno, “La ragazza del treno” scritto da Paula Hawkins ha riscosso un grande successo al punto che è già stato girato un film con protagonista la bravissima Emily Blunth nel ruolo della protagonista ubriacona.
Dopo aver letto le 306 pagine del libro con molta fatica, mi permetto di discostarmi dal giudizio positivo della critica in merito al testo della Hawkins, il quale viene definito come un thriller carico di suspense… Dove sia presente la suspense me lo devono spiegare! Ad ogni modo, secondo il mio modesto parere il libro e da catalogare nella categoria dei drammatici e non nei thriller, visto che si ravviva solo nelle ultime 70 pagine finali dopo aver vissuto le antipatiche evoluzioni della ancor più antipatica protagonista nelle precedenti pagine.
Sicuramente questo sarà uno dei pochi casi in cui la pellicola potrebbe essere più godibile del libro, questo se sarà scritta una buona sceneggiatura che cancelli il lento evolversi della storia e il finale banalmente frettoloso e privo di originalità del testo originale.

Namor

 
Di Miryam (del 18/03/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 333 volte)
Titolo originale
La ragazza nella nebbia
Autore
Donato Carrisi
Editore
Longanesi
Prima edizione
2015

Avechot, un’anonima cittadina situata in una valle ai piedi delle alpi in provincia di Bolzano, un paesino con una sola via che lo attraversa, un posto dove tutta la gente si conosce, una comunità che sa tutto di tutti, dove tutto appare tranquillo, dove le persone religiosissime si prodigano ad aiutare gli altri quasi come se appartenessero ad una setta.
Ma ecco che questa serenità viene a mancare perché offuscata dalla scomparsa di una ragazzina di sedici anni, Anna Lou Kastner.
E’ il ventitré Dicembre quando scompare, era uscita per andare a catechismo ma non c’è mai arrivata. Tutti pensano ad una marachella, ma questa ragazzina dai capelli rossi, amante dei gatti, timida ed introversa, non avrebbe mai commesso un colpo di testa, per lo meno è quello che pensano i genitori.
Per indagare sul caso viene chiamato l’agente Voegel che resta poi il vero protagonista della storia. Infatti questo agente speciale insieme al collega Borghi cercano di scoprire se dietro questa apparente tranquillità del paese, ci sia qualcuno che ha qualche scheletro nell’armadio, per lui non servono i rilevamenti della scientifica, a lui piace attirare le telecamere, conquistare la prima pagina e alla fine scovare il mostro e sbatterlo in galera, perché in fondo la gente è proprio quello che vuole: un mostro!!
Passano due lunghi mesi di ricerca, di indagini e quando ormai il caso sembra essere risolto e il nostro agente Voegel può fare ritorno a casa, ecco che viene trovata la sua auto in un fosso. Perché è ancora lì? Perché gli viene trovato del sangue addosso se lui non è ferito?
Beh queste sono le prime parole scritte nella prima pagina del libro! Curioso vero?
La Ragazza nella Nebbia”, è l’ultimo romanzo di Renato Carrisi, autore del quale ho letto molte note positive, eppure la critica, vari lettori non hanno apprezzato il libro, non l’hanno ritenuto all’altezza dei precedenti.
Non avendo letto gli altri, non posso giudicare o fare paragoni, per questo ritengo questo un ottimo romanzo, sono rimasta incollata alle pagine, la storia mi ha catturata fino in fondo per farmi poi rimanere alla fine veramente stupita. Un finale inaspettato che ha fatto cadere tutte le mie conclusioni.
Leggerò appena posso anche i precedenti libri di Carrisi, ma credetemi questo libro è veramente inquietante anche perché purtroppo casi come questo si verificano spesso, infatti l’autore fa riferimento anche se non vengono fatti i nomi, a fatti realmente accaduti in Italia, sparizioni e uccisioni di giovani innocenti, se avrete occasione di leggerlo, troverete certamente anche voi delle somiglianze. Buona lettura!

Miryam

 
Di Angie (del 04/12/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 468 volte)
Titolo originale
Grey
Autore
E.L.James
Editore
Mondadori
Prima edizione
2015

Dopo aver letto la trilogia “50 Sfumature di Grigio” con i due suoi sequel Nero e Rosso. Non potevo non leggere, ovviamente mossa dalla curiosità, anche questo quarto libro “Grey”, i cui eventi vengono raccontati direttamente dal tenebroso Christian Grey, ”Dominatore spietato”.
In seguito al grande successo mondiale della trilogia che ha venduto 125 milioni di copie nel mondo, tradotto in 52 lingue e nonostante sia stato uno dei romanzi più chiacchierati, l'autrice E.L. James riporta in pista il bel fusto di Grey. Riscrive tutta la storia d'amore della giovane coppia Anastasia Steele e Christian Grey ma, questa volta posta dal punto di vista di lui. Grey che ama avere il controllo su tutto: il suo mondo è ordinario, metodico fino al giorno in cui Anastasia irrompe nel suo ufficio come un turbine. Lui bellissimo imprenditore di successo dal cuore gelido è travolto da emozioni che non riesce a capire e a cui non può resistere.
Mi rivolgo ai lettori che hanno già letto la trilogia che in sostanza è la stessa trama riscritta per intera, ma la voce “narrante” non è Ana ma Christian diventato oramai un'icona di trasgressione e sessualità perversa. Vi domanderete allora, perché rileggere la stessa trama? Ormai tutti conosciamo Christian Grey, ragazzo di talento che vuole avere il controllo su tutto e in particolare su Anastasia.
La prima cosa che mi colpì quando vidi il libro in edicola fu la copertina: L'occhio penetrante e decisi di comprarlo. Mi addentrai subito nella lettura un po' dubbiosa perché già conoscevo la storia. Invece dal canto mio posso dirvi e assicurarvi che il libro è stato scorrevole per niente noioso e rileggerlo è stato davvero interessante. Nel ripercorrere la storia vediamo qui il Grey sicuro di sé, combattuto con se stesso con i suoi pensieri che sono in contrasto tra loro: vorrebbe essere diverso con Anastasia perché si rende conto che per la prima volta si è innamorato. Questo Grey, che ha affascinato milioni di lettori, così complesso, sempre pronto a imporre il suo volere sugli altri lo vediamo, invece, in quest'ultimo romanzo come cambia interiormente. Nella sua frase finale “Oggi la riconquisto” ci fa capire che quest'uomo ha deciso finalmente di combattere per quello che ha di più caro: la donna della sua vita. Penso di non essere la sola a confermare che è un bel libro poiché ho notato che dalle prime indagini hanno già registrato commenti positivi, sopratutto dal pubblico femminile, che hanno apprezzato molto questa rivisitazione della storia dal punto di vista di Grey.
In conclusione la storia c'è chi l'ha amata e chi ne è rimasto indifferente. Io posso solo riaffermare che anche quest'ultimo romanzo di James mi è piaciuto e consiglio la sua lettura.

Angie

 
Di Miryam (del 09/11/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 358 volte)
Titolo originale
Solitude Creek
Autore
Jeffery Deaver
Editore
Rizzoli
Prima edizione
2015

Le luci stanno per abbassarsi in un piccolo locale della California, precisamente al Solitude Creek di Monterey. Sta per iniziare un concerto rock, il posto è gremito di gente, per lo più genitori che hanno accompagnato i figli ad assistere allo spettacolo.
Dopo un paio di canzoni però qualcosa non va, c’è del fumo che proviene dalla cucina e pian piano invade il palco, la gente terrorizzata comincia a mormorare e nel giro di pochi secondi si scatena il panico. Tutti in piedi allarmati, vengono capovolti tavoli, sgabelli per raggiungere le uscite di sicurezza che però sono bloccate.
Purtroppo nella calca qualcuno si ferisce e qualcuno perde la vita.
Intanto da tutt’altra parte, al Californian Bureau of Investigation, Kathryn Dance, una delle menti più eccelse nel comprendere il linguaggio del corpo, ha commesso un grave errore disciplinare, e così è stata confinata in un lavoro d’ ufficio nell’attesa che venga chiarita la sua posizione. Ma è proprio in mezzo a quelle scartoffie, “in castigo” che le si presenta un’occasione, deve indagare o meglio deve effettuare un controllo proprio in quel locale dove è avvenuto l’incendio. Classici controlli che riguardano permessi, agibilità del locale e via discorrendo. Ben presto però Kathryn si rende conto che il locale è perfettamente a norma di legge e che l’incidente è stato doloso, non solo, si trova a combattere contro un efferato serial killer molto particolare, un uomo al quale piace molto ammirare le persone in preda al panico, lui non uccide direttamente per mano ma crea situazioni dove le persone ignare di falsi allarmi, cercano in tutti i modi di salvarsi la vita.
Il fatto è che proprio la paura di morire ti fa andare incontro alla morte.
Nessun luogo pubblico della California Centrale sembra essere al sicuro, così Kathryn si vede costretta a bilanciare la sua vita privata alquanto incasinata con questo caso piuttosto complicato. “Solitude Creek”, è il quarto romanzo delle indagini di Kathryn Dance nato dalla penna di Jeffrey Deaver.
Chi ha già avuto l’occasione di leggere qualche opera di questo scrittore sa perfettamente che Deaver ha un’ ottima scrittura, semplice, lineare ma mai banale. Ogni volta che finivo un capitolo o chiudevo il libro per dedicarmi ad altro, non vedevo l’ora di riaprirlo, di andare avanti, di leggere altri capitoli.
Uno stile quasi perfetto dove ci sono vicende che alla fine si uniscono in un’unica storia. Di Jeffrey Deaver si dice sia uno scrittore molto prolifico, infatti non si contano i libri scritti, i romanzi, le trilogie, i cicli di Lincoln Rhyme, la suddetta Katrhyn e altre svariate opere, tutto ciò venduto e tradotto in 150 paesi di tutto il mondo.
Quindi un consiglio, se non avete letto ancora nessun thriller di questo autore, fatelo perché non rimarrete delusi.

Miryam

 
Di Miryam (del 30/10/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 338 volte)
Titolo originale
Over mit lig
Autore
Birkegaard Mikkel
Editore
Longanesi
Prima edizione
2010

Il protagonista di questo romanzo è Frank Fons, uno scrittore di libri gialli con risvolti noir, le cui trame sono basate su assassini senza scrupoli, descrizioni violente e sanguinose dove la morte è l’interprete principale.
Non tutti i critici vanno d’accordo su questo modo di scrivere, per alcuni questi romanzi sono splatter, per altri invece, questa crudeltà viene ritenuta come marchio di fabbrica dello scrittore stesso. Per quanto riguarda invece il pubblico, questi lo ritiene un ottimo scrittore, infatti con il passare degli anni e dei libri scritti, Frank Fons, ha collezionato parecchi fans.
Dopo i suoi primi gialli che sono stati per lo più dei fiaschi, finalmente con “Il Demone Fuori” emerge tutta la sua bravura, questo libro ottiene un successo sorprendente e inatteso. Però come tutte le cose c’è il rovescio della medaglia, infatti la trama del libro non viene affatto gradita dalla moglie in quanto tratta della sua vita privata e in particolare della figlia, così viene mollato portando via le due figlie. Dopo la separazione molto sofferta, Fons si rinchiude nella sua villa nel Mare del Nord e a tenergli sempre compagnia l’immancabile bottiglia di whisky assieme ai suoi ricordi più belli.
Il successo ha un caro prezzo,infatti prima di presentare il suo nuovo libro “Zona Pericolo”, alla Fiera del libro a Copenaghen, viene rinvenuto nelle acque del porto il cadavere di una giovane donna la cui morte è risultata identica e precisa a quella descritta nel suo libro. Altri due omicidi vengono commessi,tutti con ferocia e crudeltà e anche questi sono stati descritti in un altro libro, niente di strano se non fosse che il libro non era stato ancora pubblicato. In questo frangente Fons, si viene a trovare tra un folle gioco tra se stesso e un lettore molto attento.
Come andrà a finire?
Mikkel Birkegaard, è l’autore del libro, scrittore danese, che è stata, almeno dicono, la rivelazione con il romanzo “I libri di Luca”, che senz’altro non leggerò.
Come si è potuto capire, il libro non mi è piaciuto affatto!!
La critica l’ha giudicato come thriller carico di suspense e colpi di scena, addirittura scariche di adrenalina! Mah! Io tutto ciò non l’ho trovato, a parer mio, un libro terribile, uno dei peggiori che ho letto nella mia vita, e ne ho letti tanti!!
La trama poteva essere bella se non fosse stata così lenta e soprattutto sarebbero da strappare le ultime sessanta pagine, assurde, confuse e stomachevoli! Si arriva poi alla fine e ci si domanda: ma l’assassino chi è?
A questo punto rivolgo questa domanda a qualcuno che lo ha letto e che magari mi può spiegare il finale…. Grazie. Dimenticavo… sconsiglio la lettura!!

 Miryam

 
Di Miryam (del 16/10/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 426 volte)
Titolo originale
 
Autore
Van Arman Derek
Editore
Rizzoli
Prima edizione
1992

Protagonista di questo romanzo è Jack Scott, capo di un reparto speciale investigativo sempre alla caccia di serial killer, quelli più spietati che uccidano solo per il puro piacere di farlo senza alcun movente.
A distanza di tanti anni dall’ultimo omicidio, Scott si trova ad indagare sull’assassinio di una giovane donna e delle sue figliolette. La scena che gli si presenta è a dir poco agghiacciante, lo fa tornare indietro di colpo di parecchi anni quando era alle prese con un killer efferato che era solito uccidere trucidando donne e bambini in un modus operandi geniale, abilissimo nell’attuare piani diabolici per beffare sempre la legge.
L’autore era Zak Dorani al quale il nostro agente Scott aveva dato una caccia spietata fino a farlo arrestare. Purtroppo però la condanna inflittagli era stata alquanto ridicola rovinando così la sua carriera di investigatore.
Dopo circa un lungo lasso di tempo, Zak Dorani era stato dato per morto a causa di una grave malattia, ma davanti a questo nuovo e macabro omicidio, ecco che per Jack si apre uno spiraglio di vendetta, siamo veramente sicuri che Dorani sia morto? Oppure è l’artefice di questa carneficina? Si apre così un’ennesima sfida tra preda e cacciatore, come andrà a finire?
“LUI” è un romanzo uscito nel lontano 1992 con il titolo “ Per il gusto di uccidere” ripubblicato dopo più di vent’anni dalla Rizzoli. L’autore è l’americano Derek Van Armen, un giornalista che ha collaborato con la polizia giudiziaria e che ha avuto stretti contatti anche con i servizi segreti. Dopo tutto ciò è sparito dalla circolazione infatti questo è stato il primo e l’ultimo libro che ha scritto, usando persino uno pseudonimo al posto del nome vero.(Peccato! Abbiamo perso un ottimo autore).
Nonostante il volume abbia più di settecento pagine, scorre benissimo, ben scritto e dettagliato. Non c’è una grande suspense o scariche di adrenalina, ma ciò che attira molto nel continuare a leggerlo, sono i metodi di indagine, non moderni o sofisticati ma semplicemente ricerche, appostazioni, perdita di ore di sonno, cercare sempre di entrare nella mente dello psicopatico. In effetti, dopo circa duecento pagine si capisce chiaramente chi è l’autore degli efferati omicidi, però è qui che viene il bello, vengono descritti in prima persona i pensieri agghiaccianti di questi, a volte anche troppo crudi e quasi disgustanti.
“LUI” non è certo un libro adatto a tutti, però per chi ama il genere thriller, macabro, angosciante con risvolti psicologici, beh è senz’altro un ottimo acquisto.

Miryam

 
Di Angie (del 09/10/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 314 volte)
Titolo originale
Once we were brothers
Autore
Ronald H. Balson
Editore
Garzanti
Prima edizione
2013

Quando pensi di conoscere a fondo una persona, anche quella che sembrava per te un fratello, ecco che può tramutarsi nel tuo peggior nemico....
E la sera della prima al grande Teatro dell'Opera di Chicago, in cui sono presenti tutti gli uomini più importanti. Gli spettatori si scostano per far largo al vecchio Elliot Rosenzweif, il più ricco mecenate della città. All'improvviso appare tra la folla un uomo anziano. Tra le mani stringe una pistola che punta alla testa di Elliot. La voce trema per la rabbia ma lo sguardo è risoluto quando lo accusa di essere in realtà Otto Piatek, il macellaio di Zamosc, un feroce criminale nazista. E Ben Solomon di 83 anni, un ebreo scampato ai campi di sterminio,viene atterrato dalla sicurezza e trascinato in prigione.
Nessuno crede alle sue accuse, tranne Catherine Lockhart, una giovane avvocatessa che decide di difendere Ben, anche se sembra un'impresa impossibile. Rosensweif è un potente filantropo ma, Catherine non si arrende deve trovare la verità. Ascolta tutta la lunga storia di Ben che parte da un freddo inverno nella Polonia degli anni trenta, quando un bambino tedesco tremante viene accolto e curato come un figlio nella ricca casa della famiglia ebrea di Solomon.
“Volevo solo averti accanto” pubblicato in proprio dall'autore stesso Ronald Balson, (un avvocato con la passione della scrittura) non immaginava che in pochi giorni diventasse uno dei più importanti casi editoriali. Venduto in poche settimane oltre 100 mila copie solo negli Stati Uniti. Il titolo originale con cui il romanzo fu pubblicato negli Stati Uniti è “Once we were brothers”(una volta eravamo fratelli) impostato come legal thriller ma, contenente una ricca narrazione storica che ci riporta ai tempi degli orrori del nazismo. Confesso che il titolo del libro non m’ispirava molto. Dava l'idea di un romanzetto rosa. Iniziai a leggere, l'inizio un pochino lento ma addentrandomi nella lettura capii che la storia si faceva più interessante ed emozionante. Una storia che narra non solo gli orrori del nazismo, ma è anche una storia in cui l'amicizia più profonda, un legame di fratellanza come si possa spezzare in questi tragici eventi. Nel complesso è un bel libro, toccante al punto giusto. Un finale un po' scontato ma che ti lascia riflettere sui valori più profondi della vita. A livello narrativo è buono, molto scorrevole, un romanzo ricco di emozioni.
Anche se è una storia inventata, l'autore si è documentato in modo approfondito sulle atrocità dell'Olocausto che è riuscito a sviluppare i suoi personaggi, a renderli reali rendendo la lettura avvincente. Ad ogni modo se vi capita sotto mano e volete leggere qualcosa d’interessante ma non pesante, ma comunque con argomenti su cui riflettere e ricordare vi consiglio la sua lettura .

Angie

 
Di Miryam (del 29/06/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 406 volte)
Titolo originale
 
Autore
Penny Hancock
Editore
Time Crime
Prima edizione
2012

Il libro è ambientato a Greenwich, nei pressi di Londra, il tutto ruota intorno al fiume Tamigi e alla casa che si trova sullo stesso.
La protagonista è Sonia, una persona molto vulnerabile, traumatizzata da eventi successi in passato. Vive in questa casa lasciatole in eredità dal padre dove lei vorrebbe vivere per sempre, al contrario del marito Greg, un dottore che lavora all’estero, che invece vorrebbe venderla. Sonia ha anche una giovane figlia, Kit, che studia all’Università e un’anziana madre che va a trovare tutti i giorni nella casa di riposo dove è ricoverata.
In un freddo pomeriggio di Febbraio, la donna apre la porta a Jez, un ragazzo di quindici anni, nipote di una sua cara amica, nonché amico della figlia. Questi vorrebbe semplicemente vedere un vecchio disco in vinile, entra in casa convinto di fermarsi pochi minuti, invece si renderà conto molto più tardi che è finito nel peggior incubo della sua vita, infatti Sonia inventerà mille scuse, mille cose da raccontargli, da fargli vedere per chiuderlo li con lei in questa casa così bella, fermamente convinta di non farlo più andare via.
La Casa sul Fiume”, è l’esordio letterario di Penny Hancock, un romanzo oscuro, adrenalinico da leggere veramente tutto d’un fiato. Un thriller psicologico scritto in maniera molto dettagliata con un finale per niente scontato, anzi inaspettato.
E’ una storia fatta d’amore, o meglio di un amore che sfiora l’ossessione, la gelosia, un libro che vi consiglio di leggere se apprezzate questo genere dove la mente umana dà grande spazio alla morbosità che talvolta sfiora la follia!

Miryam

 
Di Miryam (del 19/06/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 539 volte)
Titolo originale
 
Autore
Lawrance Sanders
Editore
Sperling & Kupfer
Prima edizione
1986

Peter Scuro è un giovane attore disoccupato senza un dollaro in tasca che vive nell’appartamento del suo amico in quanto non riesce nemmeno a mantenersi. Fa piccoli lavoretti saltuari ma non servono certo per vivere e tantomeno per portare fuori a cena la sua ragazza Jenny Tolliver.
Una delle tante sere passate davanti ad un panino e una birra nel solito bar, viene avvicinato da un’avvenente signora di mezza età. A vederla si capisce subito che è una tipa facoltosa, ma soprattutto con addosso la voglia di trascorrere del tempo con un bel giovanotto per soddisfare certi bisogni sessuali, tutto ciò dietro pagamento.
Senza tanti peli sulla lingua e senza alcun disagio, la signora Martha Twombly, così si chiama, propone al nostro amico questo “affare”. Subito Peter si dimostra un po’ titubante della strana proposta, impacciato per la situazione, poi invece si rende conto che in fondo non c’è niente di male, certo… sono sempre stati gli uomini a pagare le donne, però anche uno scambio di ruoli, in fondo potrebbe starci. La signora in questione poi, anche se matura, conserva sempre un bell’aspetto giovanile, ben curato, inutile dire che quella era la prima volta ma… non certo l’ultima!!
Infatti Martha aveva in serbo altre idee, amiche che non avrebbero certo disdegnato la compagnia di giovani ragazzi per occupare il tempo libero; così nel giro di pochi mesi i due avevano messo su un bel bordello di lusso con giovani di tutte le specie al fine di soddisfare “la noia” di tutte le attempate signore, e in poco tempo avevano raggiunto un giro di affari talmente proficuo che da un piccolo e modesto appartamento, avevano traslocato in un attico di lusso accessoriato con tutti i confort per soddisfare le varie e stravaganti richieste. Per non dare nell’occhio e coprire questa casa di tolleranza, i nostri due affaristi avevano messo un insegna sulla quale era scritto “Scuola di Recitazione”. Non tutto poteva scorrere senza intoppi, infatti ben presto quel via vai di persone aveva attirato la curiosità di un poliziotto corrotto che in cambio del suo silenzio, chiedeva una piccola percentuale che logicamente andava sempre crescendo fino a quando…..e qui mi fermo per non svelare il tutto. Il libro
“La seduzione di Peter” mi è stato imprestato, sinceramente quando ho visto che era stato pubblicato nel 1983, beh non volevo leggerlo, alquanto vecchiotto, invece meno male che mi sono addentrata nella lettura, l’ho trovato a dir poco divertente, scorrevole, originale. L’autore è un certo Lawrence Sanders, un romanziere americano che ha scritto svariati racconti, personalmente… mai sentito nominare, so solo che è nato nel 1920 e morto nel 1998. Comunque il libro seppur datato, è stato veramente simpatico, se mai vi dovesse capitare per sbaglio nelle mani… leggetelo, non rimarrete delusi.

Miryam

 
Di Miryam (del 22/05/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 668 volte)
Titolo originale
The never list
Autore
Koethi Zan
Editore
Longanesi
Prima edizione
2013

La trama del libro è trattata in prima persona da Sarah, una giovane ragazza sopravvissuta ad una prigionia durata circa tre anni. La giovane racconta il suo dramma attraverso dei flashback e purtroppo per lei, quello che ha vissuto è stato proprio un inferno fatto di torture sia fisiche che psicologiche.
Non era sola in quel buio scantinato, c’erano altre tre donne, una delle quali era la sua migliore amica, della quale non ha mai avuto più notizie e non è mai stato trovato il corpo. Sono passati ormai dieci anni dalla sua liberazione, ha cambiato identità, vive a NewYork, lavora in casa in quanto è terrorizzata da tutto.
E’ diventata ossessiva, agorafobica e almeno tre volte la settimana incontra una psicoterapeuta. Le sue paure però non sono ancora finite,infatti, l’F.B.I., le comunica purtroppo che il suo aguzzino, il professore universitario Jack Derber, sta per essere rilasciato in quanto non accusato di omicidio, ma solo di rapimento.
Sarah però non è convinta che sia questa la verità, per lei lui è un assassino, ha ucciso la sua amica, l’unica speranza per tenere Derber in carcere è quella di trovarne il corpo, per questo, Sarah deve farsi forza e riallacciare i contatti con le altre ragazze, Christine e Tracy, nonostante sa perfettamente di non risultare simpatica a queste, in quanto lei era riuscita a fuggire lasciandole lì. Nel frattempo, come se tutto ciò non bastasse, dalla prigione, Jack, non riesce a lasciare in pace le ragazze, infatti continua a spedire loro delle strane ed enigmatiche lettere. A questo punto le tre superstiti trovano il coraggio di unirsi per uno scopo comune, trovare le prove per inchiodare Derber anche se il ricordo di quel terribile periodo affiora costantemente.
“Dopo” è il romanzo d’esordio della scrittrice e avvocato Koeth Zan, è diventato nel 2013 un best seller internazionale, tradotto in circa venti paesi e sembra che debba diventare una serie tv. Per scrivere questo thriller, la Zan afferma di essersi ispirata al caso di Natascha Kampusch e purtroppo ad altri casi simili a questo.
Un buon libro, con un’ottima idea di fondo, poteva essere un po’ più intrigante visto il tema trattato, devo però dire che è scritto in maniera molto scorrevole, per niente contorto e soprattutto con pochi personaggi che rende più facile seguire il racconto, peccato per il finale, una manciata di pagine impacchettate che avrebbero dovuto svelare una sorpresa, invece… ahimè tutto scontato! In conclusione si fa leggere, fa trascorrere un po’ di tempo libero in serenità senza tante emozioni.

 Miryam

 
Di Angie (del 27/02/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 694 volte)
Titolo originale
La biblioteca perduta dell'alchimista
Autore
Marcello Simoni
Editore
Newton Compton
Prima edizione
2012

Spagna: primavera del 1227. La regina di Castiglia, da poco rimasta vedova, scompare in modo misterioso. Si pensa a un rapimento, il cui autore si fa chiamare Conte di Nigredo che ha la fama di essere un alchimista. A Ignazio di Toledo, grande conoscitore dei luoghi e delle genti, grazie ai suoi innumerevoli viaggi tra Oriente e Occidente, gli viene affidato l’incarico di indagare sull’accaduto.
A Cordoba, dove Ignazio viene convocato, incontra un vecchio Magister, che gli parla di un libro che tutti stanno cercando e che potrebbe fornirgli nuovi indizi sul rapimento. Ma il giorno dopo il vecchio magister viene trovato morto e la vicenda si fa sempre più misteriosa.
Le ricerche e l’incontro con una monaca e con un uomo considerato da tutti un posseduto, indirizzano Ignazio verso il Castello di Airagne, la dimora del Conte di Nigredo e la prigione, ove si presume ci sia la Regina scomparsa.Nei sotterranei del castello del Conte, Ignazio verrà a conoscenza di segreti e verità sconvolgenti sulla Regina.
Marcello Simoni, ex archeologo, laureato in lettere, dopo il successo con il suo bestseller d’esordio “Il Mercante Dei Libri Maledetti”, che ha superato 300.000 copie e vinto il 60° Premio Bancarella, ritorna con un nuovo giallo storico edito da Newton Compton, “La Biblioteca Perduta Dell’Alchimista”.
E il primo libro che leggo di questo autore e l’ho trovato interessante: una bella trama e ambientazione storica. Vorrei fare un piccolo appunto sul “Mercante dei libri Maledetti” che non ho avuto occasione di leggere ma, ho letto la bella rece fatta da Namor , venendo così a conoscenza della storia e adattamento in cui si svolge la trama.
Mi piacciono i thriller ambientati nel periodo del Medioevo e quando si parla di Storia con personaggi loschi e ambigui avvolti nell’oscurità di magia e segreti, tutte componenti che mi affascinano particolarmente. Personalmente l’ho trovato il libro piacevole, anche se vi sono stati alcuni ma brevi momenti in cui la lettura si è presentata un po’ lenta ma, la storia su queste misteriose leggende ti invogliano a proseguire la lettura e di scoprire come andrà a finire.
Che dire? Se amate i romanzi storici, il mistero e l’avventura, vi consiglio di lasciarvi andare alla lettura di questo intrigante ed emozionante storia. Buona lettura!

Angie

 
Di Miryam (del 20/02/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 658 volte)
Titolo originale
Lo que esconde tu nombre
Autore
Clara Sánchez
Editore
Garzanti
Prima edizione
2010

Sandra e Julian sono i protagonisti di questo romanzo nonché narratori dello stesso, ma entriamo nel vivo della storia…
Siamo in Spagna, in Costa Blanca, nonostante sia autunno, il sole è ancora molto caldo. Sandra è una giovane di trent’anni, incinta di un uomo verso il quale non è sicura di provare dei veri sentimenti, per questo motivo vuole godersi il sole e gli ultimi giorni di mare nella casetta che le ha imprestato sua sorella.
E’ sola, confusa, un pomeriggio sulla sabbia per colpa di un lieve malore, conosce una coppia di simpatici vecchietti norvegesi che amorevolmente si prestano ad accompagnarla a casa. I due “nonni” acquisiti, così gentili e premurosi si chiamano Fredrik e Karin Christensen, queste due amabili persone, dietro quel volto e quegli occhi così candidi, non sono altro che criminali nazisti appartenenti ad una confraternita.
Si sono distinti in passato per la loro ferocia nel campo di concentramento di Mathausen e hanno intenzione di ricominciare con le loro atrocità.
Qui quasi per caso, entra in scena Julian, un ottantenne, vedovo, che decide di partire dall’Argentina per raggiungere anche lui Costa Blanca con un obiettivo, quello di vendicarsi degli orrori subiti durante la prigionia nel campo di concentramento di Mathausen. Infatti vorrebbe stanarli soprattutto in onore del suo vecchio amico Salva ormai defunto.
Una semplice casualità permette di far incontrare Julian con Sandra la quale venuta a conoscenza della storia, incomincia ad aiutarlo nelle sue ricerche ignara del pericolo che sta per incontrare, infatti è proprio durante una sua indagine, che la coppia comincia ad avere dei sospetti su di lei a tal punto che le propongono di entrare nella confraternita.
Ormai scoperta, Sandra si rende conto che per salvare la sua vita e del piccolo che porta in grembo, l’unica soluzione è quella di fuggire e tornare a casa dai genitori anche se sa perfettamente che una parte del suo cuore rimarrà lì, vicino a quel suo nuovo e confidato amico Julian. “Il Profumo delle Foglie di Limone”, è un romanzo scritto da Clara Sanchez, libro da un ritmo piuttosto incalzante, si viene presi da una forte curiosità di sapere cosa stanno tramando questi vecchi nazisti, tratta argomenti purtroppo veritieri.
Certo ha un titolo strano per il tema trattato, in effetti il titolo originale “Le que esconde tu nombre”, cioè “quello che il tuo nome nasconde”, secondo me lo trovavo molto più azzeccato perché sempre di criminali si tratta!!
Ad ogni modo il libro ha avuto un enorme successo, infatti ha vinto il premio Nadal, uno dei riconoscimenti letterari più antichi e prestigiosi e nel giro di poco tempo è entrato nella classifica dei romanzi più venduti in Spagna. Che dire… a me è piaciuto e quindi vi consiglio di darci un’occhiata!

Miryam

 
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