BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Angie (del 28/03/2014 @ 05:00:00, in libri, linkato 820 volte)
Titolo originale
 
Autore
Lewin Elsa
Editore
Corbaccio
Prima edizione
2012

Abbandonata dal marito per una giovane trentenne, Anna Welles, garbata e colta donna di mezza età (50 anni) vive in un modesto bilocale, il cui lavoro da bibliotecaria basta appena a sopravvivere. Anna cerca di essere forte e superare questo brutto momento e, per non sentirsi sola e depressa frequenta party per single, scopo “affettuosa amicizia”.
Una sera, durante una di queste feste conosce George e lo segue nel suo appartamento. Poche parole, un po’ di musica jazz e si lascia andare ma, su quello che succede dopo la donna ha un blackout totale: non ricorda più nulla ma lascia dietro di sé un cadavere e un ombrello giallo. Bernie, ispettore di polizia, uomo malinconico e in crisi con la moglie e il figlio, viene incaricato di indagare su questo brutale omicidio.
Durante l’indagini Bernie incontra sulla scena del delitto l’enigmatica Anna, la quale tornata indietro per recuperare l’ombrello che aveva dimenticato (unico indizio per l’ispettore trovato sul luogo del delitto). Bernie s’innamora di quello sguardo dolce e sperduto di Anna e nasce fra loro un legame profondo pensando di colmare alle loro sventure matrimoniali. Intanto mentre le indagini proseguono Anna poco a poco comincia a recuperare la memoria e ricordare cosa successe quella famosa notte.
Una donna fragile e irrequieta, uno sbirro dalla vita in pezzi e un delitto senza senso, sono i temi di questo romanzo “Io , Anna” scritto da Elsa Lewin, una psichiatra che vive e lavora a New York. E il suo primo romanzo e ha aiutato anche a scrivere la sceneggiatura del film omonimo con Charlotte Rampling e Gabriel Ryrne uscito nel 2011. E la storia di più vite affrante ognuno dal proprio dolore. Rimpianti di non aver saputo forse fare di meglio o non aver voluto. Si pensa che sia stato solo un brutto sogno, un incubo, ma invece ti accorgi che è la realtà! Nasce la tragedia, il fallimento di una vita!
La mia opinione sul romanzo, ad essere sincera non mi è piaciuto molto, forse perché è una storia triste con un finale che lascia l’amaro in bocca in quanto speravi che fosse diverso e migliore di come si è prospettato. Un libro senza suspense(se voleva essere un thriller), a mio parere, il tema si è troppo dilungato sulle vicende matrimoniali in crisi e sulla solitudine umana. Comunque al di là della storia che può piacere e non piacere(come alla sottoscritta) trovo la scrittrice Elsa Lewin molto brava nel tracciare i profili psicologici dei due personaggi : Anna e Bernie. In modo particolare su Anna, una donna come tante: bionda, colta, garbata alla soglia della mezza età ma, ancora piacente, eppure disperata per l’abbandono del marito.
Ho fatto un po’ fatica a portare a termine la lettura ma ci sono riuscita: certo che chi sta attraversando un momento un po’ difficile ne sconsiglio vivamente la lettura.

Angie

 
Di Namor (del 09/12/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 948 volte)
Titolo originale
Alle radicid del male
Autore
Roberto Costantini
Editore
Marsilio
Prima edizione
2013

Dopo il buon esordio di “Tu sei il male”, Roberto Costantini ci propone “Alle radici del male”, il secondo capitolo della trilogia con protagonista il Comissario Balistrieri. Il volume ci porta indietro nel tempo, più precisamente nel 1969 in una Libia postcoloniale ove l’agiata famiglia Bruseghin-Balistrieri era ben inserita e rispettata dagli abitanti di Tripoli. La storia mette a fuoco l’adolescenza tumultuosa del giovane ribelle Mike Balistrieri, d’indole completamente diversa dal fratello Alberto, votato allo studio e finalizzata ad una carriera di notevole importanza. La conquista del potere e della ricchezza di più persone, daranno inizio ad una lunga serie di delitti irrisolti, compresa la misteriosa morte di Italia, l’amata madre di Mike, il quale non sa darsi pace per l’accaduto.
La presa di potere di Gheddafi che ordina l’evacuazione di tutti i colonialisti dalla Libia, sposta i nuovi ed inaspettati eventi in Italia, residenza attuale di Mike e sede nella quale serve la legge come commissario a Roma. Il delitto di una ragazza argentina e la morte di una famosa valletta televisiva, collimano con le modalità con cui é stata uccisa anche la piccola Nadia a Tripoli. A distanza di anni i nuovi tragici avvenimenti che si stanno susseguendo, saranno la chiave per risolvere finalmente i conti in sospeso con i suoi eterni dubbi e i suoi vecchi e nuovi nemici. Come il precedente romanzo, anche il secondo capitolo di questa avvincente trilogia sul commissario Balistrieri, non delude le aspettative che avevo riposto sulla qualità della storia elaborata dal bravo Roberto Costantini.
Dopo i tragici eventi avvenuti durante i Mondiali del 1982 ed il suo conseguente invecchiamento narrati nel primo capitolo, con “Alle radici del male”, conosceremo finalmente cosa ha forgiato irrimediabilmente il carattere di Michele Balistrieri ed il suo percorso di vita totalmente diverso da come lui l’aveva prevista. Rispetto al primo volume, quest’ultimo è sicuramente più intrigante e coinvolgente da leggere, gli eventi che si susseguono durante il percorso da bambino ad adulto di Mike sono molteplici e interessanti, come peraltro coinvolgente carpire il motivo per cui col tempo egli si sia indurito verso la vita.
Un altro aspetto positivo, sicuramente è più avvincente per trama e ambientazioni che spiazzano in più nazioni orientali, coinvolgendo usi e costumi del luogo e con la presenza di una buona varietà di personaggi ben caratterizzati. Ora, (per chi ha letto i due volumi) non resta che aspettare il terzo capitolo di questa avvincente trilogia, sperando che il bravo Costantini si superi nuovamente.

 Namor

 
Di Miryam (del 11/11/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 954 volte)
Titolo originale
The Innocent Man
Autore
John Grisham
Editore
Mondadori
Prima edizione
2006

Nella cittadina di Ada in Oklaoma, una giovane donna, Debbie Carter, viene rinvenuta senza vita sul pavimento di casa sua, era l’8 Dicembre 1982. A trovare il corpo è una sua amica la quale la trova nuda in un lago di sangue con delle scritte indecifrabili sul corpo.
Le poche anime che si trovano in questo tranquillo paese, si conoscono tutte, anzi sono persone che frequentano regolarmente la Chiesa e nessuna di loro riesce a credere a questo terribile omicidio. Nemmeno la polizia riesce a capacitarsi davanti a questo orrore, infatti anche l’autopsia rileva torture e sevizie sulla giovane vittima. Per cinque anni il caso resta irrisolto fino a quando attraverso prove inattendibili, gli inquirenti danno un volto all’assassino, un certo Ron Williamson, già noto alle forze dell’ordine per i suoi atteggiamenti violenti ed irascibili.
Questo Williamson, è un promettente giocatore di baseball, infatti nel1971, lascia la cittadina di Ada per trasferirsi ad Oakland in California in quanto scelto dalla squadra locale. Dopo circa sei anni di attività, Ron, per un grave incidente ad un braccio, è obbligato a fermarsi e a lasciare la squadra proprio quando stava per emergere, così tutti i suoi sogni vengono infranti portandolo a condurre una vita fatta di alcool, droga e una volta tornato a casa in Oklaoma, non riesce né a tenersi un lavoro, né una relazione stabile, finisce sempre nei guai per risse o sbronze. A questo punto per la polizia, è lui l’artefice del brutale assassino della Carter e viene così arrestato senza prove attendibili. Non avendo denaro per pagare un buon avvocato non riesce a difendersi da questa grave accusa, non solo, tutti i suoi concittadini lo guardano con sospetto e anche i gravi problemi mentali non gli sono certo di aiuto.
Purtroppo nonostante Ron gridi sempre la sua innocenza, viene trasferito nel braccio della morte, ma ad un passo dall’esecuzione viene riaperto il processo con prove che prima erano state manipolate e quindi Ron viene sciolto da ogni accusa. Ormai però è troppo tardi, undici anni in carcere, hanno portato l’uomo in condizioni disastrose, malato in quanto non riceveva le giuste cure, denutrito e mentalmente rovinato, ridotto ad una larva umana.
Innocente”, è stato scritto da John Grisham, autore che è stato ossessionato da questo caso realmente accaduto, in effetti è sconvolgente pensare che una persona venga condotta in carcere con pena di morte senza prove consistenti, ma semplici voci dette poi da persone poco “serie”. Condannare un uomo con superficialità come è successo qui in America, fa molto pensare e riflettere sul sistema, perché credo che prima di praticare l’iniezione fatale, bisognerebbe che lo Stato si togliesse anche il più piccolo dei dubbi!!

Miryam

 
Di Namor (del 04/11/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 928 volte)
Titolo originale
El Principe della Niebla
Autore
Carlos Ruiz Zafon
Editore
Mondadori
Prima edizione
2011

Per preservare la sua famiglia dalla guerra, l’orologiaio Maximlian Carver si trasferisce in un piccolo paesino sulla costa spagnola. La nuova abitazione costruita sulla spiaggia, fu edificata e abitata anch’egli da una famiglia i Fleishman da poco trasferitasi anni addietro per sfuggire ad una malevola persona con cui era stato stipulato un tremendo patto poi non mantenuto. Max, il figlio dei Carver percepisce un qualcosa di strano che lo inquieta, nella villa vicina alla loro abitazione vi è un giardino con delle angoscianti statue, viste disposte in tutt’altra maniera da come le ha riviste nei giorni a seguire. L’amicizia con un ragazzo del posto di nome Roland e di suo nonno, il guardiano del faro Victor Krey, porterà alla luce l’inquietante verità sul misterioso accordo tra Fleishman e l’oscuro Dottor Cain che, è ritornato più deciso che mai a riscuotere il suo compenso.
Il Principe della Nebbia” datato 1993 e il primo libro scritto dall’ormai celebre scrittore Carlos Ruiz Zafon.
La storia che supera appena le 200 pagine, e ambientata nel 1943 sulle sponde atlantiche della Spagna, ove una casa sul mare, un faro ed un relitto sommerso, fanno da sfondo ancora una volta ad una delle affascinanti trame dello scrittore catalano. Il libro si lascia leggere volentieri , anche se manca di mordente ed è troppo sbrigativo, chi come me ha letto altri volumi di Zafon, non può certo collocare questo titolo tra i suoi titoli più riusciti.
Se non avete letto ancora niente di questo autore, allora ve lo consiglio per inoltrarvi nel suo mondo per poi assaporare con la dovuta maniera i titoli molto più meritevoli che seguiranno cronologicamente, se invece avete già letto la sua miglior opera: “L’ombra del vento”, lasciate pure stare la lettura di questo volume e risparmiate i soldi per altri titoli più meritevoli.

Namor

 
Di Namor (del 04/10/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 1130 volte)
Titolo originale
Il toro non può perdere
Autore
Eraldo Pecci
Editore
Rizzoli
Prima edizione
2013

Castellini, Santin, Salvadori, P.Sala, Mozzini, Caporale, C.Sala, Pecci, Graziani, Zaccarelli, Pulici.
Questa fu la formazione titolare del Torino allenata da Gigi Radice, che vinse lo scudetto nella stagione 1975/76. A farne parte, poco più che ventenne, un giovanissimo Eraldo Pecci, l’autore di questo libro, “Il Toro non può perdere”, ove egli ci racconta come fu possibile contro ogni pronostico, riportare il tricolore a Torino sulla sponda granata.
Riti, scaramanzie e piacevoli aneddoti vengono raccontati dal simpatico Eraldo, presentandoci ad uno a uno tutti i protagonisti (compresi dirigenti ed amici) di quella fantastica ed indimenticabile avventura.
Eraldo descrive anche luoghi e locali frequentati all’epoca, con i suo compagni in una magica Torino, quando l’Italia era popolata da bella gente e si poteva ancora definire il bel paese.
Non sono un tifoso granata, ma sono sempre stato affascinato da questa grande squadra composta da veri uomini, calciatori che ancora adesso stimo e ammiro per il loro glorioso passato calcistico. Quando ho saputo che era in uscita questo volume, non potevo privarmene, la curiosità di sapere come andò quella fantastica e gloriosa cavalcata verso il primo posto, era troppa.
Una volta letto, devo dire che il libro mi ha ampiamente ripagato della fiducia che vi avevo riposto, Eraldo non ha tralasciato niente e nessuno, includendo all’interno del libro anche delle fantastiche fotografie in bianco e nero che, faranno sicuramente commuovere i supporter granata che potranno riammirare ancora una volta i loro beniamini in giovane età.
Se siete tifosi del grande Torino non potete esimervi dall’acquistarlo e leggerlo, sarebbe davvero un sacrilegio per la vostra fede. Io mi sento di consigliarlo anche a coloro che hanno amato il calcio ed i suoi protagonisti di un tempo, vedrete che alla fine della lettura, non potrete fare a meno di rimpiangere il bel calcio di una volta ed i suoi protagonisti privi di tatuaggi, ma con ben altri morali sociali e sportivi.

Namor

 
Di Miryam (del 14/06/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 974 volte)
Titolo originale
La Forêt des ombres
Autore
Franck Thilliez
Editore
TEA
Prima edizione
2008

Tempo fa, nella recensione che avevo fatto del libro “L’osservatore”, avevo accennato che sarei andata in cerca di un altro libro di Franck Thilliez, detto, fatto. Ho comprato “Foresta Nera”. Mi piace molto come scrive questo autore, scrittura chiara, scorrevole, certo i temi trattati sono sempre macabri, c’è sempre un maniaco con turbe psichiche alquanto bizzarre, ma si sa, il mondo è pieno di serial killer strampalati con fobie assai particolari…speriamo solo di non incontrarli mai!!
Ma veniamo ora alla trama del libro. Il personaggio chiave è un certo David Miller con un mestiere che già di suo è abbastanza inquietante… l’imbalsamatore di morti, che nel tempo libero ama scrivere thriller. Vive con una figlia piccola, Clara, e sua moglie Cathy, un’infermiera disoccupata che è alle prese con una misteriosa donna ricattatrice che si fa chiamare Miss Hyde la quale è a conoscenza del suo segreto, cioè di essere andata a letto con il miglior amico di suo marito e di essere rimasta incinta, cosa che non sarebbe potuta accadere con il consorte in maniera naturale, bensì in vitro, perciò, non potendo far passare la gravidanza al marito, si vede costretta ad abortire. Purtroppo questa famigliola “felice”, versa in gravi difficoltà economiche, questo fino a quando un certo Arthur Doffre, un uomo paralizzato sulla sedia a rotelle, non propone a David di scrivere una storia per lui dietro un’ingente somma di denaro. David dovrebbe scrivere la vera storia del serial killer “Boia 125”, responsabile questi della morte di sette coppie, morto suicida circa trent’anni fa.
L’unica cosa che chiede questo finanziatore è che David deve trasferirsi in una baita della Foresta Nera, lontano dalla città e da tutti e deve scrivere 10 pagine al giorno, tutto ciò in un mese. David accetta l’offerta non sapendo cosa gli attende, infatti giunto sul posto, ha a che fare con una villetta senza imposte con delle grandi vetrate circondata da una quercia secolare che mette i brividi. Per ovattare e rendere l’ambiente ancora più silenzioso e triste, ecco una bella nevicata che rende impraticabile la strada qualora volesse tornare indietro. Non solo, lo studio allestito per scrivere il libro si affaccia su un mattatoio dove sono appese carcasse maleodoranti di maiali in avanzato stato di putrefazione, attorniato da fameliche mosche. Certo in un primo momento c’era l’idea di un dietrofront, ma l’allettante somma di denaro promessa era ancora più accattivante, cosi David opta per restare con il vecchio Doffre e la sua “badante “ Adeline che altro non è che una prostituta. Con il passare dei giorni, accettando la proposta, David si rende conto di aver fatto il più grosso sbaglio della sua vita…. Ma ormai è troppo tardi.
Come ho detto fin dal principio, sono contenta di essermi imbattuta in un altro libro di Thilliez, e non sarà nemmeno l’ultimo!! “Foresta Nera” è a dir poco macabro, con scene sanguinose e violente, forse sono proprio queste a tenere incollato il lettore, però ogni personaggio ha un suo segreto da nascondere, ma è proprio qui che lo scrittore lo fa scoprire piano piano in un’atmosfera alquanto desolata e cupa che ingigantisce il tutto, il bello è che non viene rivelato fino alle ultime pagine del libro.
Se amate la forte suspense, vi consiglio di leggerne almeno uno dei titoli di questo fantastico autore.

Miryam

 
Di Angie (del 06/06/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 1207 volte)
Titolo originale
Nimrod's Shadow
Autore
Chris Paling
Editore
Newton Compton Editori
Prima edizione
2010

In una cupa Londra inizi del 900.
Reilly, un giovane artista in cerca di fortuna, vive in una misera soffitta in campagna circondata da quadri invenduti e incompleti con il suo fedele cane Nimrod. In una sera di pioggia battente, il critico più famoso di tuta Londra bussa alla sua porta e nota così il suo talento. Per Reilly potrebbe essere finalmente la svolta al successo che tanto aspettava ma, proprio il giorno dopo l’importante critico, viene trovato assassinato in un canale con gli occhi orribilmente strappati.. Nelle indagini per uno strano indizio viene coinvolto lo stesso Reilly che viene accusato di omicidio e condannato a morte.
Dopo quasi un secolo in una antica galleria di Londra, la giovane Samantha appassionata d’arte, si ritrova ad ammirare un suo quadro e ne rimane affascinata. In quel quadro c’è qualcosa che colpisce la ragazza e decide di saperne di più sul pittore che lo ha dipinto. Dopo aver visionato vecchi ritagli di giornali e ascoltate testimonianze di persone che conobbero il pittore, la portano ad imbattersi nell’omicidio di quel famoso critico di cui proprio Reilly ne fu incolpato. Per Samantha non vi è alcun dubbio, Reilly è stato incastrato, il vero assassino è un altro. Chi ha ucciso veramente il critico d’arte?
E il primo romanzo che leggo di questo scrittore britannico Chris Paling, autore di numerose fiction BBC. Solo alla soglia dei quarant’anni intraprese la carriera di scrittore, poi diventato famoso con i suoi romanzi tra cui “Deserters” “ The Silent Sentry” e “Il Pittore che visse due volte”, primo romanzo tradotto in italiano pubblicato da Newton Compton nel 2011.
Il titolo stesso “Il pittore che visse due volte”, mi ha fatto subito pensare a un avvenente thriller e, appassionata di tale genere non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di leggerlo. Addentrandomi nella lettura non ho trovato quell’atmosfera di suspense e tensione che di solito accompagna la storia, sinceramente mi aspettavo qualcosa di più intrigante da questo volume che è un misto tra noir, giallo e romanzo storico, ove il tutto ruota intorno a un giovane pittore squattrinato.
Un libro scritto in maniera semplice che non boccio e non promuovo, la storia non è male, ma la somiglianza con altri titoli del genere e la scarsa suspense riscontrata durante la sua lettura non mi appagano appieno.

Angie

 
Di Louise-Elle (del 04/03/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 1234 volte)
Titolo originale
Venti racconti allegri e uno triste
Autore
Marco Corona
Editore
Mondadori
Prima edizione
2012

Mauro Corona, il celebre scrittore, scultore e alpinista, ci ha dato l’opportunità attraverso questa antologia di ventuno racconti, di renderci partecipe di ciò che accade lassù fra i boschi e fra la gente semplice che popola i paesi e le montagne della sua terra: la Valle del Vajont che in molti non vogliono volutamente menzionare per non ricordare lo scempio di una tragedia annunciata e di una vergogna tutta italiana di circa cinquanta anni fa. Un mondo completamente diverso per chi, come me, vive nella frenetica vita di città, immersi nella tecnologia fino alla gola e neppure immagina che possano esistere ancora personaggi così veri e semplicemente autentici e modesti.
Per molti possono apparire racconti bucolici, ma non si può rimanere indifferenti alla semplicità che traspare da queste pagine. Episodi rocamboleschi di vite solitarie e malinconiche, situazioni che spaziano dal grottesco all’incredibile, dall’ironia alla tristezza. Davvero encomiabile il modo con cui Corona scrive. Attraverso le sue descrizioni si riesce quasi ad annusare il profumo di un bosco, ascoltare il fruscio degli alberi e il rumore di un rivolo d’acqua; sembra quasi di passeggiarvi dentro e quasi si prova una sorta di sana invidia per non poter essere lì a respirare quella splendida natura. In quasi ogni racconto non mancano frasi come queste, da autentico poeta: ““Vi sono persone speciali che hanno accompagnato la nostra infanzia e dopo sono morte. E ora che siamo vecchi anche noi tornano a sfiorarci come colpi di vento. Sollevano foglie, scoprono radici di dolcezze dimenticate. Figure lontane, sepolte nella polvere del tempo. Anime che non si possono toccare se non con la mano del ricordo. Al loro posto verranno altri, forse quegli altri siamo noi stessi. E’ la rotazione inarrestabile della vita, sempre pronta a togliere e sostituire. Ma alcuni amici è difficile rimpiazzarli. Essi rimangono appesi al soffitto della memoria, ragnatele tenaci e polverose che solo il soffio della morte potrà tirar via.””.
Episodi divertenti e leggeri: come la narrazione di Icio che vive di espedienti. Non è né cialtrone, né imbroglione ma per campare imbroglia bonariamente e con astuzia perfino gli amici che anche se raggirati non possono non volergli bene; oppure il racconto di una coppia di bracconieri poveri in canna che riescono a evitare la galera e il non pagare una multa salata agli Ufficiali Giudiziari semplicemente con giochi di parole e offrendo loro un paio di salami. Il racconto che però mi ha davvero stupito e ha arricchito la mia conoscenza sul mondo della montagna è il diciannovesimo, dove si narra di un sport estremo in voga negli anni ’80 di origine francese che non conoscevo: scalare cascate ghiacciate. Corona lo descrive così: “”Per chi non lo sa e saranno molti, consiste nell’arrampicare le colate di ghiaccio usando come appigli piccozze affilatissime, curve e dentate, si piantano nel ghiaccio e ci si tira su. Vale la regola della scalata su roccia: tre punti fermi, uno in movimento. Per avere un minimo di sicurezza, si avvitano alla cascata lunghi chiodi tubolari filettati, oggi in titanio, leggerissimi, sicuri ma di prezzo spaventoso.””
Ventuno racconti divertenti e uno triste, tenuto per ultimo, che lascia l’amaro in bocca e una tristezza nel cuore, forse proprio perché è l’unico racconto che parla di animali e non di uomini. Una storia commovente e tenera che Corona invece interpreta come la più allegra e ci regala il suo insegnamento filosofico e irrazionale in proposito: “…forse perché la vera allegria è prendere l’esistenza al contrario. Ridere a crepapelle là dove si dovrebbe piangere. Ma questa la chiamano follia.” A pensarci bene ha ragione. Il difficile è come sempre mettere in pratica certi pensieri e insegnamenti. Un libro comunque da non perdere, se desiderate una lettura non estremamente impegnativa ma ricca di poesia, di bellezza e di umanità.

Louise-Elle

 
Di Namor (del 25/02/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 1099 volte)
Titolo originale
Il mercante di libri maledetti
Autore
Marcello Simoni
Editore
Newton Compton Editori
Prima edizione
2011

Padre Vivien de Narbonne è in fuga da un gruppo di uomini mascherati facenti parte della Saint-Vehme, un’oscura setta segreta meglio conosciuta come i Veggenti. La motivazione della caccia all’uomo è da attribuire al preziosissimo Uter Ventorum, un libro contenente antichi precetti della cultura talismanica orientale, capace di invocare gli Angeli e la loro divina sapienza. Durante la disperata fuga dai suoi aguzzini, il monaco muore, cadendo in un dirupo. Del ricercato testo non si hanno tracce, finche un giorno, un nobile veneziano commissiona al mercante di libri Ignazio da Toledo, il ritrovamento dell’Uter Ventorum, custodito in passato dal sua grande amico Vivien de Narbonne. Il rinvenimento dell’ambito volume non sarà una cosa facile per il mercante Ispanico, oltre alla pericolosa setta vi sono uomini potenti e senza scrupoli, disposti a tutto pur di entrare in possesso dell’Uter Ventorum. La commissione assegnata al mercante di scritti, sarà disseminata da inesplicabili enigmi da decifrare, agguati mortali e ignominie di ogni genere, partorite dalla bramosia di potere di più persone.
Il Mercante di libri maledetti” è il trhiller storico d’esordio dell’ex archeologo Marcello Simoni.
L’opera prima di Simoni, si fa apprezzare per quanto riguarda il soggetto, anche se la trama in certi punti cala di mordente. Pollice alto invece per la realizzazione dei personaggi, che rimangono ben impressi fino alla fine della lettura del volume. Li ho trovati ben variegati e ottimamente caratterizzati .
Debutto sufficientemente interessante, che ipoteca la presa in considerazione del prossimo titolo del neo scrittore di Comacchio.

 Namor

 
Di Miryam (del 11/02/2013 @ 05:00:00, in libri, linkato 1441 volte)
Titolo originale
 
Autore
Morgan Sophie
Editore
Bompiani
Prima edizione
2012

Trentenne indipendente, una giornalista brillante e intelligente, a prima vista potrebbe sembrare la classica ragazza seria, di buona famiglia che tutti possiamo incontrare al supermercato o al bar, invece Sophie Morgan, così si chiama la protagonista del libro, nonché autrice, è una donna che in camera da letto ama avere molta fantasia, anzi diciamo che da una semplice sculacciata, si trova senza nemmeno accorgersene a diventare quello che si dice…una sottomessa.
Dopo un paio di tormentate storie di sesso estremo con un certo Ryan e poi con Thomas, incontra James con il quale si spinge sempre di più oltre dei limiti, fino a quando la stessa Sophie incomincia a chiedersi se questo potrebbe essere l’uomo della sua vita e soprattutto se riuscirà a unire la quotidianità con una persona che a letto oltrepassa ogni tipo di crudeltà. Questo libro non ha niente a che vedere con “Cinquanta sfumature di grigio” che è stato un libro erotico ma molto soft, divertente e piacevole da leggere.
Diario di una sottomessa”, invece mi ha dato molto da pensare in quanto dubito possa essere una storia vera, troppo esagerata, più che risveglio sessuale, sembrano torture. Senz’altro situazioni descritte nel libro può essere che esistano, sinceramente non riesco ad accettare il fatto che una donna possa essere contenta e appagata se viene umiliata e mortificata da un uomo oltre che sopportare “punizioni”, così vengono chiamate, che lasciano evidenti segni permanenti sul corpo. La prima domanda che viene da porsi una volta letto il libro è come può un uomo compiere certe torture su una donna, poi invece bisogna cercare di accettare il fatto che è la donna che lo permette, che comanda il gioco, infatti senza il suo consenso, l’uomo non potrebbe mai permettersi di fare quello che vuole.
Comunque il libro non mi è piaciuto per niente, non tanto per la trama, ma quanto il suo scorrere, l’ho trovato lento, noioso, ripetitivo e anche volgare. Voglio precisare che non sono una moralista e nemmeno una puritana, però questa Sophie Morgan che dice che è tutta autobiografia si firma con un nome falso per paura delle opinioni dei parenti, amici, colleghi di lavoro, perciò alla fine ne deduco che è una persona ipocrita, non solo, nel libro sottolinea di non essere una pervertita più di quanto non lo siano tutte le donne, ok!! Nessuna donna è “santa”, ma ritenersi uguale a tutto il genere femminile…beh mi sembra un po’ eccessivo ed offensivo.
Leggetelo… così mi darete il vostro parere.

Miryam

 
Di Namor (del 30/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1306 volte)
Titolo originale
El prisonero del cielo
Autore
Carlos Ruiz Zafón
Editore
Mondadori
Prima edizione
2012

Il Prigioniero del cielo” é il secondo volume che ha come protagonisti, gli stessi personaggi del precedente romanzo “L’ombra del Vento” scritto dal bravo narratore catalano Carlos Ruiz Zafon.
La figura di spicco questa volta non è Daniel Sempere, ma il suo carissimo e fidatissimo amico Fermin, che per forza di cose dovrà rinvangare il suo doloroso passato, chiudendone definitivamente i conti in sospeso, per vivere felicemente il suo prossimo futuro da uomo libero e sposato. La trama prevede l’arrivo di un sinistra figura nella libreria Sempere e Figli, il quale acquista una preziosa copia del Conte di Montecristo, apponendo una dedica personale al destinatario del prezioso volume. Con stupore Daniel, nota che il ricevente del costoso libro è nientemeno che il suo amico Fermin. Cos’ha, da spartire Fermin, con questo losco individuo? E perché regalargli un’opera tanto costosa? I quesiti vengono sciolti dallo stesso Fermin che rivelerà a Daniel il suo travagliato e misterioso trascorso sotto il regime Franchista e la verità sulla morte della sua adorata madre, che lui credeva di aver perso per malattia naturale.
A mio avviso, il livello qualitativo dell’opera in questione é sicuramente inferiore all’antecedente volume, la storia é meno coinvolgente, gli eventi si susseguono con minore impatto emotivo, dando delle risposte finali non sempre all’altezza delle altre avventure di Zafon. La mia impressione è che sembri una forzatura della casa editrice, per far si che scrivesse il continuo del suo libro di maggior successo, soltanto per fare cassa, é che lui non fosse ancora pronto per realizzare al meglio la propria opera.
Chi avrà letto L’Ombra del Vento, non potrà certamente esimersi nel replicare con il seguito e conoscere i nuovi avvenimenti dei suoi amati protagonisti. Quindi, le premesse di una buona vendita ci sono tutte, ma il giudizio non sarà certamente positivo come fu per il precedente capitolo.

Namor

 
Di Namor (del 12/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1134 volte)
Titolo originale
Eldvittner
Autore
Lars Kepler
Editore
Longanesi
Prima edizione
2012

Un istituto per ragazze con gravi problemi sociali e psichici è teatro di un doppio omicidio, che vede la morte di una delle sue degenti e dell’infermiera del turno di notte. La ragazza (Miranda) viene trovata sdraiata sul suo letto completamente insanguinata e con le mani sugli occhi, mentre l’infermiera (Elisabet), viene rinvenuta nella lavanderia con la testa fracassata. Nella stessa notte Vichy una delle ragazze di Birgittagarden sta scappando da quel macabro luogo, anch’ella con gli abiti intrisi di sangue. La fuga ed il conseguente furto d’auto con un bambino a bordo, la rendono la maggior indiziata degli omicidi. Mentre la polizia si attiva per catturarla, inutilmente, l’ispettore di polizia Joona Linna viene nominato come visore esterno (essendo sotto inchiesta federale) per dare il suo prezioso contributo. Nonostante non abbia l’autorità per indagare ufficialmente, Joona si getterà a capofitto per risolvere il mistero nel più breve tempo possibile.
Nel mentre, altre persone ruotano intorno a questo efferato doppio omicidio: Elin la bellissima e fragile top model che per un periodo ospitò Vichy, Daniel lo psichiatra dell’istituto, nonché fidanzato dell’infermiera uccisa e Flora, una medium che organizza false sedute spiritiche per racimolare soldi. Ed è proprio la bugiarda Flora, che inconsapevolmente darà una mano a risolvere il caso, visto che avrà delle vere visioni su chi sia stato a commettere gli omicidi!
Scritto a quattro mani dai coniugi Alexandra Coelho Ahndoril e Alexander Ahndoril col pseudonimo di Lars Kepler, “La Testimone del Fuoco” è il loro terzo trhiller dopo “L’Ipnotista” e “L’Esecutore”. La storia è ambientata nella periferia della fredda Stoccolma, la trama sarebbe stata sicuramente interessante, se non fosse che ad un certo punto si comincia ad intuire il probabile colpevole. I lettori più avvezzi non faranno fatica ad anticipare Jonna Linna nel risolvere il caso, considerato che gli autori non velano adeguatamente gli indizi per arrivare al responsabile degli omicidi!
Questo è il primo titolo di questa ondata di gialli scandinavi che leggo, sinceramente mi aspettavo qualcosa di meglio da questo nordico filone tanto lodato per la sue cupe atmosfere, situazioni che non ho minimamente ravvisato durante la lettura di questo volume sopravvalutato.

Namor

 
Di Angie (del 05/11/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1508 volte)
Titolo originale
Fifty Shades of Grey
Autore
E. L. James
Editore
Mondadori
Prima edizione
2011

Dopo tanta pubblicità basata anche sul passaparola, mossa dalla curiosità mi sono immersa nella lettura di “Cinquanta Sfumature di Grigio”. Una storia incentrata solo sulla relazione di due giovani ragazzi, basata su di un contratto tra le due parti. La trama a nettamente diviso i suoi lettori in due fazione, ce chi elogia l’opera, e che ne critica la sua esaltazione definendola eccessivamente sopravalutata.
Anastasia Steel è una graziosa, timida ed intelligente studentessa americana di 21 anni, appassionata di letteratura. Grazie ad una intervista , Anastasia incontra Christian Grey, giovane imprenditore miliardario affascinante e misterioso. La ragazza subito si accorge di essere molto attratta da lui. Convinta che il loro incontro furtivo non avrà un futuro, cerca di non pensarci, fino al giorno in cui Grey non compare improvvisamente nel negozio dove lei lavora e la invita ad uscire con lui. La ragazza sempre più che mai attratta da lui, capisce che vuole quest’uomo a tutti i costi. Anche lui la desidera ma alle sue condizioni. Travolta dalla passione, presto Anastasia scopre che Grey è un uomo tormentato dai suoi demoni e consumato dall’ossessivo bisogno di controllo ma, soprattutto ha gusti erotici decisamente singolari e predilige pratiche sessuali insospettabili. In casa sua, infatti, è allestita una Stanza dei Giochi di ogni genere e di attrezzi e stipula con le sue Sottomesse(così da lui chiamate) un contratto che prevede regole da seguire, e vorrebbe che proprio Anastasia sia la sua nuova Sottomessa. Ma la giovane, nonostante sia follemente innamorata di lui, non è propensa a firmare il contratto senza dettare alcune condizioni. La storia si fa avvincente. Sesso, sottomissione e possesso… il trascorso triste di Grey, che Ana (così chiamata da lui) scoprirà un po’ alla volta in quest’animo enigmatico e, non solo, ma verrà a conoscenza per la prima volta, anche i suoi più segreti desideri.
“Cinquanta Sfumature di Grigio” è un romanzo erotico scritto dalla scrittrice E.L.James (pseudonimo di Erika Leonard). Si tratta del primo di una trilogia che prosegue con “Cinquanta Sfumature di Nero “ e “ Cinquanta Sfumature di Rosso”.
Il romanzo caratterizzato dalla descrizione di scene di esplicito erotismo, ha in breve tempo raggiunto una vasta popolarità e un gran successo di vendita in tutto il mondo: venduto oltre 31 milioni di copie. Una trama semplice: una donne bella ma insicura, Ana, e un uomo intrigante Mr Grey . Un Grey, che non è come tutti gli altri…….., nasconde qualcosa dietro al suo comportamento impeccabile ed educato. Stile semplice, tutto è diretto nei minimi particolari…….e vi dirò di più, tutto è raccontato nei minimi particolari!!!! Erotico si! Ma non c’è violenza, in quanto la protagonista Ana è avvisata sempre prima su cosa lui abbia intenzione di sperimentare, e lei ha sempre acconsentito. A mio parere è solo una coppia di giovani amanti che sperimenta il proprio corpo e le proprie sensazioni . Nulla di così scandaloso (come alcuni possano pensare). E poi quale donna non ha mai desiderato l’uomo passionale e altrettanto tenebroso ? Ho letto il primo volume della trilogia nonostante la narrazione sia stata un po’ ripetitiva, l ho trovato piacevole e scorrevole: c’è un po’ di tutto,romanticismo, erotismo, avventura e suspense. Sono arrivata alla fine del libro senza rendermi conto e con il fiato sospeso. Cosa farà e deciderà Ana, combattuta tra la sua coscienza che le consiglia di fuggire da lui ed il cuore totalmente devoto? Firmerà questo contratto? E Grey come si comporterà? La curiosità è tanta che leggerò tutta la trilogia e vi saprò poi dire la mia opinione, che ho trovato inizialmente intensa e travolgente. Ad ogni modo senza dilungarmi troppo (forse l’ho già fatto) vi consiglio di leggere intanto il primo volume, certo non è una lettura impegnativa , ma affascina ugualmente. Se non vi è piaciuto (ho i miei dubbi) avete comunque trascorso qualche ora di svago, lontano dai soliti schemi della cosiddetta normalità Buona lettura.

Angie

 
Di Louise-Elle (del 26/10/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1424 volte)
Titolo originale
 
Autore
AA.VV., a cura di Otto Penzler
Editore
Piemme
Prima edizione
2007

Eccomi qui a commentare un'antologia di racconti brevi ma intensi aventi per protagoniste le donne. Un omaggio particolare alle donne fatto da ben 14 scrittori di fama internazionale della letteratura in prevalenza americana, riuniti in questo volume da Otto Penzler, fondatore di Mysterous Bookshop, una delle librerie americane più famose per i thriller e i mystery.
Questi racconti d'autore narrano vicende in cui le donne si trasformano fino a diventare dannatamente pericolose. Seduzione e vendetta, fascino e crudeltà: nessuno può essere così pericoloso quanto una donna. Come donna confermo in pieno questa teoria. La femminilità, la seduzione , la sensualità e il fascino sono armi potenti, il potere assoluto che certe donne sanno sapientemente usare per riuscire ad ottenere ciò che vogliono. "Solo una donna sa mescolare sadicamente seduzione e paura, scaldare i sensi e l'anima e in un istante far gelare il sangue nelle vene”. Fra i tanti racconti ne ho preferito uno firmato da Nelson De Mille , celebre romanziere autore fra l’altro di “La figlia del Generale” da cui l’omonimo film interpretato da John Travolta, dal titolo Rendez-vous.
Vietnam 1971/72. Un giovane ufficiale di fanteria con la sua pattuglia è in perlustrazione nella zona impenetrabile della foresta tropicale. Il suo plotone è formato da dieci uomini che vengono decimati silenziosamente e inaspettatamente da un cecchino. In guerra non c'è cosa più crudele e subdola di un cecchino. Colpisce a tradimento ed è difficile da scovare. In questo racconto il cecchino è ancor più da odiare poichè è una donna. Rendez-vous è un racconto che regala emozioni, suspense ed è talmente coinvolgente che sembra quasi di trovarsi in quella foresta tropicale in compagnia di quei soldati. Avvincente la descrizione di come gli ignari soldati vengono colpiti a morte. Un racconto crudo e violento come la guerra. Sensuale e ammaliante come il desiderio. Proprio così perchè il tenente, per l’appunto l’io narrante, si mette sulle tracce del cecchino e scopre che altro non è che una bellissima e sensualissima donna dalla mira infallibile. La individua mentre nuda emerge da un lago dopo un bagno e ne rimane stregato. Cerca comunque di realizzare che Lei è il nemico , punta il fucile ma consapevole che è troppo distante dalla sua portata tenta di ucciderla ugualmente. Manca il bersaglio e lei fugge. Quei poveri uomini sono vulnerabili e impauriti e cercano di sfuggire alla furia omicida e alla mira infallibile di Lei che non si sa nè come, nè quando colpirà e soprattutto chi deciderà di eliminare. Il tenente capisce che l'unico scopo del cecchino è che fra loro solo uno dovrà rimanere vivo, affinchè racconti al nemico cosa è accaduto lì veramente. Un'impresa crudele architettata da una donna abile e spietata, contro un plotone di uomini. Solo uno rimarrà in vita. Ma chi?
Sarà proprio l'io narrante di questo racconto che dopo esser riuscito a raggiungere l'elicottero che lo porterà in salvo e dopo aver fatto rapporto ai suoi superiori dell’accaduto, conclude questo racconto con una frase: ""Senza dubbio avrei riconosciuto la sua faccia, che ancora vedo nitidamente, e sapevo che anche Lei avrebbe riconosciuto in me il ragazzo che aveva lasciato vivo affinchè raccontasse la sua storia. Ora la storia è raccontata e se mai ci rivedremo, solo uno di noi ne uscirà vivo."" Termina così questo splendido racconto che secondo il mio punto di vista è un'esperienza realmente accaduta all'autore avendo lui stesso partecipato alla guerra più fallimentare e spietata della storia degli United States of America.
Concludo dicendo che dopo aver letto questo libro mi sento comunque lusingata nell’essere donna, e chissà se qualcuno già pensa di me che sono una donna pericolosa? ;)

Louise Elle

 
Di Namor (del 22/10/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 920 volte)
Titolo originale
Tu sei il male
Autore
Roberto Costantini
Prima edizione
2011

Mentre la capitale italiana si appresta a seguire la finale Italia-Germania dei mondiali di calcio spagnoli, un’efferato delitto si sta consumando in uno dei tanti luoghi di Roma. Il corpo martoriato della giovane segretaria Elisa Sordi, viene rinvenuto qualche giorno dopo nelle acque del Tevere. Le indagini del giovane e svogliato ispettore Balistreri, vengono condotte con indolente sufficienza, tant’è vero, che il caso rimarrà irrisolto, lasciando un’altra indelebile cicatrice nell’animo dell’apatico funzionario.
Siamo nel 2006, Balistreri non è più quel donnaiolo arrogante che era un tempo, adesso è un dirigente fiaccato nel fisico e nell’anima da una vita di eccessi e sensi di colpa mai sopiti, e proprio per espiare le sue colpe (in primis il delitto irrisolto della Sordi), si è letteralmente lasciato andare annullandosi quasi completamente. A destarlo da quel lungo letargo punitivo è il suicidio di una donna, la quale si lancia dal balcone della propria casa , durante la finale Italia-Francia dei mondiali di calcio tedeschi. A compiere l’estremo gesto è Giovanna, la madre di Elisa Sordi la giovane e bella segretaria uccisa da uno sconosciuto ventiquattro anni prima. Le piste che portano all’assassino di Elisa improvvisamente diventano molteplici, come gli omicidi e i delitti che seguiranno per occultarne la verità. Il Vaticano, la criminalità dell’est e gli ambienti politici locali, faranno parte del losco progetto di insabbiare una scomoda e pericolosa verità, che ha avuto inizio lontano 1982!
Tu sei il male”, segna il buon debutto nel mondo della letteratura di Piero Costantini, il volume dovrebbe essere il primo di una trilogia con protagonista l’ispettore Michele Balistrieri.
L’elaborazione della trama prende spunti da alcuni casi di cronaca nera realmente accaduti, come il delitto di via Poma, la scomparsa di Emanuela Orlandi ed il delitto della Reggiani a Tor di Quinto, fatti purtroppo tristemente famosi che, tengono alto l’interesse del lettore nello sfogliare senza sosta le sue 700 pagine. Non fatevi intimorire dallo spessore del libro, poiché la trama e ben congeniata, così come i protagonisti di questo avvincente giallo italiano. Le prime 100 pagine ambientate nel 1982, con l’indomito Balistrieri in giovane età, le ho trovate eccellenti, peccato che nelle restanti 600 ci si debba abituare ad un uomo completamente diverso.
Spero, nel prossimo volume (che io acquisterò sicuramente), di ritrovare il giovane Balistrieri menefreghista e playboy, come lo era stato all’inizio di questo testo, di sicuro la trama ne gioverà non poco!
Consigliatissimo, soprattutto per chi ama i romanzi made in Italy.

Namor

 
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