BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 22/10/2018 @ 05:00:00, in libri, linkato 175 volte)
Titolo originale
 
Autore
Mary Higgins Clark
Editore
Sperling & Kupfer
Prima edizione
2008

“Domani Vincerò”, è un altro romanzo nato dalla mente dell’autrice Mary Higgins Clark, della quale ho già letto e recensito “La Culla Vuota”. Sono trame molto semplici nelle quali si nasconde sempre un assassino, ma non uno spietato serial killer, semplicemente casi di omicidi facili da risolvere.
Anche in questo caso infatti, vediamo all’opera Alvirah Meehan, un personaggio molto amato dalla scrittrice che, insieme al marito Willy, è sempre alle prese da un susseguirsi di eventi dai quali riesce sempre ad uscirne indenne nonostante la sua invadenza.
Come ben sappiamo la nostra protagonista era una semplice donna delle pulizie sposata con un idraulico, ma grazie ad una cospicua vincita alla lotteria, è diventata una persona importante che segue il jet set, abita in un lussuoso appartamento in Central Park e frequenta persone molto famose.
Però non ha mai perso il vizio di indagare su ogni cosa, infatti questo libro è composto da sei racconti, ognuno avvolto in vari misteri, omicidi, sequestri, raggiri e la nostra Alvirah agisce sempre in prima persona, si dedica anima e corpo al fine di aiutare le persone innocenti e smascherare invece i probabili assassini.
Il libro nonostante non abbia una carica di suspence, di morte o di terrore, riesce comunque ad essere godibile. Una trama senza pretese ma piacevole da leggere se non altro per la simpatia di questa instancabile e improvvisata detective.

Miryam

 
Di Miryam (del 30/04/2018 @ 05:00:00, in libri, linkato 186 volte)
Titolo originale
 
Autore
Karin Slaughter
Editore
Harper Collins
Prima edizione
2017

Siamo in Georgia in una tranquilla e pacifica cittadina, precisamente a Heartsdale.
Qui non succede mai niente di sconvolgente fino a quando una sera in un bar, viene trovato un corpo ancora agonizzante di una giovane professoressa non vedente, la signorina Sybil Adams che altro non è che la sorella dell’agente di polizia, la detective Lena Adams.
Il corpo brutalmente mutilato, è stato rinvenuto da Sara Linton, pediatra e medico legale della città, la quale, ha cercato in tutti i modi di salvare Sybil, purtroppo però le gravi ferite inferte e le convulsioni non hanno dato scampo alla giovane insegnante.
Il capo della polizia locale incaricato allo svolgimento delle indagini è l’ex marito di Sara, Jeffrey Tolliver, il quale si trova davanti un caso assai complicato e difficoltoso. Difatti l’autopsia rivela dei risvolti macabri ed inquietanti, il killer è un individuo spietato, freddo, calcolatore, infatti per compiere quell’efferato omicidio ha drogato, violentato e marchiato la vittima con una croce incisa sul petto.
Perciò, il caso diventa sempre più difficile, non solo, pochi giorni dopo viene trovata un’altra vittima, si tratta anche qui di una giovane donna, stavolta crocifissa, quindi per la polizia è che si tratta di un killer psicopatico e probabilmente di un fanatico religioso.
In tutto questo caos dove la polizia vaga nel buio, da una parte troviamo la sorella della vittima che vuole farsi giustizia da sola, dall’altra invece c’è Sara che deve fare i conti con un segreto legato al suo passato che nemmeno il suo ex marito ne è al corrente, segreto che potrebbe essere la chiave per fermare l’assassino, ma potrebbe anche mettere in pericolo la sua stessa vita.
La Morte è Cieca “macabro e interessante libro con una trama intricata e un finale per niente scontato, è stato scritto da una giovane autrice, Karin Slaughter . È stata soprannominata la regina del thriller, devo dire che è un titolo azzeccato, i crimini citati del romanzo sono molto cruenti, fanno venire i brividi associati al mal di stomaco. Ha dato ai personaggi molto spazio, infatti riescono a far conoscere al lettore gran parte delle loro vite private e intime.
Traendo le conclusioni, promuovo a pieni voti questa autrice e credetemi la frase impressa nel libro “Non leggetelo quando siete soli, non leggetelo quando è buio, ma leggetelo” è una frase veritiera, detta poi da me che amo questo genere….quindi vi consiglio la lettura, verrete veramente coinvolti nelle indagini.

Miryam

 
Di Miryam (del 26/03/2018 @ 05:00:00, in libri, linkato 235 volte)
Titolo originale
 
Autore
Saul Black
Traduzione
T. Biancardi
Editore
Mondadori
Prima edizione
2016

Nelle sperdute montagne del Colorado, in una villetta isolata, troviamo una giovane donna che sta preparando dei biscotti per l’ormai vicino Natale.
Al piano di sopra, c’è il figlio adolescente di tredici anni che sta ascoltando musica con le cuffiette all’orecchie e nel sottostante giardino, la figlia più piccola Nell che sta giocando tranquilla nella neve. Ad un certo punto, Rowena Cooper, questo è il nome della donna, si rende conto di quanto sia sempre stata incosciente a lasciare la porta di casa non chiusa a chiave, troppo tardi, due uomini armati di fucile e coltello irrompono nella villetta. Alla giovane mamma altro non resta da fare che urlare alla figlioletta di scappare più velocemente possibile.
Nel giro di poco tempo, Rowena e suo figlio, moriranno torturati in modo spietato e macabro dagli assassini.
Nell invece si troverà a vagare sola nelle montagne innevate del Colorado riuscendo però a far perdere le sue tracce ai due serial killer, perché ormai è di questo che si tratta. Qui entra in scena la detective Valerie Hart che con la sua squadra di agenti dell’FBI, sta già indagando su questi due assassini, infatti i due, che da subito l’autore ci ha fatto conoscere i nomi, Xander King e Paulie, hanno già all’attivo sette omicidi, sette giovani donne, sequestrate, stuprate e barbaramente uccise in città diverse, trasportate poi in altri stati.
Questa coppia seriale ha un modus operandi stravagante che lì per lì non sembra avere una logica. Nei corpi delle vittime inserisce strani oggetti, forchette, volantini, seminando terrore e panico in gran parte degli Stati Uniti. Ben presto Valerie giungerà ad una svolta delle indagini dove la piccola Nell, sperduta ancora nelle montagne, le sarà di grande aiuto.
La Lezione” è il primo romanzo pubblicato in Italia di Saul Black, pseudonimo di Glen Duncan che con il romanzo “Lucifero” nel 2002 incominciò a farsi conoscere proseguendo poi nel 2011 con “L’Ultimo Lupo Mannaro”.
In questo thriller prevale molto l’originabilità del doppio serial killer, anche se uno fa da spalla all’altro, solo leggendolo si capirà il perché. Un romanzo con molte critiche positive, scritto con un ritmo assai incalzante che tiene il lettore con il fiato sospeso fino alla fine, inoltre vengono ben descritte le personalità dei due assassini alquanto diversi tra loro, ognuno con un passato di abusi.
Solo una cosa non mi è molto piaciuta e mi ha lasciato perplessa, ho trovato messa da parte la fuga della bambina, ma soprattutto il suo ritrovamento senza approfondire il legame con la mamma e il fratello. Diciamo che l’autore è stato un po’ “frettoloso”su questa parte del libro che andava, a parer mio, più approfondita.
Comunque, piacevole da leggere e per gli amanti del genere ne consiglio logicamente come sempre un’occhiata!!

Miryam

 
Di Angie (del 14/02/2018 @ 05:00:00, in libri, linkato 326 volte)
Titolo originale
 
Autore
Angela Marsons
Editore
Newton Compton Editori
Prima edizione
2017

Il romanzo inizia con un prologo ambientato nel 2004 nella regione inglese della Black Country. Cinque persone si trovano intorno ad una fossa. A turno, ognuna di loro è costretta a scavare per dare sepoltura ad un cadavere. Si tratta di una piccola buca: il corpo non è quello di un adulto. Una vita innocente è stata sacrificata per siglare un oscuro patto di sangue. Il segreto che lega i presenti è destinato a essere sepolto sotto terra. Anni dopo, la direttrice di una scuola viene brutalmente assassinata: è solo il primo di una serie di agghiaccianti delitti che terrorizzeranno la regione di Black Country, in Inghilterra. Il compito di seguire e fermare questa orribile scia di sangue viene affidata alla detective Kim Stone, che è la protagonista di tutta la storia. Una donna con grinta dalla personalità e carattere forte che riesce a tenere testa a tutti gli uomini che si trova davanti. Ma sotto questa sua corazza apparentemente impenetrabile nasconde anch'essa un'anima tormentata da un passato per nulla semplice.
Durante il corso delle indagini vengono alla luce anche i resti di un altro corpo sepolto molto prima. La detective Kim intuisce che le radici del male vanno cercate nel passato e per fermare il Killer una volta per tutte dovrà confrontarsi con i propri demoni personali che, ha tenuto rinchiuso troppo a lungo....
Che dire di questo thriller d'esordio di Angela Marsons già scrittrice di racconti? Io che sono amante di questo genere, per me questo thriller “Urla nel Silenzio” (titolo originale “Silent Scream”) mi è piaciuto tantissimo. Devo dire che come ho iniziato ad avventurarmi tra le sue pagine non sono riuscita più a staccarmene fino a lettura ultimata. Trama avvincente, dal ritmo serrato che conquista il lettore fin dalle prime pagina. Personaggi di spessore, analizzati a dovere sia a livello psicologico che caratteriale. Giusta dose di mistero e suspense e, soprattutto il dubbio che ronza nella testa del lettore dall'inizio alla fine per intuire chi è l'assassino. Perché spesso volentieri quando leggiamo dopo un quarto di libro si inizia già ad intuire chi è il colpevole, invece qui non è così.
L’autrice, infatti, è stata in grado di tenere il lettore sulle spine fino alla fine. E non solo: oltre alla bravura della Marsons di non lasciare trapelare nulla, alla fine c'è un'ulteriore sorpresa per il lettore, un inaspettato colpo di scena.... L'ho trovata una lettura scorrevole che ha stupito fin dalle prime pagine, dal ritmo incalzante. Belli i personaggi, soprattutto fantastica (a mio parere) la detective Kim Stone aggressiva, tenace e tosta! Infine amo i capitoli brevi e questo mi ha soddisfatto in pieno! Come esordio è stato ben riuscito! Lo consiglio a chi piace questo genere.

Angie

 
Di Angie (del 09/12/2017 @ 05:00:00, in libri, linkato 484 volte)
Titolo originale
 
Autore
Autrice anonima
Traduzione
G. Lonza
Editore
Piemme
Prima edizione
2005

Questa è una storia vera. Vera così come la ricordo dice l'autrice anonima: una giovane ebrea-irachena costretta a nascondere la propria identità che racconta dei suoi familiari oppressi, torturati e uccisi dal regime di Baghdad di Saddam Hussein. Fuggita in Iran poi in Israele, sposata con figli emigra negli Stati Uniti. E qui inizia per lei una vera e propria personale battaglia contro l'estremismo islamico. “Hanno distrutto la mia famiglia. Ora la mia missione è scovarli. Ovunque si nascondano”.
Grazie alla sua conoscenza dell'arabo e del mondo islamico, riesce ad infiltrarsi nei gruppi fondamentalisti islamici attivi in America. Diventa così la “Cacciatrice di Terroristi” (Titolo del libro) e riesce a contribuire a più di una cattura di pericolosi estremisti. Una giovane con grandi capacità investigative e l’FBI e la CIA hanno sottovalutato le sue informazioni. L’autrice, infatti, considera soprattutto l'FBI una struttura costosa ed inefficiente che non ha saputo cogliere i preoccupanti segnali che precedettero l'attacco dell'11 settembre 2001. L'inizio della mia lettura, devo dire, che subito ho avuto l'impressione di trovarmi di fronte ad una storia romanzata, di argomenti già noti sulla persecuzione di ebrei, più che riguardante il terrorismo internazionale. Ma mano a mano che procedevo nella lettura mi accorsi che non è più un racconto biografico. Il libro diventa quasi un atto d'accusa contro l'inefficienza, l'arroganza e lo spreco di risorse dell'FBI. A questo punto la lettura si fa più interessante: la storia di questa giovane donna, la cui vita che fin dall'infanzia fu segnata da quel mondo di terrore, ora si ritrova in prima linea a scovare i terroristi. “La Cacciatrice di Terroristi” è un bestseller internazionale pubblicato in molte nazioni: Usa, Germania, Francia, Spagna, Olanda, Israele, Giappone e molte altre. Non è come il titolo potrebbe far supporre un thriller mozzafiato con appostamenti, sparatorie o inseguimenti. Niente di tutto ciò. Ma bensì è un dettagliato resoconto di giorni e notti, per settimane, per mesi, per anni passati a un tavolo e a un computer a fare ricerche d'archivio. Per questo motivo la lettura a tratti potrebbe risultare un po' pesante e noiosa, ma tranquilli cari lettori, è sempre emozionante e coinvolgente che si continua immersi nella lettura senza fatica fino alla fine. Ancora oggi questa autrice anonima è un importante esperta di terrorismo e vive sotto copertura. Grazie al suo lavoro da infiltrata ha consentito di individuare alcune cellule di terroristi islamici che per anni hanno prosperato in Occidente. Le sue indagini hanno permesso anche, di interrompere finanziamenti occulti alla rete del fondamentalismo estremista e reso possibile una delle grandi operazioni antiterrorismo. Spesso mi domando, dice l'autrice, perché non posso fare una vita normale? Tranquilla, divertirmi come fanno tutti? Invece di cacciarmi sempre nei guai?
Chi ha occasione di avere sotto le mani questo libro e ha curiosità di sapere sul terrorismo vi consiglio di immergervi in questa lettura di 430 pagine molto interessanti.

Angie

 
Di Miryam (del 20/11/2017 @ 05:00:00, in libri, linkato 441 volte)
Titolo originale
A Place Called Freedom
Autore
Ken Follet
Editore
Mondadori
Prima edizione
1995

Non è mia abitudine leggere un libro due volte, anzi credo di non averlo mai fatto…eccetto questa volta. Sono passati circa tredici anni, sinceramente non ricordo esattamente da quando ho letto un meraviglioso romanzo di Ken Follett “Un luogo chiamato libertà”.
Tempo fa curiosando nella libreria di un mia amica, mi cadde l’occhio su questo libro, nel giro di pochi minuti mi trovai a sfogliare e a leggere la sinossi giusto per farmi tornare a mente i nomi dei personaggi, invece… me lo sono fatto prestare e già in serata ne avevo letto una trentina di pagine. Pian piano i ricordi della trama si affacciarono nella mia mente, ma nonostante me lo ricordassi, ho proseguito nella lettura sempre affascinante che adesso vi racconterò.
Il libro, ambientato nel 1700, tratta un’epoca di grandi cambiamenti, della rivoluzione industriale alle porte, delle colonie americane in procinto di proclamare l’indipendenza. In questo contesto piuttosto drammatico, spicca la storia di un giovane ventenne scozzese, Mack Mc Ash, un minatore schiavo piuttosto ribelle che lotta per la sua libertà. Questo giovane rivoluzionario, lavora presso la potente famiglia Jamisson, famiglia senza scrupoli che fa lavorare i suoi schiavi in condizioni disumane. Nessuno osa ribellarsi, anche perché scontrarsi con i ricchi proprietari non porterebbe nessun miglioramento, ma non per il giovane Mc Ash il quale in modo alquanto arrogante tiene testa a Sir Jamisson. Persino la giovane Lizzie Hallem, proprietaria terriera di una famiglia aristocratica,che una volta era sua compagna d’infanzia, si indigna al comportamento ingrato di Mack, ma quando quest’ultimo la invita a scendere in miniera x vedere la situazione, anche lei si ribella alle ingiustizie e così tra i due torna quell’amicizia complice che pian piano diventa un’attrazione inconscia che tra viaggi, intrighi, peripezie ed enormi ostacoli sfocia nell’amore.
Non ho voluto inoltrarmi nei dettagli della storia perché non è molto facile seguire tutti gli spostamenti del giovane scozzese e per non svelare anche degli aneddoti divertenti, La trama comunque è molto avvincente, seguire questo schiavo nella sua impresa con l’unico scopo di raggiungere il suo sogno di uomo libero, tiene con il fiato sospeso il lettore.
È un romanzo molto piacevole da leggere, dove avidità, ambizione, amore, indipendenza e potere si mescolano fino ad ottenere una storia appassionante che invito tutti a leggere se non l’avete ancora fatto.

Miryam

 
Di Miryam (del 13/10/2017 @ 05:00:00, in libri, linkato 511 volte)
Titolo originale
 
Autore
Stefan Ahnhem
Editore
Sperling & Kupfer
Prima edizione
2016

Nel buio e ovattato inverno svedese, precisamente a Stoccolma, il ministro della giustizia lascia il palazzo governativo e per evitare i giornalisti, l’uomo decide di uscire dalla parte laterale dell’edificio per giungere alla sua automobile. Peccato però che non ci arriverà mai, infatti poco dopo verrà trovato il suo cadavere privo di organi. Nello stesso momento a Copenaghen, viene rinvenuto il corpo straziato della moglie di un importante giornalista televisivo, anche questo privato degli organi.
Mentre su quest’ultimo caso indaga l’ispettor Dunja Hougaard, nell’altro a Stoccolma troviamo l’ispettor Fabian Risk.
Nonostante gli omicidi siano stati compiuti in due stati diversi, sembra che le morti siano collegate, non solo, non saranno le uniche, altri corpi mutilati verranno ritrovati e ben presto le strade di Fabian e Dunja si collegheranno e i due ispettori si troveranno a lavorare insieme per cercare di porre fine a questo massacro e soprattutto scoprire cosa si nasconde dietro a questi macabri rituali. “L’Angelo di Ghiaccio” è stato scritto dallo svedese Stefan Ahnhem già conosciuto al pubblico con il romanzo, il suo primo thriller “Adesso tocca a te”.
Non conoscevo questo scrittore ma leggendo la sinossi ho subito pensato che fosse il libro perfetto per me visto che amo i libri adrenalinici con risvolti macabri come si può vedere dalle varie recensioni fatte.
È una trama molto complessa, infatti le prime cinquanta…sessanta pagine sono un po’ confuse, soprattutto per i vari nomi stranieri che vengono citati, però credo che questa sia l’unica pecca del libro, infatti coinvolge il lettore il quale come me cerca di valutare tutti gli indizi per indovinare quali sono i legami tra le due indagini.
Nonostante si riesca a capire verso le ultime cento pagine chi è il killer, resta sempre oscuro il motivo di quelle efferate azioni. Ahmhem riesce a portare avanti due indagini sconvolgenti con un movente che ha a che fare con la vendetta, una vendetta atroce come il vero titolo del libro che a parer mio sarebbe stato giusto conservare, infatti “La nona tomba” è più fedele alla trama del romanzo, chi lo leggerà capirà il perché.
Concludendo, il libro si chiude con un piccolo assaggio delle prossime avventure di Fabian Risk, perciò se amate i thriller che impressionano, ci vedremo presto in libreria con la prossima uscita.

Miryam

 
Di Miryam (del 05/08/2017 @ 05:00:00, in libri, linkato 501 volte)
Titolo originale
The Cradle Will Fall
Autore
 
Editore
Sperling & Kupfer
Prima edizione
1985

L’intera storia gira intorno ad un ospedale, il Westlake Hospital dove opera un bravo e stimato ginecologo candidato al premio Nobel, il dottor Highley, direttore della stessa struttura. Questi, conduce un programma di ricerca sulla maternità, un progetto però che viola ogni principio etico di medicina.
Una sera Katie De Maio, sostituto procuratore nonché personaggio più di spicco del libro, a causa di un lieve incidente automobilistico, viene ricoverata in questo ospedale. In piena notte, essendo sotto l’effetto di tranquillanti crede di vedere dalla finestra un uomo trasportare il cadavere di una donna per poi sistemarla dentro il bagagliaio di una grossa auto. La mattina però una volta sveglia e un po’ confusa non capisce se quello che ha visto era vero o frutto di uno dei suoi soliti incubi che si fanno avanti dopo la morte del padre e poi di recente quella del marito.
Il fatto è che dopo alcuni giorni, viene a sapere che una certa Vangie Lewis si è suicidata, ma il fatto più inquietante e che una volta visto il volto della donna, Katie scopre che è la stessa che ha visto quella notte in ospedale fuori dalla finestra. Suicidio? Che strano! Come può una donna uccidersi dopo essere riuscita finalmente a rimanere incinta e non parlare d’altro che della sua amata e tanto attesa gravidanza? Katie a questo punto comincia a farsi delle domande diventando così un personaggio alquanto scomodo per il nostro assassino.
“La Culla Vuota” è da attribuire alla scrittrice statunitense alquanto attempata visto che appartiene alla classe 1927, Mary Higgins Clark, le si devono più di quaranta libri.
Se devo dirla tutta… mai sentita nominare! Infatti questo giallo mi è capitato nelle mani perché mia zia lo stava per buttare, ma da lettrice che sono, me ne sono subito appropriata.
Non è proprio da catalogarlo thriller perché già dai primi capitoli si capisce chiaramente chi è l’artefice, ma sono il susseguirsi colpi di scena veramente interessanti che fanno cambiare gli eventi nel giro di poche pagine. Tutto il romanzo poi si svolge in una settimana e questo rende il libro molto intrigante che ti tiene inchiodato alla lettura. Inoltre fa riflettere molto sulle tematiche importanti e attuali come la fecondazione assistita, è un libro che se viene letto dalle donne, beh qualche brivido in più lo trasmette perche i soggetti vengono usati come cavie da laboratorio. Sarà un libro scritto più di trent’anni fa da una scrittrice che ormai e vicina ai 90, ma le sue trecento pagine sono proprio agghiaccianti e avvincenti…da leggere!

Miryam

 
Di Angie (del 30/10/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 380 volte)
Titolo originale
 
Autore
James Patterson - Michael Ledwidge
Editore
TRE60
Prima edizione
2012

Una sola notte basta a Lauren Stillwell per vedersi crollare il mondo addosso. Lauren, una tra le migliori detective di New York, era convinta di saper conoscere qualsiasi bugia, ma si sbagliava. Scopre che suo marito Paul la tradisce, l’uomo che lei ha sempre amato. La donna umiliata e sconvolta, decide di ripiegare il torto subito con la stessa moneta, cedendo alle avance di Scott, affascinante collega della narcotici, abbandonandosi a una notte di sesso. Quella che doveva essere una semplice avventura e niente più, si trasforma ben presto in un incubo per Lauren che, si ritrova nei guai fino al collo. Dopo il loro fugace incontro, infatti, Scott, suo amante, viene trovato morto la stessa notte. Come scherzo del destino a chi vengono affidate le indagini? Proprio a lei che sa purtroppo, molto bene chi è l’assassino…
Per una sola notte di follia Lauren rischierà così di perdere tutto: il lavoro, la famiglia e, forse la sua stessa vita.
James Patterson è considerato uno dei più importanti autori di thriller, tanto da entrare nel Guinness dei primati per i suoi successi. Ho già letto alcuni suoi romanzi che ho trovato molto avvincenti. Lui scrive anche, spesso avvalendosi della collaborazione di altri scrittori come Michael Ledwidge con il nuovo thriller “Una sola notte” che ho letto tutto di un fiato. Bellissimo e avvincente.
Tanta tensione, suspense che permette al lettore (come è accaduto a me) di tenere viva l’attenzione da non staccare più gli occhi dal libro per vedere nel prossimo capitolo cosa succede. Mi è piaciuta la protagonista Lauren, la detective abile che si trova a combattere contro una situazione al quanto difficile e fitta di misteri da non credere. La narrazione scorre così veloce, fluida e con i continui colpi di scena fino all’imprevedibile finale, è impossibile annoiarsi. Concludo consigliando sia ai fans dello scrittore e a chi cerca un ottimo thriller, questo è il libro che fa per voi.

Angie

 
Di Miryam (del 12/09/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 386 volte)
Titolo originale
 
Autore
Andreas Gruber
Editore
Longanesi
Prima edizione
2016

Nella periferia di Vienna, viene ritrovata una ragazzina di undici anni, Clara, la giovane era scomparsa da casa circa un anno prima. Ritrovata da un’anziana coppia, appare da subito smagrita, sotto shock e la sua schiena è tutta ricoperta da tatuaggi che riproducono fedelmente delle scene tratte dall’inferno della Divina Commedia di Dante.
Interviene sul caso il procuratore capo Melanie Dietz la quale era amica della madre della bimba ora affidata al patrigno verso cui Melanie non nutre molta simpatia. Comunque, aiutata dal suo fedele golden retriver Sheila, riesce a far breccia nella mente confusa di Clara acquistando così una grande fiducia utile al fine di arrivare alla soluzione del caso. Nello stesso tempo in Germania e precisamente nella città di Wiesbaden, Sabine Nemez, un agente di Monaco, viene ammessa al corso del Dipartimento investigativo, è felicissima di recarsi in questo luogo perché sa che troverà Erik, il suo eterno fidanzato che, diventato commissario, si era dovuto allontanare da Monaco.
Purtroppo una volta giunta, scopre che Erik è in coma farmacologico perché qualcuno gli ha sparato. Sabine quindi si reca al suo corso che è composto da cinque allievi e verrà istruito dal famoso profiler l’olandese Marteens S. Sneijder, un tipo di poche parole, piuttosto antipatico che però prende a cuore Sabine affidandole persino tre casi molto particolari, tre efferati e macabri omicidi che sembrano compiuti da un folle, queste gesta all’apparenza per il modus operandi sembrano non abbiano niente in comune, però poi prendono una svolta talmente intricata e stramba da far intervenire anche Sneijder in aiuto della nostra investigatrice.
Circa seicento chilometri dividono questi due casi, ma indizio dopo indizio, un filo conduttore porta Sabine e Melanie a lavorare insieme su questi insoliti avvenimenti e devono riuscire al più presto, unendo le loro forze, a stanare questo pazzo artefice maniaco di Dante prima che possa mietere altre vittime innocenti.
Sentenza di Morte” è un romanzo scritto da Andreas Gruber, uno scrittore austriaco laureatosi a Vienna in economia. Non è “nato” romanziere in quanto ha lavorato per lungo tempo in una compagnia farmaceutica. Adesso invece si dedica a scrivere romanzi a tempo pieno vivendo con la famiglia a Grillnberg diventando anche molto noto in tutta Europa, inoltre ha vinto due volte il Vincent Prize e il German Phantastik Prize Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia, non solo, è stato inviato quasi per gioco ad un piccolo editore ma ha riscosso in poche settimane un enorme successo, dal mio punto di vista veramente meritato.
Un thriller che si lascia leggere con piacere in quanto molto intrigante. Gruber possiede il dono di avere una scrittura semplice, molto lineare e nonostante il libro sia ricco di nomi e personaggi per le due storie parallele, il lettore non perde mai il filo conduttore per arrivare al finale ricco di colpi di scena e per nulla scontato anzi… da lasciare di stucco!
“Sentenza di morte” è davvero un ottimo libro, un romanzo macabro, a volte piuttosto violento ma le pagine scorrono talmente veloci da non rendersi conto che sono più di cinquecento!!

Miryam

 
Di Asterix451 (del 22/07/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 468 volte)
Titolo originale
Tao of Jeet Kune Do
Autore
Bruce Lee
Editore
Mediterranee - 1983
Prima edizione
Ohara Publications – California - 1975

Jeet Kune Do (“Il Pugno che Intercetta”) è uno stile di combattimento basato sul Wing Chung, codificato da Bruce Lee negli Stati Uniti dopo essersi confrontato con i vari stili tradizionali in voga negli anni ‘70. Senza pregiudizi, egli inseguiva l’idea dell’acqua come metafora del combattente, che è plasmabile, penetrante e profondamente distruttiva; da ciò è nato, appunto, il JKD. “Ogni giorno qualcosa di meno”, alla ricerca della sintesi.
Bruce Lee provò a descriverlo spaziando dal combattimento al significato generale della vita, fino a considerare il JKD una via di liberazione spirituale, unico, come è la natura di ciascun essere umano. Progettava la realizzazione di una imponente enciclopedia delle Arti Marziali ma, a causa della sua morte prematura, il “Tao del Jeet Kune Do” è l’unico libro pubblicato, nel 1975.
Quanto è valido, oggi?
E’ un manuale di JKD tradizionale, ancora praticato da molti, basato sull’economia di movimento e la semplicità delle tecniche; impiega i pugni della Boxe in combinazione con i colpi di gamba degli stili asiatici, con tecniche schiette di corpo a corpo.
“Difesa ed Attacco” sono una cosa sola, contemporanea.
Si predilige “il contrattacco sull’attacco”, slittando su una traiettoria inaspettata per colpire l’avversario. Le finte confondono, per creare aperture nella guardia, oppure si eludono i colpi per guadagnare una posizione offensiva sicura. Come l’acqua che si insinua nelle aperture, i colpi del JKD entrano in quelli dell’avversario sfruttando l’apertura che essi creano.
Il manuale descrive ogni aspetto della lotta, parlandoti delle tue emozioni e le tue paure, con ironia. Le illustrazioni sono disegnate da Bruce, a volte chiare, altre solo abbozzate. Il “segreto non segreto” per picchiare duro è la padronanza istintiva della lotta, affinchè la mente possa occuparsi della strategia senza badare al corpo.
Bruce Lee ha condizionato profondamente lo studio moderno delle Arti Marziali, facendo sì che le sue parole diventassero un coro; oggi leggiamo un manuale di JKD che è considerato “tradizionale”, ma tratta in modo completo la materia del combattimento.
A chi si rivolge?
Non ad un Maestro, perché ne ha già acquisito i contenuti; nemmeno ad un Principiante, che è desideroso di lottare, non mettersi a leggere! Penso sia prezioso per il Medio Combattente, invece: egli avrà l’esperienza necessaria per apprezzare e trarre vantaggio dalla strategia di Lee, e ne avrà bisogno per diventare un atleta migliore.
La lettura non è semplice, e non basta tenerlo in libreria per acquisire i contenuti; probabilmente verrà scartato da chi non ama i libri, mentre altri lo troveranno prolisso e “poco pratico”. Ma, ad altri ancora, insegnerà ad osservare il combattimento per ciò che è, semplice e diretto, spostando l’attenzione sulla preparazione del combattente; lo stesso Paul Vunak, esponente di rilievo del moderno JKD, sostiene che non esistano tecniche superiori, ma solo superiori forme di addestramento.

Asterix451

 
Di Namor (del 17/06/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 485 volte)
Titolo originale
The girl on the train
Autore
Paula Hawkins
Editore
Piemme
Prima edizione
2015

Rachel puntualmente tutte le mattine prende il treno che dalla periferia di Londra la porta in città al lavoro, questo è quello che la sua coinquilina crede di sapere, ma in realtà Rachel non va a lavorare, poiché ha perso il lavoro da mesi per il vizio del bere. Una debolezza a cui non sa resistere e che puntualmente ogni giorno cede ubriacandosi fino al punto di non ricordare cosa ha fatto il giorno prima della sbornia. A farne le spese della sua collera innescata dall’alcol, è l’ex marito Tom e la sua attuale compagna Anna, la donna che gli ha portato via il marito dopo che lui l’ha lasciata accusandola di aver rovinato il matrimonio per la sua dipendenza dall’ alcol.
Il treno con cui viaggia Rachel tutte le mattine, si ferma a uno stop obbligatorio davanti ad una casa abitata da Megan e suo marito Scott Hipwell. Lei li osserva e fantastica sulla loro vita ogni volta che li vede, fin che un bel giorno Megan scompare, per poi essere ritrovata cadavere dopo vari giorni. Gli inquirenti non hanno prove, ma sospettano del marito che disperato aspetta l’evolversi della situazione rimanendo chiuso in casa per sfuggire ai mass media.
Col passare dei giorni si scopre che Megan non era la dolce mogliettina che Rachel credeva che fosse, visto che egli stessa la vista baciare un uomo che non era il marito in pieno centro.
E se fosse stato quell’uomo a uccidere Megan? Presa da questa ferrea convinzione Rachel va dalla polizia per raccontare l’accaduto, e poi come se non bastasse, da bugiarda incallita che è, si reca da Scott fingendosi amica di Megan per aiutarlo a scoprire il colpevole.
L’intricata matassa si srotola quando in Rachel riaffiora un ricordo che in un primo momento crede una delle sue tante fantasie elaborata all’ennesima sbronza, ma in realtà è l’inizio della risoluzione della misteriosa morte di Megan.
Decantato dalla critica come uno dei casi editoriali più intriganti dell’anno, “La ragazza del treno” scritto da Paula Hawkins ha riscosso un grande successo al punto che è già stato girato un film con protagonista la bravissima Emily Blunth nel ruolo della protagonista ubriacona.
Dopo aver letto le 306 pagine del libro con molta fatica, mi permetto di discostarmi dal giudizio positivo della critica in merito al testo della Hawkins, il quale viene definito come un thriller carico di suspense… Dove sia presente la suspense me lo devono spiegare! Ad ogni modo, secondo il mio modesto parere il libro e da catalogare nella categoria dei drammatici e non nei thriller, visto che si ravviva solo nelle ultime 70 pagine finali dopo aver vissuto le antipatiche evoluzioni della ancor più antipatica protagonista nelle precedenti pagine.
Sicuramente questo sarà uno dei pochi casi in cui la pellicola potrebbe essere più godibile del libro, questo se sarà scritta una buona sceneggiatura che cancelli il lento evolversi della storia e il finale banalmente frettoloso e privo di originalità del testo originale.

Namor

 
Di Miryam (del 18/03/2016 @ 05:00:00, in libri, linkato 515 volte)
Titolo originale
La ragazza nella nebbia
Autore
Donato Carrisi
Editore
Longanesi
Prima edizione
2015

Avechot, un’anonima cittadina situata in una valle ai piedi delle alpi in provincia di Bolzano, un paesino con una sola via che lo attraversa, un posto dove tutta la gente si conosce, una comunità che sa tutto di tutti, dove tutto appare tranquillo, dove le persone religiosissime si prodigano ad aiutare gli altri quasi come se appartenessero ad una setta.
Ma ecco che questa serenità viene a mancare perché offuscata dalla scomparsa di una ragazzina di sedici anni, Anna Lou Kastner.
E’ il ventitré Dicembre quando scompare, era uscita per andare a catechismo ma non c’è mai arrivata. Tutti pensano ad una marachella, ma questa ragazzina dai capelli rossi, amante dei gatti, timida ed introversa, non avrebbe mai commesso un colpo di testa, per lo meno è quello che pensano i genitori.
Per indagare sul caso viene chiamato l’agente Voegel che resta poi il vero protagonista della storia. Infatti questo agente speciale insieme al collega Borghi cercano di scoprire se dietro questa apparente tranquillità del paese, ci sia qualcuno che ha qualche scheletro nell’armadio, per lui non servono i rilevamenti della scientifica, a lui piace attirare le telecamere, conquistare la prima pagina e alla fine scovare il mostro e sbatterlo in galera, perché in fondo la gente è proprio quello che vuole: un mostro!!
Passano due lunghi mesi di ricerca, di indagini e quando ormai il caso sembra essere risolto e il nostro agente Voegel può fare ritorno a casa, ecco che viene trovata la sua auto in un fosso. Perché è ancora lì? Perché gli viene trovato del sangue addosso se lui non è ferito?
Beh queste sono le prime parole scritte nella prima pagina del libro! Curioso vero?
La Ragazza nella Nebbia”, è l’ultimo romanzo di Renato Carrisi, autore del quale ho letto molte note positive, eppure la critica, vari lettori non hanno apprezzato il libro, non l’hanno ritenuto all’altezza dei precedenti.
Non avendo letto gli altri, non posso giudicare o fare paragoni, per questo ritengo questo un ottimo romanzo, sono rimasta incollata alle pagine, la storia mi ha catturata fino in fondo per farmi poi rimanere alla fine veramente stupita. Un finale inaspettato che ha fatto cadere tutte le mie conclusioni.
Leggerò appena posso anche i precedenti libri di Carrisi, ma credetemi questo libro è veramente inquietante anche perché purtroppo casi come questo si verificano spesso, infatti l’autore fa riferimento anche se non vengono fatti i nomi, a fatti realmente accaduti in Italia, sparizioni e uccisioni di giovani innocenti, se avrete occasione di leggerlo, troverete certamente anche voi delle somiglianze. Buona lettura!

Miryam

 
Di Angie (del 04/12/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 685 volte)
Titolo originale
Grey
Autore
E.L.James
Editore
Mondadori
Prima edizione
2015

Dopo aver letto la trilogia “50 Sfumature di Grigio” con i due suoi sequel Nero e Rosso. Non potevo non leggere, ovviamente mossa dalla curiosità, anche questo quarto libro “Grey”, i cui eventi vengono raccontati direttamente dal tenebroso Christian Grey, ”Dominatore spietato”.
In seguito al grande successo mondiale della trilogia che ha venduto 125 milioni di copie nel mondo, tradotto in 52 lingue e nonostante sia stato uno dei romanzi più chiacchierati, l'autrice E.L. James riporta in pista il bel fusto di Grey. Riscrive tutta la storia d'amore della giovane coppia Anastasia Steele e Christian Grey ma, questa volta posta dal punto di vista di lui. Grey che ama avere il controllo su tutto: il suo mondo è ordinario, metodico fino al giorno in cui Anastasia irrompe nel suo ufficio come un turbine. Lui bellissimo imprenditore di successo dal cuore gelido è travolto da emozioni che non riesce a capire e a cui non può resistere.
Mi rivolgo ai lettori che hanno già letto la trilogia che in sostanza è la stessa trama riscritta per intera, ma la voce “narrante” non è Ana ma Christian diventato oramai un'icona di trasgressione e sessualità perversa. Vi domanderete allora, perché rileggere la stessa trama? Ormai tutti conosciamo Christian Grey, ragazzo di talento che vuole avere il controllo su tutto e in particolare su Anastasia.
La prima cosa che mi colpì quando vidi il libro in edicola fu la copertina: L'occhio penetrante e decisi di comprarlo. Mi addentrai subito nella lettura un po' dubbiosa perché già conoscevo la storia. Invece dal canto mio posso dirvi e assicurarvi che il libro è stato scorrevole per niente noioso e rileggerlo è stato davvero interessante. Nel ripercorrere la storia vediamo qui il Grey sicuro di sé, combattuto con se stesso con i suoi pensieri che sono in contrasto tra loro: vorrebbe essere diverso con Anastasia perché si rende conto che per la prima volta si è innamorato. Questo Grey, che ha affascinato milioni di lettori, così complesso, sempre pronto a imporre il suo volere sugli altri lo vediamo, invece, in quest'ultimo romanzo come cambia interiormente. Nella sua frase finale “Oggi la riconquisto” ci fa capire che quest'uomo ha deciso finalmente di combattere per quello che ha di più caro: la donna della sua vita. Penso di non essere la sola a confermare che è un bel libro poiché ho notato che dalle prime indagini hanno già registrato commenti positivi, sopratutto dal pubblico femminile, che hanno apprezzato molto questa rivisitazione della storia dal punto di vista di Grey.
In conclusione la storia c'è chi l'ha amata e chi ne è rimasto indifferente. Io posso solo riaffermare che anche quest'ultimo romanzo di James mi è piaciuto e consiglio la sua lettura.

Angie

 
Di Miryam (del 09/11/2015 @ 05:00:00, in libri, linkato 557 volte)
Titolo originale
Solitude Creek
Autore
Jeffery Deaver
Editore
Rizzoli
Prima edizione
2015

Le luci stanno per abbassarsi in un piccolo locale della California, precisamente al Solitude Creek di Monterey. Sta per iniziare un concerto rock, il posto è gremito di gente, per lo più genitori che hanno accompagnato i figli ad assistere allo spettacolo.
Dopo un paio di canzoni però qualcosa non va, c’è del fumo che proviene dalla cucina e pian piano invade il palco, la gente terrorizzata comincia a mormorare e nel giro di pochi secondi si scatena il panico. Tutti in piedi allarmati, vengono capovolti tavoli, sgabelli per raggiungere le uscite di sicurezza che però sono bloccate.
Purtroppo nella calca qualcuno si ferisce e qualcuno perde la vita.
Intanto da tutt’altra parte, al Californian Bureau of Investigation, Kathryn Dance, una delle menti più eccelse nel comprendere il linguaggio del corpo, ha commesso un grave errore disciplinare, e così è stata confinata in un lavoro d’ ufficio nell’attesa che venga chiarita la sua posizione. Ma è proprio in mezzo a quelle scartoffie, “in castigo” che le si presenta un’occasione, deve indagare o meglio deve effettuare un controllo proprio in quel locale dove è avvenuto l’incendio. Classici controlli che riguardano permessi, agibilità del locale e via discorrendo. Ben presto però Kathryn si rende conto che il locale è perfettamente a norma di legge e che l’incidente è stato doloso, non solo, si trova a combattere contro un efferato serial killer molto particolare, un uomo al quale piace molto ammirare le persone in preda al panico, lui non uccide direttamente per mano ma crea situazioni dove le persone ignare di falsi allarmi, cercano in tutti i modi di salvarsi la vita.
Il fatto è che proprio la paura di morire ti fa andare incontro alla morte.
Nessun luogo pubblico della California Centrale sembra essere al sicuro, così Kathryn si vede costretta a bilanciare la sua vita privata alquanto incasinata con questo caso piuttosto complicato. “Solitude Creek”, è il quarto romanzo delle indagini di Kathryn Dance nato dalla penna di Jeffrey Deaver.
Chi ha già avuto l’occasione di leggere qualche opera di questo scrittore sa perfettamente che Deaver ha un’ ottima scrittura, semplice, lineare ma mai banale. Ogni volta che finivo un capitolo o chiudevo il libro per dedicarmi ad altro, non vedevo l’ora di riaprirlo, di andare avanti, di leggere altri capitoli.
Uno stile quasi perfetto dove ci sono vicende che alla fine si uniscono in un’unica storia. Di Jeffrey Deaver si dice sia uno scrittore molto prolifico, infatti non si contano i libri scritti, i romanzi, le trilogie, i cicli di Lincoln Rhyme, la suddetta Katrhyn e altre svariate opere, tutto ciò venduto e tradotto in 150 paesi di tutto il mondo.
Quindi un consiglio, se non avete letto ancora nessun thriller di questo autore, fatelo perché non rimarrete delusi.

Miryam

 
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