BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Miryam (del 24/09/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1032 volte)
Titolo originale
 
Autore
Finden Susan
Editore
TEA
Prima edizione
2011

Qualche anno fa, nella cittadina inglese di Plymouth, successe un fatto molto curioso da finire sulle pagine di un giornale locale.
Si trattava della storia di un gatto che aveva la passione degli autobus, tanto da salire tutti i giorni e farsi un bel giretto per tutta la città, ricevendo inoltre, il che non guastava,le coccole e le attenzioni di tutti i passeggeri che ormai avevano fatto l’abitudine a lui. Ma facciamo qualche passo indietro.
Nel 2002, Susan Finden, che è anche l’autrice del libro, abitava con suo marito Chris a Plymouth, inutile dire che con loro viveva una colonia di gatti trovatelli. Un giorno decise di adottarne un altro, così si recò alla Protezione Animali che le affidò un bel gatto siberiano già di dodici anni al quale venne dato il nome di Casper, come il fantasmino dei cartoni animati in quanto aveva l’abitudine di nascondersi nei punti più assurdi e di sparire all’improvviso.
Susan ci mise circa tre anni per capire che il suo gatto era un “pendolare”, non solo, prendeva l’autobus della linea tre sempre alla stessa ora. Faceva educatamente la fila per salire e si sedeva al solito posto a meno che questo non fosse occupato.
Ben presto la dolcezza e la simpatia di Casper conquistarono il cuore di tutti i conducenti e i passeggeri a tal punto che come dicevo all’inizio, questa storia ha fatto il giro del mondo, addirittura su internet.
Purtroppo la vita di Casper è stata interrotta da un pazzo taxista che lo investì e non si fermò neppure, rimase pure impunito, anche perché in Gran Bretagna esiste una legge che il soccorso sussiste solo se si investe un cane, purtroppo si vede che la vita di un gatto non ha nessun rispetto. In questo triste modo finisce la storia di Casper, il gatto pendolare che anche se ha fatto scendere qualche lacrima, ha suscitato anche dell’ilarità lasciando certamente un vuoto nella nostra scrittrice Susan, che però non ha abbandonato la sua passione per questi nobili felini!
Nel leggere questo libro, è affiorato nella mia mente un triste ricordo di quando due anni fa la mia gatta è volata giù dal quarto piano, fortunatamente una delle sue “sette vite” l’ha salvata, ma credetemi, spero proprio di non dover rivivere quei momenti.
Questo è un libro che fa capire quanto amore può darti un animale, ed è per questo che lo consiglio a chi come me vuol bene a questi amici a quattro zampe!!

 Miryam

 
Di Namor (del 21/09/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 937 volte)
Titolo originale
Pars vite et reviens tard
Autore
Fred Vargas
Editore
Einaudi 2004
Prima edizione
Francia 2001

Un banditore sta leggendo delle missive anonime su una piazza di Parigi, tra le diverse lettere. ve ne una inquietante che parla di malattia e morte. Nei giorni a seguire, le sinistre lettere si susseguono quotidianamente, mentre dall’altro capo della città sulle porte di molte abitazioni, compare il numero quattro con una strana sigla scritta in minuscoli caratteri con vernice nera. Inizialmente, i due strani eventi non vengono presi nella giusta considerazione dalle autorità competenti, fino a quando, viene ritrovato il corpo di un cadavere annerito e con diverse morsicature di pulci sul corpo. Gli omicidi si susseguono, così come i misteriosi annunci commissionati anonimamente al divulgatore nella pubblica piazza. Le indagini del caso vengono seguite dall’insolito commissario Adamsberg, il quale scoprirà che gli avvisi letti dal banditore e i numeri disegnati sulle porte delle case parigine, sono frutto della stessa persona, ovvero il serial killer delle vittime colorate di nero. L’aumentare della psicosi in città in merito agli inconsueti omicidi, va di pari passo con la difficilissima indagine su chi sia l’autore degli inspiegabili omicidi ed il motivo per cui annerisce i corpi delle vittime morse dalle pulci.
Scritto dalla regina del giallo francese Fred Vargas, “Parti in fretta e non tornare”, nonostante sia ambientato ai giorni nostri é un noir dai sapori medioevali, ove i delitti vengono effettuati con un particolare modus operandi . Un particolare sicuramente accattivante, che discosta il libro dai soliti canoni relativi agli omicidi. Peccato che con il proseguo della trama, tale prerogativa viene lentamente avvicendata dalla monotonia degli eventi, che risultano tediosi e senza mordente fino alla fine della storia.
Un titolo che di certo non consiglierò… visto che ce ne sono di migliori nel quale spendere tempo e denaro!

Namor

 
Di Namor (del 12/07/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1551 volte)
Titolo originale
Paolo Rossi - 1982 Il mio mitico mondiale
Autore
Paolo Rossi
Editore
Kowalski
Prima edizione
2012

Sono passati 30 anni da quel famoso ed indimenticabile Mundial spagnolo del 1982, ove l’Italia vinse con grande merito il suo terzo mondiale di calcio, sotto la guida tecnica del grande “Vecio” Enzo Bearzot. Grazie alla sua sapiente gestione ed al valore tecnico degli azzurri, ho potuto assistere e godere di un trionfo calcistico che rimarrà per sempre ineguagliabile.
Tale gioia è stata addirittura superiore a quella provata nel 1986, quando la mia squadra: il Napoli, vinse il suo primo scudetto con l’apporto del grande Maradona!
Il Mondiale vinto nel 2006 da Commissario Tecnico Lippi è stato un bel momento, ma sicuramente non paragonabile a quello del 1982.
“Rossi, Tardelli e Altobelli”, furono i micidiali stoccatori che trafissero e matarono la Germania in finale, a loro era dedicato anche uno dei tanti cori che, s’innalzarono al cielo dopo il fischio finale dell’arbitro brasiliano Arnaldo César Coelho. Paolo Rossi con un inizio non promettente, oltre al titolo di Re del gol con 6 reti, vinse anche il premio come miglior giocatore della manifestazione. Tutto questo per un calciatore è stupefacente, figurarsi per uno giocatore come lui che arrivava da un lungo periodo di inattività, dovuto alla squalifica dello scandalo per il calcio scommesse. Una soddisfazione questa, che ripaga in parte l’ingiustizia subita dal mitico Pablito.
Per l’anniversario dei 30 anni di quella leggendaria e memorabile impresa, Paolo Rossi ha scritto un libro formato da 252 pagine, intitolato “Paolo Rossi - 1982 il mio mitico mondiale”.
Appena saputa la data di uscita del volume, mi sono precipitato in libreria per acquisirne una copia… non poteva essere altrimenti,visto che tutto quello che riguarda il Mundial di Spagna, su di me ha un forte ascendente.
Nel libro, Paolo Rossi ci racconta le cause della sua squalifica, e gli strascichi che ne seguirono, per poi raccontarci con vari aneddoti l’avventura del Mondiale spagnolo. Da parte mia la lettura è stata abbastanza veloce, la mia curiosità per sapere come andarono gli eventi da uno dei diretti interessati, ha fatto sicuramente da traino nel finire il volume in tempi celeri.
Sostanzialmente il libro non è male, per chi ha vissuto quell’evento, cimentarsi nella sua lettura sarà sicuramente un bel rewind. Tecnicamente io avrei inserito qualche aneddoto in più, al posto dei tanti articoli di giornali pubblicati a suo tempo e le lettere dei tanti fans. Tali pagine alla lunga, rendono l’opera lievemente stucchevole.

Namor

 
Di Louise-Elle (del 14/06/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1395 volte)
Titolo originale
Il Diavolo certamente
Autore
Andrea Camilleri
Editore
Mondadori
Prima edizione
2012

Non ho mai molto amato le antologie dei vari scrittori, ma questa volta devo assolutamente ricredermi proprio grazie a questo libro. 33 racconti di 3 fogli ciascuno assolutamente diabolici. 33+3 = 333 la metà esatta di 666: il numero della Bestia. Un omaggio alle equivocità, alle coincidenze, a situazioni che possono mutare in una frazione di secondo in seguito a una parola, ad una svista, per un errore di scrittura o di interpretazione, per una casualità. Sì proprio così, semplicemente così, astutamente così, magnificamente così, inaspettatamente così, diabolicamente così. Infatti sembra proprio che il Diavolo ci metta la coda in ogni vicenda, per mutarla a suo piacimento e stravolgerla. Il diavolo si sà: una ne pensa e cento ne fà. Andrea Camilleri scrive divinamente e magistralmente destreggiandosi fra un episodio e l'altro del tutto originali fra loro. Ironico, divertente, fantasioso. Descrive queste situazioni con una semplicità disarmante e come il miglior scrittore thriller riserva al lettore il piacere della suspense e di un finale sempre a sorpresa. Tanti mini-racconti in cui è narrato l'inaspettato del vivere quotidiano di persone comuni, personaggi di fantasia dal nome e cognome prettamente italiani. Fra questi racconti ce n'è uno che per me spicca fra gli altri: è il n. 31.
Una comune storia di tradimento coniugale in cui Lei tradisce Lui che improvvisamente si fà più presente nella vita della moglie con telefonate, domande particolari, tanto da far sospettare proprio alla fedifraga che forse Lui sa, a tal punto di lasciare l'amante. L’amante abbandonato sarà abilmente accalappiato dalla miglior amica della ex amante-moglie che appositamente aveva suggerito al marito di essere più presente nella vita della sua amica poichè quest'ultima le aveva confessato, in una inesistente conversazione , di sentirsi trascurata proprio dal marito stesso. Quando si dice che le donne ne sanno una più del diavolo...
Andrea Camilleri alla veneranda età di quasi 80 anni ha saputo regalarci questi racconti assolutamente di fantasia. Invidio la sua fantasia, il suo spirito, la sua intelligenza, la sua gioventù interiore e mentale, la sua voglia di vivere che trasmette positività e ottimismo, poichè come lui afferma: "questa vita nonostante tutto, vale sempre la pena di viverla senza risparmio e senza mai arrendersi”.
Di viverla con la gioia di inventar e di inventarsi, di rinnovare e di rinnovarsi, di trasformare e di trasformarsi, infatti solo così la nostra mente regala piaceri squisitamente assoluti e unici a noi stessi e agli altri. Il diavolo non potrà che essere d'accordo con me in questa mia opinione, in fondo il protagonista indiscusso di questi racconti è proprio lui. Che noia la vita senza di lui, sarebbe tutto così monotono e priva di imprevisti. In fondo non è forse vero che in Paradiso si stà bene ma all'inferno ci si diverte di più?
Un grazie speciale al Dr. Andrea Camilleri per questo libro, anzi diabolicamente grazie da una donna stregata dal suo magnifico saper vivere e scrivere.

 Louise Elle

 
Di Miryam (del 11/06/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1016 volte)
Titolo originale
La Catedral del Mar
Autore
Ildefonso Falcones
Editore
Longanesi
Prima edizione
2009

Barcellona XIV secolo, siamo nel pieno Medioevo, qui troviamo le varie persecuzioni razziali, la peste che decima intere famiglie, le guerre, l’inquisizione e tutta la povertà che regna sovrana, ed è proprio la povera gente che in tutto ciò riesce a vedere un piccolo barlume di speranza e libertà con la costruzione della maestosa Cattedrale di Santa Maria Del Mar, chiesa devota alla Vergine Maria. Il romanzo gira intorno alla vita di Arnau, vita già segnata dalla nascita in quanto sarebbe morto di fame se il padre Bernat, non l’avesse sottratto al signorotto che gli aveva violentato la moglie la prima notte di nozze per farne poi una prostituta, questi avvenimenti purtroppo in quell’epoca erano all’ordine del giorno.
Così il giovane Arnau Estanyol, si trovò ad attraversare tutte le insidie di quel tempo, sopportò le varie umiliazioni dei ricchi, conobbe la fame, gli attacchi dei nemici e quando perse brutalmente suo padre che gli aveva dato amore e la sua stessa vita, incominciò a cercare lavoro e lo trovò come operaio per la costruzione della Cattedrale.
Man mano che cresceva, imparava a conoscere l’amore, le passioni travolgenti, conobbe anche Joan un ragazzino che come lui non aveva conosciuto la madre se non dietro delle sbarre, ormai era per lui come un fratello. Riuscì a diventare un ricco commerciante per poi ripiombare nella miseria, tutto ciò per colpa dell’inquisizione, ma nonostante tutte le avversità, non perse mai gli affetti più cari e soprattutto non perse mai la voglia di libertà e la speranza di un futuro migliore, e una volta diventato vecchio era là, davanti a quella maestosa Cattedrale che finalmente anche grazie al suo sudore di ragazzino, era stata terminata.
La Cattedrale del Mare”, è un romanzo storico scritto da Ildefonso Falcones, un avvocato civile che vive a Barcellona.
E’ un libro ricco di storia e di personaggi molto diversi tra loro, non mancano le passioni, i sentimenti e l’amore, non solo, tutto rispecchia la realtà, anche la storia di Arnau, seppur tragica è una delle tante storie realmente accadute nella Barcellona di quel tempo, dove le persone cercavano di trovare uno spiraglio di libertà nonostante dovevano subire cattiverie e angherie che i ricchi sapevano infliggere.
Personalmente non amo la storia in genere e non volevo nemmeno addentrarmi nella lettura di questo romanzo, invece sono contenta di averlo fatto, sono sincera, più di una volta l’ho chiuso con l’intento di non continuare, invece poi c’era quel qualcosa che mi spingeva a riprendere la lettura, infatti l’ho finito e vi consiglio di leggerlo.

Miryam

 
Di Namor (del 18/05/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1037 volte)
Titolo originale
El Palacio de la Medianoche
Autore
Carlos Ruiz Zafon
Prima edizione
2010

Un uomo sta correndo a perdifiato sotto una pioggia torrenziale, illuminata dalla sola intermittenza dei lampi che, ininterrottamente squarciano il cielo, rivelando le uniche quattro sagome in movimento di una notte apocalittica. Il fuggitivo (un giovane tenente inglese), dopo aver abbandonato in un tunnel la morente donna morente che un tempo amava, sta cercando di portare in salvo i suoi due bambini, oggetto di caccia della stessa persona che ha assassinato la madre.
Giunto con non poche difficoltà dalla nonna dei due neonati, per lasciarli a lei in custodia, il militare mestamente va incontro al suo destino, per trascinare i predatori lontano dai pargoli. L’anziana donna per salvaguardare la vita dei due discendenti, decide di affidare il maschio ad un orfanotrofio e di tenere con se la femmina.
Al compimento dei sedici anni gli ospiti dell’istituto, devono lasciare la loro dimora, poiché la legge li ritiene ormai adulti. Così mentre Ben e i suoi sette amici della Chowbar Society (una società segreta dedita all’amicizia), si apprestano a festeggiare l’ultimo giorno di permanenza nel brefotrofio, si presenta un’anziana signora in compagnia di una giovane ragazza, per far visita al direttore dell’istituto. Ben, attratto dall’avvenente ragazza, farà la sua conoscenza, senza sapere che ella in realtà è sua sorella Sheere. Ma quello che i due gemelli ancora non sanno è che Jawahal, il sinistro predatore che sedici anni fa voleva le loro vite, si è ripresentato per riscuotere quello che gli appartiene… le loro vite.
Nei tre giorni a seguire, Ben e Sheere scopriranno il loro misterioso passato ed il motivo per cui il sinistro Jawahal vuole le loro vite.
Ambientato a Calcutta nel 1916, “Il palazzo della mezzanotte” è il secondo romanzo scritto dallo scrittore catalano Carlos Ruiz Zafòn. In Spagna fu pubblicato nel 1994, per poi essere divulgato nelle nostre librerie nel 2010, dopo l’enorme successo del bellissimo “L’ombra del vento”.
Il libro, a detta dell’autore è un’avventura creata per la narrativa dei ragazzi, con l’intento di coinvolgere anche un pubblico più adulto. Tale obbiettivo, si può considerare egregiamente raggiunto, il romanzo nonostante abbia qualche piccola pecca (come lo sbrigativo confronto tra i due contendenti), si legge con il giusto interesse in attesa degli eventi finali. Nonostante il romanzo non sia certo una delle migliori opere di Zafon, la letture delle sue 300 pagine, merita comunque di essere espletata.

 Namor

 
Di Asterix451 (del 19/04/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 891 volte)
Titolo originale
Il Deserto dei Tartari
Autore
Dino Buzzati
Editore
Mondadori Classici Moderni
Prima edizione
Rizzoli Dicembre 1940

La Fortezza Bastiani è una roccaforte di confine, sbarramento dell’unico valico che discende in terra nemica attraverso il Deserto dei Tartari. Le storie militari narrano le battaglie terribili che vi sono state combattute, eco di un passato che probabilmente non si ripeterà.
Giovanni Drogo è un giovane Ufficiale volontario che ha domandato di esservi destinato: quando vi giunge, però, capisce immediatamente che in quel luogo sperduto non vi è futuro; solo la solitudine immobile, che consuma un’esistenza senza prospettiva.
Vorrebbe andarsene subito, ma la burocrazia gli impone un periodo minimo e tuttavia sopportabile di servizio, che certamente daranno un maggiore spunto alla sua carriera. Ed è così che i giorni passano, mentre Giovanni inizia ad ambientarsi al suo ruolo e quella fortezza comincia a farlo sentire sicuro ed importante. Inizia ad apprezzare la guardia, ad amare il deserto che sta di fronte e la montagna che lo circonda, una vita molto più semplice di quella che si conduce in città. Le poche volte che torna, infatti, i suoi amici di sempre, la sua famiglia e persino quella ragazza che gli faceva battere il cuore prima che si arruolasse, sembrano progredire in una vita che non lo comprende più, nella quale si sente di troppo, incompreso. Alla sua Fortezza, invece, il mondo è ben definito nelle regole e nelle certezze, e sono tutti in attesa di un evento che restituisca importanza e significato alla loro esistenza.
Vogliono la battaglia, per misurare il proprio valore… invece giunge soltanto la vecchiaia, alla fine, e proprio quando si stanno per incrociare le armi, si è ormai troppo vecchi per poter anche solo pensare di combattere.
Lessi un brano de “Il Deserto dei Tartari” a scuola e, dopo, lo ignorai per anni: questo perché ogni momento della vita ha la sua musica, i suoi film e romanzi; quando avevo tutta l’esistenza davanti non potevo capirne il significato, perché in me non vi era nulla che vi appartenesse.
Oggi cerco fortezze, qualche volta, ed in questo romanzo rivivo l’umidità di quelle pietre spesse e dei confini che sorvegliano, nella desolazione della montagna. Ho fatto il militare “quasi operativo”, come Giovanni, in una farsesca missione di pattugliamento. Infine conosco la sensazione che si prova tornando a casa dopo mesi di isolamento, circondato dall’orizzonte sconfinato del mare, mentre la vita di tutti gli altri prosegue senza di me e la mia si consuma, un giorno dopo l’altro, in attesa che sia il momento buono per realizzarsi.
Così, “Il Deserto dei Tartari” ha ritrovato tutta la sua valenza. Buzzati scrisse questa metafora autobiografica in un momento di stasi della sua carriera, quando si crogiolava all’interno della redazione di un giornale importante, una roccaforte affacciata sul brullo mondo della cronaca, cullato dai vantaggi di quell’impiego eppure consapevole degli avvenimenti che accadevano al di fuori.
Penso che questo libro possa annoiare quelle persone ben sintonizzate sulla realtà, nonostante lo stile robusto e scorrevole, l’introspezione dei personaggi, l’esperienza di vita semplice su cui riflette senza retorica filosofia. Lo consiglio caldamente, invece, a coloro che hanno la sensazione di essere criceti in gabbia: sempre a correre sulla ruota, fermi nello stesso punto.

Asterix451

 
Di Miryam (del 12/03/2012 @ 05:00:00, in libri, linkato 1234 volte)
Titolo originale
 
Autore
Thilliez Franck
Traduzione
Dompè M.
Editore
NORD
Prima edizione
2011

Ludovic Senechal, un appassionato di pellicole d’epoca, ha appena letto su un sito internet che per pochi euro, si possono acquistare decine e decine di vecchie bobine, alcune risalenti persino al film muto.
Invogliato da ciò, sale in macchina, percorre più di duecento chilometri, fa il suo prezioso acquisto e ritorna a casa pregustandosi già la serata che gli si prospetta.
Infatti, appena giunto, si precipita nella sua saletta di proiezione e incomincia a visionare i vari film. Ad un certo punto, viene incuriosito da una bobina senza etichetta, così senza indugiare, la inserisce nel proiettore, ma dopo aver visto solo apparire una macchia nera nel centro e un cerchio a destra, si trova di colpo nella cecità più assoluta.
Spaventato, riesce comunque a comporre il numero di telefono della sua ex fidanzata Lucie Hennebelle, la quale si precipita subito in suo soccorso accompagnandolo in ospedale. Dopo aver ascoltato la versione di Ludovic, Lucie, essendo una poliziotta, vuole vederci più chiaro dietro questa storia che ha dell’ incredibile, decide quindi di visionare lei stessa la pellicola, davanti ai suoi occhi, appaiono scene macabre, di una violenza inaudita, impressionanti. A questo punto preferisce parlare con un esperto in psichiatria, il dottor Tournelle, il quale però, dopo aver visto la bobina, viene trovato morto da li a poco, con le mani tagliate e gli occhi estirpati. Nello stesso tempo, a chilometri di distanza, precisamente nel nord della Francia, il commissario Franck Sharko, è alle prese con uno efferato omicidio, si tratta del ritrovamento di cinque cadaveri anche loro con mani tagliate e occhi estirpati, stessa scena si era già proposta sedici anni prima al Cairo. Coincidenza? Boh!!
"L’osservatore” , è il nuovo thriller dello scrittore francese Franck Thilliez, libro tra l’altro che ha avuto un grande successo alla scorsa fiera di Francoforte e che si sta apprestando ad essere tradotto in diversi Paesi. Successo a parer mio più che meritato. È un giallo che si divora senza accorgersene, non solo, quando si arriva alle ultime pagine, ci dispiace averlo finito. Non conoscevo questo autore, devo dire che scrive benissimo, spicca di fantasia senza però cadere nel soprannaturale, infatti il romanzo sembra folle con risvolti inquietanti, ma sempre credibile e purtroppo anche possibile. La trama oltre ad essere agghiacciante, non ha un finale scontato, anzi è talmente inaspettato da far venire i brividi.
Quest’opera, è il terzo libro scritto da Thilliez, infatti nel 2007 è stato pubblicato “La stanza nera” e successivamente nel 2008, “La foresta nera”. Io intanto vi consiglio di leggere questo che ho recensito, mentre io andrò senz’altro alla ricerca dei primi due che saranno senz’altro due “capolavori”, sono quasi certa che non rimarrò delusa!!!

 Miryam

 
Di Namor (del 21/10/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 882 volte)
Titolo originale
The Tenth Chamber
Autore
Glenn Cooper
Editore
Nord
Prima edizione
2011

Durante lo spegnimento di un furioso incendio scaturito dalle cucine di una medievale abbazia, viene ritrovato un antico manoscritto in una crepa di un muro fumante. Il prezioso volume è scritto in codice, tranne le prime righe che riportano la dicitura: “Io, Barthomieu, monaco dell’abbazia di Ruac, ho duecentoventi anni. E questa è la mia storia.”
Mentre il manoscritto inizia a elargire poco alla volta i suoi antichi segreti, dagli indizi iniziali viene scoperta a Ruac (un paesino di montagna), una grotta millenaria ornata da disegni rupestri di eccellente fattura ed inestimabile valore, al punto da essere riconosciuta come la scoperta archeologica più importante del secolo.
Dopo avere assemblato una squadra di archeologici per rivelare al mondo intero l’importante scoperta, misteriosamente avvengono inspiegabili incidenti nei quali, più di un componente dell’equipe perderà la vita.
Quello che sulle prime sembrerebbero sfortunati eventi, in realtà si riveleranno omicidi compiuti senza alcuna pietà, da chi non vuole divulgare il prezioso segreto celato nel libro ritrovato al monastero. Un segreto tramandato a pochi eletti è gelosamente custodito fin dai tempi della preistoria, per poi passare dai templari ai giorni nostri e custodito dagli spietati abitanti della cittadina montana di Ruac, ultimi depositari di questo irrivelabile segreto.
La mappa del destino” è un romanzo firmato da Gleen Cooper, ove la trama si intreccia con varie fasi della storia. Iniziando dal periodo preistorico con la scoperta del prezioso segreto da parte di un capotribù e tramandato al figlio, con la successiva scoperta dei religiosi ai tempi delle crociate, periodo durante il quale l’abate Barthomieu rivelerà come ottenere l’inconfessato segreto, raccontando la sua storia e gli infausti episodi susseguiti alla sua scoperta, all’interno del prezioso manoscritto ritrovato all’epoca di oggi. I molteplici personaggi da assimilare per l’intreccio della triplice trama non sono il vero ostacolo di quest’opera, quello che la rende meno interessante man mano che si va avanti nella lettura, è la mancanza di azione del protagonista del libro. I momenti adrenalinici per dargli l’input ci sono, ma la scelta dell’autore è stata quella di raffigurare l’archeologo Luc Simard, in un molliccio interprete più interessato a riconquistare la sua ex, che a farsi le sue sacrosante ragioni contro i suoi persecutori. Tale scelta non mi è stata affatto gradita, per cui, il mio personale giudizio su “La mappa del destino” , non è da ritenersi positivo.

Namor

 
Di Namor (del 23/09/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1049 volte)
Titolo originale
The 8th Confession
Autore
James Patterson e Maxine Paetro
Editore
Longanesi
Prima edizione
2010

La morte violenta di un barbone conosciuto come Bagman Jesus, attira le attenzioni cronistiche della giornalista del San Francisco Chronicle Cindy Thomas, la quale non crede ad un omicidio senza movente, visto che il corpo del defunto era stato selvaggiamente sfigurato e poi inflitto da numerosi colpi di pistola. Cindy per far luce sull’accaduto chiede aiuto alla sua amica detective della omicidi Lindsay Boxer, ma che purtroppo non può dedicare le attenzioni dovute al caso, poiché impegnata in un intricato e misterioso doppio omicidio nell’alta società, mondo nel quale non tarderanno ad aggiungersi altre inspiegabili morti di potenti celebrità cittadine.
Yuki Castellano è il procuratore che si sta occupando di un difficile processo, che vede imputata per l’omicidio dei genitori, una ex reginetta di bellezza con tendenze psicopatiche. Queste tre ragazze sono legate da una profonda e duratura amicizia, che le porterà a confidare l’un con l’altra i propri timori e incomprensioni lavorative e private.
Scritto da James Patterson con la collaborazione di Maxine Paetro, “L’ottava confessione” è un romanzo appartenente al ciclo “Donne del club omicidi”, composto da dieci volumi ideati nel 2001.
Il libro concepito in 292 pagine dalla scrittura asciutta e concisa, risulta gradevole da leggere e di facile assimilazione, sia per quanto riguarda i personaggi che ne fanno parte, che per la trama ed il suo evolversi , ove azione e passione si continuano a intrecciare per tutta la sua durata.
Se cercate un titolo leggero da espletare senza continue pause e, che sia adatto ad entrambi i sessi, questo è quello che fa per voi.

Namor

 
Di Namor (del 22/07/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1560 volte)
Titolo originale
The Two Minute Rule
Autore
Robert Crais
Editore
Mondadori
Prima edizione
2007

Dopo aver scontato dieci anni di reclusione per una rapina in banca, Max Holman ha ormai quarantasei anni, un’età che impone un cambio radicale della propria vita, se si vuole guardare oltre e pianificare un futuro costruttivo. Fuori lo aspetta un lavoro, impegno a cui dovrà assolvere per usufruire della libertà vigilata ed un figlio ormai grande, con il quale vorrebbe riconciliarsi.
I buoni propositi al quale Max vuole e deve attenersi, vengono frantumati da una tragica notizia proprio il giorno della sua scarcerazione. Il figlio Richard, di appena ventitre anni, divenuto nel frattempo un agente di polizia di Los Angeles, viene ritrovato ammazzato insieme ad un gruppo di altri poliziotti nelle vicinanze di un ponte. Le modalità dell’esecuzione fanno presagire ad un regolamento di conti. Nel proseguo delle indagini, la polizia annuncia di aver catturato il responsabile dell’eccidio: un certo Suarez, il quale voleva vendicare il fratello morto in prigione, ingabbiato da uno degli agenti rimasti uccisi nella carneficina. Tutto sembrerebbe essersi risolto, se non fosse che Max scopre che il figlio stava segretamente recuperando documenti e prove su una strana coppia di rapinatori uccisi dalla polizia, in uno scontro a fuoco. Da questa singolare coincidenza, capisce che la versione della polizia non è quella giusta, depistaggi e minacce da parte di un gruppo di poliziotti che sta indagando sul caso, saranno la conferma che il vero movente della morte degli agenti è di ben altra natura. Ad aiutarlo sarà l’ex agente speciale dell’FBI Catherine Pollard, la stessa che tempo addietro lo consegnò alla giustizia durante la sua ultima rapina, finita male.
Countdown” è scritto dal romanziere Robert Crais, il quale è stato anche sceneggiatore di vari telefilm di successo come: “Miami Vice”, “Quincy” e L.A.Law. I Libri al suo attivo sono una dozzina tra cui “Hostage”, portato sul grande schermo nel 2005, con  interprete principale, Bruce Willis.
Il romanzo ha un discreto soggetto, con personaggi ben delineati, peccato che manchi un po’ di pepe nello svolgimento della trama, un gap questa, che non eleva il libro ad un qualità superiore a quello di tante opere di medio livello già presenti nelle librerie.

Namor

 
Di Angie (del 11/07/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1189 volte)
Titolo originale
The Mozart Conspiracy
Autore
Scott Mariani
Editore
Editrice Nord
Prima edizione
2010

In una fredda mattina di gennaio, viene scoperto sulle rive di un lago ghiacciato in Austria, il cadavere del pianista OLIVER LIEWELLYN. L’ipotesi più accreditata è quella di essere caduto accidentalmente nel lago, ma la sorella Leigh, soprano di fama mondiale, stenta a crederci, ed è convinta che Oliver sia stato ucciso. Così decide di far luce lei stessa, sulla misteriosa morte del fratello. LEIGH dopo essere stata minacciata dopo aver sventato un tentativo di rapimento, chiede aiuto al suo ex amante, nonché compagno d’armi di OLIVER, BEN HOPE.
L’unica traccia del mistero sono alcune ricerche compiute dal fratello Oliver, che cercava di dimostrare che Wolfgang Amadeus Mozart non è andato incontro a una morte naturale, ma che era stato ucciso da una loggia massonica con dell’acqua tofana ( una porzione letale molto in voga nel Settecento). Ma che rapporto può esserci tra l’omicidio di Mozart e quello del bizzarro pianista Oliver, due secoli dopo? Il primo indizio giunge con un CD, inviato da Oliver, alla sorella, poco prima di morire, contenente il video di una brutale esecuzione. Il secondo indizio si nasconde nell’ultima lettera scritta da Mozart, prima della morte e andata perduta almeno fino ad oggi.
Ben e Leigh scoprono così un fitto gioco di misteri e braccati da un’organizzazione tanto efficiente quanto invisibile, decidono di seguire questa catena di indizi. Catena che li porterà da Oxford a Milano, da Vienna alle montagne della Slovenia per ritrovare un documento andato perduto: la lettera in cui Mozart annunciava la propria morte, l’unico indizio in grado di svelare un segreto che ha attraversato i secoli. E su questo interrogativo: chi ha ucciso Mozart? Che ruota il secondo romanzo di Scott Mariani: “La lettera perduta” ( The Mozart Conspiracy), opera che ho appena terminato di leggere. Non conoscevo ancora questo autore Scozzese. Dopo aver studiato lingue moderna a Oxford, ha vissuto diversi anni anche in Italia e in Francia, prima di trasferirsi in una casa di campagna nel Galles, diventata poi il suo rifugio per concentrarsi sulla narrativa. Mariani e appassionato al jazz, all’astronomia e al restauro di motociclette d’epoca, hobby in cui si dedica nel suo tempo libero.
Come primo suo romanzo da me letto, non mi è dispiaciuto. Un bel thriller, che dalla trama mi ricorda un po’ “Il codice da vinci” di Dan Brown, ma se permettete ho una piccola postilla da fare: “Il codice da vinci “come thriller l’ho trovato più movimentato e con una dose di mistero in più rispetto a questo romanzo. Comunque è stata una bella lettura, anche perché la storia di Mozart ( se qualcuno l’avesse dimenticata come me) è molto affascinante e merita di essere approfondita. Inoltre il fatto che ci sia questa vecchia lettera, scritta probabilmente dallo stesso Mozart, o forse no, stuzzica sicuramente la curiosità dei lettori appassionati di questo genere. Buona lettura.

Angie

 
Di Namor (del 24/06/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1434 volte)
Titolo originale
Florance and Giles
Autore
John Harding
Editore
Garzanti
Prima edizione
2010

New England 1891: nella fatiscente dimora di Blithe House, oltre alla servitù e alla signora Grouse in veste di tutrice, vivono la dodicenne Florance e suo fratellino Giles. Entrambi orfani, i due vengono allevati sotto la potestà di uno zio a loro sconosciuto, il quale ha proibito tassativamente l’istruzione della giovane Florence. Nonostante il severo divieto imposto dallo zio, la ragazza in gran segreto imparerà a leggere auto didatticamente, per poi recarsi di nascosto nella stanza della biblioteca per concentrarsi nella lettura dei vari e molteplici volumi che si trovano al suo interno. Ad interrompere l’abituale routine di Blithe House, sarà l’arrivo della signorina Whitaker, una istitutrice assunta per il piccolo Giles, che da li a poco perirà misteriosamente in un incidente nel corso di una gita sul lago. La venuta della ambigua signora Taylor, in sostituzione della precedente governante, stravolgerà la tranquilla quotidianità degli abitanti della casa, in particolar modo quella di Florence, poiché in una delle sue escursioni notturne per recarsi in biblioteca di soppiatto, scorge la misteriosa figura della nuova governante nella camera di Giles, che lo osserva mentre dorme e gli sussurra: “Ah, mio caro, ti mangerei!”.
Oltre a questa sinistra intenzione, la donna sembra dotata di strani poteri tra i quali, quelli di osservare gli abitanti della casa attraverso gli specchi disseminati al suo interno. Florence sente che la vita di suo fratello è in pericolo, per cui dovrà scoprire la vera identità della governante ed il vero motivo della sua presenza in quella casa prima che sia troppo tardi.
Scritto da John HardingLa biblioteca dei libri proibiti”è un libro dalle atmosfere affascinanti e ben descritte, dotato di una trama accattivante che invoglia di buon grado alla lettura. Questo per quanto riguarda la prima parte del libro, in seguito l’opera inizia a perdere fascino, così come la sua protagonista che nelle battute finali (per le scelte da lei adottate durante lo svolgimento della storia), diventa addirittura antipatica. Così come il finale di questo libro, che lascia molteplici punti interrogativi su più questioni.
Tranne una ..… quella di sconsigliarne la lettura!

Namor

 
Di Namor (del 27/05/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1171 volte)
Titolo originale
The Good German
Autore
Joseph Kanon
Editore
Oscar Mondadori
Prima edizione
2002

In una Berlino messa in ginocchio dai bombardamenti degli alleati, il reporter americano Jake Geismar, si appresta a seguire la conferenza di Postdam per il suo giornale. L’obbiettivo primario in realtà è quello di ritrovare Lena, la ragazza tedesca che lui segretamente amava prima della seconda guerra mondiale, ma con la capitale tedesca rasa al suolo, occupata e divisa in tre settori controllati dagli alleati sovietici, americani e inglesi, non sarà una cosa facile.
Durante il convegno a Postdam, avviene un fatto strano, il cadavere di un soldato americano viene rinvenuto nelle acque del fiume, una volta tratto a riva, si scopre che la causa della morte è legata ad un proiettile è non per annegamento. Ciò fa presupporre ad un omicidio causato dai russi, poiché il ritrovamento è avvenuto nella loro zona di dominio. Il recupero della vittima avviene con Jake presente, il quale nota che l’identità del cadavere non è sconosciuta. Ma il motivo che sconvolge e meraviglia nello stesso tempo il reporter americano, è stato il recupero di una borsa con una numerosa quantità di denaro, ancora in possesso del defunto soldato.
Cosa aveva spinto il suo giustiziere ad ucciderlo e gettarlo in tutta fretta nel fiume, senza sottrargli la sacca con la cospicua somma di denaro?
Jake per scoprire la verità, si lancerà in una pericolosa indagine che viaggerà in parallelo con la scomparsa di Emil, un famoso matematico tedesco, nonché marito della sua amante Lena, chiave di volta dell’intero mistero.
Scritto da Joseph Kanon, “Il Buon Patriota” è un libro dagli eventi altalenanti, la trama non dispiace, così come la sua ambientazione post bellica realmente accaduta nel lontano 1945. Vi sono informazioni interessanti sulle metodologie usate dai Greifer, i cacciatori di ebrei usati dalla Gestapo per scovare gli U-Boot, ovvero gli ebrei in perenne movimento per non farsi scovare dai loro cacciatori durante la guerra.
Gli ingredienti per essere un titolo intrigante ci sono tutti, peccato che l’autore non abbia saputo far rimanere impresso i personaggi del libro al lettore, questo per la mancanza di caratterizzazione dei protagonisti, infatti più volte son dovuto tornare indietro con le pagine, per capire chi fosse l’uno o l’altro dei personaggi presenti nel libro.
Se siete alla ricerca di un titolo del genere, posso anche consigliarvene la lettura, a patto che abbiate molto tempo da dedicargli per poter assimilarne in maniera meno stressante i suoi personaggi ed il suo finale eccessivamente prolungato!

Namor

 
Di Asterix451 (del 16/05/2011 @ 05:00:00, in libri, linkato 1592 volte)
Titolo originale
Stalked
Autore
Brian Freeman
Editore
Piemme / Mondolibri
Prima edizione
2008

All’inizio, c’è la fuga di un pericolosissimo detenuto: il destino, qualche volta, tesse trame bizzarre attraverso la forza degli elementi. E se durante una violenta alluvione si consumano efferati delitti al termine di un’evasione, anche la tranquillità di una notte innevata può macchiarsi di sangue, nella cittadina americana di Duluth.
Maggie si sveglia nel cuore della notte, ottenebrata dalla sensazione di aver avuto un incubo troppo realistico: suo marito, Eric, è forse di sotto? Ha una brutta sensazione… lei è un poliziotto in gamba, ed il fatto che la sua pistola d’ordinanza non sia dove dovrebbe essere, acuisce il senso di pericolo imminente.
Quando scende dabbasso, Eric giace morto sul divano del salotto, nudo. E la pistola di Maggie è a tre metri da lui, abbandonata sul pavimento; fuori, la neve cade copiosa e sta già cancellando le tracce di chiunque si sia introdotto nella loro casa per ucciderlo. Per questo, diventerà molto difficile dimostrare che non sia stata lei a far fuoco.
Il Tenente Jonathan Stride è il responsabile del Detective Bureau di Duluth, capo ed amico di Maggie. Lui è il primo ad accorrere sulla scena del delitto: crede all’ipotesi dell’omicidio, ma sa che le indagini prenderanno una piega molto brutta e verranno affidate a qualcun altro. Non sarà facile sbrogliare la matassa di quell’omicidio, soprattutto perché Maggie nasconde dei segreti che potrebbero comprometterla ulteriormente. Stride si confida con la sua compagna, Serena Dial, investigatrice privata: hanno una loro “scatola” immaginaria, all’interno della quale si scambiano le informazioni che vìolano il segreto professionale. Lui le parla di Maggie, lei del nuovo caso a cui sta lavorando: l’uomo più potente di Duluth, infatti, l’ha appena ingaggiata per trattare con un misterioso ricattatore; è stato proprio lui a pretendere che Serena facesse da intermediario, ma perché tanto interessa per questa donna? Indagini apparentemente diverse, che presto cominceranno ad intersecare.
Nuovi cadaveri affiorano, insieme alle sconvolgenti rivelazioni sui gusti di insospettabili cittadini. Una escalation di violenza, che costringerà Stride e Serena ad abbandonare il giudizio morale per concentrarsi, esclusivamente, sugli indizi che conducono al bandolo della matassa: qui si nasconde un uomo solo e perverso, che si nutre di emozioni inconfessabili.
Brian Freeman firma un thriller torbido ed avvincente, assolutamente ben scritto. La sua prosa è schietta ed attenta, per trattare temi scabrosi senza scadere mai nella volgarità o nella pornografìa. Tale stile esalta anche le sequenze d’azione, talvolta complesse nello svolgimento ma chiare da immaginare, come in un film, pur mantenendo la profondità metaforica della parola scritta. Il “buongusto” si riflette anche nelle relazioni tra i personaggi, che non inciampano nello stereotipo: Maggie, Stride e Serena combattono nelle file dei buoni, ma sono proprio le velature oscure della loro anima a renderli veri ed appassionanti.
Infine, la trama: non vi è nulla di nuovo, ma la suspence resta alta grazie ad un abile gioco di specchi, che cela il passo successivo fino all’ultimo. E quando tutti i cerchi sembrano chiusi, Freeman si riserva una cartuccia per il colpo di scena finale, che non delude.
Il titolo Italiano non riflette la natura della storia, a mio avviso, a differenza dell’originale “Stalked”… nei libri, come nel cinema, non è cosa nuova. Una sequenza inverosimile, esagerata per essere all’altezza del gran finale ma con risultato opposto, quella in cui Stride guida a tutta velocità in piena tormenta di neve, alla ricerca di Serena: troppi eventi al centesimo di secondo, troppe pallottole in corpo, troppa fisicità dei protagonisti… di tutto il libro, questo è l’unico neo (piccolo) che mi sento di riportare.
“La Danza delle Falene” è un thriller solido ed avvincente, dalla prima all’ultima pagina.

Asterix451

 
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