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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di FabriVelvet (del 05/01/2008 @ 05:00:00, in libri, linkato 1738 volte)
Titolo originale
Exercises de Style
Autore
Raymond Queneau
Traduzione
Umberto Eco
Editore
Einaudi
Prima edizione
1947

“Un episodio banale, di breve durata, raccontato in 99 modi diversi. Quando ne ho visto la rappresentazione teatrale sono morto dalle risate…” Così mi hanno presentato i 99 esercizi di stile di Raymond Queneau, e subito la cosa mi ha incuriosito e affascinato. Lo scrittore francese parte da una storia in effetti banale, di vita quotidiana (non intendo svelarvela), che nella sua narrazione occupa poche righe di una pagina e giocando con il linguaggio racconta la stessa in 99 modi diversi. Figure retoriche, punti di vista, interpretazioni, neologismi e tante altre evoluzioni lessicali sono messe in campo per il racconto dell’episodio madre. L’effetto diretto è, pagina dopo pagina, sorpresa, e un allegro stupore e quel che accade, se vogliamo indirettamente nella vita quotidiana, è la maggiore capacità di interpretare con “diversi occhiali” stessi episodi. La traduzione del testo, a cura di Umberto Eco, in sintonia con i giochi linguistici di Queneau, riflette l’impossibilità, per un testo di questo genere, di una traduzione letterale.. ed è una fortuna perchè quel che ne esce è fantastico!! Il libro è in vendita con testo a fronte, in francese, ottima scelta dell’editore per non privare al lettore il piacere della lettura o del confronto con il testo originale. Sempre in merito ai 99 esercizi di stile 60 anni dopo l’uscita del libro di Raymond Queneau, il fumettista statunitense Matt Madden ne propone un fumetto dallo stesso titolo ( ed. Black Velvet, 2007), con una storia diversa, che potrà essere apprezzata dagli amanti del genere. Una buona lettura.

FabriVelvet

 
Di Namor (del 20/12/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2819 volte)
Titolo originale
Le secret du treizieme apotre
Autore
Michel Benoit
Editore
Piemme
Prima edizione
2007

Quella sera il Roma Express, oltre ai suoi comuni passeggeri, trasportava un tremendo segreto celato da oltre due secoli, la prova che avrebbe messo in discussione le fondamenta dell’intero mondo religioso. Ad occultarlo con qualsiasi mezzo da duemila anni è la stessa chiesa, che vede nella sua rivelazione, la sua stessa fine!
Mentre il treno sfreccia nella notte, padre Andrei il custode di questo inconfessabile segreto, viene assassinato prima di far ritorno alla sua abbazia e la sua morte viene frettolosamente archiviata come suicidio. La versione dei fatti riportata ufficialmente, non convince il suo amico e compagno di studi padre Nil, lui sa che padre Andrei era molto vicino alla scoperta di qualcosa di molto scomodo per la chiesa, difatti non a caso era stato convocato d’urgenza al Vaticano nientemeno che dalla temibile Congregazione della Fede…l’attinente di oggi dell’antica inquisizione!
L’insolita convocazione, non fa che avvalorare ulteriormente i dubbi del frate sull’effettivo suicidio del suo amico d é per questo motivo che padre Nil darà inizio ad una insidiosa ricerca che lo porterà indietro nel tempo, dove tutto iniziò con l’ultima cena di Gesù insieme agli apostoli e alla figura misteriosa di un tredicesimo apostolo di cui non c’è nessuna traccia nei vangeli ufficiali, nonostante fosse riconosciuto come il seguace prediletto di Gesù!
A guidarmi nella scelta di questo libro, oltre alla copertina che trovo molto in sintonia con il tema trattato, sono stati altri due importanti fattori. Il primo é la particolare trama, che ha come ambiente l’inaccessibile Vaticano, l’altro é lo strano percorso del suo autore Michel Benoit, biologo di formazione e monaco benedettino per 20 anni, di cui 5 trascorsi in Vaticano. Specialista sul Cristianesimo e sulle sue origini, e autore di diversi saggi che fanno il punto sull’”affaire Gesù”. Credenziali di tutto rispetto che non possono passare inosservate, visto che “Il tredicesimo apostolo” è un trhiller ambientato in un mondo a lui appartenuto per venti anni. Sinceramente, visto il suo curriculum mi aspettavo qualcosa in più, il libro é scritto bene ed è molto esauriente in materia religiosa, ma manca di azione, o meglio, nella preparazione degli omicidi non si avverte quella tensione che di solito accompagna il lettore fino al termine di tale gesto.
In parole povere trovo che sia poco avvincente, per essere catalogato come trhiller!

Namor

 
Di Darth (del 28/11/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2665 volte)
Titolo originale
La Ligne noire
Autore
Jean-Christophe Grangé
Prima edizione
2004

Jacques Reverdi è l’ex campione del mondo di immersioni in apnea, con il vizio di uccidere. Viene arrestato in Malesia, in presenza del cadavere della sua ultima vittima: una giovane turista danese. Condotto nelle terrificanti carceri malesi, Reverdi rifiuta di parlare con chiunque e, apparentemente, attende solo la sua condanna. La notizia dell’arresto in flagranza di reato dell’ex campione di apnea fa il giro del mondo e giunge anche alle orecchie di Marc Dupeyrat: giornalista francese. Marc, dopo aver sofferto immensamente per il suicidio del suo migliore amico vari anni prima, ha appena perso anche la fidanzata: uccisa da ignoti. Nella disperazione, Marc ha il bisogno di sapere cosa può spingere una persona a togliere la vita ad un altro essere umano, quali sono gli stimoli e le sensazioni che muovono gli assassini… e chi meglio di un serial killer francese come lui, con alle spalle numerosi omicidi raccapriccianti può spiegarglielo? Marc, che è un giornalista quasi geniale, sapendo che Reverdi non ha parlato con nessuno (nemmeno con il suo avvocato), decide di fingersi una giovane studentessa, e lo contatta tramite lettere che lasciano trapelare la femminilità e l’ingenuità di una ragazza ma anche molta determinazione. Reverdi cade nel tranello, ma pretende che la ragazza segua il “suo percorso” per poter capire. Marc decide di stare al gioco e parte per il sud-est asiatico, la terra di caccia di Reverdi, il quale gli fornirà indizi ogni volta più difficili per seguire… la linea nera.
Davvero eccezionale questo thriller di Jean-Christophe Grangé (autore del più famoso “I fiumi di porpora”): una trama molto originale su un tema ormai stantio (quello dei serial-killer), dove anziché esserci l’investigatore occasionale che, al termine del romanzo, riesce a scoprire o arrestare l’assassino; qui il killer viene arrestato subito, ed il (poco probabile) eroe di turno deve seguirne le orme per portare il lettore a comprendere le motivazioni degli omicidi. Senza esagerare,“La linea nera” è uno dei più bei libri thriller che abbia mai letto, ed il termine “da rimanere senza fiato” è davvero appropriato… soprattutto visto che parliamo anche di apnea ; - )
Insomma, se volete sapere “Che cosa collega l’apnea, il sangue nero, il miele di Angkor, le farfalle e il fruscio delle canne di bambù” non vi resta che leggere “La linea nera”.

Darth

 
Di Sansimone (del 11/11/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1302 volte)
Titolo originale
Lavoratori di tutto il mondo,ridete
Autore
Moni Ovadia
Prima edizione
2007

Ho comprato questo libro per il titolo, ero incuriosito dal sapere cosa era stata l’evoluzione dell’umorismo sotto il regime sovietico.
Moni Ovadia va oltre però, ad un elenco di storielle sulla patria dei lavoratori, ne spiega la storia, le attese dei fondatori e le speranze tradite fino ad arrivare alla fine dell’URSS negli anni 90.
Cosi facendo l’autore apre ampi squarci sulle condizioni di vita nella Russia comunista, utilizzando anche lo strumento della satira politica popolare, oggi in Italia strumento odiato dalla classe politica come lo era in URSS. Arricchendo il tutto con una buona dose di storie sullla particolare situazione sociale degli ebrei.
Chiaramente attingendo alla produzione popolare Ovadia  ci porta a conoscenza anche dell'autoironia dei russi capaci anche a ridere sopra le proprie disavventure o costrizioni di regime.
Il libro è strutturato in modo particolare, per ogni capitolo c'è prima una introduzione storica al personaggio o al periodo in discussione, per poi passare alla raccolta di storielle relative appunto al capitolo.
Le parti che ho trovato più interessanti nel libro: primo tutta la parte descrittiva del libro, secondo il razzismo antisemita russo di cui non ero a conoscenza. In conclusione quest’opera è un ottimo punto di partenza per approfondire determinati argomenti, il tutto con l’eleganza e semplicità di Moni Ovaia.

SanSimone

 
Di Louise-Elle (del 10/11/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1907 volte)
Titolo originale
Boccamurata
Autore
Agnello Hornby Simonetta
Editore
Feltrinelli
Prima edizione
2007

In queste 270 pagine la scrittrice Simonetta Agnello Hornby ha raccontato vizi e virtù di una famiglia siciliana: la famiglia di Tito a cui non ha volutamente attribuito alcun cognome.
Tito è titolare di un importante pastificio dove alcuni componenti della sua famiglia vi lavorano, ha una moglie, cinque figli di cui tre femmine, due maschi e una nutrita schiera di nipotini. Vive nella sua casa anche zia Rachele che lo ha amorevolmente cresciuto e la relativa badante.
Il libro narra in prevalenza le vicissitudini di Tito nel ricercare la vera identità della sua misteriosa madre. C’è chi dice che era una poco di buono e c’e chi dice che era una signora di buona famiglia costretta a “sparire”.
Le vicende dei componenti della famiglia si intrecciano con altri personaggi. Tito stringe una buona amicizia con il reporter Dante, figlio di una compagna di liceo di zia Rachele con il quale intraprende un viaggio di piacere. Dante a sua volta instaura una relazione sentimentale con Irina, giovane donna russa molto affascinante, corteggiata e ammirata da tutti.
Sono raccontati in maniera sensuale ed elegante gli incontri amorosi di Tito che riscopre le gioie del sesso con la badante di zia Rachele.
Si descrivono minuziosamente gli screzi e i dissapori fra i figli e in special modo fra le figlie Teresa e Elisa che mal si sopportano.
La lettura inizialmente scorre lenta, a tratti un po’ noiosa intenta soprattutto a descrivere i personaggi che animano il romanzo. La storia sviluppandosi si rivela più avvincente facendo accrescere la curiosità per scoprire i segreti che celano l’ identità della madre di Tito, gradualmente svelati durante i numerosi dialoghi di Tito con zia Rachele, spesso interrotti per le condizioni precarie di salute dell’anziana signorina.
La vicenda è appassionante e si trasforma in un’autentica storia d’amore struggente e insolita. Un finale a sorpresa su un mistero da custodire a boccamurata, cioè rigorosamente a bocca chiusa. L’epilogo alquanto scandaloso è raccontato con sobrietà e sensualità regalando al lettore un’atmosfera sentimentale e romantica. Discreti e silenziosi si assiste alla storia di questa famiglia magistralmente descritta dall’autrice siciliana che vive e lavora a Londra, ambientata in una Sicilia moderna e contemporanea dove da sempre la forza dei sentimenti della e per la famiglia è vitale e basilare.
Quando inizio a leggere un libro nuovo, leggo la prima frase del primo capitolo e l’ultima frase dell’ultimo capitolo. E’ un “vizietto” che solitamente è di buon auspicio per una piacevole lettura. Anche questa volta vi rendo partecipi di questa mia abitudine riproponendo le due brevi frasi: la prima: “””Il cane graffiava contro la porta a vetri.”” e l’ultima: “”Se lo dici tu…-mormorò lei scuotendo la testa.””
Con l’ augurio di una piacevole lettura per questa originale e insolita storia d’amore tutta italiana.

Louise-Elle

 
Di Darth (del 07/11/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1349 volte)
Titolo originale
The eyewitness
Autore
Stephen Leather
Prima edizione
2003

Jack Solomon lavora nella ex Jugoslavia per la Commissione Internazionale per i Morti di Guerra. Il suo compito consiste nell’identificazione delle vittime della pulizia etnica e, una volta appurate le identità, della riconsegna dei resti alle famiglie di appartenenza. Nonostante abbia a che fare quotidianamente con orrori di ogni genere, Jack riesce a mantenere una certa professionalità e a non lasciarsi coinvolgere emotivamente. Questo, finché non viene chiamato per l’identificazione di un’intera famiglia (26 persone) ritrovata morta per asfissia all’interno di un camion-frigo gettato in un lago. La visione di questa atrocità, con i corpi perfettamente conservati dalla mancanza di ossigeno e la presenza tra i cadaveri di una bambina di appena tre anni avvinghiata al proprio orsacchiotto, faranno venire a Jack il desiderio irrefrenabile di scovare i colpevoli di questo abominio e consegnarli al tribunale per i crimini di guerra. Questa ricerca ossessiva porterà il protagonista a cercare l’unica superstite della famiglia trucidata (una ragazza poco più che adolescente) attraverso i bordelli di Sarajevo e quelli di Londra… trovandosi, suo malgrado, coinvolto coi mafiosi che gestiscono lo sfruttamento della prostituzione di entrambi i luoghi…
La forza di quest’opera di Stephen Leather (autore inglese di numerosi thriller) è la parte finale: quando entra nei meandri delle case di tolleranza più malfamate della Bosnia, dove le ragazze vengono stuprate a ripetizione da magnaccia e clienti, la sensazione di schifo e di sdegno prende possesso del lettore ed il pathos per il proseguo della storia è assicurato. In contrapposizione però ho trovato un po’ troppo lenti i primi capitoli, con la trama che stenta ad entrare nel vivo. Tutto sommato, un opera apprezzabile e consigliata (ovviamente) a chi piacciono i libri thriller.

Darth

 
Di Sansimone (del 04/11/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1588 volte)
Titolo originale
Fahrenheit 451
Autore
Ray Bradbury
Traduzione
Giorgio Monicelli
Prima edizione
1953

“Fahrenheit 451 è la temperatura a cui prendono fuoco i libri” questo è lo spot di un programma radiofonico di radio3 dedicato ai libri, mi incuriosiva questa cosa cosi ho letto l’opera di fantascienza di Bradbury.
Qualcuno potrà obbiettare che non si tratta di fantascienza purtroppo ma , quando è stato scritto nel 1953 sembrava fosse pura fantascienza.
Andiamo per ordine, siamo in un futuro non molto lontano dalla nostra epoca nel nord america, Montag, il protagonista, è un milite del fuoco che deve dare la caccia ai ormai pochi possessori di libri ancora in vita. Questo perché la società ha alienato qualsiasi forma di informazione culturale a eccezione della televisione che ormai è diventata interattiva con gli spettatori e ricopre le pareti interne delle abitazioni. Le persone non hanno più rapporti tra di loro, tutti i valori sono stati eliminati da le elitè che detiene il potere, la famiglia la morte la nascita i sogni, tutto cancellato e il vuoto riempito dalla televisione.
In questo contesto Montag un giorno incontra una ragazza diversa da tutte le persone fin o ad allora incontrate, grazie a lei si risveglia dal torpore in cui la società lo aveva sprofondato e inizia a pensare, inizia a rubare e a leggere i libri che dovrebbe bruciare fino a quando la sua stessa moglie non lo denuncia ai superiori ed è costretto a scappare inseguito da quelli che erano i sui colleghi.
Come dicevo all’inizio, all’epoca in cui è stato pubblicato questo era un libro di fantascienza, ma, ora può sembrare un romanzo ambientato nel nostro tempo ad ececcion fatta per alcuni accorgimenti tecnologici. Infatti, ormai le persone sono sempre più alienate nei confronti dei propri simili avendo come unico scopo quello dell’uniformità a quello che la piccola combriccola che tira le file della nostra società ci propina attraverso la televisione.
La mia speranza è che, come nel libro, ci sia sempre una piccola comunità d’uomini che ricerchino un briciolo di libertà e speranza per il futuro.

SanSimone

 
Di smarty (del 03/11/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1616 volte)
Titolo originale
La sombra del viento
Autore
Carlos Ruiz Zafon
Traduzione
Lia Sezzi
Editore
Mondadori
Prima edizione
2001

Credo sinceramente di essere stata stregata come i lettori di tutti il mondo da questo romanzo spagnolo che fin dalle prime pagine rapisce e catapulta in un mondo quasi dimenticato. L’autore, Carlos Ruiz Zafón, per me, come penso per molti altri, è uno sconosciuto così come lo è stato fino ad oggi “L’Ombra del Vento” anche se, come ho poi scoperto, ne sono state vendute quasi 5 milioni di copie. Mi sono chiesta allora cosa si racconta in questo libro di così interessante da diventare una delle grandi rivelazioni letterarie degli ultimi anni? Siamo a Barcellona, estate 1945, chi scrive è Daniel Sempere, all’epoca undicenne, che una mattina viene accompagnato dal padre, un libraio antiquario, in un posto segreto, il Cimitero dei Libri Dimenticati, un “santuario dove ogni volume che si vede possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie ad esso (...)E’ qui i libri che più nessuno ricorda, i libri perduti nel tempo, vivono per sempre, in attesa del giorno in cui potranno tornare nelle mani di un nuovo lettore, di un nuovo spirito.” Daniel, secondo tradizione, sceglie un libro che dovrà adottare, impegnandosi a conservarlo per sempre, a mantenerlo vivo, a difenderlo: L’Ombra del Vento di Julian Carax. La storia lo cattura per tutta la notte grazie agli innumerevoli intrecci propri di un romanzo avvincente (stessa analogia di chi legge il libro di Zafón). Daniel però vuole saperne di più di questo Carax, uno scrittore apparentemente sconosciuto, e scoprire come mai non ha avuto successo nonostante il racconto fosse così coinvolgente, cosa gli sia successo e perché le sue opere sono state bruciate. Dal passato cominciano ad emergere storie di passioni illecite, di amori impossibili, di amicizie e lealtà, di omicidi, di segreti custoditi a costo della vita che porteranno Daniel a coinvolgere le persone a lui più vicine e più care catturate dal mistero di Julian Carax e della sua vita, una vita che ha dei parallelismi con la sua. L’incalzante ritmo con il quale si alternano le scene, l’eccezionale tecnica di narrazione e una straordinaria proprietà di linguaggio rendono l’opera di Carlos Ruiz Zafón degna di successo soprattutto se si considera che la prima pubblicazione del libro nel 2001 è stata tutta a carico dell’autore. Oltre all’atmosfera incantata di Barcellona raccontata anche nei momenti più bui della guerra franchista e della successiva mondiale, mi è piaciuta moltissimo la suspence che ti accompagna il lettore fino alla fine impedendogli di intuire l’epilogo della storia e costringendolo quindi a rimanere incollato alle pagine come lo si resterebbe davanti al video di uno strepitoso film (strano che nessuno ancora abbia colto quest’opportunità). Per la cronaca molti dei locali citati nel libro esistono ancora come il famoso caffè Els Quatre Gats, e credo che semmai dovessi andare a Barcellona, un po’ per curiosità un po’ per sentirmi ancora parte di questo racconto, proverò a ripercorrere le strade e i viali descritti e a cercare la famosa villa maledetta degli Aldaya…..In ultimo sul sito dello scrittore c’è un divertente giochino per salvare le copie de L’Ombra del Vento, ma prima vi consiglio vivamente di tuffarvi nel mondo magico della sua storia.

Smarty

 
Di Sansimone (del 28/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 4611 volte)
Titolo originale
Il sergente nella neve
Autore
Mario Rigoni Stern
Prima edizione
1953

“Ho ancora nel naso l’odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato”, con queste parole inizia “Il Sergente nella neve”, scritto da Mario Rigoni Stern nel 1944 e considerato uno dei classici della letteratura del novecento.
Il romanzo inizia con il racconto degli ultimi giorni passati da un gruppo di alpini in un caposaldo sul Don per poi narrare la grande tragedia della ritirata del 1943. Questa in maniera molto sintetica è la trama di questo romanzo autobiografico.
Libri sulla ritirata del Don ne sono stati pubblicati parecchi, sia diari di reduci sia testi di storici, ma in quest’opera di Rigoni Stern ci sono alcune particolarità che lo rendono unico. Una di queste è sicuramente la breve distanza temporale che è intercorsa dalla ritirata alla stesura del libro, fatto questo che rende l’opera attendibile sotto il profilo storico ma soprattutto ricco di ricordi umani, non contaminati da sentimentalismi della memoria.
Un'altra particolarità è la totale mancanza dal libro di retorica, l’autore non denuncia la stupidità della guerra e non la esalta neanche con gli atti d’eroismo che ci sono stati. Nel libro c’è solo la cronaca di una tragedia vissuta da migliaia di persone in un paese straniero, che hanno lottato per mesi contro un esercito che non poteva essere chiamato nemico perché gli invasori erano gli italiani, lottato contro la piatta steppa russa e il gelo dell’inverno per riuscire a mantenere la propria umanità.
Nel diario c’è un alpino che pone al sergente maggiore Rigoni sempre la stessa domanda, “Sergentmagiù ghe rivarem a baita?”, è questo il solo pensiero di molti dei soldati spediti su quel fronte non voluto ma affrontato lo stesso e che per moltissimi è diventato purtroppo “baita”.
Marco Paolini ha tratto da quest’opera uno spettacolo teatrale con il nome di “Il sergente”, che tra l’altra proporrà in televisione martedì 30/10 in diretta.

SanSimone

 
Di Namor (del 25/10/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1852 volte)
Titolo originale
Imperium
Autore
Robert Harris
Editore
Mondadori
Prima edizione
2006

La storia viene narrata da un ormai centenario Tirone M. Tullio, colui che oltre ad essere l’inventore della stenografia, metodo di scrittura da lui ideato per trascrivere fedelmente e in tempo reale discorsi o interi comizi degli oratori di quel tempo, fu il segretario e l’assistente personale di uno dei più grandi oratori dell’antica Roma, ovvero il grande statista Marco Tullio Cicerone. Ed è proprio a questa leggendaria figura che l’autore di “ImperiumRobert Harris, affida l’onere di condurre il lettore nei pericolosi meandri della politica romana, dove in nome del potere, tribuni, aristocratici, senatori e consoli davano origini a subdole alleanze al fine di non perdere le loro posizioni di privilegiati verso la scalata al potere supremo!
E’ bene informare i lettori con una buona cultura di storia, che il libro nonostante sia ambientato in un periodo storico con avvenimenti e personaggi realmente vissuti come: Pompeo Magno, Crasso, Catilina, ed un giovane Giulio Cesare, non vuole essere una biografia di Cicerone o la fedele ricostruzione dei fatti che si svolsero all’epoca, ma trattasi di un romanzo avvincente dove l’intreccio fra il reale e il fittizio ha il puro e semplice scopo di appassionare il lettore, e non quella di stravolgerne la verità!
Il mio giudizio non può che essere positivo, “Imperium” ha il pregio di essere un romanzo molto scorrevole e coinvolgente, nonostante abbia come soggetto la politica durante il periodo dell’antica Roma.
Un doveroso grazie a Darth, per l’ottima scelta e per avermene fatto dono. ; - )

Namor

 
Di Darth (del 24/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 2851 volte)
Titolo originale
Gone, Baby, Gone
Autore
Dennis Lehane
Prima edizione
1998

Dennis Lehane è un romanziere irlandese divenuto famoso grazie al suo romanzo “La morte non dimentica” dal quale è stato tratto il film di Clint Eastwood “Mystic River” (vincitore di due premi oscar). Precedentemente al romanzo che l’ha reso famoso al grande pubblico, Lehane ha pubblicato cinque libri thriller ambientati a Boston con, come protagonisti, due coniugi investigatori privati: Patrick Kenzie ed Angela Gennaro.
Il romanzo di cui vado a parlarvi è il quarto in ordine di uscita, edito nel 1998, ma considerato il migliore della serie ed in procinto di uscire tradotto su pellicola nelle sale italiane (il 07 novembre 2007). Il film, che in America sta incassando parecchio, è stato diretto e sceneggiato da Ben Affleck e ha un cast di tutto rispetto tra cui Casey Affleck (Patrick Kenzie), Michelle Monaghan (Angela Gennaro), Morgan Freeman (Jack Doyle) ed Ed Harris (Remy Bressant).
La storia inizia con il rapimento di una bambina di quattro anni, Amanda McCready, figlia di una tossicodipendente e poco di buono. Gli zii, disperati, assumono la coppia detective per scoprire chi ha rapito Amanda e riportarla a casa. Pat e Angela (ovviamente) accettano il caso ed inizieranno ad indagare in collaborazione con i detective Jack Doyle e Remy Bressant della divisione “Delitti contro i minori”… ma quello che scopriranno nelle indagini metterà loro stessi in pericolo di vita, perché il rapimento è frutto di una trama molto intricata che coinvolge anche persone al di sopra di ogni sospetto…
Il romanzo di Lehane è scritto in maniera molto semplice e scorrevole e, fin dai primi capitoli, riesce a creare interessamento nel lettore tenendolo attento ed ansioso di scoprire l’evolversi della trama. Molto curata anche nei dettagli, la storia, nonostante molti concatenamenti, funziona bene e non lascia lati oscuri quando il tutto diventa chiaro (scusate il gioco di parole).
Buona lettura… o buona visione del film ; - )

Darth

 
Di nilcoxp (del 15/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1825 volte)
Titolo originale
 
Autore
 
Traduzione
Milvia Faccia
Editore
Edizioni Mediterranee
Prima edizione
 

Da una chiacchierata in spiaggia quest’estate, sono venuto a conoscenza dell’esistenza di questo libro. Trovo l’oriente e le sue filosofie di vita molto interessanti anche se non sempre comprensibilissime. Questo testo viene definito l’ideale completamento del Tao-Te-Ching, dell’Arte della Guerra di Sun Zu e dell’I:Ching. E’ suddiviso in trentasei parti, ed in ognuna viene descritto uno stratagemma e la sua applicazione storica nei conflitti cinesi e in quelli europei, nonché l’utilizzo moderno nel campo sociale, politico e commerciale che di tali idee se ne fanno. A loro volta però, gli stratagemmi sono riuniti in sei categorie: quelli da impiegare quando si è in posizione favorevole, quelli in caso di forze di eguale portata, quelli per un attacco diretto, quelli in caso di situazioni confuse, quelli per guadagnare terreno, e quelli da impiegare in situazioni disperate. Piacevole da leggere, illuminante nelle sue rivelazioni, il libro scorre sui binari dell’interesse e della conoscenza fino alla fine. Testo che vide la luce intorno al XV secolo, nell’epoca compresa tra la fine della dinastia Ming e l’inizio di quella Qing, raccolti in forma sintetica da monaci guerrieri. Ma l’origine storica di molti stratagemmi risale al periodo cinese degli Stati Combattenti (472-221 a.C.) e a quello dei Tre Regni (220-280 d.C.). Per concludere vi riporto il nome del primo stratagemma del libro: “Attraversare il mare ingannando il cielo”. Ciao ciao

nilcoxp

 
Di smarty (del 13/10/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 1957 volte)
Titolo originale
La bruja de Portobello
Autore
Paulo Coelho
Traduzione
Ana Belen Costas
Editore
Bompiani
Prima edizione
2007

“L’amore è.” Cos’è l’amore? Diamo una definizione di amore. Qualsiasi essa sia sarà riduttiva. L’amore non può essere definito, l’amore va vissuto. L’amore arriva, s’insedia e dirige tutto. Nell’ultimo libro di Paulo Coelho si parla di talenti, di passione, di peccato, di mondo terreno e spirituale, di Destino, di Grande Madre, di Dio, di Luce, di Energia, ma anche di Umanità, di solitudine, di mediocrità, di pregiudizio, di cosa è e non è “normale”, di cosa vuol dire normale, di intuizione….e di molto altro. 270 pagine divorate in una settimana. E’ il primo libro di Coelho che leggo perché personalmente l’ho sempre ritenuto l’ennesimo furbino che ha ben capito cosa la gente vuol sentirsi dire e ben felice di accontentarla si gonfia le tasche di soldi. Non che abbia cambiato idea, ma il libro mi è piaciuto. Mi sono immersa nelle testimonianze di chi ha conosciuto Athena, il personaggio principale, e vuole raccontarla, di come l’ha percepita e vissuta, perché “spesso la maniera migliore di sapere chi siamo è quella di cercare di scoprire come ci vedono gli altri”. L’originalità del libro sta nel come vengono intrecciate le storie, come se stessimo assistendo al funerale della protagonista, di cui non conosciamo nulla, e ascoltando i commenti dei cari radunati riuscissimo a farci un’idea di chi era. Ma chi è veramente Athena? Una figlia, una madre, una compagna, un’amica, un amore, una santa, una strega, una maestra, una discepola, una pazza, un’eretica, una posseduta……Athena è tutto questo e niente di questo. Ogni personaggio ne racconta una parte, un breve, ma intenso “viaggio” in sua compagnia, quel preciso momento della vita che ha vissuto insieme con lei, per lei, in funzione di lei. Mai nulla succede per caso e quella che potrebbe sembrare una coincidenza, è invece il risultato di un piano già scritto, di cui non sappiamo il fine; non si tratta solo di Destino, ma di contatto con l’Essenza. Athena è una donna decisa, determinata, illuminata, che si abbandona alla vita perché sia essa a guidare i suoi passi, che non si lascia impaurire da tutto quello che, agli occhi dei molti, può sembrare satanico e surreale, ma affronta il suo mondo con fiducia. Certo, durante il suo cammino si sentirà sola, disperata e incompresa, ma “sente che non si deve preoccupare perchè i cambiamenti che il destino provoca nelle persone sono favorevoli quando si sanno decifrare i messaggi contenuti in essi”. Athena si affida alle sue sensazioni, alla Grande Madre, si ascolta e prosegue la sua missione. A parte in alcuni punti dove il personaggio è spinto agli estremi e sembra di assistere alla nascita di un nuovo santone, il libro a mio avviso dà molteplici spunti di riflessione e di discussione. Non vi descriverò la trama perché il mondo di Athena non va raccontato, ma proprio come lei, va scoperto ma soprattutto vissuto: “Ti hanno mai insegnato ad amare? Eppure, come qualsiasi essere umano, ne sei capace. Come hai imparato? Non l’hai imparato: ci credi. Sì, ci credi – e dunque ami”.

Smarty

 
Di Namor (del 04/10/2007 @ 05:00:00, in libri, linkato 1479 volte)
Titolo originale
La Casta
Autore
Sergio Rizzo - Gian Antonio Stella
Editore
Rizzoli
Prima edizione
2007

Ricordo la prima volta che sentii parlare del libro-inchiesta di S.Rizzo e G.A.Stella, fu un amico a farlo, mi disse “sto leggendo un libro che è una cosa micidiale!” Davvero, replicai, come si intitola? “La Casta” rispose. Subito dal titolo pensai ad un volume erotico su qualche verginella, ma poi il mio amico tra le imprecazioni verso i protagonisti e gli elogi verso gli autori del libro, mi fece capire che si trattava di tutt’altro argomento!
Per chi ancora non ne fosse a conoscenza, vi trascrivo la prefazione originale del libro: Aerei di Stato che volano 37 ore al giorno, pronti al decollo per portare Sua Eccellenza anche a una festa a Parigi. Palazzi parlamentari presi in affitto a peso d'oro da scuderie di cavalli. Finanziamenti pubblici quadruplicati rispetto a quando furono aboliti dal referendum. "Rimborsi" elettorali 180 volte più alti delle spese sostenute. Organici di presidenza nelle regioni più "virtuose" moltiplicati per tredici volte in venti anni. Spese di rappresentanza dei governatori fino a dodici volte più alte di quelle del presidente della Repubblica tedesco. Province che continuano ad aumentare nonostante da decenni siano considerate inutili. Indennità impazzite al punto che il sindaco di un paese aostano di 91 abitanti può guadagnare quanto il collega di una città di 249mila. Candidati "trombati" consolati con 5 buste paga. Presidenti di circoscrizione con l'autoblu. La denuncia di come una certa politica, o meglio la sua caricatura obesa e ingorda, sia diventata una oligarchia insaziabile e abbia allagato l'intera società italiana. Storie stupefacenti, numeri da bancarotta, aneddoti spassosi nel reportage di due grandi giornalisti. Un dossier impressionante, ricchissimo di notizie inedite e ustionanti. Che dovrebbe spingere la classe dirigente a dire: basta.
Si signori avete capito bene, si tratta della nostra classe politica, quella che vergognosamente sta governando l’Italia, o meglio, quella che La sta affossando! Laddove i nostri concittadini sono costretti ad arrivare a fine mese con stipendi da fame, loro percepiscono compensi faraonici, ben 11 volte superiore a quello di un comune operaio che si spezza la schiena per otto ore al giorno e che per bere un caffè, o mangiarsi un panino durante la pausa lavorativa (sempre che ne abbia diritto) deve pagarlo a prezzo pieno con i soldi del suo misero salario, mentre questi “stipendiati” (come se ne avessero bisogno), oltre alla loro sostanziosa mensilità hanno diritto ad una diaria di 4.000,00 euro al mese per la loro colazione, pausa pranzo e spese varie. Ma non finisce qui la vergognosa disparità fra noi e loro, facciamo per esempio un confronto sulle pensioni, la minima di un politico é di 2.797,00 euro netti al mese e la massima di 8.592,00, contro i 516.46 della nostra minima ed i 1.200 più o meno di massima! Sarebbero questi i “signori” chiamati a fare il bene del paese? A me riesce difficile crederci, bisognerebbe mandarli tutti a casa! Io non so se l’iniziativa di Grillo con il suo V-day sia una delle tante soluzioni valide per mettere fine a questa ignobile casta, ma una cosa é certa, dobbiamo finirla di subire in silenzio, qui c’è in gioco il nostro futuro, e a loro del nostro futuro non gli importa un bel nulla!
Se avete ancora qualche dubbio in proposito, vi invito a leggere questo volume per rendervi conto degli intrallazzi che sono capaci di fare i nostri politici, e vedrete che anche in voi crescerà a dismisura la rabbia e la voglia di delegittimare persone che si danno alla politica con l’intento di fare solo i propri interessi, e non quelli del popolo italiano!

Namor

 
Di Sansimone (del 30/09/2007 @ 05:00:00, in Libri, linkato 2620 volte)
Titolo originale
Che cosa sono le BR
Autore
Giovanni Fasanella, Alberto Franceschini
Editore
Bur
Prima edizione
2004

Alberto Franceschini è stato uno dei fondatori delle Brigate Rosse, insieme a Renato Curcio. Arrestato nel 1974 ha scontato 18 anni di carcere per vari reati, ora lavora presso ARCI di Roma. Il libro in questione è il terzo scritto da Franceschini sul suo passato di brigatista ed è sotto alcuni aspetti rivelatore su lati ancora oscuri della storia delle Brigate Rosse.
In questo libro-intervista l’autore, coadiuvato da Giovanni Fasanella nel ruolo d’intervistatore, racconta come si è sviluppata in lui la convinzione che la lotta armata fosse l’unico modo per cambiare l’Italia. Parla della sua famiglia, unita nell’ideologia comunista ma divisa fra le diverse correnti. Racconta di suo nonno ex partigiano e stalinista. Di com’era la vita politica a Reggio Emilia negli anni 60, la forte avversità per tutto quello che non era comunista, l’incontro con Curcio e il trasferimento a Milano in clandestinità.
Da un punto di vista storico questo è l’aspetto più interessante del libro, il racconto del perché si è giunti alla formazione delle BR. Quali erano le spinte sociali e politiche che portarono centinaia di giovani allo scontro armato? Le spiegazioni di Franceschini a queste domande partono dalla fine della resistenza, con una parte dei reduci insoddisfatti della vittoria ottenuta e della guida politica del partito comunista. Oltre allo stimolo dato da alcuni ex partigiani, anche sotto forma d’armi, c’è anche la voglia di cambiamento che il 68 ha lasciato nei movimenti giovanili, non è stato un caso, infatti, che il gruppo di Reggio era formato quasi interamente da giovani della Fgci.
Un altro aspetto che risulta interessante è la teoria di Franceschini dell’infiltrazione all’interno delle BR di un gruppo di persone decise a sfruttare i movimenti dell’estrasinistra per fomentare la stagione della tensione. Questo concetto però è chiaramente una teoria dell’autore anche se avvallata da alcuni riscontri giudiziari, ma la magistratura ufficiale non l’ ha mai confermata.
In conclusione posso dire che è un libro molto interessante per chi vuole conoscere meglio il passato recente del nostro paese, da accostarcisi però con una certa indipendenza intellettuale.

Sansimone

 
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