BLOGBUSTER - cinema e musica
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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di smarty (del 03/11/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 928 volte)
Titolo originale
La sombra del viento
Autore
Carlos Ruiz Zafon
Traduzione
Lia Sezzi
Editore
Mondadori
Prima edizione
2001

Credo sinceramente di essere stata stregata come i lettori di tutti il mondo da questo romanzo spagnolo che fin dalle prime pagine rapisce e catapulta in un mondo quasi dimenticato. L’autore, Carlos Ruiz Zafón, per me, come penso per molti altri, è uno sconosciuto così come lo è stato fino ad oggi “L’Ombra del Vento” anche se, come ho poi scoperto, ne sono state vendute quasi 5 milioni di copie. Mi sono chiesta allora cosa si racconta in questo libro di così interessante da diventare una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni? Siamo a Barcellona, estate 1945, chi scrive è Daniel Sempere, all’epoca undicenne, che una mattina viene accompagnato dal padre, un libraio antiquario, in un posto segreto, il Cimitero dei Libri Dimenticati, un “santuario dove ogni volume che si vede possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso (...)E’ qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito.” Daniel, secondo tradizione, sceglie un libro che dovrà adottare, impegnandosi a conservarlo per sempre, a mantenerlo vivo, a difenderlo: L’Ombra del Vento di Julian Carax. La storia lo cattura per tutta la notte grazie agli innumerevoli intrecci propri di un romanzo avvincente (stessa analogia di chi legge il libro di Zafón). Daniel però vuole saperne di più di questo Carax, uno scrittore apparentemente sconosciuto, e scoprire come mai non ha avuto successo nonostante il racconto fosse così coinvolgente, cosa gli sia successo e perché le sue opere sono state bruciate. Dal passato cominciano ad emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà, di omicidi, di segreti custoditi a costo della vita che porteranno Daniel a coinvolgere le persone a lui più vicine e più care catturate dal mistero di Julian Carax e della sua vita, una vita che ha dei parallelismi con la sua. L’incalzante ritmo con il quale si alternano le scene, l’eccezionale tecnica di narrazione e una straordinaria proprietà di linguaggio rendono l’opera di Carlos Ruiz Zafón degna di successo soprattutto se si considera che la prima pubblicazione del libro nel 2001 è stata tutta a carico dell’autore. Oltre all’atmosfera incantata di Barcellona raccontata anche nei momenti più bui della guerra franchista e della successiva mondiale, mi è piaciuta moltissimo la suspence che ti accompagna il lettore fino alla fine impedendogli di intuire l’epilogo della storia e costringendolo quindi a rimanere incollato alle pagine come lo si resterebbe davanti al video di uno strepitoso film (strano che nessuno ancora abbia colto quest’opportunità). Per la cronaca molti dei locali citati nel libro esistono ancora come il famoso caffè Els Quatre Gats, e credo che semmai dovessi andare a Barcellona, un po’ per curiosità un po’ per sentirmi ancora parte di questo racconto, proverò a ripercorrere le strade e i viali descritti e a cercare la famosa villa maledetta degli Aldaya…..In ultimo sul sito dello scrittore c’è un divertente giochino per salvare le copie de L’Ombra del Vento, ma prima vi consiglio vivamente di tuffarvi nel mondo magico della sua storia.

Smarty

 
Di Sansimone (del 28/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 3565 volte)
Titolo originale
Il sergente nella neve
Autore
Mario Rigoni Stern
Prima edizione
1953

“Ho ancora nel naso l’odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato”, con queste parole inizia “Il Sergente nella neve”, scritto da Mario Rigoni Stern nel 1944 e considerato uno dei classici della letteratura del novecento.
Il romanzo inizia con il racconto degli ultimi giorni passati da un gruppo di alpini in un caposaldo sul Don per poi narrare la grande tragedia della ritirata del 1943. Questa in maniera molto sintetica è la trama di questo romanzo autobiografico.
Libri sulla ritirata del Don ne sono stati pubblicati parecchi, sia diari di reduci sia testi di storici, ma in quest’opera di Rigoni Stern ci sono alcune particolarità che lo rendono unico. Una di queste è sicuramente la breve distanza temporale che è intercorsa dalla ritirata alla stesura del libro, fatto questo che rende l’opera attendibile sotto il profilo storico ma soprattutto ricco di ricordi umani, non contaminati da sentimentalismi della memoria.
Un'altra particolarità è la totale mancanza dal libro di retorica, l’autore non denuncia la stupidità della guerra e non la esalta neanche con gli atti d’eroismo che ci sono stati. Nel libro c’è solo la cronaca di una tragedia vissuta da migliaia di persone in un paese straniero, che hanno lottato per mesi contro un esercito che non poteva essere chiamato nemico perché gli invasori erano gli italiani, lottato contro la piatta steppa russa e il gelo dell’inverno per riuscire a mantenere la propria umanità.
Nel diario c’è un alpino che pone al sergente maggiore Rigoni sempre la stessa domanda, “Sergentmagiù ghe rivarem a baita?”, è questo il solo pensiero di molti dei soldati spediti su quel fronte non voluto ma affrontato lo stesso e che per moltissimi è diventato purtroppo “baita”.
Marco Paolini ha tratto da quest’opera uno spettacolo teatrale con il nome di “Il sergente”, che tra l’altra proporrà in televisione martedì 30/10 in diretta.

SanSimone

 
Di Namor (del 25/10/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1120 volte)
Titolo originale
Imperium
Autore
Robert Harris
Editore
Mondadori
Prima edizione
2006

La storia viene narrata da un ormai centenario Tirone M. Tullio, colui che oltre ad essere l’inventore della stenografia, metodo di scrittura da lui ideato per trascrivere fedelmente e in tempo reale discorsi o interi comizi degli oratori di quel tempo, fu il segretario e l’assistente personale di uno dei più grandi oratori dell’antica Roma, ovvero il grande statista Marco Tullio Cicerone. Ed è proprio a questa leggendaria figura che l’autore di “ImperiumRobert Harris, affida l’onere di condurre il lettore nei pericolosi meandri della politica romana, dove in nome del potere, tribuni, aristocratici, senatori e consoli davano origini a subdole alleanze al fine di non perdere le loro posizioni di privilegiati verso la scalata al potere supremo!
E’ bene informare i lettori con una buona cultura di storia, che il libro nonostante sia ambientato in un periodo storico con avvenimenti e personaggi realmente vissuti come: Pompeo Magno, Crasso, Catilina, ed un giovane Giulio Cesare, non vuole essere una biografia di Cicerone o la fedele ricostruzione dei fatti che si svolsero all’epoca, ma trattasi di un romanzo avvincente dove l’intreccio fra il reale e il fittizio ha il puro e semplice scopo di appassionare il lettore, e non quella di stravolgerne la verità!
Il mio giudizio non può che essere positivo, “Imperium” ha il pregio di essere un romanzo molto scorrevole e coinvolgente, nonostante abbia come soggetto la politica durante il periodo dell’antica Roma.
Un doveroso grazie a Darth, per l’ottima scelta e per avermene fatto dono. ; - )

Namor

 
Di Darth (del 24/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1149 volte)
Titolo originale
Gone, Baby, Gone
Autore
Dennis Lehane
Prima edizione
1998

Dennis Lehane è un romanziere irlandese divenuto famoso grazie al suo romanzo “La morte non dimentica” dal quale è stato tratto il film di Clint Eastwood “Mystic River” (vincitore di due premi oscar). Precedentemente al romanzo che l’ha reso famoso al grande pubblico, Lehane ha pubblicato cinque libri thriller ambientati a Boston con, come protagonisti, due coniugi investigatori privati: Patrick Kenzie ed Angela Gennaro.
Il romanzo di cui vado a parlarvi è il quarto in ordine di uscita, edito nel 1998, ma considerato il migliore della serie ed in procinto di uscire tradotto su pellicola nelle sale italiane (il 07 novembre 2007). Il film, che in America sta incassando parecchio, è stato diretto e sceneggiato da Ben Affleck e ha un cast di tutto rispetto tra cui Casey Affleck (Patrick Kenzie), Michelle Monaghan (Angela Gennaro), Morgan Freeman (Jack Doyle) ed Ed Harris (Remy Bressant).
La storia inizia con il rapimento di una bambina di quattro anni, Amanda McCready, figlia di una tossicodipendente e poco di buono. Gli zii, disperati, assumono la coppia detective per scoprire chi ha rapito Amanda e riportarla a casa. Pat e Angela (ovviamente) accettano il caso ed inizieranno ad indagare in collaborazione con i detective Jack Doyle e Remy Bressant della divisione “Delitti contro i minori”… ma quello che scopriranno nelle indagini metterà loro stessi in pericolo di vita, perché il rapimento è frutto di una trama molto intricata che coinvolge anche persone al di sopra di ogni sospetto…
Il romanzo di Lehane è scritto in maniera molto semplice e scorrevole e, fin dai primi capitoli, riesce a creare interessamento nel lettore tenendolo attento ed ansioso di scoprire l’evolversi della trama. Molto curata anche nei dettagli, la storia, nonostante molti concatenamenti, funziona bene e non lascia lati oscuri quando il tutto diventa chiaro (scusate il gioco di parole).
Buona lettura… o buona visione del film ; - )

Darth

 
Di nilcoxp (del 15/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1057 volte)
Titolo originale
 
Autore
 
Traduzione
Milvia Faccia
Editore
Edizioni Mediterranee
Prima edizione
 

Da una chiacchierata in spiaggia quest’estate, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo libro. Trovo l’oriente e le sue filosofie di vita molto interessanti anche se non sempre comprensibilissime. Questo testo viene definito l’ideale completamento del Tao-Te-Ching, dell’Arte della Guerra di Sun Zu e dell’I:Ching. E’ suddiviso in trentasei parti, ed in ognuna viene descritto uno stratagemma e la sua applicazione storica nei conflitti cinesi e in quelli europei, nonché l’utilizzo moderno nel campo sociale, politico e commerciale che di tali idee se ne fanno. A loro volta però, gli stratagemmi sono riuniti in sei categorie: quelli da impiegare quando si è in posizione favorevole, quelli in caso di forze di eguale portata, quelli per un attacco diretto, quelli in caso di situazioni confuse, quelli per guadagnare terreno, e quelli da impiegare in situazioni disperate. Piacevole da leggere, illuminante nelle sue rivelazioni, il libro scorre sui binari dell’interesse e della conoscenza fino alla fine. Testo che vide la luce intorno al XV secolo, nell’epoca compresa tra la fine della dinastia Ming e l’inizio di quella Qing, raccolti in forma sintetica da monaci guerrieri. Ma l’origine storica di molti stratagemmi risale al periodo cinese degli Stati Combattenti (472-221 a.C.) e a quello dei Tre Regni (220-280 d.C.). Per concludere vi riporto il nome del primo stratagemma del libro: “Attraversare il mare ingannando il cielo”. Ciao ciao

nilcoxp

 
Di smarty (del 13/10/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1157 volte)
Titolo originale
La bruja de Portobello
Autore
Paulo Coelho
Traduzione
Ana Belen Costas
Editore
Bompiani
Prima edizione
2007

“L’amore è.” Cos’è l’amore? Diamo una definizione di amore. Qualsiasi essa sia sarà riduttiva. L’amore non può essere definito, l’amore va vissuto. L’amore arriva, s’insedia e dirige tutto. Nell’ultimo libro di Paulo Coelho si parla di talenti, di passione, di peccato, di mondo terreno e spirituale, di Destino, di Grande Madre, di Dio, di Luce, di Energia, ma anche di Umanità, di solitudine, di mediocrità, di pregiudizio, di cosa è e non è “normale”, di cosa vuol dire normale, di intuizione….e di molto altro. 270 pagine divorate in una settimana. E’ il primo libro di Coelho che leggo perché personalmente l’ho sempre ritenuto l’ennesimo furbino che ha ben capito cosa la gente vuol sentirsi dire e ben felice di accontentarla si gonfia le tasche di soldi. Non che abbia cambiato idea, ma il libro mi è piaciuto. Mi sono immersa nelle testimonianze di chi ha conosciuto Athena, il personaggio principale, e vuole raccontarla, di come l’ha percepita e vissuta, perché “spesso la maniera migliore di sapere chi siamo è quella di cercare di scoprire come ci vedono gli altri”. L’originalità del libro sta nel come vengono intrecciate le storie, come se stessimo assistendo al funerale della protagonista, di cui non conosciamo nulla, e ascoltando i commenti dei cari radunati riuscissimo a farci un’idea di chi era. Ma chi è veramente Athena? Una figlia, una madre, una compagna, un’amica, un amore, una santa, una strega, una maestra, una discepola, una pazza, un’eretica, una posseduta……Athena è tutto questo e niente di questo. Ogni personaggio ne racconta una parte, un breve, ma intenso “viaggio” in sua compagnia, quel preciso momento della vita che ha vissuto insieme con lei, per lei, in funzione di lei. Mai nulla succede per caso e quella che potrebbe sembrare una coincidenza, è invece il risultato di un piano già scritto, di cui non sappiamo il fine; non si tratta solo di Destino, ma di contatto con l’Essenza. Athena è una donna decisa, determinata, illuminata, che si abbandona alla vita perché sia essa a guidare i suoi passi, che non si lascia impaurire da tutto quello che, agli occhi dei molti, può sembrare satanico e surreale, ma affronta il suo mondo con fiducia. Certo, durante il suo cammino si sentirà sola, disperata e incompresa, ma “sente che non si deve preoccupare perchè i cambiamenti che il destino provoca nelle persone sono favorevoli quando si sanno decifrare i messaggi contenuti in essi”. Athena si affida alle sue sensazioni, alla Grande Madre, si ascolta e prosegue la sua missione. A parte in alcuni punti dove il personaggio è spinto agli estremi e sembra di assistere alla nascita di un nuovo santone, il libro a mio avviso dà molteplici spunti di riflessione e di discussione. Non vi descriverò la trama perché il mondo di Athena non va raccontato, ma proprio come lei, va scoperto ma soprattutto vissuto: “Ti hanno mai insegnato ad amare? Eppure, come qualsiasi essere umano, ne sei capace. Come hai imparato? Non l’hai imparato: ci credi. Sì, ci credi – e dunque ami”.

Smarty

 
Di Namor (del 04/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 850 volte)
Titolo originale
La Casta
Autore
Sergio Rizzo - Gian Antonio Stella
Editore
Rizzoli
Prima edizione
2007

Ricordo la prima volta che sentii parlare del libro-inchiesta di S.Rizzo e G.A.Stella, fu un amico a farlo, mi disse “sto leggendo un libro che è una cosa micidiale!” Davvero, replicai, come si intitola? “La Casta” rispose. Subito dal titolo pensai ad un volume erotico su qualche verginella, ma poi il mio amico tra le imprecazioni verso i protagonisti e gli elogi verso gli autori del libro, mi fece capire che si trattava di tutt’altro argomento!
Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, vi trascrivo la prefazione originale del libro: Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti spassosi nel reportage di due grandi giornalisti. Un dossier impressionante, ricchissimo di notizie inedite e ustionanti. Che dovrebbe spingere la classe dirigente a dire: basta.
Si signori avete capito bene, si tratta della nostra classe politica, quella che vergognosamente sta governando l’Italia, o meglio, quella che La sta affossando! Laddove i nostri concittadini sono costretti ad arrivare a fine mese con stipendi da fame, loro percepiscono compensi faraonici, ben 11 volte superiore a quello di un comune operaio che si spezza la schiena per otto ore al giorno e che per bere un caffè, o mangiarsi un panino durante la pausa lavorativa (sempre che ne abbia diritto) deve pagarlo a prezzo pieno con i soldi del suo misero salario, mentre questi “stipendiati” (come se ne avessero bisogno), oltre alla loro sostanziosa mensilità hanno diritto ad una diaria di 4.000,00 euro al mese per la loro colazione, pausa pranzo e spese varie. Ma non finisce qui la vergognosa disparità fra noi e loro, facciamo per esempio un confronto sulle pensioni, la minima di un politico é di 2.797,00 euro netti al mese e la massima di 8.592,00, contro i 516.46 della nostra minima ed i 1.200 più o meno di massima! Sarebbero questi i “signori” chiamati a fare il bene del paese? A me riesce difficile crederci, bisognerebbe mandarli tutti a casa! Io non so se l’iniziativa di Grillo con il suo V-day sia una delle tante soluzioni valide per mettere fine a questa ignobile casta, ma una cosa é certa, dobbiamo finirla di subire in silenzio, qui c’è in gioco il nostro futuro, e a loro del nostro futuro non gli importa un bel nulla!
Se avete ancora qualche dubbio in proposito, vi invito a leggere questo volume per rendervi conto degli intrallazzi che sono capaci di fare i nostri politici, e vedrete che anche in voi crescerà a dismisura la rabbia e la voglia di delegittimare persone che si danno alla politica con l’intento di fare solo i propri interessi, e non quelli del popolo italiano!

Namor

 
Di Sansimone (del 30/09/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1728 volte)
Titolo originale
Che cosa sono le BR
Autore
Giovanni Fasanella, Alberto Franceschini
Editore
Bur
Prima edizione
2004

Alberto Franceschini è stato uno dei fondatori delle Brigate Rosse, insieme a Renato Curcio. Arrestato nel 1974 ha scontato 18 anni di carcere per vari reati, ora lavora presso ARCI di Roma. Il libro in questione è il terzo scritto da Franceschini sul suo passato di brigatista ed è sotto alcuni aspetti rivelatore su lati ancora oscuri della storia delle Brigate Rosse.
In questo libro-intervista l’autore, coadiuvato da Giovanni Fasanella nel ruolo d’intervistatore, racconta come si è sviluppata in lui la convinzione che la lotta armata fosse l’unico modo per cambiare l’Italia. Parla della sua famiglia, unita nell’ideologia comunista ma divisa fra le diverse correnti. Racconta di suo nonno ex partigiano e stalinista. Di com’era la vita politica a Reggio Emilia negli anni 60, la forte avversità per tutto quello che non era comunista, l’incontro con Curcio e il trasferimento a Milano in clandestinità.
Da un punto di vista storico questo è l’aspetto più interessante del libro, il racconto del perché si è giunti alla formazione delle BR. Quali erano le spinte sociali e politiche che portarono centinaia di giovani allo scontro armato? Le spiegazioni di Franceschini a queste domande partono dalla fine della resistenza, con una parte dei reduci insoddisfatti della vittoria ottenuta e della guida politica del partito comunista. Oltre allo stimolo dato da alcuni ex partigiani, anche sotto forma d’armi, c’è anche la voglia di cambiamento che il 68 ha lasciato nei movimenti giovanili, non è stato un caso, infatti, che il gruppo di Reggio era formato quasi interamente da giovani della Fgci.
Un altro aspetto che risulta interessante è la teoria di Franceschini dell’infiltrazione all’interno delle BR di un gruppo di persone decise a sfruttare i movimenti dell’estrasinistra per fomentare la stagione della tensione. Questo concetto però è chiaramente una teoria dell’autore anche se avvallata da alcuni riscontri giudiziari, ma la magistratura ufficiale non l’ ha mai confermata.
In conclusione posso dire che è un libro molto interessante per chi vuole conoscere meglio il passato recente del nostro paese, da accostarcisi però con una certa indipendenza intellettuale.

Sansimone

 
Di Sansimone (del 29/09/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 898 volte)
Titolo originale
Bandiera bianca a Cefalonia
Autore
Marcello Venturi
Prima edizione
1963

Grazie a questo romanzo di Marcello Venturi il mondo ha potuto conoscere l’orrore dell’eccidio di Cefalonia, perpetrato dai tedeschi ai danni dei nostri soldati.
Nel 1943 dopo l’armistizio del 8 settembre sull’isola di Cefalonia, nel mar Egeo, agli 11.500 soldati italiani della divisione Acqui è intimata la resa delle armi da parte dei tedeschi. Gli ufficiali italiani, con l’appoggio della truppa, decidono di non cedere e resistono per otto giorni prima di arrendersi alla pressione delle forze terrestri e d’aria naziste. Tutti i superstiti ai combattimenti anziché essere presi prigionieri furono trucidati immediatamente sul posto, tranne una parte degli ufficiali che furono fucilati nei pressi di una casetta rossa divenuta poi simbolo di quest’orrore.
Il romanzo di Venturi narra del viaggio a Cefalonia del figlio di un ufficiale italiano morto nei giorni successivi al 8 settembre. Stilisticamente il libro si muove su due piani temporali, quello del viaggio del figlio, l’altro piano invece con gli ultimi giorni di vita del padre. Il figlio prima ancora di approdare sull’isola la sente come un luogo che sa di morte e man mano che ripercorre i luoghi e incontra le persone che hanno conosciuto suo padre avverte sempre di più la voglia di scappare, ma non ci riesce perché inspiegabilmente attratto da quei luoghi. Nel resoconto della sua presenza sull’isola l’ufficiale Aldo Pugliesi racconta di come si trovava nei panni del vincitore e poi in quello del vinto, le sensazioni provate per quella ribellione alla “catena delle uniformi” e sul perché della spropositata reazione tedesca. Alla fine i due piani s’incontreranno alla casetta rossa, luogo della fucilazione del padre e della comprensione di cosa realmente voglia dire Cefalonia da parte del figlio. Quell'isola è stata ed è un luogo della memoria per il popolo italiano, ma è stata anche il posto dove gli italiani hanno ritrovato il senso e l’onore d’essere italiani.


Sansimone

 
Di nilcoxp (del 08/09/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2150 volte)
Titolo originale
Murphy's Law
Autore
Arthur Bloch
Traduzione
Luigi Spagnol
Editore
Longanesi & C.
Prima edizione
1977

Erano anni che sentivo parlare del libro “La Legge di Murphy”, ed ero molto curioso di leggerlo. Un testo che è una raccolta di massime sulla sfortuna e su tutte le sue applicazioni. Come recita la frase forse più famosa “…Se una cosa può andar male, lo farà.”. Vi dico subito che non mi è piaciuto, è dai tempi del “Grillo Parlante” di Roberto Gervaso (forse il libro più brutto che abbia mai comprato) che non riesco più a leggere niente che sia in stile di aforismi, proverbi o similari. Quindi è stato solo per la grande notorietà di questo titolo che mi sono convinto a leggerlo. Però tolta qualche frase simpatica, e in alcuni casi quanto mai azzeccata, il resto è abbastanza scontato e noioso. Qui di seguito vi riporto qualche frase che mi è piaciuta per meglio farvi comprendere lo stile con cui è steso il testo: “COSTANTE DI MURPHY. Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.” …“DILEMMI DEL LAVORATORE. 1) Per quanto uno faccia, non farà mai abbastanza. 2) Quel che non si fa è sempre più importante di quel che si fa.” …“LEGGE DEGLI AFFITTI CITTADINI. Chi non può permettersi di pagare l’affitto è in affitto. Chi può permettersi di pagare l’affitto è proprietario.”. Detto questo, buona lettura a chi dovesse interessare.

nilcoxp

 
Di Sansimone (del 02/09/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 622 volte)
Titolo originale
Spingendo la notte più in là
Autore
Mario Calabresi
Prima edizione

Mario Calabresi è un giornalista trentasettenne attualmente corrispondente da New York per il quotidiano “Repubblica", ma soprattutto è una vittima degli anni di piombo. Infatti, è uno dei tre figli del commissario Calabresi, ucciso nel 1972 da un commando di Lotta Continua, da loro considerato responsabile della morte dell’anarchico Pinelli.
Il libro ripercorre i momenti che hanno segnato la storia della famiglia Calabresi, dopo l’assassinio del commissario, e riporta anche le testimonianze d’altre famiglie colpite dal terrorismo di destra o di sinistra. Nell’opera, questo scorrere di sentimenti e immagini, è descritto da un punto di vista molto personale senza traccia di retorica. Al contrario, Mario Calabresi vuole lasciare una traccia, una memoria, dei danni che hanno causato il terrorismo in Italia. Questo però, ripeto, senza cadere nel sentimento della vendetta o della ricerca di vantaggi personali, l’unica richiesta che giunge dal libro è dignità ai caduti dello Stato, cosa che spesso è stata negata.
Il diritto ad avere dignità e rispetto da tutti, secondo me, è il punto chiave se si vuole realmente chiudere la pagina degli anni di piombo in Italia. Purtroppo su alcune vicende non potremo mai sapere la verità, ma per superarle non si può semplicemente dimenticare e far uscire di prigione i terroristi, ma bisogna, questa è la tesi anche dell’autore del libro, trasformare gli anni di piombo in storia da ricordare.
Consiglio vivamente la lettura di questo libro a tutti proprio per questo motivo, per non dimenticare.
Sansimone

 
Di FabriVelvet (del 01/09/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 760 volte)
Titolo originale
Schiavi Moderni
Autore
Beppe Grillo
Prima edizione
 

“La legge Biagi ha introdotto in Italia il precariato. Una moderna peste bubbonica che colpisce i lavoratori, specie in giovane età. Ha trasformato il lavoro in progetti a tempo. La paga in elemosina. I diritti in pretese irragionevoli. Tutto è diventato progetto per poter applicare la legge Biagi e creare i nuovi schiavi moderni.” Beppe Grillo Ecco cosa bolle in pentola. Il Precariato, quello con la “p” maiuscola, lo sfruttamento, l’indecenza, la modernità legata allo schiavismo dei giorni nostri, quello dei contratti atipici, e non solo, temi narrati dalle lettere/testimonianze dei lavoratori stessi e raccolte da Beppe Grillo e messe in questo libro che si può anche scaricare gratis nella versione digitale dal blog www.beppegrillo.it Tra alcuni dei temi trattati vediamo la situazione dei centralinisti e telefonisti, la questione della “fuga di cervelli”, la posizione ed il trattamento delle donne sul posto di lavoro e sul piano contrattuale, il lavoro nero e chi più ne ha più ne metta. Ora riflettendo sulla realtà dei fatti, che è quella raccontata in queste pagine, ci rendiamo conto di quanto sia difficile l’inserimento in un contesto lavorativo e di quanto sia ancora più difficile trovare questo serio contesto lavorativo. Non c’è titolo di studio che tenga, non c’è esperienza che tenga. Nulla è come viene fatto apparire dai media, dalle statistiche dei politici, tante curve occupazionali e tanti dati visti da chissà quale lato sempre in una luce rosea, ma la vera verità traspare da queste pagine, direttamente dal “mazziato” al narratore, e non è affatto rosea. Lettera dopo lettera ciò che emerge è una totale incertezza per il futuro, e la presa di coscienza sulla realtà dei fatti è un primo passo verso il miglioramento, sia anche solo l’INFORMAZIONE. Da leggere e da consigliarne la distribuzione in scuole, università e centri per l’impiego!!

FabriVelvet

 
Di slovo (del 03/08/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 954 volte)
Titolo originale
Peter Gabriel "Sognando un Mondo Reale"
Autore
Editore
Gammalibri
Prima edizione
giugno 1987

Una recente spedizione in una libreria remainder locale ha fruttato l’aggiunta di un altro pezzo alla mia collezione di biografie musicali. Ormai introvabile presso i canali di distribuzione odierni (che grande idea ridare mercato alle giacenze di magazzino!) questo volume è stato dato alle stampe all’indomani del successo plebiscitario dell’ album “So” (1986), epoca in cui il Peter Gabriel solista, definitivamente libero dai legami con i Genesis (aveva lasciato il ruolo di frontman al batterista Phil Collins dieci anni prima) riceveva la definitiva consacrazione come musicista, performer, sperimentatore e perché no? efficiente hit-maker.
Con gli anni a venire l’eclettico Peter vedrà una lunga serie di saggi a lui dedicati: la sua unicità ispirerà la penna di molti critici e giornalisti musicali; “Sognando un Mondo Reale” ha il pregio/difetto di essere scritto da chi si dichiara senza troppi problemi un ‘fan che scrive per altri fan’.
Un fedelissimo quindi, di quelli disposti al collezionismo più maniacale, alla ricerca di materiale più certosina, alle trasferte più sfiancanti per seguire il maggior numeri di apparizioni e concerti... un abnegazione che ha permesso all’autore di accumulare un bagaglio informativo straordinario, riversato poi nelle pagine del libro con precisione e cuore.
D’altro canto tutta l’analisi dell’avventura musicale del cantante inglese, capitolata per uscite discografiche o eventi live di particolare importanza, è immersa nell’entusiasmo unidirezionale tipico dell’affezionato e difetta di quel distaccato, sano senso critico necessario ad ogni valutazione obiettiva.
Un libro pensato e scritto per i fan di PG, categoria di lettori che saprà certamente apprezzare i livelli di dettaglio in cui si addentra Tommaso (testimonianze di concerti descritti brano per brano, curiosità sulle varie edizioni dei dischi) ma che potrebbe interessare anche il musicista generico, per l'esaustiva trattazione sul percorso che Peter intraprese alla fine degli anni settanta: i metodi (le sperimentazioni con il Fairlight) e la filosofia (la contaminazione - dai computers ai ritmi tribali) che guidarono una delle personalità più creative ed originali della scena pop contemporanea.

slovo

 
Di nilcoxp (del 01/08/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1596 volte)
Titolo originale
Jules e Jim
Autore
Henri-Pierre Roché
Traduzione
Mariagloria Sears
Editore
Arnoldo Mondadori
Prima edizione
1953

Siamo a Parigi, nel 1907. Jules e Jim si incontrano, si conoscono, e nasce una grande quanto singolare amicizia. Entrambi sono scrittori, ma nulla ci è dato sapere dei loro scritti, veniamo a conoscenza solo della loro vita privata, delle loro donne. Qui notiamo subito la particolarità di questa amicizia: anche le donne vengono date all’amico in nome del sentimento che li lega. Scelta fatta non con sofferenza o rinuncia ma con naturalezza e piacere. Fino all’arrivo di “Kathe”, donna bellissima e dal carattere forte, dominante. Lei sposa Jules, gli dà due figlie, e poi con l’approvazione dello stesso marito, si risposa con Jim, iniziando un rapporto passionale e conflittuale. Fino all’epilogo che non vi svelo…Non è la solita storia d’amore, è una grande storia d’amore:  “…l’Inferno con oasi di Paradiso” per usare le parole dello scrittore. Tre protagonisti che vi appassioneranno in un romanzo la cui intensità sarà difficile da riscontrare in altri libri del genere. Scritto con uno stile asciutto ed essenziale, evita l’inutile dispersione di descrizioni barocche e tronfie che troppo spesso troviamo nelle pagine di un racconto. Da questa storia François Truffaut ha ricavato un film omonimo di cui vi parlerò più avanti. Siamo in piena estate, mentre siete sdraiati su di un asciugamano al mare o all’ombra di un albero, leggete questo gran bel libro: sarà un ricordo in più da portare a casa, oltre alle giornate trascorse sotto il sole e in buona compagnia (questo il mio augurio). Ciao vacanzieriiiii

nilcoxp

 
Di Louise-Elle (del 21/07/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1224 volte)
Titolo originale
The Killer Inside Me
Autore
Jim Thompson
Editore
Fanucci
Prima edizione
1952

Un noir avvincente, intrigante e misterioso ambientato nel 1952: il vicesceriffo Lou Ford di una cittadina texana è un’amabile personaggio, estremamente corretto e gentile sia con la popolazione, sia con i malviventi , sia con i detenuti. Conduce una vita apparentemente tranquilla: è fidanzato con Amy, splendida ragazza con la quale è legato da anni. Nato in quella cittadina e rimasto orfano della madre in tenera età è stato cresciuto dal padre medico e del fratello Mike. Benvoluto e rispettato da tutti. Lou Ford è il vicesceriffo dai modi gentili e garbati: un vero gentleman, irreprensibile e al di sopra di qualsiasi sospetto. Ma dentro di lui c’è una malattia, come viene chiamata nel romanzo stesso, che lo cambia e lo rende diverso da quello che tutti conoscono, trasformandolo in uno spietato criminale. Sono molti i personaggi che animano le pagine di questo romanzo intrecciando i loro destini con quello di Lou: la prostituta Joyce, la fidanzata Amy, lo sceriffo Bob, il procuratore della contea Hendricks, il figlio di quest’ultimo Elmer, l’amico Jhonnie Pappas e molti altri. Lou Ford nella doppia veste di vicesceriffo stimato e ammirato e di assassino assume il ruolo dell’ IO narrante rendendo ancora più affascinante e stimolante la storia. Questo romanzo nasce dalla fantasia e dalla penna di Jim Thomson, nato nel 1908 ad Anadarko, Oklaoma e morto nel 1977. Jim Thomson è un’abile scrittore, figlio di uno sceriffo, che mette nelle sue storie l’umanità e la semplicità dei personaggi scelti fra le persone della vita comune e difficile di un’America di quegli anni, personaggi non molto nobili della società: da vagabondi, a prostitute, a piccoli gangster. Questo romanzo fece scalpore ed ebbe molto successo nel 1952 e lo proiettò ai vertici della narrativa noir. Dopo essere stato sedotto da questo libro che lo considera “il più grande romanzo su un criminale che sia mai stato scritto”il regista Stanley Kubrick iniziò con Thomson una collaborazione per realizzare alcuni film di successo come ad esempio “Rapina a mano armata” di cui Thomson curerà la sceneggiatura. Quando leggerete le pagine di questo romanzo che consiglio di non lasciarvi sfuggire, vi sembrerà di salire su una giostra di emozioni. La minuziosa descrizione dei delitti vi farà rivivere e partecipare insieme al protagonista all’omicidio delle sue vittime. Righe intense, scioccanti e da autentico brivido alternate a righe in cui i dialoghi sono lunghi e lenti che donano tranquillità al lettore fra la descrizione di un omicidio e l’altro. Ben raccontato e particolarmente emozionante. La lettura scorre piacevolmente facendo nascere nel lettore sia il desiderio di vedere smascherato il protagonista e sia il desiderio di protezione per il protagonista stesso e lascia con il fiato sospeso fino ad un’inaspettato e sorprendente epilogo. Quando inizio a leggere un libro nuovo, leggo la prima frase del primo capitolo e l’ultima frase dell’ultimo capitolo. E’ un “vizietto” che solitamente è di buon auspicio per una piacevole lettura. Regalo anche a voi questa mia abitudine riproponendo qui le due brevi frasi: la prima: “””Avevo finito la torta e stavo prendendo una seconda tazza di caffè quando lo vidi.”””” e l’ultima “”””Tutti noi che abbiamo cominciato la partita con una stecca storta, che volevamo così tanto e abbiamo avuto così poco, che avevamo intenzioni tanto buone e abbiamo fatto tanto male. Tutti quanti noi. Io e Joyce e Jhonnie Pappas e Bob Maples e il buon vecchio Elmer Conway e la buona piccola Amy Stanton. Tutti noi.””””
Buona lettura!

Louise-Elle

 
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