|
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Miryam (del 14/06/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 39 volte)
|
Titolo originale
|
La Forêt des ombres
|
|
Autore
|
Franck Thilliez
|
|
Editore
|
TEA
|
|
Prima edizione
|
2008
|
Tempo fa, nella recensione che avevo fatto del libro “L’osservatore”, avevo accennato che sarei andata in cerca di un altro libro di Franck Thilliez, detto, fatto. Ho comprato “Foresta Nera”. Mi piace molto come scrive questo autore, scrittura chiara, scorrevole, certo i temi trattati sono sempre macabri, c’è sempre un maniaco con turbe psichiche alquanto bizzarre, ma si sa, il mondo è pieno di serial killer strampalati con fobie assai particolari…speriamo solo di non incontrarli mai!! Ma veniamo ora alla trama del libro. Il personaggio chiave è un certo David Miller con un mestiere che già di suo è abbastanza inquietante… l’imbalsamatore di morti, che nel tempo libero ama scrivere thriller. Vive con una figlia piccola, Clara, e sua moglie Cathy, un’infermiera disoccupata che è alle prese con una misteriosa donna ricattatrice che si fa chiamare Miss Hyde la quale è a conoscenza del suo segreto, cioè di essere andata a letto con il miglior amico di suo marito e di essere rimasta incinta, cosa che non sarebbe potuta accadere con il consorte in maniera naturale, bensì in vitro, perciò, non potendo far passare la gravidanza al marito, si vede costretta ad abortire. Purtroppo questa famigliola “felice”, versa in gravi difficoltà economiche, questo fino a quando un certo Arthur Doffre, un uomo paralizzato sulla sedia a rotelle, non propone a David di scrivere una storia per lui dietro un’ingente somma di denaro. David dovrebbe scrivere la vera storia del serial killer “Boia 125”, responsabile questi della morte di sette coppie, morto suicida circa trent’anni fa. L’unica cosa che chiede questo finanziatore è che David deve trasferirsi in una baita della Foresta Nera, lontano dalla città e da tutti e deve scrivere 10 pagine al giorno, tutto ciò in un mese. David accetta l’offerta non sapendo cosa gli attende, infatti giunto sul posto, ha a che fare con una villetta senza imposte con delle grandi vetrate circondata da una quercia secolare che mette i brividi. Per ovattare e rendere l’ambiente ancora più silenzioso e triste, ecco una bella nevicata che rende impraticabile la strada qualora volesse tornare indietro. Non solo, lo studio allestito per scrivere il libro si affaccia su un mattatoio dove sono appese carcasse maleodoranti di maiali in avanzato stato di putrefazione, attorniato da fameliche mosche. Certo in un primo momento c’era l’idea di un dietrofront, ma l’allettante somma di denaro promessa era ancora più accattivante, cosi David opta per restare con il vecchio Doffre e la sua “badante “ Adeline che altro non è che una prostituta. Con il passare dei giorni, accettando la proposta, David si rende conto di aver fatto il più grosso sbaglio della sua vita…. Ma ormai è troppo tardi. Come ho detto fin dal principio, sono contenta di essermi imbattuta in un altro libro di Thilliez, e non sarà nemmeno l’ultimo!! “Foresta Nera” è a dir poco macabro, con scene sanguinose e violente, forse sono proprio queste a tenere incollato il lettore, però ogni personaggio ha un suo segreto da nascondere, ma è proprio qui che lo scrittore lo fa scoprire piano piano in un’atmosfera alquanto desolata e cupa che ingigantisce il tutto, il bello è che non viene rivelato fino alle ultime pagine del libro. Se amate la forte suspense, vi consiglio di leggerne almeno uno dei titoli di questo fantastico autore.
Miryam
Di Angie (del 06/06/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 69 volte)
|
Titolo originale
|
Nimrod's Shadow
|
|
Autore
|
Chris Paling
|
|
Editore
|
Newton Compton Editori
|
|
Prima edizione
|
2010
|
In una cupa Londra inizi del 900. Reilly, un giovane artista in cerca di fortuna, vive in una misera soffitta in campagna circondata da quadri invenduti e incompleti con il suo fedele cane Nimrod. In una sera di pioggia battente, il critico più famoso di tuta Londra bussa alla sua porta e nota così il suo talento. Per Reilly potrebbe essere finalmente la svolta al successo che tanto aspettava ma, proprio il giorno dopo l’importante critico, viene trovato assassinato in un canale con gli occhi orribilmente strappati.. Nelle indagini per uno strano indizio viene coinvolto lo stesso Reilly che viene accusato di omicidio e condannato a morte. Dopo quasi un secolo in una antica galleria di Londra, la giovane Samantha appassionata d’arte, si ritrova ad ammirare un suo quadro e ne rimane affascinata. In quel quadro c’è qualcosa che colpisce la ragazza e decide di saperne di più sul pittore che lo ha dipinto. Dopo aver visionato vecchi ritagli di giornali e ascoltate testimonianze di persone che conobbero il pittore, la portano ad imbattersi nell’omicidio di quel famoso critico di cui proprio Reilly ne fu incolpato. Per Samantha non vi è alcun dubbio, Reilly è stato incastrato, il vero assassino è un altro. Chi ha ucciso veramente il critico d’arte? E il primo romanzo che leggo di questo scrittore britannico Chris Paling, autore di numerose fiction BBC. Solo alla soglia dei quarant’anni intraprese la carriera di scrittore, poi diventato famoso con i suoi romanzi tra cui “Deserters” “ The Silent Sentry” e “Il Pittore che visse due volte”, primo romanzo tradotto in italiano pubblicato da Newton Compton nel 2011. Il titolo stesso “Il pittore che visse due volte”, mi ha fatto subito pensare a un avvenente thriller e, appassionata di tale genere non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di leggerlo. Addentrandomi nella lettura non ho trovato quell’atmosfera di suspense e tensione che di solito accompagna la storia, sinceramente mi aspettavo qualcosa di più intrigante da questo volume che è un misto tra noir, giallo e romanzo storico, ove il tutto ruota intorno a un giovane pittore squattrinato. Un libro scritto in maniera semplice che non boccio e non promuovo, la storia non è male, ma la somiglianza con altri titoli del genere e la scarsa suspense riscontrata durante la sua lettura non mi appagano appieno.
Angie
|
Titolo originale
|
Venti racconti allegri e uno triste
|
|
Autore
|
Marco Corona
|
|
Editore
|
Mondadori
|
|
Prima edizione
|
2012
|
Mauro Corona, il celebre scrittore, scultore e alpinista, ci ha dato l’opportunità attraverso questa antologia di ventuno racconti, di renderci partecipe di ciò che accade lassù fra i boschi e fra la gente semplice che popola i paesi e le montagne della sua terra: la Valle del Vajont che in molti non vogliono volutamente menzionare per non ricordare lo scempio di una tragedia annunciata e di una vergogna tutta italiana di circa cinquanta anni fa. Un mondo completamente diverso per chi, come me, vive nella frenetica vita di città, immersi nella tecnologia fino alla gola e neppure immagina che possano esistere ancora personaggi così veri e semplicemente autentici e modesti. Per molti possono apparire racconti bucolici, ma non si può rimanere indifferenti alla semplicità che traspare da queste pagine. Episodi rocamboleschi di vite solitarie e malinconiche, situazioni che spaziano dal grottesco all’incredibile, dall’ironia alla tristezza. Davvero encomiabile il modo con cui Corona scrive. Attraverso le sue descrizioni si riesce quasi ad annusare il profumo di un bosco, ascoltare il fruscio degli alberi e il rumore di un rivolo d’acqua; sembra quasi di passeggiarvi dentro e quasi si prova una sorta di sana invidia per non poter essere lì a respirare quella splendida natura. In quasi ogni racconto non mancano frasi come queste, da autentico poeta: ““Vi sono persone speciali che hanno accompagnato la nostra infanzia e dopo sono morte. E ora che siamo vecchi anche noi tornano a sfiorarci come colpi di vento. Sollevano foglie, scoprono radici di dolcezze dimenticate. Figure lontane, sepolte nella polvere del tempo. Anime che non si possono toccare se non con la mano del ricordo. Al loro posto verranno altri, forse quegli altri siamo noi stessi. E’ la rotazione inarrestabile della vita, sempre pronta a togliere e sostituire. Ma alcuni amici è difficile rimpiazzarli. Essi rimangono appesi al soffitto della memoria, ragnatele tenaci e polverose che solo il soffio della morte potrà tirar via.””. Episodi divertenti e leggeri: come la narrazione di Icio che vive di espedienti. Non è né cialtrone, né imbroglione ma per campare imbroglia bonariamente e con astuzia perfino gli amici che anche se raggirati non possono non volergli bene; oppure il racconto di una coppia di bracconieri poveri in canna che riescono a evitare la galera e il non pagare una multa salata agli Ufficiali Giudiziari semplicemente con giochi di parole e offrendo loro un paio di salami. Il racconto che però mi ha davvero stupito e ha arricchito la mia conoscenza sul mondo della montagna è il diciannovesimo, dove si narra di un sport estremo in voga negli anni ’80 di origine francese che non conoscevo: scalare cascate ghiacciate. Corona lo descrive così: “”Per chi non lo sa e saranno molti, consiste nell’arrampicare le colate di ghiaccio usando come appigli piccozze affilatissime, curve e dentate, si piantano nel ghiaccio e ci si tira su. Vale la regola della scalata su roccia: tre punti fermi, uno in movimento. Per avere un minimo di sicurezza, si avvitano alla cascata lunghi chiodi tubolari filettati, oggi in titanio, leggerissimi, sicuri ma di prezzo spaventoso.”” Ventuno racconti divertenti e uno triste, tenuto per ultimo, che lascia l’amaro in bocca e una tristezza nel cuore, forse proprio perché è l’unico racconto che parla di animali e non di uomini. Una storia commovente e tenera che Corona invece interpreta come la più allegra e ci regala il suo insegnamento filosofico e irrazionale in proposito: “…forse perché la vera allegria è prendere l’esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere. Ma questa la chiamano follia.” A pensarci bene ha ragione. Il difficile è come sempre mettere in pratica certi pensieri e insegnamenti. Un libro comunque da non perdere, se desiderate una lettura non estremamente impegnativa ma ricca di poesia, di bellezza e di umanità.
Louise-Elle
Di Namor (del 25/02/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 217 volte)
|
Titolo originale
|
Il mercante di libri maledetti
|
|
Autore
|
Marcello Simoni
|
|
Editore
|
Newton Compton Editori
|
|
Prima edizione
|
2011
|
Padre Vivien de Narbonne è in fuga da un gruppo di uomini mascherati facenti parte della Saint-Vehme, un’oscura setta segreta meglio conosciuta come i Veggenti. La motivazione della caccia all’uomo è da attribuire al preziosissimo Uter Ventorum, un libro contenente antichi precetti della cultura talismanica orientale, capace di invocare gli Angeli e la loro divina sapienza. Durante la disperata fuga dai suoi aguzzini, il monaco muore, cadendo in un dirupo. Del ricercato testo non si hanno tracce, finche un giorno, un nobile veneziano commissiona al mercante di libri Ignazio da Toledo, il ritrovamento dell’Uter Ventorum, custodito in passato dal sua grande amico Vivien de Narbonne. Il rinvenimento dell’ambito volume non sarà una cosa facile per il mercante Ispanico, oltre alla pericolosa setta vi sono uomini potenti e senza scrupoli, disposti a tutto pur di entrare in possesso dell’Uter Ventorum. La commissione assegnata al mercante di scritti, sarà disseminata da inesplicabili enigmi da decifrare, agguati mortali e ignominie di ogni genere, partorite dalla bramosia di potere di più persone. “Il Mercante di libri maledetti” è il trhiller storico d’esordio dell’ex archeologo Marcello Simoni. L’opera prima di Simoni, si fa apprezzare per quanto riguarda il soggetto, anche se la trama in certi punti cala di mordente. Pollice alto invece per la realizzazione dei personaggi, che rimangono ben impressi fino alla fine della lettura del volume. Li ho trovati ben variegati e ottimamente caratterizzati . Debutto sufficientemente interessante, che ipoteca la presa in considerazione del prossimo titolo del neo scrittore di Comacchio.
Namor
Di Miryam (del 11/02/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 342 volte)
|
Titolo originale
|
|
|
Autore
|
Morgan Sophie
|
|
Editore
|
Bompiani
|
|
Prima edizione
|
2012
|
Trentenne indipendente, una giornalista brillante e intelligente, a prima vista potrebbe sembrare la classica ragazza seria, di buona famiglia che tutti possiamo incontrare al supermercato o al bar, invece Sophie Morgan, così si chiama la protagonista del libro, nonché autrice, è una donna che in camera da letto ama avere molta fantasia, anzi diciamo che da una semplice sculacciata, si trova senza nemmeno accorgersene a diventare quello che si dice…una sottomessa. Dopo un paio di tormentate storie di sesso estremo con un certo Ryan e poi con Thomas, incontra James con il quale si spinge sempre di più oltre dei limiti, fino a quando la stessa Sophie incomincia a chiedersi se questo potrebbe essere l’uomo della sua vita e soprattutto se riuscirà a unire la quotidianità con una persona che a letto oltrepassa ogni tipo di crudeltà. Questo libro non ha niente a che vedere con “Cinquanta sfumature di grigio” che è stato un libro erotico ma molto soft, divertente e piacevole da leggere. “Diario di una sottomessa”, invece mi ha dato molto da pensare in quanto dubito possa essere una storia vera, troppo esagerata, più che risveglio sessuale, sembrano torture. Senz’altro situazioni descritte nel libro può essere che esistano, sinceramente non riesco ad accettare il fatto che una donna possa essere contenta e appagata se viene umiliata e mortificata da un uomo oltre che sopportare “punizioni”, così vengono chiamate, che lasciano evidenti segni permanenti sul corpo. La prima domanda che viene da porsi una volta letto il libro è come può un uomo compiere certe torture su una donna, poi invece bisogna cercare di accettare il fatto che è la donna che lo permette, che comanda il gioco, infatti senza il suo consenso, l’uomo non potrebbe mai permettersi di fare quello che vuole. Comunque il libro non mi è piaciuto per niente, non tanto per la trama, ma quanto il suo scorrere, l’ho trovato lento, noioso, ripetitivo e anche volgare. Voglio precisare che non sono una moralista e nemmeno una puritana, però questa Sophie Morgan che dice che è tutta autobiografia si firma con un nome falso per paura delle opinioni dei parenti, amici, colleghi di lavoro, perciò alla fine ne deduco che è una persona ipocrita, non solo, nel libro sottolinea di non essere una pervertita più di quanto non lo siano tutte le donne, ok!! Nessuna donna è “santa”, ma ritenersi uguale a tutto il genere femminile…beh mi sembra un po’ eccessivo ed offensivo. Leggetelo… così mi darete il vostro parere.
Miryam
Di Namor (del 30/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 385 volte)
|
Titolo originale
|
El prisonero del cielo
|
|
Autore
|
Carlos Ruiz Zafón
|
|
Editore
|
Mondadori
|
|
Prima edizione
|
2012
|
“Il Prigioniero del cielo” é il secondo volume che ha come protagonisti, gli stessi personaggi del precedente romanzo “L’ombra del Vento” scritto dal bravo narratore catalano Carlos Ruiz Zafon. La figura di spicco questa volta non è Daniel Sempere, ma il suo carissimo e fidatissimo amico Fermin, che per forza di cose dovrà rinvangare il suo doloroso passato, chiudendone definitivamente i conti in sospeso, per vivere felicemente il suo prossimo futuro da uomo libero e sposato. La trama prevede l’arrivo di un sinistra figura nella libreria Sempere e Figli, il quale acquista una preziosa copia del Conte di Montecristo, apponendo una dedica personale al destinatario del prezioso volume. Con stupore Daniel, nota che il ricevente del costoso libro è nientemeno che il suo amico Fermin. Cos’ha, da spartire Fermin, con questo losco individuo? E perché regalargli un’opera tanto costosa? I quesiti vengono sciolti dallo stesso Fermin che rivelerà a Daniel il suo travagliato e misterioso trascorso sotto il regime Franchista e la verità sulla morte della sua adorata madre, che lui credeva di aver perso per malattia naturale. A mio avviso, il livello qualitativo dell’opera in questione é sicuramente inferiore all’antecedente volume, la storia é meno coinvolgente, gli eventi si susseguono con minore impatto emotivo, dando delle risposte finali non sempre all’altezza delle altre avventure di Zafon. La mia impressione è che sembri una forzatura della casa editrice, per far si che scrivesse il continuo del suo libro di maggior successo, soltanto per fare cassa, é che lui non fosse ancora pronto per realizzare al meglio la propria opera. Chi avrà letto L’Ombra del Vento, non potrà certamente esimersi nel replicare con il seguito e conoscere i nuovi avvenimenti dei suoi amati protagonisti. Quindi, le premesse di una buona vendita ci sono tutte, ma il giudizio non sarà certamente positivo come fu per il precedente capitolo.
Namor
Di Namor (del 12/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 374 volte)
|
Titolo originale
|
Eldvittner
|
|
Autore
|
Lars Kepler
|
|
Editore
|
Longanesi
|
|
Prima edizione
|
2012
|
Un istituto per ragazze con gravi problemi sociali e psichici è teatro di un doppio omicidio, che vede la morte di una delle sue degenti e dell’infermiera del turno di notte. La ragazza (Miranda) viene trovata sdraiata sul suo letto completamente insanguinata e con le mani sugli occhi, mentre l’infermiera (Elisabet), viene rinvenuta nella lavanderia con la testa fracassata. Nella stessa notte Vichy una delle ragazze di Birgittagarden sta scappando da quel macabro luogo, anch’ella con gli abiti intrisi di sangue. La fuga ed il conseguente furto d’auto con un bambino a bordo, la rendono la maggior indiziata degli omicidi. Mentre la polizia si attiva per catturarla, inutilmente, l’ispettore di polizia Joona Linna viene nominato come visore esterno (essendo sotto inchiesta federale) per dare il suo prezioso contributo. Nonostante non abbia l’autorità per indagare ufficialmente, Joona si getterà a capofitto per risolvere il mistero nel più breve tempo possibile. Nel mentre, altre persone ruotano intorno a questo efferato doppio omicidio: Elin la bellissima e fragile top model che per un periodo ospitò Vichy, Daniel lo psichiatra dell’istituto, nonché fidanzato dell’infermiera uccisa e Flora, una medium che organizza false sedute spiritiche per racimolare soldi. Ed è proprio la bugiarda Flora, che inconsapevolmente darà una mano a risolvere il caso, visto che avrà delle vere visioni su chi sia stato a commettere gli omicidi! Scritto a quattro mani dai coniugi Alexandra Coelho Ahndoril e Alexander Ahndoril col pseudonimo di Lars Kepler, “La Testimone del Fuoco” è il loro terzo trhiller dopo “L’Ipnotista” e “L’Esecutore”. La storia è ambientata nella periferia della fredda Stoccolma, la trama sarebbe stata sicuramente interessante, se non fosse che ad un certo punto si comincia ad intuire il probabile colpevole. I lettori più avvezzi non faranno fatica ad anticipare Jonna Linna nel risolvere il caso, considerato che gli autori non velano adeguatamente gli indizi per arrivare al responsabile degli omicidi! Questo è il primo titolo di questa ondata di gialli scandinavi che leggo, sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio da questo nordico filone tanto lodato per la sue cupe atmosfere, situazioni che non ho minimamente ravvisato durante la lettura di questo volume sopravvalutato.
Namor
Di Angie (del 05/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 475 volte)
|
Titolo originale
|
Fifty Shades of Grey
|
|
Autore
|
E. L. James
|
|
Editore
|
Mondadori
|
|
Prima edizione
|
2011
|
Dopo tanta pubblicità basata anche sul passaparola, mossa dalla curiosità mi sono immersa nella lettura di “Cinquanta Sfumature di Grigio”. Una storia incentrata solo sulla relazione di due giovani ragazzi, basata su di un contratto tra le due parti. La trama a nettamente diviso i suoi lettori in due fazione, ce chi elogia l’opera, e che ne critica la sua esaltazione definendola eccessivamente sopravalutata. Anastasia Steel è una graziosa, timida ed intelligente studentessa americana di 21 anni, appassionata di letteratura. Grazie ad una intervista , Anastasia incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario affascinante e misterioso. La ragazza subito si accorge di essere molto attratta da lui. Convinta che il loro incontro furtivo non avrà un futuro, cerca di non pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. La ragazza sempre più che mai attratta da lui, capisce che vuole quest’uomo a tutti i costi. Anche lui la desidera ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scopre che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo ma, soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili. In casa sua, infatti, è allestita una Stanza dei Giochi di ogni genere e di attrezzi e stipula con le sue Sottomesse(così da lui chiamate) un contratto che prevede regole da seguire, e vorrebbe che proprio Anastasia sia la sua nuova Sottomessa. Ma la giovane, nonostante sia follemente innamorata di lui, non è propensa a firmare il contratto senza dettare alcune condizioni. La storia si fa avvincente. Sesso, sottomissione e possesso… il trascorso triste di Grey, che Ana (così chiamata da lui) scoprirà un po’ alla volta in quest’animo enigmatico e, non solo, ma verrà a conoscenza per la prima volta, anche i suoi più segreti desideri. “Cinquanta Sfumature di Grigio” è un romanzo erotico scritto dalla scrittrice E.L.James (pseudonimo di Erika Leonard). Si tratta del primo di una trilogia che prosegue con “Cinquanta Sfumature di Nero “ e “ Cinquanta Sfumature di Rosso”. Il romanzo caratterizzato dalla descrizione di scene di esplicito erotismo, ha in breve tempo raggiunto una vasta popolarità e un gran successo di vendita in tutto il mondo: venduto oltre 31 milioni di copie. Una trama semplice: una donne bella ma insicura, Ana, e un uomo intrigante Mr Grey . Un Grey, che non è come tutti gli altri…….., nasconde qualcosa dietro al suo comportamento impeccabile ed educato. Stile semplice, tutto è diretto nei minimi particolari…….e vi dirò di più, tutto è raccontato nei minimi particolari!!!! Erotico si! Ma non c’è violenza, in quanto la protagonista Ana è avvisata sempre prima su cosa lui abbia intenzione di sperimentare, e lei ha sempre acconsentito. A mio parere è solo una coppia di giovani amanti che sperimenta il proprio corpo e le proprie sensazioni . Nulla di così scandaloso (come alcuni possano pensare). E poi quale donna non ha mai desiderato l’uomo passionale e altrettanto tenebroso ? Ho letto il primo volume della trilogia nonostante la narrazione sia stata un po’ ripetitiva, l ho trovato piacevole e scorrevole: c’è un po’ di tutto,romanticismo, erotismo, avventura e suspense. Sono arrivata alla fine del libro senza rendermi conto e con il fiato sospeso. Cosa farà e deciderà Ana, combattuta tra la sua coscienza che le consiglia di fuggire da lui ed il cuore totalmente devoto? Firmerà questo contratto? E Grey come si comporterà? La curiosità è tanta che leggerò tutta la trilogia e vi saprò poi dire la mia opinione, che ho trovato inizialmente intensa e travolgente. Ad ogni modo senza dilungarmi troppo (forse l’ho già fatto) vi consiglio di leggere intanto il primo volume, certo non è una lettura impegnativa , ma affascina ugualmente. Se non vi è piaciuto (ho i miei dubbi) avete comunque trascorso qualche ora di svago, lontano dai soliti schemi della cosiddetta normalità Buona lettura.
Angie
|
Titolo originale
|
|
|
Autore
|
AA.VV., a cura di Otto Penzler
|
|
Editore
|
Piemme
|
|
Prima edizione
|
2007
|
Eccomi qui a commentare un'antologia di racconti brevi ma intensi aventi per protagoniste le donne. Un omaggio particolare alle donne fatto da ben 14 scrittori di fama internazionale della letteratura in prevalenza americana, riuniti in questo volume da Otto Penzler, fondatore di Mysterous Bookshop, una delle librerie americane più famose per i thriller e i mystery. Questi racconti d'autore narrano vicende in cui le donne si trasformano fino a diventare dannatamente pericolose. Seduzione e vendetta, fascino e crudeltà: nessuno può essere così pericoloso quanto una donna. Come donna confermo in pieno questa teoria. La femminilità, la seduzione , la sensualità e il fascino sono armi potenti, il potere assoluto che certe donne sanno sapientemente usare per riuscire ad ottenere ciò che vogliono. "Solo una donna sa mescolare sadicamente seduzione e paura, scaldare i sensi e l'anima e in un istante far gelare il sangue nelle vene”. Fra i tanti racconti ne ho preferito uno firmato da Nelson De Mille , celebre romanziere autore fra l’altro di “La figlia del Generale” da cui l’omonimo film interpretato da John Travolta, dal titolo Rendez-vous. Vietnam 1971/72. Un giovane ufficiale di fanteria con la sua pattuglia è in perlustrazione nella zona impenetrabile della foresta tropicale. Il suo plotone è formato da dieci uomini che vengono decimati silenziosamente e inaspettatamente da un cecchino. In guerra non c'è cosa più crudele e subdola di un cecchino. Colpisce a tradimento ed è difficile da scovare. In questo racconto il cecchino è ancor più da odiare poichè è una donna. Rendez-vous è un racconto che regala emozioni, suspense ed è talmente coinvolgente che sembra quasi di trovarsi in quella foresta tropicale in compagnia di quei soldati. Avvincente la descrizione di come gli ignari soldati vengono colpiti a morte. Un racconto crudo e violento come la guerra. Sensuale e ammaliante come il desiderio. Proprio così perchè il tenente, per l’appunto l’io narrante, si mette sulle tracce del cecchino e scopre che altro non è che una bellissima e sensualissima donna dalla mira infallibile. La individua mentre nuda emerge da un lago dopo un bagno e ne rimane stregato. Cerca comunque di realizzare che Lei è il nemico , punta il fucile ma consapevole che è troppo distante dalla sua portata tenta di ucciderla ugualmente. Manca il bersaglio e lei fugge. Quei poveri uomini sono vulnerabili e impauriti e cercano di sfuggire alla furia omicida e alla mira infallibile di Lei che non si sa nè come, nè quando colpirà e soprattutto chi deciderà di eliminare. Il tenente capisce che l'unico scopo del cecchino è che fra loro solo uno dovrà rimanere vivo, affinchè racconti al nemico cosa è accaduto lì veramente. Un'impresa crudele architettata da una donna abile e spietata, contro un plotone di uomini. Solo uno rimarrà in vita. Ma chi? Sarà proprio l'io narrante di questo racconto che dopo esser riuscito a raggiungere l'elicottero che lo porterà in salvo e dopo aver fatto rapporto ai suoi superiori dell’accaduto, conclude questo racconto con una frase: ""Senza dubbio avrei riconosciuto la sua faccia, che ancora vedo nitidamente, e sapevo che anche Lei avrebbe riconosciuto in me il ragazzo che aveva lasciato vivo affinchè raccontasse la sua storia. Ora la storia è raccontata e se mai ci rivedremo, solo uno di noi ne uscirà vivo."" Termina così questo splendido racconto che secondo il mio punto di vista è un'esperienza realmente accaduta all'autore avendo lui stesso partecipato alla guerra più fallimentare e spietata della storia degli United States of America. Concludo dicendo che dopo aver letto questo libro mi sento comunque lusingata nell’essere donna, e chissà se qualcuno già pensa di me che sono una donna pericolosa? ;)
Louise Elle
Di Namor (del 22/10/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 375 volte)
|
Titolo originale
|
Tu sei il male
|
|
Autore
|
Roberto Costantini
|
|
Prima edizione
|
2011
|
Mentre la capitale italiana si appresta a seguire la finale Italia-Germania dei mondiali di calcio spagnoli, un’efferato delitto si sta consumando in uno dei tanti luoghi di Roma. Il corpo martoriato della giovane segretaria Elisa Sordi, viene rinvenuto qualche giorno dopo nelle acque del Tevere. Le indagini del giovane e svogliato ispettore Balistreri, vengono condotte con indolente sufficienza, tant’è vero, che il caso rimarrà irrisolto, lasciando un’altra indelebile cicatrice nell’animo dell’apatico funzionario. Siamo nel 2006, Balistreri non è più quel donnaiolo arrogante che era un tempo, adesso è un dirigente fiaccato nel fisico e nell’anima da una vita di eccessi e sensi di colpa mai sopiti, e proprio per espiare le sue colpe (in primis il delitto irrisolto della Sordi), si è letteralmente lasciato andare annullandosi quasi completamente. A destarlo da quel lungo letargo punitivo è il suicidio di una donna, la quale si lancia dal balcone della propria casa , durante la finale Italia-Francia dei mondiali di calcio tedeschi. A compiere l’estremo gesto è Giovanna, la madre di Elisa Sordi la giovane e bella segretaria uccisa da uno sconosciuto ventiquattro anni prima. Le piste che portano all’assassino di Elisa improvvisamente diventano molteplici, come gli omicidi e i delitti che seguiranno per occultarne la verità. Il Vaticano, la criminalità dell’est e gli ambienti politici locali, faranno parte del losco progetto di insabbiare una scomoda e pericolosa verità, che ha avuto inizio lontano 1982! “Tu sei il male”, segna il buon debutto nel mondo della letteratura di Piero Costantini, il volume dovrebbe essere il primo di una trilogia con protagonista l’ispettore Michele Balistrieri. L’elaborazione della trama prende spunti da alcuni casi di cronaca nera realmente accaduti, come il delitto di via Poma, la scomparsa di Emanuela Orlandi ed il delitto della Reggiani a Tor di Quinto, fatti purtroppo tristemente famosi che, tengono alto l’interesse del lettore nello sfogliare senza sosta le sue 700 pagine. Non fatevi intimorire dallo spessore del libro, poiché la trama e ben congeniata, così come i protagonisti di questo avvincente giallo italiano. Le prime 100 pagine ambientate nel 1982, con l’indomito Balistrieri in giovane età, le ho trovate eccellenti, peccato che nelle restanti 600 ci si debba abituare ad un uomo completamente diverso. Spero, nel prossimo volume (che io acquisterò sicuramente), di ritrovare il giovane Balistrieri menefreghista e playboy, come lo era stato all’inizio di questo testo, di sicuro la trama ne gioverà non poco! Consigliatissimo, soprattutto per chi ama i romanzi made in Italy.
Namor
Di Miryam (del 24/09/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 316 volte)
|
Titolo originale
|
|
|
Autore
|
Finden Susan
|
|
Editore
|
TEA
|
|
Prima edizione
|
2011
|
Qualche anno fa, nella cittadina inglese di Plymouth, successe un fatto molto curioso da finire sulle pagine di un giornale locale. Si trattava della storia di un gatto che aveva la passione degli autobus, tanto da salire tutti i giorni e farsi un bel giretto per tutta la città, ricevendo inoltre, il che non guastava,le coccole e le attenzioni di tutti i passeggeri che ormai avevano fatto l’abitudine a lui. Ma facciamo qualche passo indietro. Nel 2002, Susan Finden, che è anche l’autrice del libro, abitava con suo marito Chris a Plymouth, inutile dire che con loro viveva una colonia di gatti trovatelli. Un giorno decise di adottarne un altro, così si recò alla Protezione Animali che le affidò un bel gatto siberiano già di dodici anni al quale venne dato il nome di Casper, come il fantasmino dei cartoni animati in quanto aveva l’abitudine di nascondersi nei punti più assurdi e di sparire all’improvviso. Susan ci mise circa tre anni per capire che il suo gatto era un “pendolare”, non solo, prendeva l’autobus della linea tre sempre alla stessa ora. Faceva educatamente la fila per salire e si sedeva al solito posto a meno che questo non fosse occupato. Ben presto la dolcezza e la simpatia di Casper conquistarono il cuore di tutti i conducenti e i passeggeri a tal punto che come dicevo all’inizio, questa storia ha fatto il giro del mondo, addirittura su internet. Purtroppo la vita di Casper è stata interrotta da un pazzo taxista che lo investì e non si fermò neppure, rimase pure impunito, anche perché in Gran Bretagna esiste una legge che il soccorso sussiste solo se si investe un cane, purtroppo si vede che la vita di un gatto non ha nessun rispetto. In questo triste modo finisce la storia di Casper, il gatto pendolare che anche se ha fatto scendere qualche lacrima, ha suscitato anche dell’ilarità lasciando certamente un vuoto nella nostra scrittrice Susan, che però non ha abbandonato la sua passione per questi nobili felini! Nel leggere questo libro, è affiorato nella mia mente un triste ricordo di quando due anni fa la mia gatta è volata giù dal quarto piano, fortunatamente una delle sue “sette vite” l’ha salvata, ma credetemi, spero proprio di non dover rivivere quei momenti. Questo è un libro che fa capire quanto amore può darti un animale, ed è per questo che lo consiglio a chi come me vuol bene a questi amici a quattro zampe!!
Miryam
Di Namor (del 21/09/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 306 volte)
|
Titolo originale
|
Pars vite et reviens tard
|
|
Autore
|
Fred Vargas
|
|
Editore
|
Einaudi 2004
|
|
Prima edizione
|
Francia 2001
|
Un banditore sta leggendo delle missive anonime su una piazza di Parigi, tra le diverse lettere. ve ne una inquietante che parla di malattia e morte. Nei giorni a seguire, le sinistre lettere si susseguono quotidianamente, mentre dall’altro capo della città sulle porte di molte abitazioni, compare il numero quattro con una strana sigla scritta in minuscoli caratteri con vernice nera. Inizialmente, i due strani eventi non vengono presi nella giusta considerazione dalle autorità competenti, fino a quando, viene ritrovato il corpo di un cadavere annerito e con diverse morsicature di pulci sul corpo. Gli omicidi si susseguono, così come i misteriosi annunci commissionati anonimamente al divulgatore nella pubblica piazza. Le indagini del caso vengono seguite dall’insolito commissario Adamsberg, il quale scoprirà che gli avvisi letti dal banditore e i numeri disegnati sulle porte delle case parigine, sono frutto della stessa persona, ovvero il serial killer delle vittime colorate di nero. L’aumentare della psicosi in città in merito agli inconsueti omicidi, va di pari passo con la difficilissima indagine su chi sia l’autore degli inspiegabili omicidi ed il motivo per cui annerisce i corpi delle vittime morse dalle pulci. Scritto dalla regina del giallo francese Fred Vargas, “Parti in fretta e non tornare”, nonostante sia ambientato ai giorni nostri é un noir dai sapori medioevali, ove i delitti vengono effettuati con un particolare modus operandi . Un particolare sicuramente accattivante, che discosta il libro dai soliti canoni relativi agli omicidi. Peccato che con il proseguo della trama, tale prerogativa viene lentamente avvicendata dalla monotonia degli eventi, che risultano tediosi e senza mordente fino alla fine della storia. Un titolo che di certo non consiglierò… visto che ce ne sono di migliori nel quale spendere tempo e denaro!
Namor
Di Namor (del 12/07/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 807 volte)
|
Titolo originale
|
Paolo Rossi - 1982 Il mio mitico mondiale
|
|
Autore
|
Paolo Rossi
|
|
Editore
|
Kowalski
|
|
Prima edizione
|
2012
|
Sono passati 30 anni da quel famoso ed indimenticabile Mundial spagnolo del 1982, ove l’Italia vinse con grande merito il suo terzo mondiale di calcio, sotto la guida tecnica del grande “Vecio” Enzo Bearzot. Grazie alla sua sapiente gestione ed al valore tecnico degli azzurri, ho potuto assistere e godere di un trionfo calcistico che rimarrà per sempre ineguagliabile. Tale gioia è stata addirittura superiore a quella provata nel 1986, quando la mia squadra: il Napoli, vinse il suo primo scudetto con l’apporto del grande Maradona! Il Mondiale vinto nel 2006 da Commissario Tecnico Lippi è stato un bel momento, ma sicuramente non paragonabile a quello del 1982. “Rossi, Tardelli e Altobelli”, furono i micidiali stoccatori che trafissero e matarono la Germania in finale, a loro era dedicato anche uno dei tanti cori che, s’innalzarono al cielo dopo il fischio finale dell’arbitro brasiliano Arnaldo César Coelho. Paolo Rossi con un inizio non promettente, oltre al titolo di Re del gol con 6 reti, vinse anche il premio come miglior giocatore della manifestazione. Tutto questo per un calciatore è stupefacente, figurarsi per uno giocatore come lui che arrivava da un lungo periodo di inattività, dovuto alla squalifica dello scandalo per il calcio scommesse. Una soddisfazione questa, che ripaga in parte l’ingiustizia subita dal mitico Pablito. Per l’anniversario dei 30 anni di quella leggendaria e memorabile impresa, Paolo Rossi ha scritto un libro formato da 252 pagine, intitolato “Paolo Rossi - 1982 il mio mitico mondiale”. Appena saputa la data di uscita del volume, mi sono precipitato in libreria per acquisirne una copia… non poteva essere altrimenti,visto che tutto quello che riguarda il Mundial di Spagna, su di me ha un forte ascendente. Nel libro, Paolo Rossi ci racconta le cause della sua squalifica, e gli strascichi che ne seguirono, per poi raccontarci con vari aneddoti l’avventura del Mondiale spagnolo. Da parte mia la lettura è stata abbastanza veloce, la mia curiosità per sapere come andarono gli eventi da uno dei diretti interessati, ha fatto sicuramente da traino nel finire il volume in tempi celeri. Sostanzialmente il libro non è male, per chi ha vissuto quell’evento, cimentarsi nella sua lettura sarà sicuramente un bel rewind. Tecnicamente io avrei inserito qualche aneddoto in più, al posto dei tanti articoli di giornali pubblicati a suo tempo e le lettere dei tanti fans. Tali pagine alla lunga, rendono l’opera lievemente stucchevole.
Namor
|
Titolo originale
|
Il Diavolo certamente
|
|
Autore
|
Andrea Camilleri
|
|
Editore
|
Mondadori
|
|
Prima edizione
|
2012
|
Non ho mai molto amato le antologie dei vari scrittori, ma questa volta devo assolutamente ricredermi proprio grazie a questo libro. 33 racconti di 3 fogli ciascuno assolutamente diabolici. 33+3 = 333 la metà esatta di 666: il numero della Bestia. Un omaggio alle equivocità, alle coincidenze, a situazioni che possono mutare in una frazione di secondo in seguito a una parola, ad una svista, per un errore di scrittura o di interpretazione, per una casualità. Sì proprio così, semplicemente così, astutamente così, magnificamente così, inaspettatamente così, diabolicamente così. Infatti sembra proprio che il Diavolo ci metta la coda in ogni vicenda, per mutarla a suo piacimento e stravolgerla. Il diavolo si sà: una ne pensa e cento ne fà. Andrea Camilleri scrive divinamente e magistralmente destreggiandosi fra un episodio e l'altro del tutto originali fra loro. Ironico, divertente, fantasioso. Descrive queste situazioni con una semplicità disarmante e come il miglior scrittore thriller riserva al lettore il piacere della suspense e di un finale sempre a sorpresa. Tanti mini-racconti in cui è narrato l'inaspettato del vivere quotidiano di persone comuni, personaggi di fantasia dal nome e cognome prettamente italiani. Fra questi racconti ce n'è uno che per me spicca fra gli altri: è il n. 31. Una comune storia di tradimento coniugale in cui Lei tradisce Lui che improvvisamente si fà più presente nella vita della moglie con telefonate, domande particolari, tanto da far sospettare proprio alla fedifraga che forse Lui sa, a tal punto di lasciare l'amante. L’amante abbandonato sarà abilmente accalappiato dalla miglior amica della ex amante-moglie che appositamente aveva suggerito al marito di essere più presente nella vita della sua amica poichè quest'ultima le aveva confessato, in una inesistente conversazione , di sentirsi trascurata proprio dal marito stesso. Quando si dice che le donne ne sanno una più del diavolo... Andrea Camilleri alla veneranda età di quasi 80 anni ha saputo regalarci questi racconti assolutamente di fantasia. Invidio la sua fantasia, il suo spirito, la sua intelligenza, la sua gioventù interiore e mentale, la sua voglia di vivere che trasmette positività e ottimismo, poichè come lui afferma: "questa vita nonostante tutto, vale sempre la pena di viverla senza risparmio e senza mai arrendersi”. Di viverla con la gioia di inventar e di inventarsi, di rinnovare e di rinnovarsi, di trasformare e di trasformarsi, infatti solo così la nostra mente regala piaceri squisitamente assoluti e unici a noi stessi e agli altri. Il diavolo non potrà che essere d'accordo con me in questa mia opinione, in fondo il protagonista indiscusso di questi racconti è proprio lui. Che noia la vita senza di lui, sarebbe tutto così monotono e priva di imprevisti. In fondo non è forse vero che in Paradiso si stà bene ma all'inferno ci si diverte di più? Un grazie speciale al Dr. Andrea Camilleri per questo libro, anzi diabolicamente grazie da una donna stregata dal suo magnifico saper vivere e scrivere.
Louise Elle
Di Miryam (del 11/06/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 377 volte)
|
Titolo originale
|
La Catedral del Mar
|
|
Autore
|
Ildefonso Falcones
|
|
Editore
|
Longanesi
|
|
Prima edizione
|
2009
|
Barcellona XIV secolo, siamo nel pieno Medioevo, qui troviamo le varie persecuzioni razziali, la peste che decima intere famiglie, le guerre, l’inquisizione e tutta la povertà che regna sovrana, ed è proprio la povera gente che in tutto ciò riesce a vedere un piccolo barlume di speranza e libertà con la costruzione della maestosa Cattedrale di Santa Maria Del Mar, chiesa devota alla Vergine Maria. Il romanzo gira intorno alla vita di Arnau, vita già segnata dalla nascita in quanto sarebbe morto di fame se il padre Bernat, non l’avesse sottratto al signorotto che gli aveva violentato la moglie la prima notte di nozze per farne poi una prostituta, questi avvenimenti purtroppo in quell’epoca erano all’ordine del giorno. Così il giovane Arnau Estanyol, si trovò ad attraversare tutte le insidie di quel tempo, sopportò le varie umiliazioni dei ricchi, conobbe la fame, gli attacchi dei nemici e quando perse brutalmente suo padre che gli aveva dato amore e la sua stessa vita, incominciò a cercare lavoro e lo trovò come operaio per la costruzione della Cattedrale. Man mano che cresceva, imparava a conoscere l’amore, le passioni travolgenti, conobbe anche Joan un ragazzino che come lui non aveva conosciuto la madre se non dietro delle sbarre, ormai era per lui come un fratello. Riuscì a diventare un ricco commerciante per poi ripiombare nella miseria, tutto ciò per colpa dell’inquisizione, ma nonostante tutte le avversità, non perse mai gli affetti più cari e soprattutto non perse mai la voglia di libertà e la speranza di un futuro migliore, e una volta diventato vecchio era là, davanti a quella maestosa Cattedrale che finalmente anche grazie al suo sudore di ragazzino, era stata terminata. “La Cattedrale del Mare”, è un romanzo storico scritto da Ildefonso Falcones, un avvocato civile che vive a Barcellona. E’ un libro ricco di storia e di personaggi molto diversi tra loro, non mancano le passioni, i sentimenti e l’amore, non solo, tutto rispecchia la realtà, anche la storia di Arnau, seppur tragica è una delle tante storie realmente accadute nella Barcellona di quel tempo, dove le persone cercavano di trovare uno spiraglio di libertà nonostante dovevano subire cattiverie e angherie che i ricchi sapevano infliggere. Personalmente non amo la storia in genere e non volevo nemmeno addentrarmi nella lettura di questo romanzo, invece sono contenta di averlo fatto, sono sincera, più di una volta l’ho chiuso con l’intento di non continuare, invece poi c’era quel qualcosa che mi spingeva a riprendere la lettura, infatti l’ho finito e vi consiglio di leggerlo.
Miryam
|
|
279947 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006
Ci sono 23 persone collegate
|
<
|
giugno 2013
|
>
|
L |
M |
M |
G |
V |
S |
D |
| | | | | | 1 |
2 |
|
4 |
5 |
|
7 |
8 |
9 |
|
11 |
12 |
13 |
|
15 |
16 |
|
18 |
19 |
20 |
21 |
22 |
23 |
24 |
25 |
26 |
27 |
28 |
29 |
30 |
| |
|
|
|
|
|
|
18/06/2013 @ 6.52.56
script eseguito in 297 ms
|