BLOGBUSTER - cinema e musica
mail forum
 
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Sansimone (del 29/09/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1626 volte)
Titolo originale
Bandiera bianca a Cefalonia
Autore
Marcello Venturi
Prima edizione
1963

Grazie a questo romanzo di Marcello Venturi il mondo ha potuto conoscere l’orrore dell’eccidio di Cefalonia, perpetrato dai tedeschi ai danni dei nostri soldati.
Nel 1943 dopo l’armistizio del 8 settembre sull’isola di Cefalonia, nel mar Egeo, agli 11.500 soldati italiani della divisione Acqui è intimata la resa delle armi da parte dei tedeschi. Gli ufficiali italiani, con l’appoggio della truppa, decidono di non cedere e resistono per otto giorni prima di arrendersi alla pressione delle forze terrestri e d’aria naziste. Tutti i superstiti ai combattimenti anziché essere presi prigionieri furono trucidati immediatamente sul posto, tranne una parte degli ufficiali che furono fucilati nei pressi di una casetta rossa divenuta poi simbolo di quest’orrore.
Il romanzo di Venturi narra del viaggio a Cefalonia del figlio di un ufficiale italiano morto nei giorni successivi al 8 settembre. Stilisticamente il libro si muove su due piani temporali, quello del viaggio del figlio, l’altro piano invece con gli ultimi giorni di vita del padre. Il figlio prima ancora di approdare sull’isola la sente come un luogo che sa di morte e man mano che ripercorre i luoghi e incontra le persone che hanno conosciuto suo padre avverte sempre di più la voglia di scappare, ma non ci riesce perché inspiegabilmente attratto da quei luoghi. Nel resoconto della sua presenza sull’isola l’ufficiale Aldo Pugliesi racconta di come si trovava nei panni del vincitore e poi in quello del vinto, le sensazioni provate per quella ribellione alla “catena delle uniformi” e sul perché della spropositata reazione tedesca. Alla fine i due piani s’incontreranno alla casetta rossa, luogo della fucilazione del padre e della comprensione di cosa realmente voglia dire Cefalonia da parte del figlio. Quell'isola è stata ed è un luogo della memoria per il popolo italiano, ma è stata anche il posto dove gli italiani hanno ritrovato il senso e l’onore d’essere italiani.


Sansimone

 
Di nilcoxp (del 08/09/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 3444 volte)
Titolo originale
Murphy's Law
Autore
Arthur Bloch
Traduzione
Luigi Spagnol
Editore
Longanesi & C.
Prima edizione
1977

Erano anni che sentivo parlare del libro “La Legge di Murphy”, ed ero molto curioso di leggerlo. Un testo che è una raccolta di massime sulla sfortuna e su tutte le sue applicazioni. Come recita la frase forse più famosa “…Se una cosa può andar male, lo farà.”. Vi dico subito che non mi è piaciuto, è dai tempi del “Grillo Parlante” di Roberto Gervaso (forse il libro più brutto che abbia mai comprato) che non riesco più a leggere niente che sia in stile di aforismi, proverbi o similari. Quindi è stato solo per la grande notorietà di questo titolo che mi sono convinto a leggerlo. Però tolta qualche frase simpatica, e in alcuni casi quanto mai azzeccata, il resto è abbastanza scontato e noioso. Qui di seguito vi riporto qualche frase che mi è piaciuta per meglio farvi comprendere lo stile con cui è steso il testo: “COSTANTE DI MURPHY. Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.” …“DILEMMI DEL LAVORATORE. 1) Per quanto uno faccia, non farà mai abbastanza. 2) Quel che non si fa è sempre più importante di quel che si fa.” …“LEGGE DEGLI AFFITTI CITTADINI. Chi non può permettersi di pagare l’affitto è in affitto. Chi può permettersi di pagare l’affitto è proprietario.”. Detto questo, buona lettura a chi dovesse interessare.

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 02/09/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1046 volte)
Titolo originale
Spingendo la notte più in là
Autore
Mario Calabresi
Prima edizione

Mario Calabresi è un giornalista trentasettenne attualmente corrispondente da New York per il quotidiano “Repubblica", ma soprattutto è una vittima degli anni di piombo. Infatti, è uno dei tre figli del commissario Calabresi, ucciso nel 1972 da un commando di Lotta Continua, da loro considerato responsabile della morte dell’anarchico Pinelli.
Il libro ripercorre i momenti che hanno segnato la storia della famiglia Calabresi, dopo l’assassinio del commissario, e riporta anche le testimonianze d’altre famiglie colpite dal terrorismo di destra o di sinistra. Nell’opera, questo scorrere di sentimenti e immagini, è descritto da un punto di vista molto personale senza traccia di retorica. Al contrario, Mario Calabresi vuole lasciare una traccia, una memoria, dei danni che hanno causato il terrorismo in Italia. Questo però, ripeto, senza cadere nel sentimento della vendetta o della ricerca di vantaggi personali, l’unica richiesta che giunge dal libro è dignità ai caduti dello Stato, cosa che spesso è stata negata.
Il diritto ad avere dignità e rispetto da tutti, secondo me, è il punto chiave se si vuole realmente chiudere la pagina degli anni di piombo in Italia. Purtroppo su alcune vicende non potremo mai sapere la verità, ma per superarle non si può semplicemente dimenticare e far uscire di prigione i terroristi, ma bisogna, questa è la tesi anche dell’autore del libro, trasformare gli anni di piombo in storia da ricordare.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti proprio per questo motivo, per non dimenticare.
Sansimone

 
Di FabriVelvet (del 01/09/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1323 volte)
Titolo originale
Schiavi Moderni
Autore
Beppe Grillo
Prima edizione
 

“La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni.” Beppe Grillo Ecco cosa bolle in pentola. Il Precariato, quello con la “p” maiuscola, lo sfruttamento, l’indecenza, la modernità legata allo schiavismo dei giorni nostri, quello dei contratti atipici, e non solo, temi narrati dalle lettere/testimonianze dei lavoratori stessi e raccolte da Beppe Grillo e messe in questo libro che si può anche scaricare gratis nella versione digitale dal blog www.beppegrillo.it Tra alcuni dei temi trattati vediamo la situazione dei centralinisti e telefonisti, la questione della “fuga di cervelli”, la posizione ed il trattamento delle donne sul posto di lavoro e sul piano contrattuale, il lavoro nero e chi più ne ha più ne metta. Ora riflettendo sulla realtà dei fatti, che è quella raccontata in queste pagine, ci rendiamo conto di quanto sia difficile l’inserimento in un contesto lavorativo e di quanto sia ancora più difficile trovare questo serio contesto lavorativo. Non c’è titolo di studio che tenga, non c’è esperienza che tenga. Nulla è come viene fatto apparire dai media, dalle statistiche dei politici, tante curve occupazionali e tanti dati visti da chissà quale lato sempre in una luce rosea, ma la vera verità traspare da queste pagine, direttamente dal “mazziato” al narratore, e non è affatto rosea. Lettera dopo lettera ciò che emerge è una totale incertezza per il futuro, e la presa di coscienza sulla realtà dei fatti è un primo passo verso il miglioramento, sia anche solo l’INFORMAZIONE. Da leggere e da consigliarne la distribuzione in scuole, università e centri per l’impiego!!

FabriVelvet

 
Di slovo (del 03/08/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1624 volte)
Titolo originale
Peter Gabriel "Sognando un Mondo Reale"
Autore
Editore
Gammalibri
Prima edizione
giugno 1987

Una recente spedizione in una libreria remainder locale ha fruttato l’aggiunta di un altro pezzo alla mia collezione di biografie musicali. Ormai introvabile presso i canali di distribuzione odierni (che grande idea ridare mercato alle giacenze di magazzino!) questo volume è stato dato alle stampe all’indomani del successo plebiscitario dell’ album “So” (1986), epoca in cui il Peter Gabriel solista, definitivamente libero dai legami con i Genesis (aveva lasciato il ruolo di frontman al batterista Phil Collins dieci anni prima) riceveva la definitiva consacrazione come musicista, performer, sperimentatore e perché no? efficiente hit-maker.
Con gli anni a venire l’eclettico Peter vedrà una lunga serie di saggi a lui dedicati: la sua unicità ispirerà la penna di molti critici e giornalisti musicali; “Sognando un Mondo Reale” ha il pregio/difetto di essere scritto da chi si dichiara senza troppi problemi un ‘fan che scrive per altri fan’.
Un fedelissimo quindi, di quelli disposti al collezionismo più maniacale, alla ricerca di materiale più certosina, alle trasferte più sfiancanti per seguire il maggior numeri di apparizioni e concerti... un abnegazione che ha permesso all’autore di accumulare un bagaglio informativo straordinario, riversato poi nelle pagine del libro con precisione e cuore.
D’altro canto tutta l’analisi dell’avventura musicale del cantante inglese, capitolata per uscite discografiche o eventi live di particolare importanza, è immersa nell’entusiasmo unidirezionale tipico dell’affezionato e difetta di quel distaccato, sano senso critico necessario ad ogni valutazione obiettiva.
Un libro pensato e scritto per i fan di PG, categoria di lettori che saprà certamente apprezzare i livelli di dettaglio in cui si addentra Tommaso (testimonianze di concerti descritti brano per brano, curiosità sulle varie edizioni dei dischi) ma che potrebbe interessare anche il musicista generico, per l'esaustiva trattazione sul percorso che Peter intraprese alla fine degli anni settanta: i metodi (le sperimentazioni con il Fairlight) e la filosofia (la contaminazione - dai computers ai ritmi tribali) che guidarono una delle personalità più creative ed originali della scena pop contemporanea.

slovo

 
Di nilcoxp (del 01/08/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 3024 volte)
Titolo originale
Jules e Jim
Autore
Henri-Pierre Roché
Traduzione
Mariagloria Sears
Editore
Arnoldo Mondadori
Prima edizione
1953

Siamo a Parigi, nel 1907. Jules e Jim si incontrano, si conoscono, e nasce una grande quanto singolare amicizia. Entrambi sono scrittori, ma nulla ci è dato sapere dei loro scritti, veniamo a conoscenza solo della loro vita privata, delle loro donne. Qui notiamo subito la particolarità di questa amicizia: anche le donne vengono date all’amico in nome del sentimento che li lega. Scelta fatta non con sofferenza o rinuncia ma con naturalezza e piacere. Fino all’arrivo di “Kathe”, donna bellissima e dal carattere forte, dominante. Lei sposa Jules, gli dà due figlie, e poi con l’approvazione dello stesso marito, si risposa con Jim, iniziando un rapporto passionale e conflittuale. Fino all’epilogo che non vi svelo…Non è la solita storia d’amore, è una grande storia d’amore:  “…l’Inferno con oasi di Paradiso” per usare le parole dello scrittore. Tre protagonisti che vi appassioneranno in un romanzo la cui intensità sarà difficile da riscontrare in altri libri del genere. Scritto con uno stile asciutto ed essenziale, evita l’inutile dispersione di descrizioni barocche e tronfie che troppo spesso troviamo nelle pagine di un racconto. Da questa storia François Truffaut ha ricavato un film omonimo di cui vi parlerò più avanti. Siamo in piena estate, mentre siete sdraiati su di un asciugamano al mare o all’ombra di un albero, leggete questo gran bel libro: sarà un ricordo in più da portare a casa, oltre alle giornate trascorse sotto il sole e in buona compagnia (questo il mio augurio). Ciao vacanzieriiiii

nilcoxp

 
Di Louise-Elle (del 21/07/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1716 volte)
Titolo originale
The Killer Inside Me
Autore
Jim Thompson
Editore
Fanucci
Prima edizione
1952

Un noir avvincente, intrigante e misterioso ambientato nel 1952: il vicesceriffo Lou Ford di una cittadina texana è un’amabile personaggio, estremamente corretto e gentile sia con la popolazione, sia con i malviventi , sia con i detenuti. Conduce una vita apparentemente tranquilla: è fidanzato con Amy, splendida ragazza con la quale è legato da anni. Nato in quella cittadina e rimasto orfano della madre in tenera età è stato cresciuto dal padre medico e del fratello Mike. Benvoluto e rispettato da tutti. Lou Ford è il vicesceriffo dai modi gentili e garbati: un vero gentleman, irreprensibile e al di sopra di qualsiasi sospetto. Ma dentro di lui c’è una malattia, come viene chiamata nel romanzo stesso, che lo cambia e lo rende diverso da quello che tutti conoscono, trasformandolo in uno spietato criminale. Sono molti i personaggi che animano le pagine di questo romanzo intrecciando i loro destini con quello di Lou: la prostituta Joyce, la fidanzata Amy, lo sceriffo Bob, il procuratore della contea Hendricks, il figlio di quest’ultimo Elmer, l’amico Jhonnie Pappas e molti altri. Lou Ford nella doppia veste di vicesceriffo stimato e ammirato e di assassino assume il ruolo dell’ IO narrante rendendo ancora più affascinante e stimolante la storia. Questo romanzo nasce dalla fantasia e dalla penna di Jim Thomson, nato nel 1908 ad Anadarko, Oklaoma e morto nel 1977. Jim Thomson è un’abile scrittore, figlio di uno sceriffo, che mette nelle sue storie l’umanità e la semplicità dei personaggi scelti fra le persone della vita comune e difficile di un’America di quegli anni, personaggi non molto nobili della società: da vagabondi, a prostitute, a piccoli gangster. Questo romanzo fece scalpore ed ebbe molto successo nel 1952 e lo proiettò ai vertici della narrativa noir. Dopo essere stato sedotto da questo libro che lo considera “il più grande romanzo su un criminale che sia mai stato scritto”il regista Stanley Kubrick iniziò con Thomson una collaborazione per realizzare alcuni film di successo come ad esempio “Rapina a mano armata” di cui Thomson curerà la sceneggiatura. Quando leggerete le pagine di questo romanzo che consiglio di non lasciarvi sfuggire, vi sembrerà di salire su una giostra di emozioni. La minuziosa descrizione dei delitti vi farà rivivere e partecipare insieme al protagonista all’omicidio delle sue vittime. Righe intense, scioccanti e da autentico brivido alternate a righe in cui i dialoghi sono lunghi e lenti che donano tranquillità al lettore fra la descrizione di un omicidio e l’altro. Ben raccontato e particolarmente emozionante. La lettura scorre piacevolmente facendo nascere nel lettore sia il desiderio di vedere smascherato il protagonista e sia il desiderio di protezione per il protagonista stesso e lascia con il fiato sospeso fino ad un’inaspettato e sorprendente epilogo. Quando inizio a leggere un libro nuovo, leggo la prima frase del primo capitolo e l’ultima frase dell’ultimo capitolo. E’ un “vizietto” che solitamente è di buon auspicio per una piacevole lettura. Regalo anche a voi questa mia abitudine riproponendo qui le due brevi frasi: la prima: “””Avevo finito la torta e stavo prendendo una seconda tazza di caffè quando lo vidi.”””” e l’ultima “”””Tutti noi che abbiamo cominciato la partita con una stecca storta, che volevamo così tanto e abbiamo avuto così poco, che avevamo intenzioni tanto buone e abbiamo fatto tanto male. Tutti quanti noi. Io e Joyce e Jhonnie Pappas e Bob Maples e il buon vecchio Elmer Conway e la buona piccola Amy Stanton. Tutti noi.””””
Buona lettura!

Louise-Elle

 
Di slovo (del 13/07/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2638 volte)
Titolo originale
Why Software Sucks... and what you can do about it
Autore
David S. Platt
Traduzione
Idieffe sas
Editore
Mondadori Informatica
Prima edizione
Marzo 2007

Ci hanno insegnato a non giudicare un libro dalla copertina ma chi vende libri sa benissimo che un illustrazione accattivante e un titolo azzeccato possono incuriosire, se non condizionare o favorire una scelta.
A me per esempio... quando un giorno mi aggiravo per i reparti di una libreria esaminando gli scaffali senza un idea precisa su cosa acquistare. L’uomo intento ad assestare un calcione al computer e quel titolo audace erano una presenza così inusuale in mezzo ai trattati e i manuali tecnici del reparto informatica...
L’autore David Platt, programmatore, docente universitario e relatore è un esperto di sviluppo del software: gran parte della sua attività si basa sull’insegnamento di quei principi che ogni buon programmatore dovrebbe tenere sempre in nota per scrivere del codice che sia sì funzionale alla domanda ma anche ottimizzato, amichevole e non, come spesso accade, palesemente insensato...
Forte della sua esperienza pluri-decennale nel campo e innalzando il provocatorio slogan del titolo il prof. Platt passa in rassegna applicativi, portali web, networks dimostrando quanti prodotti presenti sul mercato informatico, magari griffati con marchi di rinomate aziende, facciano effettivamente... schifo.
Snervanti richieste di conferma, messaggi d’errore che sembrano prenderti per i fondelli, odiosi assistenti animati, siti internet illeggibili o altri che ti dicono tutto fuorchè quello che ti serve, reti colabrodo, porte spalancate ai malintenzionati... con pochissime eccezioni, ogni uomo o donna che abbia avuto a che fare con un PC negli ultimi 30 anni potrebbe trovare (almeno) un paragrafo che sembrerà scritto per lui.
Che Platt sia fondamentalmente un articolista da riviste di informatica e non uno scrittore in senso stretto si nota dal suo stile tecnico, che tuttavia tenta di alleggerire intingendolo nel suo personale humor.
Umorismo che ad essere onesti ho trovato un po’ nerdy... con buona pace di David che sembra voler prendere continuamente le distanze dalla categoria : - )
La seconda parte del titolo originale, misteriosamente troncata nella traduzione, è un indicazione sul valore didattico di questo testo, infatti l’autore non si limita ad una critica distruttiva e sarcastica sulle tare del software in circolazione ma propone dritte e migliorie, bacchettando nemmeno troppo leggermente le legioni di programmatori ‘secchioni’ a suo dire responsabili dello scempio.
Non è obbligatorio essere esperti informatici per godersi questa lettura, è sufficiente un’infarinatura, aver trafficato qualche volta con le piattaforme più diffuse e spacciate come semplici ed affidabili... e ricevere un’autorevole rassicurazione che non siamo noi gli stupidi: è il software che fa schifo!

slovo

 
Di Sansimone (del 01/07/2007 @ 05:43:01, in libri, linkato 1614 volte)
Titolo originale
Il mistero di Perinaldo
Autore
Roberto Negro
Editore
Fratelli Frilli Editori
Prima edizione
2005

Come avete capito dalle mie precedenti recensioni, a me piacciono i gialli, ultimamente in libreria ho trovato una nuova collana di noir ambientati in Liguria, tra l’altro anche in offerta….
Al momento dell’acquisto ero un po’ dubbioso sulla qualità di questi libri, soprattutto perché erano d’autori che non avevo mai sentito. Con mia gran soddisfazione il primo di questi libri, cioè “Il tesoro di Perinaldo” di Roberto Negri, mi ha fugato ogni dubbio.
Il romanzo inizia con la descrizione di una vicenda avvenuta in un lontanissimo passato, per poi passare ad un altro avvenimento durante le invasioni napoleoniche, unico comune denominatore che lega i due episodi è il luogo, cioè Perinaldo. E’ ai giorni nostri che si sviluppa la parte gialla del racconto, con protagonista il commissario di polizia Scichilone, siciliano trasferito a Ventimiglia al comando della locale stazione di PS, questi deve investigare su una serie di delitti apparentemente casuali che ha investito il paese di Perinaldo.
Il racconto è fatto molto bene, molto scorrevole, con le vicende investigative interrotte dalla descrizione della vita quotidiana dei vari personaggi, che lo rendono assai godibile, con in aggiunta (e questo lo devo dire) di un grandissimo colpo di scena alla fine.  Aggiungete poi, per me che sono del ponente ligure, il piacere di leggere un libro in cui conosco i luoghi dove è ambientato e capirete perché mi è piaciuto così tanto questo libro.
In ultimo volevo fare i miei complimenti alla casa “Fratelli Frilli editori” per il coraggio di aver investito su un progetto di collana di libri nuovi e particolari.
Sansimone

 
Di kiriku (del 26/06/2007 @ 05:00:01, in Libri, linkato 4057 volte)
Titolo originale
La speculazione edilizia
Autore
Italo Calvino
Prima edizione
1963

Nel decennio che va tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, in Italia si verifica quel fenomeno che prende il nome boom economico. La guerra è finita da poco e i segni di questa tragica esperienza sono ancora vivi nella memoria della gente. La fine dei conflitti come spesso accade coincide con l’inizio della ricostruzione e in questo caso anche con un’ importante ripresa economica dovuta essenzialmente alla fine del protezionismo, all’attuazione del Piano Marshall e ad sostanziali investimenti da parte dello stato. La ripresa economica che ne deriva è senza precedenti e stravolge quelle che sono le aspettative della gente che trovandosi di fronte ad un benessere mai avuto prima cambia radicalmente il suo stile vita. Uno degli effetti negativi di questa ricrescita economica fu la crescita selvaggia e incontrollata delle città. La popolazione che prima viveva nei campi ed era dedita all’agricoltura, ora si trasferisce nelle città per lavoro, aumentando così la domanda di appartamenti. Il settore dell’edilizia essendo senza controllo da vita a quei quartieri mostruosi che ancora oggi possiamo vedere nelle nostre periferie. Ed è proprio in questo contesto storico che è ambientata la vicenda narrata, nella “Speculazione edilizia”, da Italo Calvino. Quinto Anfossi è un intellettuale che si fa contagiare, nonostante la sua avversione per tutto ciò, dalla febbre di costruire: “Anche gettarsi in una iniziativa economica , maneggiare terreni e denari era un dovere, un dovere magari meno epico, più prosaico, un dovere borghese; e lui Quinto era appunto un borghese, come gli era potuto venire in mente d’essere altro?” Ma quello che il protagonista non prende in considerazione è la nascita di una nuova classe di ricchi, di una nuova borghesia della quale fa parte Casotti, l’imprenditore con il quale si mette in società e con il quale si scontra facendogli rimpiangere di essersi avventurato in questa impresa. Questo romanzo si può definire in parte autobiografico anzi Calvino stesso dice: “ Ho elaborato anche un tipo di narrativa autobiografico-intellettuale che parla della realtà contemporanea come La speculazione edilizia, La nuvola di smog …”. Il libro è scritto in terza persona e in quello stile neorealista che ha caratterizzato la prima parte della produzione di Calvino e di altri scrittori di quel periodo anche se forse questa corrente ha avuto  maggior risonanza nel cinema. Questo è un libro che a me piace in particolar modo sia perché è ambientato nella mia città natale San Remo e sia perché il momento storico in cui si volge la vicenda trovo che sia uno dei momenti migliori che la popolazione italiana ha vissuto. La guerra finita, l’inizio di una nuova vita, nuove prospettive, il tornare a sognare dopo tanta sofferenza, progetti per il futuro e un benessere che sembra non essere più per pochi; insomma doveva essere proprio bello vivere quelle sensazioni. Peccato che poi l’uomo per sua natura rovina sempre tutto. Un po’ come succede a Quinto che si lascia coinvolgere dalla voglia di partecipare al sogno di guadagnare diventando imprenditore e che poi invece si rende conto di come la realtà sia differente e si arrende all’evidenza delle cose. Insomma un bel libro da leggere, scritto con quell’abilità narrativa di cui era capace Italo Calvino.

kiriku

 
Di nilcoxp (del 25/06/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1838 volte)
Titolo originale
Vita d'un Uomo
Autore
Giuseppe Ungaretti
Prima edizione
1969

Un libro che racchiude tute le poesie del grande Poeta, suddivise per raccolte: “La Terra Promessa”, “Sentimento del Tempo”, “Il Dolore”,ecc.. Inutile dire che tutti, ma proprio tutti dovrebbero aver letto queste poesie, perché tutti dovrebbero avere avuto il desiderio di conoscere la natura umana, con tutte le sue debolezze e fragilità. Un percorso che ci tocca e ci commuove, che ci fa soffrire per l’incapacità dell’uomo di apprendere dai suoi sbagli, di comprendere appieno l’importanza della vita e dello spreco che spesso se ne fa. In particolare trovo bellissime nella loro esposizione ed essenza le liriche della raccolta “L’Allegria” (ma ripeto tutto il libro è straordinario), e una delle mie preferite è “Sono Una Creatura” che termina con la frase: “…La morte/ si sconta/ vivendo.”. Un insieme di scritti che ci imprimono nell’animo l’esperienza del Poeta durante la Prima Guerra Mondiale, il suo stare in trincea per ore, giorni, tra compagni morti, in una precarietà di condizione tale da ucciderti mentalmente prima ancora che fisicamente. Credo sia impossibile continuare a spiegarvi con mie parole quello che il libro contiene. Poesia di livello così alto che raramente vi capiterà di leggere nella vostra vita. Da possedere assolutamente nella propria biblioteca!!!

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 17/06/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1884 volte)
Titolo originale
Le piste dell'attentato
Autore
Loriano Macchiavelli
Prima edizione
1974

Era da un po’ di tempo che volevo parlare di uno dei romanzi di Loriano Macchiavelli, ho trovato l’occasione giusta con la riedizione della prima avventura del sergente Sarti a trenta anni dalla prima uscita.
Per chi non lo conosce Macchiavelli, prima autore teatrale e poi scrittore, è uno dei maestri del genere giallo noir italiano, sotto la sua ombra sono cresciuti diversi autori tra cui Carlo Lucarelli.
Passiamo al libro, siamo a Bologna primissimi anni 70, in una notte d’estate un attentato fa saltare in aria una stazione radio dell’esercito. Sul posto interviene la Polizia con diversi posti di blocco; quello custodito dal sergente Sarti e dal suo autista, Felice Cantone, viene forzato da una FIAT 128 con a bordo tre giovani. Scatta l’inseguimento con successivo arresto dei tre, da questo momento in poi Sarti dovrà combattere praticamente da solo per riuscire a scoprire la verità sull’attentato, rischiando posto di lavoro denunce e botte.
Cosa hanno di particolare i romanzi dell’ispettore Sarti? Innanzi tutto Bologna città, nell’immaginario comune, calma e ricca ma anche rossa attenta ai più poveri dei suoi cittadini. Ma non è questa la città di Sarti, Bologna è una città in trasformazione dove convivono non senza scontri tutte le ideologie che animarono gli anni 70, non è più una città d’immigrazione studentesca ma anche di lavoratori con tutte le problematiche che porta dal punto di vista sociale, ed è questa città in profonda mutazione che è la principale protagonista e co-protagonista dei romanzi di Macchiavelli.
Sarti Antonio è un graduato della polizia, sulla quarantina e single, inquadrato nella squadra di volanti agli ordini dell'ispettore Raimondi Cesare unincapace; come quasi tutti i suoi colleghi. A Sarti il mestiere del questurino gli fa schifo ma è l'unico lavoro che sa fare e se lo tiene. Tutte le superficialità e atteggiamenti dei poliziotti non gli piacciono, è infatti questa sua continua ricerca della verità per una sua giustizia morale che lo porta sempre nei guai. Guai da i quali fa fatica ad uscire perchè non è un grande investigatore dal grande fiuto, dalla sua parte ha solo una memoria fotografica e una testardagine fuori dal comune.
Della saga di Macchiavelli hanno tratto alcuni film per la TV e una serie di telefilm che personalmente non ho mai visto, mentre invece consiglio la lettura della serie di Sarti che a dato inzio ad una nova fioritura del genere giallo in Italia, anzi per come la vedo io un genere giallo a sfondo sociale.
Buona lettura a tutti....
Sansimone

 
Di nilcoxp (del 04/06/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1720 volte)
Titolo originale
The Prophet
Autore
Kahlil Gibran
Prima edizione
1923

Almustafa (ovvero l’eletto di Dio) deve far ritorno nella propria terra dopo anni trascorsi fuori, ma prima vuole lasciare alla gente del posto un testamento spirituale sui grandi temi della vita e della morte. Questa in sintesi la trama, mero pretesto perché i pensieri dello scrittore libanese possano essere enunciati dal protagonista del libro. Tutto il volumetto ( 90 pagine appena) può essere riassunto in una sola parola: POESIA. Non perché sia un libro di poesie, ma perché la bellezza delle cose dette e l’atmosfera che circonda i discorsi sono tali da lasciare senza fiato. Saggezza, verità e libertà. Questo si respira divorando queste pagine con ingordigia, affamati di voler sapere di più , di poter sentir pronunciare dal Profeta quelle parole che nessuno dice ma a cui tutti pensiamo. Pubblicato a New York nel 1923, fu subito accolto con gran calore soprattutto dai giovani. Ancor oggi il suo fascino è rimasto immutato. Qui di seguito vi riporto un passaggio molto bello sul matrimonio tratto ovviamente dal libro in questione: “…Amatevi l’un l’altro, ma dell’amore non fatene un vincolo: lasciate piuttosto che vi sia un mare in movimento tra le sponde delle vostre anime. Riempitevi reciprocamente la coppa, ma non bevete da una singola coppa. Datevi l’un l’altro un po’ del vostro pane, ma non mangiate dalla stessa pagnotta. Cantate e danzate insieme e siate gioiosi, ma fate che ognuno di voi possa star solo, come sole sono le corde del liuto sebbene vibrino della stessa musica. Datevi il cuore, ma non per trattenervelo l’un l’altro. Poiché solo la mano della Vita può contenere il vostro cuore. E reggetevi insieme, senza però stare troppo vicini: poiché le colonne del tempio sono collocate a una certa distanza, e la quercia e il cipresso non crescono l’uno all’ombra dell’altro.”. Imperdibile.

nilcoxp

 
Di Darth (del 28/02/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2737 volte)
Titolo originale
Io uccido
Autore
Giorgio Faletti
Prima edizione
2002

Giorgio Faletti, per i più giovani, o per chi non se lo ricordasse, nasce come cabarettista: negli anni ’80 fece numerose apparizioni televisive in programmi come Pronto Raffaella, Drive In, Emilio e Fantastico. Il ruolo di comico però, gli è sempre andato stretto: nel 1990, infatti, esce col suo primo album “Disperato ma non serio”, per poi proseguire nel campo musicale con tre partecipazioni al Festival di Sanremo (arrivato secondo nel ’94 con “Signor tenente”). Ha anche scritto canzoni per interpreti importanti, tra cui Mina, Fiordaliso, Branduardi e Milva che, nell’attuale Festival di Sanremo canta il brano di Faletti “Lo spettacolo deve continuare” (sembra la versione italiana della celebre “The show must go on” dei Queen). Nel 1994, inizia anche la sua carriera di attore con una partecipazione in “Miracolo italiano” (uno di quei pessimi film con i comici del momento: Ezio Greggio, Renato Pozzetto, Nino Frassica, Pieraccioni ecc…), proseguendo fino all’attuale “Notte prima degli esami”, dove Faletti dimostra anche di essere un ottimo attore. Infine, nel 2002, esce con il suo primo romanzo che intitola “Io uccido”: Un successo strepitoso, con oltre 3.500.000 copie vendute! Il libro in questione è un thriller con tutti gli stereotipi del caso: un serial killer telefona a Radio Monte Carlo prima di ogni omicidio perpetuato con l’agghiacciante particolarità dell’asporto del viso da ogni vittima: ad indagare, oltre alla polizia del principato di Monaco, c’è l’agente dell’FBI Frank Ottobre che sfrutterà questo caso inaspettato per uscire dall’apatia in cui stava annegando dopo la morte della moglie. La trama, come potete intuire, è abbastanza scontata e manca completamente di originalità; ma lo stile prolisso di Faletti (che molti ritengono noioso) a me è piaciuto molto. La descrizione maniacale di ogni dettaglio del luogo dove si svolge l’azione aiuta molto l’immaginazione del lettore a ricreare mentalmente il ‘tutto’, e, quindi, all’immedesimazione nei personaggi. La ricostruzione descrittiva di Montecarlo, è semplicemente perfetta, in alcuni momenti, questo libro, sembra più una guida turistica che un romanzo! Mi è piaciuto molto anche il personaggio di Pierrot: un ragazzo autistico con una grande passione per la musica e l’ingenuità di un bambino, che si rivelerà fondamentale per la risoluzione degli indizi musicali lasciati dall’assassino al termine di ogni telefonata. Sulle ali del successo, Giorgio Faletti, ha pubblicato altri due romanzi sullo stesso genere del primo: “Niente di vero tranne gli occhi” (nel 2004) e, pochi mesi fa, “Fuori da un evidente destino”, ottenendo anch’essi un clamoroso consenso di pubblico. Su questi risultati che non lasciano spazio a dubbi, il produttore De Laurentiis ha già acquistato i diritti cinematografici di tutti i libri. “Io uccido”, che dovrebbe uscire verso la fine del 2007, è già in produzione: la regia è stata affidata a John Avnet, mentre non si hanno ancora notizie certe sul cast. Cos’altro dirvi... non ho letto gli altri due libri di Faletti, quindi non mi posso esporre, ma per quanto riguarda il romanzo in questione, lo consiglio a chi piace leggere libri gialli e a chi apprezza scrittori come Devries, Cornwell, Crichton o Koontz, mentre lo sconsiglio ai palati più raffinati perché ne rimarrebbero sicuramente delusi. Certo che, l’ignorante Vito Catozzo, ne ha fatta di strada in questi vent’anni eh…

Darth

 
Di FabriVelvet (del 11/02/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2506 volte)
Titolo originale
 
Autore
Bach Richard
Editore
BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Prima edizione
 

Perché recensire un classico? Qualcuno se lo sarà chiesto. Perché dai nostri passatempi e dal modo in cui passiamo una serata qualunque non cerchiamo di “portare a casa” un insegnamento valido? In molti meno si saranno posti questo quesito… Il libro che il sottoscritto vi propone è una guida, è una chiave di lettura al mondo, è l’ ABC delle nozioni su rapporti sociali ed autostima. In questo breve libro, Richard Bach, scrittore e pilota aviatore, ci proietta nel mondo di un gabbiano, Jonathan, il quale come ragione di vita ha scelto il perfezionarsi nell’arte di volare, anziché seguire il suo stormo con l’unico scopo di nutrirsi. Scoprirete che è un gabbiano “che ha cercato di dare uno scopo alla propria esistenza” E le analogie con il nostro di mondo sono tante, tantissime.. Ogni persona può identificarsi in ogni campo in quello che Jonathan ci insegna, ovvero non smettere di sognare, cercare di ottenere la perfezione in ogni campo della nostra esistenza, capire che non per forza seguire le regole imposte da qualcuno(la società? ciò che è politicamente corretto o che fanno tutti e allora sarà giusto?) vuol dire essere una buona persona, né bisogna esitare ad esprimere una propria opinione anche se tutti la pensano diversamente. Leggerete : “se non impari nulla, il mondo di poi sarà identico a quello di prima, e avrai anche là le stesse limitazioni che hai qui, gli stessi handicap”..e non vi svelo null’altro. Insomma, un libro adatto a tutte le età (ognuno può trovarne degli spunti personali dalla scuola, allo sport, al lavoro, ai rapporti interpersonali, etc) e a tutti in generale considerata la brevità e la scorrevolezza. Da leggere e rileggere quando se ne ha voglia o se ne sente il bisogno.

FabriVelvet

 
Pagine: 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12

802518 persone hanno visitato il blog dal 3 aprile 2006

Ci sono 611 persone collegate


< febbraio 2019 >
L
M
M
G
V
S
D
    
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
     
             

Articoli
Elencati per sezione:
cinema
musica
live report
libri
teatro
fumetti
serie TV
redazione

Catalogati per mese:

Gli interventi più cliccati

Ultimi commenti:
Gran bel libro che è...
18/03/2018 @ 15:55:05
Di Namor
Non credevo (infatti...
18/03/2018 @ 15:53:06
Di Namor
Complimenti per la r...
18/03/2018 @ 13:03:13
Di Angie*
@- LouiseElle- Ti r...
03/12/2017 @ 11:08:01
Di * Miryam
e' un libro bellissi...
23/11/2017 @ 14:21:42
Di #LouiseElle
@_Angie: Grazie Angi...
15/11/2017 @ 00:19:30
Di Asterix 451
Bella rece Asterix. ...
12/11/2017 @ 14:22:04
Di Angie*
ne sono davvero feli...
29/08/2017 @ 22:59:00
Di #LouiseElle
purtroppo non sono ...
05/03/2017 @ 20:26:10
Di #LouiseElle
Anche questo titolo ...
05/03/2017 @ 14:34:45
Di Namor




Feed XML RSS 0.91
Feed XML Atom 0.3
dBlog Open Source
BlogItalia
blogs italia, directory blog italiani

BlogNews


Creative Commons License
I contenuti testuali di BlogBuster sono pubblicati sotto una Licenza Creative Commons.


20/02/2019 @ 03:02:17
script eseguito in 382 ms